Rectify – 2×07 Weird As You

Rectify - 2x07 Weird As YouCon “Weird As You” Rectify decide di mettere momentaneamente da parte le dinamiche familiari che hanno costituito l’ossatura di questa stagione per concentrarsi sugli avvenimenti relativi all’omicidio di Hanna.


Come è stato più volte sottolineato fin dalla prima stagione, il mistero relativo alla colpevolezza di Daniel non è mai stato una priorità per McKinnon, che ha preferito concentrarsi sull’analisi del reinserimento del protagonista nell’ambiente familiare e sociale tramite una scrittura talmente raffinata da non far rimpiangere allo spettatore lo scarso di minutaggio dedicato alla componente più propriamente crime della narrazione.
Rectify - 2x07 Weird As YouNonostante ciò, questa ci ha accompagnato silenziosamente nel corso di tutti gli episodi, contribuendo in maniera non marginale alla definizione e alla percezione del personaggio di Holden.
La straniante e allucinogena sequenza d’apertura è in questo senso una dichiarazione d’intenti, volta a comunicarci che è giunto il momento – sia per Daniel che per lo spettatore – di addentrarci nella selva dei ricordi alterati e rimossi di quella notte alla ricerca della verità.

I made it up.

Rectify - 2x07 Weird As YouL’episodio si incentra conseguentemente sul road trip di Trey e Daniel, dedicando solo poche scene agli altri personaggi. Tra queste spiccano quelle incentrate su Teddy e Amantha, in quanto volte a mostrarci  – probabilmente complice lo stato di alterazione di lei e la gioia della patenità di lui – un lato diverso del loro carattere e del loro rapporto. In questo modo gli autori riescono tratteggiare un ritratto più tridimensionale e complesso dei due personaggi, forse da diverso tempo relegati ad un ruolo dai contorni troppo definiti che rischiava di appiattirli su loro stessi. Vedere Amantha divertirsi con la collega e Teddy resistere alle pressioni di Foulkes, ma soprattutto osservare i due interagire in un modo totalmente inedito mostrando gentilezza e complicità reciproca, costituisce certamente una boccata d’aria fresca per entrambi i personaggi.

You’re like a time machine that don’t go nowhere but backward.

Rectify - 2x07 Weird As YouLe sequenze che vedono protagonisti Trey e Daniel trasferiscono sul piano del reale il tono allucinato e carico di tensione del cold open, soprattutto grazie all’ambiguità del personaggio di Willis, le cui intenzioni e la cui sincerità sono tutto fuorché assodate. Se nei passati episodi le rare sequenze dedicate a Trey potevano sembrare fin troppo avulse dal contesto e dal discorso principale, in Weird As You i due filoni narrativi si integrano alla perfezione: Daniel non ricorda nulla della notte dell’omicidio e di conseguenza la scoperta della verità non ha valore solo per lo spettatore, ma si inserisce a pieno titolo nel percorso introspettivo portato avanti da Holden. Al termine della puntata, però, né lo spettatore né Daniel possono dirsi più vicini alla verità, anzi: l’ambiguità delle parole e del comportamento di Trey e l’ennesimo scatto di violenza di Daniel non fanno altro che aumentare le domande e i dubbi circa l’accaduto; in questo senso il “Now you know you” rivolto da Willis a Holden non può non suonare come una beffa rivolta ad entrambi.

You are who you are forever.

Rectify - 2x07 Weird As YouIl ritorno di Foulkes e la proposta di patteggiamento non fanno che complicare ulteriormente la situazione, ricordando ai personaggi e a noi che la riconquistata libertà di Daniel è quanto mai precaria: molto presto tutti i pezzi del puzzle (penso ovviamente al comportamento di Trey ma anche all’incontro di Daniel con l’amante del senatore) potrebbero andare a comporre, a prescindere dalla realtà dei fatti, un quadro in cui l’innocenza di Holden non è contemplata.

 Nel complesso, con questa puntata Rectify riesce a coniugare mirabilmente la sua vocazione introspettiva all’avanzamento della trama, regalandoci un’ottima ora di televisione e preparando al meglio il terreno per gli ultimi tre episodi.

 Voto: 9

 

 

 

5 Risposte

  1. Dreamer88 scrive:

    Ci aspettavamo una svolta nella trama e questo è avvenuto; il ritmo di questa puntata è stato, escludendo le scene dove non era presente Daniel, inusualmente serrato (ovviamente considerando gli standard di Rectify). Il punto centrale dell’episodio, manco a dirlo, è stato il confronto tra Daniel e Trey che, come dice bene Simona nella sua recensione, aggiunge ulteriore ambiguità alla vicenda dell’omicidio di Hanna (ma, e questo è solo un parere personale, fa aumentare la mia convinzione che davvero Daniel non c’entri nulla e che sia stato effettivamente incastrato) mentre nulla di buono fa presagire la situazione che riguarda il processo, con il senatore che sicuramente non se ne starà con le mani in mano (sembra davvero deciso a passare sopra tutto e tutti, aspettiamoci un potenziale tsunami). Concordo con Simona, infine, anche sul discorso di come la puntata abbia regalato un ritratto più profondo dei personaggi di Amantha e Teddy (ce n’era un gran bisogno, soprattutto per il character di Ted Jr.).

     
    • Namaste scrive:

      Non lo so… anche per me, dopo questo episodio la posizione di Daniel diventa secondo me ancora più ambigua…. Lo stesso Trey sembra rivolgersi più volte proprio a noi spettatori, quasi a chiederci “ma siete proprio sicuri che D. sia innocente?”. Lui stesso non ricorda l’esatto svolgimento degli eventi e delle persone coinvolte o quantomeno fa molta fatica a scindere i suoi ricordi reali da quelli auto-indotti e forse in questo potrebbero di nuovo centrarci anche quelle pilloline colorate che annebbiano i riflessi e forse anche la memoria, una non-soluzione (se fosse questa) che mi saprebbe tanto di cliché narrativo da crime di quart’ordine e che in una serie come “Rectify” preferirei naturalmente non vedere.

       
  2. Egnio scrive:

    Sembra che in questa serie ci venga chiesto di credere.
    Non di scegliere cosa credere, ma fare un atto di fede, scavalcando il giudizio, aver fede che un individuo possa esistere oltre un singolo evento di cui non ha memoria, a fronte del resto della sua vita.
    Daniel è ancora quel ragazzo “strano” di venti anni prima calato nella stessa realtà, ma in un’altra è diventato uomo.
    E gli viene chiesto di definire nuovamente se stesso.
    Ma a chi lasceremo decidere la natura di Daniel, a quale ambiguità accetteremo di credere?
    La necessità di un giudizio circostanziato o la “rassegnazione” alla propria fede, è quello il confine su cui ci fa danzare Rectify.
    Quale verità è necessaria per definire un uomo?
    Considerazioni a margine (in barba a quanto detto):
    James Cagney (aka Ted jr) e l’Amanda calabrese sono un duo che spacca – i maroni, ma spacca.
    La moglie di Ted, di cui NON voglio ricordare il nome, è pronta per il regno dei cieli, quindi sbrighiamoci…
    George aveva una vita bellissima.

     
  3. alessandra scrive:

    Buongiorno. Secondo me il dubbio sulla colpevolezza o innocenza di Daniel c’è sempre stato, sin dall’inizio. Poi noi certo abbiamo subito simpatizzato per questo ragazzone, molto educato, inevitabilmente sempre “fuori sincrono” con e rispetto gli altri; sin dall’inizio abbiamo avuto la stessa ansia ed apprensione della madre, e cioè che ogni sua mossa si potesse trasformare in qualcos’altro, con una scala che va dal pasticcio alla tragedia, tanto più ora che ha molta più libertà di movimento. Poi questo suo seguire le persone, assecondarle, obbedire loro con così tanta, troppa facilità, ci fa tenerezza e un po’ vorremmo dire lui di tenersi un po’, di non concedere così facilmente la fiducia. E ci fa arrabbiare, proprio come con un ragazzino.
    Colpevole? Innocente? Questo probabile avvicinamento alla realtà non lo gradisco molto, avrei preferito vedere come poteva andare avanti il suo inserimento nella vita quotidiana; e so perchè: non vorrei scoprire che i dubbi avevano ragione, non vorrei vedere questo ragazzone capace di pensieri così profondi come un assassino.
    La madre e Ted jr. sono gli altri miei personaggi preferiti. La madre è ovvio il perchè: ha dovuto andare avanti con la sua vita e quella del resto della famiglia, ha dovuto quasi reinventarsi con la carcerazione e di nuovo con la liberazione di questo figlio. Ma questo fanno le madri.
    Ted jr. è il più umano, nel senso di più veritiero, sincero. Ha quel po’ di viscido che in fondo abbiamo tutti in qualche nostro cassetto segreto. E’ geloso, invidioso, deve sempre competere con quel fratellastro che gli ha sempre sottratto un po’ di bene dalla famiglia. Non è particolarmente intelligente, non è tanto carino, è una specie di fratello del figliol prodigo, quello che c’è sempre stato, non ha mai fatto niente di male, eppure è sempre lasciato indietro. Eppure, ancora, vuole bene alla sua famiglia, la madre di Daniel è sua madre, anche Amantha è sua sorella (bellissimo il sorrisetto di affetto mentre raccoglie le cartacce). Ama, sì, in modo spropositato, la biondina, così arrogante con la sua sicurezza nella religione, nella verità, anche se ferisce; così fredda e fiappa, floscia, a partire dalla vocetta e dalla parlata lentissima (sì, è del sud, ma anche gli altri sono del sud). Insopportabile.
    Ho notato che la parte onirica e di ricordo della prigione e dei suoi vicini di cella non ci sono più, segno forse che con questa puntata la serie ha proprio cambiato registro. Un non ritorno.
    Manca poco alla fine. Qualcuno sa se ci sarà una prossima stagione?

     
    • Simona Maniello scrive:

      Ciao Alessandra, purtroppo non ci sono ancora notizie riguardo l’eventuale rinnovo per una terza stagione.

       

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