The Leftovers – 1×06 Guest

The Leftovers - 1x06 GuestTra questionari impersonali e identità rubate, conferenze e schemi da (ri)trovare, questa settimana The Leftovers abbandona il solito schema narrativo per replicare i fasti del riuscitissimo (merito anche di un grandissimo Eccleston) terzo episodio.

 Focalizzandosi su Nora Durst, che fin dal pilot ha catalizzato l’attenzione e curiosità in primis dei personaggi, poi degli spettatori, la serie tenta di portare una ventata d’aria fresca a vicende che risultano essere già prevedibili e scontate: Guest cerca l’attenzione del pubblico tramite il cambio di location e l’accenno di un futuro positivo per i protagonisti. La serie fino ad ora ha infatti sofferto fin troppo della sua introspezione – accentuata e talvolta ridondante – e tragicità; quindi non può che sfruttare, vedremo se in positivo o negativo, un cambio di rotta di questo tipo, mettendo allo stesso tempo le sue carte in tavola e svelandosi così nelle sue piene potenzialità.

“Isn’t that what we’re supposed to be looking for, a pattern?”
“It’s only a pattern for you.”

The Leftovers - 1x06 GuestL’episodio, dopo una parentesi introduttiva che ci ricorda la mansione della protagonista, ci regala una scena dalla forza quasi icastica, che diventa una vera e propria chiave di lettura dell’episodio e della serie.
La protagonista si reca a fare la spesa e, volontariamente, compra ciò di cui anche i due figli e il marito scomparso hanno bisogno: nella semplicità di un atto del genere, risposta ad un vuoto interiore mai colmato e manifestazione di un dolore inesprimibile a parole, si celano infinite letture del personaggio. Infatti, desacralizzare un evento così semplice e simbolo del quotidiano, che rimanda all’area semantica della famiglia e al concetto di casa come luogo accogliente in cui non sentirsi guest – ospiti estranei alle vicende – significa alienare i personaggi dalla (ir)realtà in cui vivono.

Ma questa realtà non può essere definita tale se costruita sulle menzogne e sulla finzione quotidiana: il riconoscimento del fallimento dell’individuo, schiacciato non dalla società ma da una forza superiore e inconoscibile, si affaccia prepotente come nuovo propulsore della narrazione. L’uomo non può nulla nei confronti di catastrofi più grandi di sé; alla luce di tale presa di coscienza, cosa rimane da sperare a coloro che sono rimasti indietro?
Nel baratro di un dolore senza fine, che deriva dalla perdita congiunta alla non-conoscenza, la necessità di trovare un motivo per cui lottare, per cui cambiare, si fa sempre più prepotente.

Do you want to feel this way?

The Leftovers - 1x06 GuestHope. It’s your weakness.” dirà un Wayne redivivo ad una Nora piuttosto sconvolta in seguito ai diversi eventi che l’hanno portata al cospetto dell’uomo, la cui storyline, nonostante questa breve apparizione, risulta ancora slegata dalle altre e priva di reale interesse.
Tra le pareti squallide e macilente di una casa che ha visto milioni di volte quella stessa scena, il dolore di Nora viene analizzato, guarito. Perché nessuno vuole vivere in quel modo, soffrendo a tal punto da non riuscire a respirare, ricorrendo ad ogni metodo possibile per ricordare a se stessi che si è ancora vivi.

La speranza che dovrebbe aiutarci a superare la perdita si trasforma nella zavorra da cui liberarsi per poter vivere davvero e pienamente, consapevoli che ciò che si è perso non tornerà più indietro.
Mentre il resto dei legacy si ammassa al di fuori delle strutture per protestare (e/o ruba identità per sciorinare le proprie fatalistiche teorie su quanto avvenuto tre anni prima), una nuova vita rinasce dalle ceneri della propria morte:  libera da quella speranza di poter riavere i propri cari indietro; libera dal dolore di sperare che siano ancora vivi e che quelle ambiguous loss possano diventare reali – tangibili – loss.

Why no question mark? “What’s next,” period. I mean, no offense, but it’s not like you know what’s next.

The Leftovers - 1x06 GuestSe da un lato il guest del titolo non è altri che Nora, ospite non solo della conferenza ma anche della propria vita –  guscio vuoto pieno di spettri della vita passata -, lo stesso spettatore, innanzi alla sofferenza mostrata episodio dopo episodio, diventa un ospite sgradito, un estraneo che assiste ad uno spettacolo talvolta difficile da sopportare. E così come l’intero arco narrativo di Nora può essere visto come l’esemplificazione della visione alla base della serie, la stessa, esulando in maniera particolare dalla semplice categoria di racconto corale, diventa settimana dopo settimana una declinazione del dolore e delle sue conseguenze in tutte le sue più varie forme.

 In your opinion, do you believe the departed is in a better place?

The Leftovers - 1x06 GuestChe cosa ci spinge ad andare avanti? Cosa rende la nostra vita degna di essere vissuta, una volta che tutte le persone a cui tenevamo sono misteriosamente scomparse?
Una delle tematiche più efficaci su cui The Leftovers decide di soffermarsi puntata dopo puntata riguarda l’accettazione del dolore nella vita quotidiana, lo sforzo titanico compiuto da ognuno dei protagonisti – ognuno, a modo suo, un sopravvissuto – nel ritornare a vivere in una realtà che ai loro occhi appare sempre più estranea e aliena, nonostante gli sforzi. La difficoltà insita nell’accettazione di una scomparsa può essere considerato il cardine attorno al quale ruotano le non-vicende dei nostri protagonisti.
Ma se da un lato è evidente il tentativo di cambiare – spostare la propria traiettoria verso nuove situazioni e nuovi incontri – effimero è il risultato, come questo Guest ci insegna: non si può andare avanti se si è ancora ancorati al passato. E dal passato non si scappa ma – al contrario –  si impara la lezione più importante, quella che ci permetterà di correre verso un futuro più luminoso: il segreto per superare il dolore sta nella completa accettazione della futilità dell’uomo, che nulla può nei confronti di ciò che è già avvenuto.

The Leftovers - 1x06 GuestCosì come il tentativo perpetrato dai nostri personaggi risulta talvolta inconcludente, la stessa serie appare arrancare nei meandri di una scrittura troppo pretenziosa ed esigente nei confronti del pubblico –  si tratta pur sempre di un prodotto di fruizione della massa, che pertanto deve poter essere godibile, giocando con registri diversi e fornendo più livelli interpretativi, senza riuscire, eccezion fatta per alcune scene o personaggi, ad ottenere l’attenzione del pubblico e a sfruttare appieno le potenzialità insite nel prodotto stesso.

Nonostante la qualità indubbiamente elevata dell’episodio, la sensazione che sembra pervadere l’intera serie non fa ben sperare per quel salto – qualitativo ed emozionale –  che tutti stiamo aspettando fin dal primo episodio.

Voto: 6,5

 

Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.

33 Risposte

  1. SerialFiller scrive:

    Credo che passrò le prossime 4 puntate a difendere the leftovers e a sottolineare non tanto il mio disappunto per la recensione ma soprattutto per il voto.
    6,5? 7,5-8 questa puntata se lo merita. Per me è risultata molto più ben fatta, emotivamente devastante di quella cn Ecclestone.
    C’è poi una cosa scritta nel finale di recensione che proprio mi ha lasciato perplesso. “la stessa serie appare arrancare nei meandri di una scrittura troppo pretenziosa ed esigente nei confronti del pubblico – si tratta pur sempre di un prodotto di fruizione della massa, che pertanto deve poter essere godibile”.
    Mad men è sempre godibile?Rectify intrattiene? The wire non aveva momenti di apparente stanca? Se vogliamo giudicare una serie da come intrattiene la massa e rende godibile il prodotto allora vi prego di andare ad abbassare tutti i voti di mad men, rectify e altre serie “lente” e “complicate” di almeno 2 punti.
    In questa puntata ho provato un angoscia pazzesca e l’angoscia è una sensazione, un emozione e credo che una serie che riesca a trasmettere in maniera cosi forte questo tipodi emozione sia una serie fatta benissimo. Che poi vogliamo puntualizzare che la serie non accelera, non ha una svolta e non affronta il mistero come tutti ci aspettavamo ok va benissimo sono il primo a dire che questa è una serie in generale al massimo da 8, ma da 6,5 proprio no. Questi voti li date a true blood, inizialmente li davate ad under the dome, the following, revolution e non mi pare qui si stia parlando di trashate e orribili serie o quasi come quelle.
    Qui si sviscerano stati d’animo complessissimi da raccontare e secondo me lo si fa tremendamente bene.
    Nora è una che paga 3000 dollari per farsi sparare sul giubbotto antiproiettile, che divorzia per aver saputo di essere stata cornificata, che fa la spesa per i suoi bambini nella speranza che ritornino e che dopo 3 anni ha una prima botta di vita nella suite dell’albergo della convention. Inoltre vediamo questo santone fantomatico finalmente all’opera. Nora nella sua pragmaticità risulta donna di fede intesa in senso stretto e non spirituale o religioso, Spera infatti nel ritorno dei departed, paga 1000 dollari per vedere cosa cìè dietro quella porta e crede riflettendosi negli occhi delle persone che intervista che in fondo prima o poi i propri cari possano magicamente tornare.
    L’episodio è di fattura eccellente secondo me e ci mostra l’ennesimo personaggio spezzato e morto dentro in un mondo appunto irreale che vuole vivere una vita normale quando questo è ormai impossibile.
    Mi dispiace vedere questi voti soprattutto perchè io sono uno di quegli utenti che si fida ciecamente di voi e se devo iniziare una serie controllo(per non spoilerarmi leggendo tutta la recensione) tutti i voti che date alla serie che vorrei iniziare a vedere e se i voti son bassi non la guardo. Ad esempio ieri ho finito di guardare doctor who dopo 2 mesi di recuperone integrale e son felicissimo di averlo fatto. H deciso di guardarlo dopo aver visto il triplice 10 che avete dato “the name of doctor” , “the time of doctor” e the day of doctor”. Se a quelle 3 puntate avesse messo 6,5 probabilmente io non avrei mai guardato doctor who. Se per mia curiosità non avesi visto te leftovers sin dall’inizio oggi leggendo i vostri voti non mi sarei affacciato neppure a guardarla la serie ed ecco perchè mi lacia molto perplesso questo voto ed i voti in generale dati agli episodi della serie fino a questo momento.

