Boardwalk Empire – 5×02 The Good Listener

Boardwalk Empire - 5x02 The Good Listener Boardwalk Empire è sempre stato un affascinante e coinvolgente racconto sul potere. Il potere come molla principale di azioni talvolta scellerate, talvolta pianificate in anticipo secondo schemi ben precisi; e nel caso di Nucky, ammantati quasi da una nube di stoicismo, come quella dell’imperatore-filosofo Marco Aurelio. 

Un pretesto, quello di articolare una dialettica sul potere, con cui Terence Winter ci conduce in una sorta di lunapark itinerante, dove poter osservare più da vicino la galleria sterminata in cui trionfano i ritratti di uomini e donne corrotti, ai “bordi” della legalità. In questo The Good Listener il magico lavoro dello sceneggiatore si mescola alla regia di Allen Coulter (già celebre regista di altre serie di rilievo nonché co-produttore de I Soprano) che sembra governare la macchina da presa a passo di valzer, laddove anche grazie alle musiche si assiste a uno stile di ripresa e di montaggio quasi “danzante” tra una sequenza e l’altra.

L’azione è sapientemente dosata lungo tutto l’arco dell’episodio senza mai mettere in ombra il discorso intorno al potere, di cui riusciamo a cogliere due posizione umane e due atteggiamenti differenti, che sembrano dialogare tra loro secondo una logica oppositiva: c’è quello di Nucky, che ha costruito un impero durante gli anni d’oro del proibizionismo e possiede un approccio verso il potere quasi teso a svilirne i vantaggi apparenti più immediati, poiché tutto sembra ridursi a una raffinata ingegneria di partnership affaristica, con il fine ultimo di riscuotere. Capone, viceversa, è orientato a un modus facendi decisamente più edonistico, meno legato agli stratagemmi tattici mirati all’espansione del proprio business.


Boardwalk Empire - 5x02 The Good Listener Il pragmatismo e la lungimiranza, che hanno sempre contraddistinto Enoch Thompson, lo hanno impegnato prima a Cuba e poi nuovamente in patria per chiedere un finanziamento ai pezzi grossi della realtà economica legale, in vista dell’abrogazione ormai prossima del Volstead Act. Sotto questa prospettiva, è fondamentale organizzarsi e legittimare il proprio operato attraverso il sostegno di potenti uomini d’affari, i quali non devono annaspare continuamente nel sangue per godere dei frutti della propria ricchezza.
Dopo che la sua proposta viene bocciata senza appello, ha il tempo di entrare in contatto con il signor Kennedy, ricco imprenditore ma anche contrabbandiere di liquori al pari dello stesso Nucky e padre del futuro presidente John Fitzgerald Kennedy: l’ambiguità di questo personaggio rimarca la sottile linea che divide il lecito dall’illecito, e come alla fine anche i soldi “puliti” non provengano poi da mani così immacolate.

Se l’imperatore stoico tesse con pazienza la sua tela, sul versante opposto il potere e la ricchezza di Al Capone ne fanno una stella; egli incarna un modo di vivere il potere molto diverso: si gode la sua posizione di Capo nel modo più gioioso e libero da preoccupazioni possibile, con un seguito di accoliti rumorosi ed entusiasti che riversano montagne di dollari ai piedi del Principe, con un reporter del Variety al seguito che scrive un pezzo su di lui proprio come se fosse una star. Al ha sempre agito d’impulso, godendo forse più serenamente delle sue ricchezze, in questo caso però a scapito della capacità di valutare con attenzione la presenza di un infiltrato dei federali tra i suoi. Viceversa, l’esperienza di Nucky gli permette di non lasciarsi sfuggire nulla: il risultato di un’epopea sfinente e infinita e un viaggio di riscatto da un’infanzia ricca solo di stenti e di oppressione lo hanno reso più avido, ma anche più ricettivo alla minaccia e al pericolo

