The Killing – 4×05 Truth Asunder

The Killing – 4x05 Truth AsunderIl finale della quarta puntata ha aperto ad una sorta di doppio epilogo, arrivando a un punto di non ritorno senza precedenti, una di quelle cosa da cui non si può più prescindere e che certamente segneranno questi due ultimi atti.

Giunge così quasi alla fine la quarta e ultima stagione di The Killing, serie martoriata se ce n’è una, che dimostra di poter essere migliore a ogni rigenerazione. Questa volta poi si stanno toccando vertici qualitativi davvero inediti, che senza dubbio ci procureranno grande nostalgia una volta che sarà tutto finito. Sarà il formato (60 minuti), sarà la nuova gestione (Netflix), sarà la necessità di chiudere qualcosa che da sempre si è ostinata a rimanere aperta, saranno i soli sei episodi stagionali, ma quest’annata conclusiva non ne vuole sapere di fare passi falsi.

You don’t know shit.

The Killing – 4x05 Truth AsunderSin dall’inizio della stagione il mistero legato a Kyle e alla sua famiglia è stato avvolto da una patina di ambiguità importante, giocando da una parte con i topoi militareschi, dall’altra con la solida struttura narrativa ereditata dal finale della terza stagione. Le vicende che ruotano attorno a Kyle, Margaret, A.J. e Lincoln arrivano finalmente a un punto nodale, senza però abbandonare la loro funzione principale, ovvero quella di specchio per i due protagonisti. Come sempre più intensamente è accaduto per Linden e Holder, il caso in cui si imbarcano riflette in maniera più o meno deformata i loro conflitti e le loro inquietudini.
L’adolescenza turbolenta del giovane cadetto è tormentata da persecuzioni al centro del suo passato rimosso, come veniamo a scoprire sul bellissimo finale d’episodio. A costituire un determinante quanto malefico triangolo sono Margaret e i suoi due cadetti preferiti, A.J. e Lincoln, personaggi sempre più sfaccettati e dai rapporti sempre più perversi; tuttavia, non tutto è come sembra (frase cardine della stagione), vista l’ambiguità che caratterizza il legame tra Margaret e Kyle, ineludibile quantunque ancora avvolto nel mistero. Da questo punto di vista l’ultimo episodio si prospetta tesissimo, visto il finale e i ricordi di Kyle che sembrano tornare di gran carriera.

I misjudged you. You’re even more incompetent than I thought.

The Killing – 4x05 Truth AsunderCosa succede ai nostri due detective preferiti? Succede che la vita privata e il lavoro si sono intersecati in maniera pericolosa, andando a minare non solo la fiducia reciproca, ma anche la stabilità lavorativa di ciascuno di loro. Uno degli espedienti vincenti di questa stagione è la scelta di portare dall’altra parte della barricata Linden e Holder, i quali, nonostante non siano mai stati professionisti integerrimi, sono sempre stati saldamente dalla parte della legge. Quest’anno no. Quest’anno il fuoco sacro della giustizia è affidato a Reddick, personaggio sulle cui potenzialità non avremmo scommesso un penny, ma che si sta rivelando fondamentale alle logiche narrative stagionali, aiutato anche dall’ottima interpretazione di Gregg Henry. Come un segugio che fiuta la preda, Reddick arriva tassello dopo tassello alla verità, tallonando i due protagonisti e cercando in tutti i modi di procurare loro una scappatoia. Il valore aggiunto di quest’anno è quello di far parteggiare gli spettatori per un’assassina e sperare in tutti i modi che la Legge rallenti il suo corso, ribaltando completamente i rapporti di forza rispetto al passato. I meccanismi di identificazione si fanno così molto più complessi: noi siamo Linden, con i suoi drammi, le sue colpe e la sua incrollabile volontà; ma siamo anche Holder, testimoni di un’omicidio che fatichiamo sempre di più ad occultare. Solo il finale potrà dirci come si sarà deciso di sciogliere questa vicenda: le prospettive non sono certo rosee.

I know women like you, alone in the world. No one to come home to, nothing but an empty house.

The Killing – 4x05 Truth AsunderSolo sei episodi ma tante carte vincenti sfoderate in questa stagione. All’elenco si aggiunge anche Margaret, personaggio che sin dalla premiere è spiccato per carisma, ambiguità e forza d’animo. Il penultimo episodio è l’occasione per vederla all’opera su entrambi i fronti: abbastanza semplice la gestione dei cadetti che la vede nel ruolo di matrona incontrastata; molto più difficile e sfumato il rapporto con l’esterno, in particolare con Linden e Holder. A questo proposito le due donne confezionano una delle sequenze di dialogo più belle dell’episodio: un campo e controcampo che fonde l’una nel volto dell’altra, un faccia a faccia in cui ogni battuta non ha mai un significato univoco, proprio come quel “not everything is always what it seems, detective” che lancia Margaret dritto in faccia a Linden e che rimanda alla colpevolezza di quest’ultima.
Si tratta di un turbine di immedesimazioni che coinvolge personaggi e intere famiglie, specie quella di Sarah, qui costretta a fare i conti con la madre e col figlio in maniera decisiva. Rispetto alla prima, si scopre finalmente qualcosa in più sul passato della protagonista, sull’adolescenza in gran parte traumatica, che dice molto dei casi che Linden si è trovata a risolvere. L’ossessione per storie simili alla sua, di abbandono e di famiglie lacerate, è quasi un auto-esorcismo, una terapia permanente. La fragilità di Sarah piomba anche sul figlio Jack, che scopriamo essere tornato per farle compagnia e lo capiamo insieme a Sarah: la svolta catapulta noi e lei in una malinconia che le spezza il cuore, ma le fa anche aprire gli occhi sul suo presente, come testimonia quel saluto in aeroporto, che ha tutta l’impressione di essere l’ultimo.

Reddick has nothing.

The Killing – 4x05 Truth AsunderReddick non ha nulla. No, Reddick ha tutto. Tutto e il contrario di tutto.
Un altro modo per dire ci siamo solo noi due. Noi due con la nostra auto, con i nostri traumi e le nostre memorie. Noi due e nulla più, né figli, né mogli. Con un bambino in arrivo, però, Holder si fa più sensibile, più esposto al ricordo dei legami passati, specie con alcune delle ragazze della scorsa stagione, in particolare Kallie e Bullet. Holder e Linden, rigorosamente chiamati per cognome quando sono insieme, sono sull’orlo di una crisi di nervi come mai è capitato in passato, ma soprattutto sono a pochissimo dall’essere uno contro l’altro. Il litigio finale è il climax della loro storyline: tra insulti e frasi infamanti, ciascuno dei due mette alla berlina le debolezze dell’altro, i difetti più evidenti e quelli più reconditi, con il solo obiettivo di ferire; ciascuno si fa forza della cosa che fino ad ora li ha uniti per sferrare il colpo al cuore, un colpo di rabbia, nervoso, inconsapevole, del quale entrambi presto si pentiranno.
Si termina a un bivio, Holder è messo spalle al muro da Reddick nel momento in cui è più fragile; ma non cede, resiste fieramente, a costo di perdere tutto, lavoro moglie e bambino, perché il rapporto con la sua partner è ciò che lo fa sentir vivo più di ogni altra cosa. Tuttavia Linden, che li ha spiati da lontano, capisce il contrario e la strenua resistenza di Holder potrebbe rivelarsi tanto nobile quanto vana.

Manca solo un episodio alla fine di una stagione straordinaria, che al suo penultimo passo assesta un colpo di grandissima qualità.

*  Ricordiamo agli appassionati di The Killing, di serie TV in generale e di cinema che il serie finale sarà diretto da Jonathan Demme

Voto: 9

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

4 Risposte

  1. SerialFiller scrive:

    Mi mancherà questa serie. Recuperata da un mese è gia finita che peccato.
    Episodio eccellente e carichissimo.
    Daccordo su tutto ma nom sulla qualità complessiva eccelsa della stagione sia perché credo la terza sia stata una stagione migliore e aia perché i momenti di svolta di questa stagione aono stati delle tremende forzature a mio avviso come ho commentato a proposito degli episodi precedenti.

     
    • Attilio Palmieri scrive:

      La mia opinione è che l’intera serie sia un continuo crescendo, dove ogni stagione è migliore della precedente. La quarta per me è stata nel complesso eccezionale, persino più dell’ottima terza. Credo che molto dipenda dalla nuova gestione, dal formato più lungo, da personaggi sempre più densi e dalla necessità di chiudere lo show.
      Ne parleremo poi meglio nella recensione del finale, ma a me sinceramente non interessa quasi nulla di eventuali forzature o presunte tali, perché il lavoro fatto sui due protagonisti quest’anno ha una forza ancora maggiore che in passato, sia per la loro posizione liminare rispetto alla legge, sia per l’intrecciarsi dei loro rispettivi conflitti individuali. Poi vabbé, il finale l’ha diretto Demme, e si potrebbe non aggiungere altro, se non che altre serie purtroppo non hanno avuto questa fortuna (ci sarà un motivo se dagli anni Cinquanta chiamiamo i registi Autori?).

       
      • SerialFiller scrive:

        Sono anche io entusiasta della serie ma sinceramente non posso tollerare e non far pesare sulla stagione le grandi forzature su Linden ed Holder.
        Entrambi si suicidano praticamente confessando il proprio crimine, il primo ai narcotici anonimi, la seconda tornando sul luogo del delitto.
        Un doppio istinto suicida e una quadrupla forzatura se consideriamo le presenze dell’informatore e della moglie di skinner al posto giusto al momento giusto.
        Siamo lontani dai fasti di breakingbadiana o sonsofanarchiana memoria sui dettagli.

         
  2. alidiseta scrive:

    Che serie magnifica e purtroppo molto sottovalutata. Grazie per la recensione, non vedo l’ora di poter leggere quella del series (sigh!) finale.

     

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