     
    • Federica Barbera scrive:

      @SerialFiller:
      considera sempre che ogni cosa che si scrive è chiaramente figlia del giudizio personale. Ci fa piacere sapere che per iniziare una serie dai un occhio a come noi la recensiamo, e ti ringraziamo, però come potrai ben immaginare è impossibile che questo possa sempre coincidere con le tue aspettative o i tuoi giudizi effettivi.
      Annalisa argomenterà meglio visto che la recensione è sua, ci tengo solo a dire che – come sempre – il paragone dei voti con altre serie non sta mai molto in piedi: ogni serie ha una sua propria scala di valori, e un 6 1/2 di falling skies non può e non deve essere paragonato ad un 6 1/2 di the leftovers.
      Nel caso specifico, evidentemente Annalisa – che mi pare abbia parlato comunque bene delle scelte dell’episodio – ha dato più peso al suo inserimento all’interno della storia e al fatto che giunti ormai al sesto episodio ci si stia trascinando stancamente verso una direzione non chiara.
      Però ecco, ricordiamoci sempre che il voto è rappresentato da un numero, esiste tutto il resto della recensione su cui si può discutere.

      A livello personale, condivido grossomodo il giudizio di Annalisa. Mi è anche piaciuta eh, ma non riesco quasi più a trovare la voglia di andare avanti a vedere le puntate perché mi sembra si aprano molte più domande delle risposte che si riescono a dare, e alla lunga questo stanca (e io non sono una che cerca risposte ovunque, però non si può tirare sempre troppo la corda). Questo non vuol dire che a livello qualitativo l’episodio non sia apprezzabile, ma una puntata va giudicata nel complesso, che è fatto non solo di qualità intrinseca, ma anche di percorso e di posizionamento all’interno della stagione. Ci sarà sempre chi valuterà questo più o meno rispetto alla puntata, dipende dall’approccio ad una serie: ecco perché vedere solo il voto senza considerare l’argomentazione che sta dietro risulta decisamente fuorviante e spesso non adeguatamente contestualizzato.

       
      • SerialFiller scrive:

        La mia non voleva essere un offesa al recensore anche perchè parlavo in generale dei giudizi e dei voti dati a the leftovers finora. Io sono il primo a criticare la serie e lo dico davvero non per alleggerire la portata delle cose che ho detto, però vedo davvero un po troppo pessimismo e voti troppo troppo bassi che giustificherebbero una serie pessima che invece non credo sia the leftovers tutto qui,
        Nel caso specifico non mi trova daccordo la giustificazione del voto basso, ovvero la scarsa fruibilità per la massa. COn questo tipo di giustificazione Grey0s anatomy dovrebbe prendere 10 ad ogni episodio….

         
        • Federica Barbera scrive:

          Guarda, secondo me c’è un fraintendimento sul concetto di fruibilità. Nessuno qui dice che il prodotto è fruibile se e solo se è da cretini o se non dà adito a pensieri più complessi; è che – e ripeto, questo è il mio parere personale – un conto è giocare con il mistero e una narrazione non chiarissima per accattivare il pubblico, un altro è esagerare e far diventare questo metodo pretenzioso e tirato un po’ troppo per le lunghe. Mi dà spesso l’impressione che si esageri su questo tipo di esposizione perché il punto sembra più quello di fare i fighi che non quello di raccontare.

          Io onestamente davanti alle puntate spesso mi annoio, per lunghi segmenti; e mi spiace, perché colgo che quello che c’è di fondo mi interessa, ma non trovo che stia uscendo in modo adeguato. Quindi capisci che, sempre secondo me, io posso anche dire che una puntata ha tematiche meravigliose (esempio Nora e il suo modo di affrontare il dolore), ma che non le manifesta in un modo adeguatamente fruibile. Che non vuol dire banalmente “è complesso”, anzi, vuol dire che la fruizione da parte mia è bloccata da “altro”.
          Anzi, a maggior ragione perché ha un ottimo materiale a me fa venire i nervi che non riesca ad esprimerlo a dovere.
          E’ chiaro che ci sia una differenza sostanziale tra una visione come la mia e una come la tua, ma questo è per dire che almeno dal mio punto di vista quel concetto espresso da Annalisa trova la sua motivazione in una scrittura che non coinvolge nel suo essere troppo pretenziosa, ed è ad esempio una cosa che non direi mai di Mad Men, che sì, per me è sempre godibile anche quando è lenta e complessa, ma perché è scritta proprio in un’altra maniera.

           
    • Annalisa M. scrive:

      SerialFiller nonostante Federica abbia espresso al meglio quanto intendevo sia con il concetto di fruibilità di un prodotto sia dando quel voto piuttosto di un altro volevo comunque rispondere ai tuoi dubbi.
      Innanzitutto ritengo il voto solo una parte accessoria della recensione: è comunque un numero arbitrario che mi sta ad indicare un giudizio, ma tale giudizio viene sviscerato prima dalle mie parole nella recensione ( e spero, in questo caso come negli altri, di essere riuscita a far capire le motivazioni dietro quel determinato voto) . Detto ciò, capisco perfettamente che tu possa non concordare con il voto dato, ma vorrei che tu capissi che in nessun modo io intendevo sminuire il livello qualitativo dell’episodio ( altrimenti non hai “grassettato” quell’ultima frase) ma volevo far capir dil mio punto di vista già espresso durante la recensione: le buone idee ci sono, ma non vengono sfruttate al meglio, e , di questo passo, non riesco ad aspettarmi un miglioramento dalle prossime puntate.
      Per quanto riguarda il discorso della fruibilità Federica ha espresso a pieno quello che è il mio parere: fruibilità è la capacità di un determinato prodotto di essere leggibile su più livelli: c’è chi segue una serie e non si ferma a riflettere, chi lo fa ecc. E in questo contesto entra il fatto che la serie dev’essere godibile, guardabile e apprezzabile proprio come prodotto per il pubblico… elemento
      che in The Leftovers secondo me fino ad ora non c’è stato.
      Per quanto riguarda i paragoni devo purtroppo dissentire: credo che nessuno dei tali sussista, perché sono serie che della lentezza hanno fatto una cifra stilistica che è comunque sempre apprezzabile, perché sormontata da una buonissima scrittura e da una solida trama. Spero di essere stata il più chiara possibile :)

       
      • SerialFiller scrive:

        Cara Annalisa il mio non voleva essere un attacco personale a te o ai recensori di seriangolo, grazie a voi ho scoperto una marea di capolavori e evitato di perder tempo con altri disastri. Questo è un sito che frequento quotidianamente e partecipo sempre attivamente quando posso cn grande piacere e devo dire che nel 90% dei casi mi trovo daccordo su tutto.
        Il voto è accessorio sono daccordissimo, quel che più conta è il succo della recensione e la tua devo dire che è ampiamente condivisibile. Proprio per questo non mi aspettavo quel voto e non mi aspettavo quella motivazione sinceramente ed ho espresso il mio dubbio.
        Sulla questione voto io vorrei un attimo dire la mia. Il voto è qualcosa di sindacabile, ipersoggettivo e quant’altro ma credo che sul voto finale ad una serie o ad un episodio non possa pesare quella che è l’aspettativa del recensore o dello spettatore. Mi spiego meglio. Se the leftovers genera enormi aspettative e poi si rivela solo una buona serie secondo me è giusto spiegare nella recensione che la serie delude le attese ma poi nel voto essere oggettivi e dunque dare alla serie o episodio il voto che merita spogliato delle attese. Per me the leftovers in questo è un esempio. Essa è una serie che ha sinceramente deluso anche me perchè mi aspettavo di più, di meglio e qualcosa di diverso ma se devo dare un voto alla serie confrontadola con tutte le serie che conosco non posso darle 6 ma devo darle almeno 7,5 e a questo episodio almeno 8. Altrimenti si corre il rischio di dare dei giudizi ipersoggettivi che purtroppo danneggiano l’immagine di una serie per chi non l’ha ancora vista e magari si fa influenzare dal vostro giudizio. Io se oggi non avessi ancora visto la serie leggendo i vostri voti non mi sognerei di iniziarla. Per farci un esempio su IMDB la serie ha un 7,3 come votazione generale ed un 8,9 per questo episodio….il che corrisponde molto di più alla realtà delle cose a mio avviso.
        Tu hai fatto una gran bella recensione ma poi hai penalizzato l’episodio come votazione finale adducendo perplessità di carattere generale. Per me andrebbe fatto il contrario, ovvero manifestare tutte le proprio perplessità a parole ma non lasciarsi influenzare da esse in sede di espressione del voto. Scusate se mi sono dilungato ma era giusto per spiegare il mio punto di vista e non passare per il pazzoide che si allarma per un voto che non gli piace o il malato della serie che urla contro chiunque parli male della sua serie preferita. In questo periodo guardo 5 serie (the leftovers, the strain, utopia, rectify e masters of sex) e devo dire che utopia è di un livello superiore e rectify e masters of sex leggermente sopra the leftovers dunque capirete che non sono un fanbo di leftovers ma solo un maniaco seriale che vuole partecipare quando può alla discussione alla ricerca della migliore analisi possibile dei singoli episodi nel bene e nel male.
        Scusatemi ancora.

         
        • Annalisa M. scrive:

          Non c’è nulla di cui scusarti, assolutamente! Ho capito cosa intendi per la questione del voto e credo che fin dai primi commenti si fosse capito che era il tuo genuino interesse verso la serie ad averti portato a parlare del voto, e non per qualche sintomo di “fanboysmo”( passami il termine). L’importante è che la questione si sia chiarita e spero che tu capisca che fa sempre piacere vedere utenti che commentano le proprie recensioni 😀

           
        • Federica Barbera scrive:

          a’ raga’ (disse la non-giovane XD), non scherziamo eh! non c’è bisogno di scusarsi di nulla! finché si esprimono pareri con educazione e con voglia di confrontarsi questo diventa il posto più bello del mondo, quindi stiamo tutti sereni e non pensiamo che ci sia bisogno né di difendersi né di scusarsi =)

          fatta questa doverosa premessa, il discorso sulle votazioni è ampio e ciclicamente si ripresenta quando ci sono discrepanze (in genere, comunque, quando una serie/una puntata divide il pubblico), per cui bisogna sempre partire dal presupposto che, benché si cerchi sempre di essere il più possibile obiettivi, in questi casi il giudizio, il gusto, le conoscenze personali, l’età, l’esperienza seriale e tutto quello che volete, intervengono sempre, inevitabilmente.
          Lo dico non per dover difendere un’idea o l’altra, non è questo il punto, ma mi ha fatto riflettere la frase di serialfiller:

          “Per farci un esempio su IMDB la serie ha un 7,3 come votazione generale ed un 8,9 per questo episodio….il che corrisponde molto di più alla realtà delle cose a mio avviso.”

          Pensa, per me è un’esagerazione infinita! Come la mettiamo? 😀
          Sono io soggettiva o tu soggettivo? O lo è IMDB? O in fondo lo siamo tutti? =)
          Tutto dipende da come si guarda ad un episodio, e non credo ci sia “il modo giusto”: noi come sito (ma più in generale poi ognuno risponde ad un giudizio proprio) tendiamo sì a giudicare la puntata, ma è chiaro che il ruolo della puntata stessa all’interno della stagione sia fondamentale. Secondo te, invece, pur con un contesto non adeguato andrebbe giudicata la puntata in sé e per sé, ci può stare; però io credo che finché viene spiegato il metro di giudizio siano accettabili sia una che l’altra opzione.
          Se Annalisa avesse scritto “la collocazione nella serie continua a non convincere, ma la puntata spacca parecchio” (magari in altri termini XD) e avesse dato 7 1/2, chi saremmo noi per dire che il voto è sbagliato? Il giudizio non sarebbe, a parole, così diverso: l’importante è sempre creare il contesto adatto per comprendere il voto, per quello dico che leggere il voto da solo lascia un po’ il tempo che trova, perché ognuno di noi dà più rilevanza ad un fattore o ad un altro (puntata in sé/puntata nel contesto) e non c’è davvero un metodo giusto o uno sbagliato.
          Tolto il voto, onestamente non trovo una grandissima differenza tra le vostre opinioni ad esempio, solo un punto di vista differente.

          Comunque, tornando in puntata: cosa ne pensate di questo andare in pausa ogni 3 episodi (n° 3 e n° 6) con puntate incentrate su un personaggio solo? Io non riesco a capire, in effetti, se è una buona mossa o una mazzata sui piedi. Un po’ mi incuriosisce, perché o ‘sta struttura è geniale oppure è un fallimento epico, cioè, non vedo mezze misure. Secondo voi?

           
    • Son of the Bishop scrive:

      Concordo con serial filler anche se la puntata con Eccleston mi è piaciuta di più, poi io avevo letto il libro e nonostante le numerose differenze sto apprezzando molto il lavoro di Lindelof e dello stesso Perrotta anche perchè è una serie sicuramente non facile da realizzare

       
  2. Dreamer88 scrive:

    Non sono un grande fan di The Leftovers (commentando alcune puntate precedenti a questa ho detto che per me TL è una serie fredda, senz’anima e che ti dà la sensazione di non sapere dove vuole andare a parare) ma per me questa puntata è stata, senza alcuna ombra di dubbio, la migliore fino ad ora e questo perchè è stato un episodio completamente dedicato al personaggio più tragico ma al contempo più veritiero e genuino della serie ovvero Nora Durst (a proposito, l’interpretazione di Carrie Coon è stata fantastica). La sensazione di vuoto, il dolore che Nora trasmette a noi telespettatori per tutta la puntata è autentico, è verosimile, non è frutto di artifici narrativi o di forzature ma è perfettamente credibile (ossia lo stato d’animo di una persona che perde i due figli e il marito in una situazione inspiegabilmente misteriosa e, oltre a questo, scopre anche che il marito la tradiva con la maestra d’asilo). Al contrario delle ultime puntate c’è stato anche un piccolo passo avanti con la trama, dato che ormai le strade di Nora e dello sceriffo si sono oramai definitivamente incrociate.
    Una questione a parte merita il cold open, che io ho trovato davvero fantastico (Breaking Bad ha fatto davvero scuola) e, da buon metallaro quale sono, non ho potuto non apprezzare che, in una scena di uno show della HBO, abbiano messo Angel of Death degli Slayer (lo so, sono leggermente OT ma ho davvero apprezzato la scelta di Lindelof).

     
  3. SerialFiller scrive:

    Grazie della partecipazione e la comprensione anche a me piace discutere con chi educatamente espone la propria idea.
    Riguardo la suddivisione delle puntate non so se sia geniale o meno fatto sta che finora le 2 puntate migliori sono state indubbiamente la 3 e la 6, ma forse senza la presentazione del quadro generale nelle altre 4 puntate esse non avrebbero avuto questo impatto. Le figure di Nora e del reverendo erano state presentate generando molta curiosità dunque credo che la sinergia sia stata ottimale. Spero che la prossima ci parli di Laurie.
    Tornando alla questione voto credo sia fuori questione che esso sia assolutamente soggettivo sempre e comunque ma è altrettanto indubbio che A) per n che tende all’infinito il giudizio dovrebbe essere più accurato dove n è il numero dei giudicanti B) all’aumentare della competenza, della preparazione e dell’intelligenza di chi scrive la recensione dovrebbe tendere ad un risultato ottimale.
    La combinazione di questi 2 fattori dovrebbe determinare un giudizio il più oggettivo possibile fermo restando che la oggettività non può esistere mai in nessun campo della conoscenza umana che non sia scentifico.
    Ecco perchè IMDB per la quantità e Seriangolo per la qualità rappresentano x me il massimo punto di riferimento seriale.
    Vi linko le serie con i voti migliori su IMDB. Io non le ho viste tutte ovviamente ma tutte quelle che ho visto meritano di essere in quella classifica a mio avviso. Dunque si può dire che se domani un nuovo utente decidesse di vedere a caso 5 serie da quella classifica avrebbe una probabilità altissima di essere oggettivamente soddisfatto a fine visione? Secondo me si, ovviamente purchè si parli di un utente ben predisposto verso prodotti seriali di qualità (ovvio che se prendiamo un utente di 14 anni o una casalinga abituata a vedere don matteo non potrà entusiasmarsi con breaking bad mad men o house of cards).
    Se prendiamo le 30 serie meglio valutate da seriangolo saranno esse meritevoli? Secondo me si, assoltamente si saranno tutte o quasi serie spettacolari.
    Ecco perchè secondo me è importante spesso scindere il giudizio soggettivo dal voto e spogliarsi in quella fase di qualsiasi pregiudizio nel bene e nel male.
    Vi faccio una domanda:
    Ad oggi che voto dareste come serie a
    Masters of sex
    the following
    falling skyes
    sleepy hollow
    the blacklist
    rectify
    e the leftovers?

    Sono sicuro che rispondendo a questa domanda risponderete anche alla domanda sul perchè forse il voto dovrebbe essere più alto a questo episodio….
    Ecco il link per chi fosse curioso:

    http://www.imdb.com/search/title?num_votes=5000,&sort=user_rating,desc&title_type=tv_series

     
    • Federica Barbera scrive:

      guarda, senza stare a portare avanti il discorso basandosi su altre serie che magari non interessano ad altri in una recensione dedicata a The Leftovers e non a tutte le serie da te citate, c’è proprio un ragionamento di fondo che non condivido: “all’aumentare della competenza, della preparazione e dell’intelligenza di chi scrive la recensione dovrebbe tendere ad un risultato ottimale.”
      Ma hai idea di quanti critici iperprofessionali (molto più di tutti noi messi insieme, mi sembra superfluo dirlo) spaccano comunque il loro seguito con giudizi che non sono e non saranno mai condivisi da tutti? Non confondiamo le capacità con una ricerca di verità che non esiste. Prendiamo Sepinwall, che è uno che di serie ne sa, e parecchio: questo vuol dire che la dirà sempre giusta e in accordo con tutti quelli che leggono? Ma non scherziamo! Io ho condiviso moltissime sue recensioni e ho detestato il suo approccio (a mio modo di vedere assolutamente erroneo) in altrettante, questo senza pensare per forza “ha sbagliato” o “non è obiettivo” solo perché il suo parere e il mio divergono.
      Quello che posso dire è che qui 6 persone per ora si sono avvicendate a parlare della serie, e se ci teniamo solo sui voti non superiamo il 7 1/2 in nessun caso. Nessuno di noi ce l’ha con la serie, e siamo partiti con i migliori propositi. La domanda è: perché mai questa non dovrebbe essere una forma di obiettività? Proprio perché c’erano delle aspettative e c’è anzi l’onestà personale di dichiararsi poco soddisfatti, io ci vedo un grandissimo impegno nel deprivarsi delle proprie idee personali.

      ripeto, qui si parte dall’assunto (sbagliato, sbagliatissimo, perdonami) che se delle persone sono mediamente brave dovrebbero avvicinarsi ad un ideale di obiettività che però, mi dispiace, non esiste perché può esserlo per te ma non per me. Per lo stesso motivo potrebbe arrivare qui uno e tacciarci di scarsa obiettività perché the leftovers gli fa schifo e merita 4, e potrebbe pure argomentarlo bene. Chi ha ragione? Il critico? Non sempre. La massa, perché più si è più si diventa obiettivi? La massa ahimè è anche quella che guarda i reality, e non possiamo usare due pesi e due misure a seconda di quando fa comodo, no? =)

      Insomma, si discute se non si è d’accordo e si argomenta il più possibile, ma a meno che uno non dia 4 “perché la faccia di garvey mi dà fastidio” o 8 perché “oddio c’è il nono dottore in the leftovers!”, per me la parola “obiettività” lascia davvero il tempo che trova.

      Ecco, ad ogni modo se rivelassero qualcosa in più su Laurie lo apprezzerei pure io, il flash che ha avuto nella scorsa puntata davanti allo specchio mi ha insospettito, e non poco. Ma anche qui, se non si giocasse al gatto e al topo per ogni scelta della narrazione sarebbe preferibile, per me.

       
  4. Namaste scrive:

    Per me, a ‘sto giro, la svolta emozionale e qualitativa c’è stata. Non intervengo sulla questione del voto, che non ho mai considerato un nodo centrale (invito l’amico Serialfiller a viverla più easy, alla fine è solo un numero, IMDB a “Dexter” dà 9…), quanto invece può esserlo il mettersi d’accordo su cosa ci aspettiamo in primis da una serie, su quale debba essere secondo noi la sua rotta, se cioè vogliamo che “Letovers” soddisfi le nostre curiosità circa alcuni misteri, come quelli legati a chi ha “preso il bianco”, che stuzzica in questo momento i maggiori appetiti, o se invece preferiamo avere alcune risposte in merito ai personaggi. Che poi, se ci ricordiamo, era la stessa diatriba dei commenti di Lost (lo so, sto diventando ripetitivo), altra serie che “spaccava” nelle puntate monocentriche, un po’ meno quando ti lasciava come un baccalà a fine puntata che si concludeva con l’aggiunta di un nuovo enigma, a dimostrazione che se “The Leftovers” funziona meglio quando si concentra più sui personaggi, è perché questi personaggi fondamentalmente ci sono o potrebbero esserci, altrimenti non si spiega perchè questa serie attira così tanti commenti, per quelli che sono ovviamente gli standard del blog.

    Federica e la stessa Annalisa, osservano giustamente come ogni episodio (e la valutazione soggettiva che ne deriva), vada sempre contestualizzato con una serie di fattori che alla fine dovranno convergere tutti insieme verso quello che potremmo definire il disegno più grande: ogni capitolo non è altro che il segmento di una linea retta che procede verso una direzione. E quale fosse questa direzione, il famoso big picture, quella vecchia volpe di Lindelof aveva usato la cortesia di illustrarlo sin da subito: non spiegare l’evento soprannaturale in sè ma spiegare l’evento che questo scatena in ognuno dei personaggi, raccontare insomma la loro elaborazione del dolore. Non ci era riuscito secondo me lo scorso episodio, in cui malgrado l’ottimo teaser, la soluzione al dolore dei GR e di Lauren veniva posticipato alla prossima puntata e a quella dopo ancora. Ci era riuscito solo in parte con l’episodio dedicato a padre Jamison, in cui i suoi tentativi di aiutare i membri della comunità a superare il loro dolore, per superare il proprio, venivano vanificate dal “caso”, ma ci riesce invece in pieno con questo episodio, perchè se è vero che la serie riguarda “questo” – e cioè l’ elaborazione della perdita – il modo in cui “questo” ci viene raccontato ed infine risolto, fa di “Guest” un degno capitolo auto-conclusivo di quel romanzo più grande .

    Abbiamo un inizio, il modo in cui Dora affronta il suo dolore, vivendo cioè un’esperienza di pre-morte che la faccia sentire più vicina ai propri cari (un’idea idiota, visto che non può sapere se e quanto questi abbiano sofferto, ma ognuno sfoga il dolore a modo suo); abbiamo una parte centrale in cui lotta per sentirsi viva, senza effetivamente riuscirci, perché dopo la note di baldorie viene di nuovo costretta a sentirsi “guest”, ospite provvisorio di una realtà che non le appartiene e che la richiama a quello che ormai crede il suo destino, quello di sentirsi morta tra i vivi; e abbiamo infine una parte conclusiva, in cui grazie ad un intervento divino o forse solo ad un abbraccio-panacea, può abbandonare questa sua condizione per tornare ad essere un membro riconosciuto della suà comunità. E non sta a noi decidere se alla fine il risultato è effimero, quello che importa è che funzioni, e funziona perché alla fine Nora può andare avanti, tornare a vivere: il personaggio è riuscito a risolvere il suo conflitto. Se “Leftovers” fosse una miniserie o destinata a concludersi dopo la prima stagione, il suo percorso sarebbe compiuto, non avremmo più nulla a pretendere dal suo personaggio.

    Ecco perché, se inserito all’interno di quello che la serie si propone di raccontare, ritengo che l’episodio si possa considerare ottimo.

     
    • Federica Barbera scrive:

      Sai cosa penso? A me sta benissimo che ci siano misteri su misteri (del resto ho amato Lost), ma mentre là erano circondati da una serie di dinamiche invece più concrete e realistiche – per cui avevi un gruppo di persone che si erano schiantate su un’isola, che posavano i primi fondamenti di una società con i vari ruoli, che provvedevano a visitare quel posto e anche ad impegnarsi a costituire relazioni necessarie – qui è TUTTO troppo vago, tutto troppo misteriosamente misterioso XD.
      Forse è questo che a me personalmente non va giù. A me va benissimo, sia chiaro, che vogliano raccontarci non tanto il mistero quanto il “coping” nel senso più psicologico ed emotivo del termine.
      Solo che già questa è un’area complessa e difficile, se poi la inserisci in un contesto che è a sua volta fumoso, ricco di misteri (che poi insomma, bisognerebbe anche capire che non tutto quello che viene omesso è per forza “valido mistero”, a volte è anche solo paraculata per fare scena), allora la vicenda si fa più complessa e, ahimè, non per forza sensata.
      Per questo, nonostante l’episodio a me sia anche piaciuto per molto aspetti, ho finito comunque insoddisfatta, c’è qualcosa che mi manca al punto tale che il tutto ancora non mi convince.

      Ora, il solo fatto che si sia qui a discuterne è un valore aggiunto, per carità. Ma io mi rendo conto che sto andando avanti, oltre perché in parte mi interessa, anche perché non voglio e non posso credere che sia davvero tutto qui, che questo sia il modo di narrare (anche se, giunti al sesto episodio, forse dovrei farmi delle domande).
      Io credo ci sia una sottile linea tra scrittura di classe e scrittura pretenziosa che si prende troppo sul serio, e forse sto andando avanti solo con la speranza della prima e il timore di avere la conferma della seconda.

       
      • Attilio Palmieri scrive:

        Io sono passato dal vedere la serie a leggere solo i commenti delle recensioni. Dopo la quinta puntata ho iniziato a sentire del male fisico e a considerare tutte le cose che stavo trascurando per dare il mio tempo a una serie che minuto dopo minuto mi piaceva sempre meno.
        Continuerò a leggere le recensioni e i commenti, specie quelli interessanti come questi.

         
    • bart scrive:

      Forse sono fermi alla seconda stagione di Dexter :-)
      Davvero un’ottima disamina la tua comunque.
      Mi aspetto ancora molto da questa serie e spero che venga rinnovata per constatare se Lindelof abbia o meno in mente un “big picture” per questa sua nuova fatica!

       
  5. Frinfro scrive:

    La serie con attualmente ha più commenti: Lindelof è riuscito nell’intento di far parlare di sè, spiazzare e dividere… Ho iniziato a leggere il libro di Tom Perrotta, almeno per capire cosa posso aspettarmi!

     
  6. bart scrive:

    Dopo aver visto l’episodio con protagonista Ecclestone avevo capito che Lindelof si sarebbe soffermato ancora sui personaggi che non sfrutta appieno negli episodi “normali”, e quindi non vedevo l’ora di vedere una puntata dedicata a Nora e devo dire che l’ho trovata davvero di ottima fattura. Gli autori si stanno concentrando maggiormente sui personaggi e sulla loro elaborazione del lutto e questo non mi dispiace affatto. Capisco che arrivati a oltre metà stagione questo possa essere troppo poco, però se contnuano a sfornare episodi così io non mi lamento 😉 E ora aspettiamoci un episodio sul tipo che uccide i cani!

