The Good Wife – 6×01 The Line

The Good Wife - 6x01 The LineLa sesta stagione riprende esattamente da dove era finita la quinta, con quella domanda di Eli giuntagli come un’epifania durante un discorso apparentemente innocuo e riflessivo. “Quale sarà la risposta?” sembrava essere il punto centrale a cui questo episodio avrebbe provato a rispondere, ma ovviamente le cose si sono rivelate molto più complicate. 

Ad Alicia, infatti, non viene dato molto tempo per riflettere sulla proposta, e dunque per riprendere in considerazione il suo primo, istintivo e impulsivo “no”: la vita, come al solito, si mette di traverso ed emblematica in questo senso è proprio la scena in macchina, quando Alicia, che ha già parecchio da sbrigare, si ritrova di nuovo a chiudere qualunque possibilità di discorso sulla questione “state’s attorney”.
È una premiere ricca di tantissime sottotrame che si intrecciano l’una con l’altra, e non potrebbe essere altrimenti: la scorsa stagione più di ogni altra ci ha dimostrato che “The Good Wife is, at its heart, The Education of Alicia Florrick” (per citare i coniugi King) e questa puntata è la diretta emanazione di ciò che è stata, è e sarà la sua vita: un grandissimo groviglio di persone da gestire, eventi da evitare, problemi a cui porre rimedio.

Is this gonna get in the way of a friendship, Alicia?”
I hope not.”

The Good Wife - 6x01 The LineCome se già non fossero abbastanza i problemi di leadership con Cary, l’arrivo di Diane e la proposta di Eli, ecco che questa The Line spariglia di nuovo le carte e mette in scena uno degli arresti più insensati e inizialmente incomprensibili – per lui quanto per noi – che la serie abbia mai mostrato. Di nuovo, i King decidono di far irrompere l’assurdità della vita nella serie: dopo la morte di un personaggio importante, giunta all’improvviso in una giornata come tante altre, ecco che l’arresto di Cary apre un nuovo capitolo per la serie stessa, sollevando peraltro un problema già emerso in passato: il legame con Bishop e i suoi affari.
The Line, titolo di questo episodio, rappresenta di fatto quella linea che ciascuno dei personaggi, chi più o chi meno, si trova ad attraversare in questo episodio. La questione è solo una: fino a che punto è giustificabile oltrepassarla? Tenere Bishop tra i clienti è accettabile per avere molti soldi come contropartita? Se si fanno le cose per bene, forse sì; ma ecco che il dubbio si inserisce con la registrazione dell’infiltrato: Cary avrà oltrepassato la linea della legalità? Sembrava scontato che la risposta fosse no, ma la sicurezza di Sophia con Kalinda fa pensare a ben altro.

Accettare i soldi di Bishop (che-non-sono-di-Bishop) per la cauzione di Cary è un altro modo di oltrepassare quella linea, se si considera la persona coinvolta e soprattutto che un controllo della fonte di denaro è piuttosto scontato in questi casi; ma la richiesta, proveniente da Castro, è motivata legittimamente o costituisce solo un modo per “vendicarsi” dell’incontro appena avuto con Peter?
The Good Wife - 6x01 The LineLa moralità dei personaggi coinvolti non è mai davvero precisa, mai definibile in modo netto: e in alcuni momenti le persone sanno essere oneste e sincere anche quando sembrano dire tutto e il contrario di tutto, come nel dialogo tra Alicia e Finn. Entrambi fanno il loro mestiere, e Polmar conduce il suo ruolo di ASA in modo impeccabile, senza fare sconti a nessuno: forse fin troppo, ma è chiaro che incastrare Bishop sia un obiettivo davanti al quale fermarsi non è un’opzione plausibile, e questo Alicia sembra averlo capito; piuttosto, bisogna considerare quanto della politica scorretta di Castro potrebbe condurre la donna verso una risposta decisamente più positiva alla domanda di Eli.

“Won’t Canning and David Lee come after the rest?”
Not if I don’t tell them I’m leaving.”
That sounds familiar.”

The Good Wife - 6x01 The LineAndarsene dal proprio studio senza annunciarlo a nessuno e portare via il maggior numero di clienti senza dire nulla: eh sì, suona parecchio familiare, cara Diane. Anche la donna, infatti, si trova davanti ad una linea, quello stesso identico limite davanti al quale, più o meno una stagione fa, aveva trovato Alicia, e di fronte al quale non aveva esitato ad avvertire Will di ciò che stava accadendo. Certo, Canning ha messo Diane davanti ad una scelta impossibile durante la scorsa stagione – e tutto ciò che possa andare contro l’incredibile personaggio interpretato da Michael J. Fox è sempre ben accetto –, ma davvero il fine giustifica i mezzi? Quegli stessi mezzi così ampiamente criticati quando a usarli sono stati altri? Anche Diane non esce indenne da questa puntata, nonostante si possa empatizzare con lei e con le sue intenzioni – uno studio gestito da Alicia, Cary e Diane con Robyn e Kalinda ad indagare è quello che lo spettatore medio potrebbe chiamare “il sogno”.

