American Crime – 1×01 Pilot (Anteprima)

American Crime - 1x01 Pilot (Anteprima)Al Roma Fiction Fest è stata presentata in anteprima la nuova serie del premio Oscar per la sceneggiatura John Ridley, un prodotto estremamente atipico per la ABC grazie a dei toni e delle tematiche molto più in linea con i canali via cavo, ma dal pilot interessantissimo e coinvolgente.

Presentato subito dopo il nuovo prodotto di Shonda Rhimes “How to get away with murder”, American Crime non partiva sotto i migliori auspici, in quanto serie meno conosciuta ed attesa. Eppure l’anteprima mondiale del Roma Fiction Fest ha permesso agli spettatori di vedere un episodio pilota sorprendente, di una crudezza che solo a tratti sfiora il melodramma ma senza mai concedersi più di qualche attimo in quel mondo.

American Crime - 1x01 Pilot (Anteprima)L’impressione generale è che American Crime – che andrà in onda sulla ABC a partire dai primi mesi del 2015 – è un prodotto estremamente atipico per il panorama televisivo generalista: abituati ai toni ovattati di Once Upon a Time o Revenge (che appare persino sullo sfondo di un televisore acceso), American Crime indaga su droga, razzismo e lutto con una violenza anche espressiva che non ci saremmo mai attesi dal canale della Disney.

Le varie vicende ruotano intorno all’aggressione subita da una giovane coppia: l’uomo, Matt Skokie, è deceduto, mentre la ragazza versa in condizioni critiche in ospedale. A partire da questo presupposto, la trama si muove con molta calma ad illustrare i vari personaggi che giocheranno un ruolo fondamentale in questo grande piccolo mondo rappresentato da Ridley: i genitori divorziati di Matt, distrutti dalla perdita appena subita ma decisi a non far passare sotto silenzio questa storia; una disfunzionale coppia di fidanzati, lui nero lei bianca, disposti a tutto per avere della droga; una famiglia latina in cui il padre gestisce le cose con pugno duro e repressivo; un ragazzo affiliato alle gang messicane.

American Crime - 1x01 Pilot (Anteprima)Tutto questo è svolto con molta più calma di quanto ci si sarebbe attesi e Ridley lascia ai propri personaggi tutto il tempo di cui hanno necessità per mostrarsi ed incidere. Siamo di fronte ad un prodotto che vuole parlare soprattutto di una tematica molto cara all’autore: il razzismo. Il padre della sceneggiatura di 12 anni schiavo, infatti, è proprio su questo elemento che punta con decisione, mostrandoci come sin dalle prime battute il personaggio di Barb Skokie identifichi un “latino” tout court con un immigrato. E lo stesso vale per la famiglia di Alonzo Gutierrez che ci tiene a specificare e sottolineare d’essere entrato nel Paese nel modo “giusto”. La sensazione è che questo calderone di etnie diverse sia sul punto di esplodere sin dai primi minuti.

Ottime anche le interpretazioni, soprattutto quella di Felicity Huffman (già magistrale in Transamerica e resa famosa da Desperate Housewives), la cui Barb Skokie è una donna distrutta dalla morte del figlio ma nel contempo forte a sufficienza da non lasciarsi andare né da dimenticare quanto accaduto. È lei a rappresentare quell’America rurale e intimamente razzista, che sottolinea quanto suo figlio, un bravo e bianco americano che ha sposato la Miss della città, abbia fatto per l’America, arruolandosi nell’esercito dopo l’11 settembre. Perfetto nella parte anche Timothy Hutton, ma in generale è l’intero cast a sembrare ben selezionato e funzionante.

American Crime - 1x01 Pilot (Anteprima)American Crime è quindi un prodotto da tenere sotto osservazione perché potrebbe dare non poche soddisfazioni. A prescindere dal risultato finale – che, ripeto, dalle premesse sembra essere molto molto interessante – American Crime rappresenterà per la televisione generalista un prodotto innovativo, quella tipologia di racconto che ormai siamo abituati a pensare soltanto sulle tv via cavo. La scelta coraggiosissima della ABC potrebbe stare ad indicare che anche i canali broadcast sono pronti ad aprirsi ad una narrazione più matura e rischiosa, a buttare gli occhi sulla realtà concreta e non solo su patinate o favolistiche fantasie. Se così non sarà, potremo dire allora che si tratterà di una scommessa persa, perché i presupposti per un’analisi molto più seria sulla società americana ed i suoi silenziosi ma presenti controsensi ci sono tutti.

Voto: 8

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

3 Risposte

  1. Davide Canti scrive:

    Qualche mese fa avevo adocchiato American Crime per la presenza della Huffman (attrice che trovo grandiosa), ma credevo che la serie, proprio per il canale che la ospita (canale che ci ha regalato assolute perle nel passato, ma che appunto ora trasmette ouat, revenge e serie a mio parere molto molto godibili, ma di fascia medio bassa), ero dubbioso sul risultato: ABC+droga+razzismo=? La recensione ha fatto salire l’hype di molto (così come per How to Get Away With Murder -ottimo!) e mi ha incuriosito ancora di più.

    Tra l’altro ADORO queste recensioni in super anteprima! Grazie Mario!

     
  2. jackson1966 scrive:

    Adesso credo proprio che lo guarderò. Grazie.

     
  3. Travolta scrive:

    Recuperato. Appena visto il pilot. Ottimo !

     

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