The Killing – 4×02 Unraveling

The Killing - 4x02 UnravelingNonostante non vada più in onda sulla AMC ma sia stata ceduta a Netflix per realizzare i sei episodi conclusivi, The Killing non solo non ha perso un briciolo del proprio smalto, ma riesce a ricordarci il motivo per cui questa serie sia una delle più drammaticamente sottovalutate del panorama televisivo americano.

Sono poche le serie che possono vantare un salvataggio in extremis com’è accaduto a The Killing, fenomeno che non si è ripetuto una sola volta, ma ben due. Netflix ha deciso di darci la possibilità – in una distribuzione in blocco, com’è solita fare la compagnia – di dare un senso di chiusura al finale apertissimo e di enorme impatto che aveva caratterizzato la scorsa stagione.

Come abbiamo avuto già modo di vedere nella premiere di quest’anno, gli autori hanno preso la fortunata decisione di non accantonare sbrigativamente quanto accaduto con Skinner, cosa che avrebbe rischiato di azzoppare il personaggio di Linden, esempio di pregiata scrittura e superba recitazione. La donna, nonostante la sua esperienza e la sua capacità di saper mantenere il sangue freddo, è spezzata, disorientata, infranta in tante piccole schegge che è quasi impossibile ricomporre. Non solo il tradimento di Skinner si è rivelato in tutta la sua oscenità e crudeltà, ma adesso lei stessa è anche costretta a mentire e a ricordare. Ogni sparo è un sussulto, ogni sospetto è una ferita sanguinante.

I know women like you. You think by defying authority, you can get the respect you crave from your male colleagues. That’s not the way it works, Detective. Not in here, and not with me.

The Killing - 4x02 UnravelingIn tutto ciò, però, Linden era ed è una donna dalla grande forza combattiva: uno dei momenti più alti dell’episodio non può che essere lo scontro ormai senza quartiere tra le due Virago, due donne dalla forza spaventosa. Da un lato Linden e la sua volontà di scoprire la verità – ed è curioso che sia lei, che tende a credere a Kyle, quella più decisa a metterlo alle strette – e dall’altro Margaret Rayne, una donna a capo di un istituto a base militare di rieducazione. Un compito che sarebbe gravoso per chiunque e che il Colonnello gestisce con pugno di ferro.
Ma Margaret Rayne non è solo questo. Non è solo una donna d’un pezzo, rigida e severa quanto i suoi abiti le impongono, ma una che si è perfettamente inserita nel mondo maschile senza dimenticare o rinnegare del tutto gli aspetti più evidenti del gentil sesso. Già ne avevamo avuto avvisaglie nello scorso episodio, ma anche qui ci conferma come agisca e pensi anche come madre nel tentativo di aiutare Kyle a gestire una situazione che avrebbe distrutto chiunque.

It’s like with lions. Now, when you tame them, you gotta put them on a pedestal.
You make them believe that they’re looking down on you, when all eyes are actually on them, and you’re the one who’s really in control.

The Killing - 4x02 UnravelingDiversamente da quanto è successo nelle passate stagioni, stavolta è Linden ad aver bisogno di Holder. È lui che le ha protetto le spalle dopo quanto accaduto con Skinner, è lui che riesce a tenerla sotto controllo, sebbene non sia facile avere a che fare con una donna così potente e silenziosa. Holder non è più quel ragazzino spaventato che abbiamo conosciuto: è un uomo che vuole, disperatamente, prendersi le proprie responsabilità, essere quel good guy che sente di dover essere adesso che diventerà padre.
Holder deve compiere l’ultimo passo, l’ultimo scatto evolutivo che gli manca ma di cui possiamo già vedere i prodromi: non è un caso, infatti, che ceda alla tentazione di comprare i cereali – cibo solitamente associato ad un’età infantile/adolescenziale – ma che alle sue spalle vi sia il reparto per neonati. Una sorta di richiamo, una sveglia per un Holder che ormai non può e non vuole più permettersi passi indietro.

The Killing - 4x02 UnravelingA dover compiere una propria evoluzione, richiamato dall’ineluttabilità del Destino, è anche Kyle. Dopo la morte di tutta la sua famiglia, il ragazzo fa ritorno all’accademia militare, l’unico luogo che adesso può davvero chiamare casa. Un mondo a lui ostile, crudele, che parla attraverso la violenza verbale di Lincoln (a proposito, avete riconosciuto in Sterling Beaumon il piccolo Benjamin Linus?) e che non può che trovare sfogo nella brutalità del pestaggio. Solo in questo modo, nell’universo disumano in cui senza alcun riposo Kyle decide di tornare, può cominciare ad integrarsi, integrarsi davvero stringendo amicizie e rapporti.
Eppure non è tutto oro quello che luccica. Con un’ottima strategia narrativa, la certezza dell’estraneità di Kyle ci viene (in parte) strappata via dall’apparire della ragazza, le cui impronte digitali si trovano in ogni piano della “villa degli orrori” e le cui parole fin troppo esplicite lasciano immaginare che ci sia dell’altro che non ci è ancora dato sapere.

Anche questo secondo episodio, ancor più del precedente, ci pone di fronte ad un prodotto che avrebbe meritato molta più attenzione di quella che ha, purtroppo, ricevuto. Si tratta di una serie che riesce a scendere in profondità nell’animo preferendo seguire la via del silenzio, dei dettagli, delle tracce sottili. E così, sempre più vicini ad una conclusione che ormai è inevitabile, ci prepariamo all’ultimo apogeo che questa serie potrà regalarci.

Voto: 8 ½  

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

2 Risposte

  1. Federica Barbera scrive:

    E’ veramente un peccato che si chiudano qui le vicende di Linden e Holder. Insieme sono una vera forza, hanno una potenza scenica individuale e di coppia eccezionale, per non parlare anche della carica “comica” che sarebbe un errore considerare solo da parte di Holder – al netto delle tragedie personali, Linden è stata costruita con un ottimo potenziale ironico e si vede.
    Non so come gestiranno questa vicenda in soli altri 4 episodi, però spero che sappiano mettere giù bene la storia perché purtroppo l’aspetto strettamente investigativo non è mai stato la punta di diamante della serie.

     
  2. SerialFiller scrive:

    Oramai vedo Breaking Bad ovunque…
    dopo la WW in gonnella in OITNB, i cold open di Utopia identici qui in The Killing l’atmosfera di ineluttabilità e di devastazione del percorso di vita dei personaggi non può non ricordarmi quella di WW e Jesse.
    E mi basta questo per amare questa sottovalutatissima serie e questi sottovalutatissimi attori.

     

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