     
    • SerialFiller scrive:

      Bart ti quoto in pieno ed è più o meno quello che ho cercato di dire in precedenza.
      Questa è la migliore serie dell’anno?assolutamente no!!la migliore novità?assolutamente no. Ma è una buona seri, una serie da vedere? Assolutamente si.
      Punto.

       
      • Federica Barbera scrive:

        Guarda, “Punto” non lo si dice nemmeno per serie stratosferiche, figurarsi per questa XD Non vedo perché il tuo giudizio debba valere più di quello di chi, argomentando a dovere, dice esattamente il contrario di te.
        Ricordiamoci sempre di conservare rispetto per le opinioni di tutti, che non siamo qui per dare giudizi assoluti su nessuno o niente.
        Grazie.

         
        • SerialFiller scrive:

          Non voleva essere un punto esclamativo sulla cosa Federica, lungi da me voler dire che la mia opinione è più valida delle altre.
          Il mio era un punto autoconclusivo della mia idea nel senso che ho voluto testimoniare come per me la serie non sia eccezionale ma è da vedere punto. come per dire io cosi la penso e non è cosi e basta.
          Sorry.

           
      • bart scrive:

        Se dovessi limitarmi a guardare solo le serie oggettivamente di qualità purtroppo quest’estate dovrei accontentarmi di Utopia, The Honourable Woman, Masters of Sex e Manahattan. Io invece, essendo malato di serie tv , un paio di episodi a sera prima di uscire voglio vederli :-)
        Comunque trovo che la caratterizzazione di alcuni personaggi sia davvero ben delineata, e questa a mio parere dovrebbe essere la prima preoccupazione di uno sceneggiatore che vuole far affezionare e farsi apprezzare dal pubblico. Senza personaggi di spessore l’attenzione cala abbastanza presto (cosa che purtroppo mi sta succedendo con The Strain, serie per cui avevo un hype alle stelle), quindi anche secondo me resta una serie da vedere :-)

         
        • SerialFiller scrive:

          concordo in pieno.
          A proposito di the honourable woman me la consigliate?

           
        • bart scrive:

          Io l’ho iniziata perchè il creatore è lo stesso di quel piccolo capolavoro che fu The Shadow Line e per ora non ha deluso le mie aspettative. E poi mi sono anche ricreduto su Maggie Gyllenhaal che non mi aveva mai convinta finora

           
  7. Boba Fett scrive:

    …eeeetciuuuuù! Scusatemi, ma il giovedì sera prendo freddo, prima con The Bridge, poi con The Leftovers e nonostante l’aria condizionata spenta, mi arriva una botta di gelo pazzesca! Prossima settimana scatta la felpa e speriamo sia sufficiente… eeeeeeeeeetciuuuuuuuuù! …Scusate di nuovo.

     
  8. Lukamin scrive:

    Ma quanti sono i Serialmente-esodati , eh ?
    Stiamo tutti qui , eh ? :)

    Bene … Molto Bene….

     
    • Namaste scrive:

      C’è anche chi, capendo l’andazzo, si era già licenziato molto prima, eh?…

      Ma parliamo delle serie e non degli altri siti.

      Già vista la 1×07… curioso di leggere i nuovi commenti.

       
      • SerialFiller scrive:

        vista la 07….
        se la 06 ha sucitato oltre 30 commenti la 07 dovrebbe raddopiarli…
        non la puntata migliore ma di certo la più intrgante e divisoria

         
  9. Ste Porta scrive:

    Andando al di là della questione del voto, a me questa puntata mi ha convinto. Sono certamente consapevole che The Leftovers non sarà mai – probabilmente – una serie memorabile, ma secondo me, a parte qualche incertezza, si sta difendendo bene.
    Questa 1×06 credo sia la puntata migliore finora: come mi ero ripromesso di fare, alla fine della prima stagione tirerò le somme e vedrò se tutta l’annata è stata promossa o meno.

    Al momento però mi intriga parecchio: a parte la 1×04 (mi sembra), tutte le altre puntate mi hanno incuriosito. Vedremo.

     
  10. Pasubio scrive:

    Continuo a vederla, perchè ancora non mi ha stancato e una certa curiosità sullo sviluppo degli avvenimenti me l’ha trasmessa.

    Tuttavia le puntate viste finora non mi son sembrate granchè (anche quelle lodate incentrate su singoli personaggi), a dispetto di una confezione fin troppo pretenziosa e ambiziosa.

    Non sono uno di quelli che si lamentano della mancata risposta ai misteri o di una certa paraculaggine di scrittura nell’inserire questioni e problemi solo per mantenere alta l’attesa dello spettatore. Perchè, se il tutto è fatto bene e funziona, già questo varrebbe una buona valutazione.

    Quindi, mi piace lo spunto iniziale di concentrarsi, almeno all’inizio, non sul mistero in sè della sparizione, quanto sui personaggi e sul progressivo deterioramento della società (che poi, a dirla tutta, non mi sembra poi troppo dissimile dalla nostra attuale, seppur senza nessuna sparizione!).

    Ma ciò che secondo me non sta riuscendo bene è proprio questo aspetto, con personaggi poco interessanti (sinceramente tutta la storia della setta dei bianchi o, ancor peggio, la sottotrama del figlio in fuga con la ragazza orientale appassiona assai poco), addirittura caricaturali (il santone che abbraccia le persone) o pieni di clichè (la figlia depressa e ribelle).

    Non mi aspetto grandi miglioramenti per il futuro, seppur spero, ovviamente, di sbagliarmi.

     

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