Boardwalk Empire - 5x02 The Good Listener Si tratta della capacità di reinventare la propria fortuna nonostante ogni ostacolo, cosa che lo accomuna per certi versi a Gillian, seppur con un destino decisamente diverso. Questa donna è un’ode alla resilienza, abilissima ad adattarsi nelle circostanze più avverse senza perdere mai davvero il controllo di se stessa, e qui viene ritratta in una porzione narrativa e un minutaggio sufficienti a cogliere le conseguenze del cliffhanger della scorsa stagione riguardo il suo personaggio.
Così come Gillian, anche Eli e Van Alden sono protagonisti di una storyline minore, che però evidenzia nella concisa precisione della scrittura quelli che sono stati gli archi di evoluzione dei personaggi tra i più significativi visti finora (in particolare per quanto riguarda Mr. Mueller, ormai entrato a pieno titolo nelle vesti di padre e marito assente e tirapiedi senior di Al Capone).
Altro personaggio storico che fa la sua apparizione per la prima volta è Eliot Ness, — già reso noto al grande pubblico dall’interpretazione cinematografica di Kevin Kostner ne Gli Intoccabili, (The Untouchables, 1987) — colui che metterà fine al glorioso one man show di Capone, incriminandolo per evasione fiscale.

Boardwalk Empire - 5x02 The Good Listener Interessante il retroscena del colloquio di William, nipote di Nucky, il quale smentisce di aver avuto problemi a causa della parentela con quest’ultimo: si tratta di  un modo di prendere le distanze da qualcosa che il ragazzo non sente come parte di sé, come a suo tempo fece il piccolo Enoch con suo padre? Un’ambizione che diventa anche un modo per vendicarsi della sorte del padre Eli oppure l’ennesima pedina che il grande zio stratega schiera sul proprio scacchiere?

Troviamo quindi un’enorme quantità di carne a cuocere in una puntata che scorre fluida, accompagnata da un elemento musicale perfettamente integrato, come nelle sequenze di apertura e chiusura, entrambe inquadrate con un effetto vertigo che parte e termina su di un orecchio, l’organo preposto all’udito: quello del buon ascoltatore appunto, il vero re dell’impero del Boardwalk.

Voto: 9

 

Fabiana Sarnella

Spiantata, spiazzata e snervante, nera dentro e fucsia fuori, ho studiato scienze della comunicazione e cerco il mio posto nel mondo. Appassionata della prima ora di Gilmore Girls, sono diventata un'appassionata delle serie tv di qualità.

3 Risposte

  1. annamaria scrive:

    Io sono arrivata alla fine che non me ne sono nemmeno accorta.
    Ne avrei voluto ancora e ancora e ancora.
    Sono stregata da questa storia e confesso di tifare, da sempre, per Nucky.
    Non so se è colpa di Buscemi o proprio del personaggio, ma io tifo spudoratamente per lui.
    Forse, però, in fondo, il perché lo so.
    E’ perché Nucky è intelligente e paziente e stoico, proprio come dici tu.
    E perennemente triste.
    Ora che a poco a poco ci viene rivelato il suo background si capisce anche perché.
    L’avrei bruciata anch’io quella casa e anch’io mi sarei rifiutata di prendermi cura di quel padre terribile e crudele (intascare i soldi della sepoltura della figlia per andarsi a ubriacare è disgustoso).
    Anche Nucky è un resiliente, uno che non si arrende, ma che non sarà mai davvero felice né davvero vincitore, in fondo è quasi un eroe romantico.

     
  2. Tuco scrive:

    saluti da l’havana

     
  3. Fabiana scrive:

    E’ vero Annamaria, la sua storia è una tipica odissea criminale, e l’uso dei flashback che richiamano l’infanzia in questi primi due episodi lo mettono sotto una luce quasi epica. Un’aura a tratti eroica sembra avvolgerlo, se si pensa al percorso che ha fatto per arrivare a riscattarsi da quella vita piena di miseria. Il punto è che è sempre un gangster e, come tale, non può fare una bella fine.

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *