Madam Secretary – 1×01 Pilot

Madam Secretary – 1x01 PilotQuando si pensa alla CBS sono due le categorie seriali che vengono subito in mente: le comedy (e giusto per citarne un paio: How I Met Your Mother, The Big Bang Theory) e le lunghe serie drammatiche a prevalente struttura procedurale (Person of Interest, The Good Wife).

Un quadro del genere sarebbe una garanzia ed una spinta per chiunque nel voler vedere questo nuovo Madam Secretary che, sulla carta, si inserirebbe nella seconda categoria, a fare compagnia a due delle migliori serie in circolazione.

Madam Secretary – 1x01 PilotQuesta puntata pilota però ha molti più difetti che pregi. La trama di partenza è molto semplice, anzi semplicistica: Elizabeth Faulkner McCord è un’appagata, felice e bella insegnante di college, ha un marito (Tim Daly) affascinante, docente anche lui, che piace alle studentesse più giovani ma – eh, che vuoi – ha occhi solo per la quantità gratuita di comportamento badass della moglie; ha due figli adolescenti intelligentissimi, coltissimi e spiritosissimi (leggi: odiosissimi) e una grande casa in campagna con tanto di cavalli. E già qui inizia a far capolino lo stereotipo del family drama. Ma una serie che si rispetti, o perlomeno nel 2014, non può certo essere così retrograda da non inserire una rottura dello status quo degna di nota e che faccia da vera molla di partenza; ecco quindi che bisogna giustamente scomodare un evento esterno, politicamente importantissimo, che guarda caso si riversa direttamente sull’equilibrio di questa felice famigliola. E qui finalmente lo stereotipo è al completo: famiglia felice – emergenza nazionale – cosa si fa? – ma certo! c’è solo una persona che può risolvere la situazione! – andiamo a disturbare Tea Leoni e preleviamola dalla sua tana bucolica per nominarla (da un momento all’altro) Segretario di Stato.

Madam Secretary – 1x01 PilotNasce da questo assunto Madam Secretary che vede come protagonista principale Tea Leoni, appunto, nella parte di un’ex analista della CIA voluta nelle alte sfere della Casabianca proprio dal suo ex capo (Keith Carradine) – che nel frattempo è diventato giusto il Presidente degli Stati Uniti. Troppe serie, troppi personaggi, troppe altre storie vengono in mente anche solo leggendo queste parole. Ma proviamo a riassumere. Se diciamo: 1) forte ed indipendente protagonista femminile che si rivela essere più intelligente e pratica di qualsiasi suo virile collega, non possono che venire in mente Scandal o la già citata The Good Wife. 2) Carica politica di primo piano, vicinanza al Presidente, intere sequenze girate negli uffici di Washington: qui si può scegliere se pensare ad House of Cards o The West Wing. 3) Ma soprattutto, abbiamo come protagonista una donna che per anni ha militato nella CIA nel ruolo di analista: questa è l’affinità più facile di tutte, Homeland.

Madam Secretary – 1x01 Pilot

Il punto è che, almeno a giudicare da questo primo episodio, non c’è né il glam di Scandal né tantomeno la raffinatezza di The Good Wife; non c’è l’iperrealismo di HoC o l’analiticità di TWW; e tantomeno ci sono il magnetismo, il grigiore o l’irrimediabile paranoia di Carrie Mathison a fare da perno a tutto. In un certo senso, la nuova serie della CBS sembra il sequel edulcorato, pieno di buoni sentimenti e politicamente corretto della serie di Showtime, dove la nostra eroina è riuscita a venir fuori viva, vegeta e soprattutto sana dal suo lavoro, lo ha sì messo da parte ma non esita a tornare in attività se ce n’è bisogno. E i collegamenti tra le due serie vanno ben oltre le affinità tematiche, perché la penna che firma Madam Secretary appartiene a Barbara Hall, sceneggiatrice di due episodi di Homeland della terza stagione – tra cui la première; ma la Hall è stata soprattutto la produttrice di quel capolavoro di miele e grandi paroloni sulla famiglia che era Judging Amy.

Madam Secretary – 1x01 PilotLa puntata scorre quindi così, tra echi e facili paragoni con troppe altre serie; visione aggravata inoltre dalla fatica di dover credere (e quindi godere) nell’ennesimo affresco sulla politica americana: se in tanti anni ci siamo abituati a riconoscere come verosimile e quindi credibile un quadro molto più spietato, violento e diretto di quel mondo, com’è possibile pensare uno show sulla politica, sullo spionaggio, che ha i tipici risvolti della commedia romantica? Certo, siamo su un canale generalista e le regole sono decisamente più ferree, a partire dal target di pubblico da accontentare che è sicuramente molto diverso da quello che regolarmente vede prodotti come HoC o Homeland – anche se proprio TGW continua a fare, per esempio, da monito positivo. Ma Tea Leoni non è né Julianna Margulies né Claire Danes, o almeno non ha lo spessore delle sue esimie colleghe, per quanto la sua prestazione sia la parte migliore dell’episodio: è simpatica, dinamica, cristallina, ma senza nessun mordente – nonostante il suo personaggio pare riprenda da vicino la figura di Hillary Clinton (bah). Ormai, oltre ai registi cinematografici che si danno alla televisione, pare assodato anche un altro sistema: ingaggiare attori per lo più marginali (non tutti, sia chiaro) nell’orizzonte del “grande” cinema hollywoodiano, spostarli su piccolo schermo e dare loro la possibilità di riscattare e provare le loro reali capacità. Il problema è che questo esperimento non può essere sempre un successo.

Madam Secretary – 1x01 Pilot

Accanto alla protagonista, gravitano inoltre personaggi monodimensionali,  le caricature dei “soliti” aiutanti in un contesto del genere. In primis si materializza il “nemico” di Elisabeth, Russel Jackson (capo di gabinetto del Dipartimento di Stato), interpretato da un bravo attore come Zeljko Ivanek, ma che si rivela essere un semplice pretesto più per mettere in luce quanto sia furba, brava e preparata questo nuovo Segretario di Stato pescato dal cilindro del Presidente, che per iniziare a delineare l’ostico e difficile ambiente della Casabianca. E sì, perché in realtà se fai i compiti e usi il tuo ingegno per cavarti egregiamente da ogni situazione, fare il Segretario di Stato può assomigliare anche in qualche aspetto a Gossip Girl e le questioni d’ufficio diventano le guerre tra bitches che dai corridoi di un liceo privato o dalle strade dell’Upper East Side si spostano nel cuore politico degli USA. Infatti accanto alla Madam Secretary gravitano Nadine (Bebe Neuwirth), la severa ma intelligente collaboratrice, Matt (Goeffry Arend), l’assistente stralunato, e Daisy (Patina Miller), la fashion-victim con cervello (?).

All’appello non manca neanche il caso del giorno, struttura che probabilmente si manterrà per tutto il resto della stagione, con accanto anche la costruzione della trama orizzontale, che inizia con un movente che definire già trito e ritrito sembra un complimento. Insomma, lo show ideato dalla Hall è puro intrattenimento, una serie che – volente o nolente – si rivolge alle famiglie, o solo ad una loro parte, soprattutto a causa dell’inserimento in un panorama televisivo che permette di venire a contatto e quindi di scegliere tra prodotti decisamente più accattivanti. Forse Madam Secretary troverà il suo pubblico e la sua dimensione fino a migliorare il tiro, ma difficilmente appassionerà lo stesso pubblico che immagina Kevin Spacey attraversare la Casa Bianca.

Voto episodio: 5

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

3 Risposte

  1. bart scrive:

    Grazie :-) Pensavo di averla trovata solo io insignificante!

     
  2. Tuco scrive:

    sento odore di cancellazione

     
  3. max scrive:

    Condivido, insignificante. L’apice alla terza puntata, quando (SPOILER)
    il grande dilemma morale per evitare una crisi diplomatica con una potenza atomica e salvare un agente condannato a morte è: diamo o non diamo una A ad una studentessa? Ma scherziamo?

     

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