The Good Wife - 6x01 The LinePermane tuttavia un po’ di confusione nella puntata relativamente a questo tema. Se infatti ci si aspetta che Diane riceva delle risposte ben precise riguardo a Kalinda e al voto alla pari, non si capisce per quale motivo Alicia inizi a parlare con i suoi clienti come se la decisione fosse già presa e in attesa solo di essere certificata. È inoltre legittimo domandarsi ora che ruolo avrà la Lockhart/Gardner, ormai gestita solo da due menti perfide e calcolatrici: senza controparte interna difficilmente quegli studi torneranno a vedere eventi interessanti, e questo è un peccato. Del resto, tuttavia, una Lockhart/Gardner senza nessuna Lockhart e nessun Gardner non ha ragione di esistere, quindi vedremo cosa decideranno di fare i King per tenere in piedi due personaggi eccezionali come Canning e David Lee.

I want to learn your job.”
No, you don’t.”

The Good Wife - 6x01 The LineComic relief della puntata (e no, non stiamo parlando dei suoi capelli), Eli appare più del solito il burattinaio degli uffici del Governatore: non riuscendo a porre un freno alla vita privata di Peter – e neanche alle abitudini delle stagiste in termini di biancheria intima –, mette in piedi un piano che ha dell’incredibile solo per far accettare a Peter, ancor prima che ad Alicia, la possibile candidatura della moglie. La figlia Marissa avrà probabilmente una funzione all’interno di questa stagione, ma in questo episodio non ha altro ruolo se non quello di essere una spalla comica per Eli e di permettergli inoltre di spiegare le sue macchinazioni al pubblico: la linea, nel suo caso, è un concetto talmente aleatorio da non essere nemmeno preso in considerazione, e forse è per questo che il suo personaggio piace così tanto. Devoto al suo lavoro e alla “causa Peter” ai limiti della sanità mentale, Eli rappresenta quel tipo di personaggio per cui voteremmo sempre e comunque “sì” non solo per la sua portata comica – spesso involontaria –, ma anche perché la sua capacità di gestire le persone a suo piacimento deriva da una non comune sensibilità e abilità nel saper leggere i comportamenti altrui. Ne è un esempio l’affaire Castro, gestito basandosi interamente sull’orgoglio dei due interessati: vedremo quindi quali saranno le sue armi per convincere Alicia, l’unica in grado – secondo i sondaggi – di battere di ben otto punti un rivale come il discutibile Castro.

The Line si presenta come una premiere molto impegnativa, e forse qualche elemento si sarebbe potuto rimandare ad altra sede: quasi tutti vengono tirati in ballo in questo episodio (compresa Jackie e il suo udito incredibilmente sviluppato), e questo dà alla puntata un senso di confusione che forse, chissà, è stato anche voluto. È di sicuro il primo episodio in cui Will non viene nominato, e questo sta chiaramente ad indicare il nuovo corso della serie: non verrà certo dimenticato – non dobbiamo scordarci che il legame tra Alicia e Finn si basa proprio su di lui –, ma forse è giunta l’ora di un nuovo percorso. È arrivato il momento, sempre citando i King, della newest incarnation di Alicia Florrick.

Voto: 8+

Nota:
Seguite “The Good Wife Italia” su Facebook per gli aggiornamenti sulla serie.

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

4 Risposte

  1. Attilio Palmieri scrive:

    Questa è forse la stagione più difficile per The Good Wife. Dopo un’annata come quella scorsa sarebbe facilissimo e anche normale fare peggio, anche se solo di poco. Specie con i nuovi equilibri creatisi tra i due studi. Nel caso dovesse venire meno quella convivenza tra bene e male, quella lotta interna alla Lockhart/Gardner con l’eventuale dipartita di Diane, gli ostacoli per questa stagione sarebbero davvero molti, forse troppi, se ci aggiungiamo quello del grande assente e innominato.
    Tuttavia non è un problema di oggi, perché questo è il momento di festeggiare il ritorno di una delle migliori serie in circolazione, un ritorno brillante che dà entusiasmo per una stagione che, scommetto, non sarà mai abbastanza lunga quanto vorremmo.

     
  2. Namaste scrive:

    Come ha già detto Attilio, anche alla luce di come hanno “forzato” l’ingresso di Cary in prigione (che dovrebbe a questo punto servire al nuovo studio solo per liberarsi una volta e per sempre della zavorra Bishop), sono più i dubbi che le certezze per questa stagione.

    Poi però… senti “Sarabande”, che solo Kubrick o i grandi show possono permettersi di usare, e allor sei solo contento che TGW sia tornato. :-)

     
    • Federica Barbera scrive:

      Io invece non sono così sicura che siano più dubbi che certezze. Sarà sicuramente una grande sfida, e ho qualche dubbio sulla sopravvivenza (a livello narrativo) della L/G senza Diane e solo con i due rappresentanti del male Canning e David Lee, però son convinta che il personaggio di Alicia abbia ancora moltissimo da mostrare e che questa sia potenzialmente una buona stagione (presumibilmente la penultima, se dobbiamo dare ragione al numero di parole nei titoli che, dopo essere aumentato, sta progressivamente diminuendo).

      Ad ogni modo, forzature a parte, 40 minuti di premiere mi sono volati davanti agli occhi!

       
  3. Teresa scrive:

    quanto mi piace Matthew Goode. L’avevo già notato in “A single man” di Tom Ford. E mi piace molto anche il suo personaggio qui, molto più di Will, che non ho mai sopportato.

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *