The Knick – 1×04/05 Where’s the Dignity & They Capture the Heat

The Knick – 1x04/05 Where’s the Dignity & They Capture the HeatIl flirt tra cinema e serie tv è ormai consacrato, e basta pensare al lungo arco di distanza tra prodotti come Twin Peaks e House of Cards, per passare attraverso RigetThe Kingdom di Von Trier o Top of the Lake della Campion, per capire come questo connubio non sia esattamente una novità.

È forse più importante capire quali siano gli effetti che si producono al loro contatto e come in realtà questi stiano mutando: la prima e più dibattuta questione ruota sicuramente intorno alla trama.
L’assenza o la debolezza di un arco narrativo è sicuramente uno degli argomenti più usati (e, a tratti, abusati) per cercare di distinguere o almeno focalizzare come e perché una determinata serie funziona o meno. Ma davanti ad un palinsesto televisivo che propone sempre di più, che ogni volta alza la posta in gioco e sfida apertamente i confini tra la settima arte e la sua (vecchia) nemesi, è probabile che rimanere ancorati a questo piccolo orticello di categorie di separazione rigide e atrofizzate stia diventando un’inutile posizione di retroguardia.

The Knick – 1x04/05 Where’s the Dignity & They Capture the Heat

The Knick si impone infatti, almeno ad un primo sguardo, come l’ennesimo esempio dello scollamento tra narrazione e visione, dove la prima è pensata volontariamente come ancella della seconda. Il punto è che forse non è tanto il ribaltamento della “gerarchia” a disturbare, quanto l’incapacità molte volte di far collaborare i due aspetti; di conseguenza, l’intreccio o la deriva della narrazione non vengono sostituiti con altri elementi più strettamente cinematografici. La serie diretta da Steven Soderberg, dopo qualche dubbio in questo senso, sembra invece aver trovato la sua strada. All’inizio di Where’s the Dignity vediamo di nuovo un tipo di montaggio sonoro/visivo che abbiamo imparato a conoscere nelle scorse puntate: mentre Mr. Cleary trasporta un sacco, scende delle scale, lo apre, ne escono dei topi ed un uomo inizia a schiacciarli come fosse su un ring, l’atmosfera viene immersa nella solita colonna sonora metallica ed anacronistica, eliminando voci ed urla che rimangono come impressioni nella mente dello spettatore. La sequenza è bella e di impatto: la regia si sta cristallizzando in alcuni movimenti tipici che, sommati l’uno all’altro, descrivono lo stile del suo autore. Solitamente l’equivalenza autore-regista è una marca prettamente cinematografica, dove l’occhio della macchina da presa guida quello dello spettatore ovunque vuole. Nelle serie tv, di norma, l’attenzione del pubblico si sposta sul personaggio per tornare poi su di sé e sulla propria partecipazione a quanto si vede accadere davanti: la fidelizzazione all’accadimento è come il primo innamoramento, ingenuo e totalmente soggettivo.

The Knick – 1x04/05 Where’s the Dignity & They Capture the HeatEcco che quando questo processo sembra mancare, cioè latita non solo l’empatizzazione con i personaggi ma anche il canonico svolgimento dell’intreccio, non rimane che un senso di disorientamento. Tuttavia la sequenza appena descritta non rimane isolata dal resto perché nel corso dell’episodio (e del successivo) vediamo progredirne l’importanza: l’uomo chiuso all’interno del ring, infatti, viene “sconfitto” e morso dai topi, per venire poi trasportato d’urgenza al Knick. La trama e la spettacolarizzazione dell’immagine diventano quindi complici.
Con le stesse modalità vediamo andare avanti la figura del dott. Thackery, intorno al quale si sta ovviamente costruendo una vera e propria storia, soprattutto con l’introduzione del personaggio di Abby e della nuova intesa con l’infermiera Lucy Elkins. L’uso dei flashback è sicuramente l’espediente migliore per raccontare, appunto, un passato e le sue ripercussioni sul presente, lasciando alla forza del ricordo, e alla sua attualizzazione in alcune scene, la descrizione di un uomo e di un personaggio non facile e sicuramente pieno di sfaccettature. Abby ci restituisce da un lato una descrizione di serenità che non sembra combaciare con il presente, ma dall’altro anche i sintomi dell’ambizione che invece lo contraddistinguono soprattutto oggi. Inoltre, il caso clinico della donna calza a pennello con la generale morbosità delle scene, dove ogni particolare (anche il più sgradevole) viene restituito senza alcun timore allo spettatore.

The Knick – 1x04/05 Where’s the Dignity & They Capture the Heat

L’affetto crescente di Lucy è invece la testimonianza diretta dell’immensa fascinazione verso il Thack del presente, reso perfettamente con il viaggio in bicicletta della giovane infermiera verso Chinatown. Nel suo sguardo di pietà e delusione nel vederlo incosciente tra le braccia di una prostituta, affetto dalla dipendenza di cui lei è già al corrente, si legge perfettamente il crescendo del loro rapporto. Anche in questo frangente, ogni cosa è affidata al sapiente montaggio della regia che, sempre nel quarto episodio, sposta il punto di vista soprattutto dalla parte di Lucy, e la sfrutta per descrivere come un giovane ragazza venuta dalla periferia percepisce la presenza del famoso e ambizioso dott. Thackeray.

The Knick – 1x04/05 Where’s the Dignity & They Capture the HeatMantenendo questa struttura, The Knick tenta di descrivere degli argomenti come la corruzione e il difficile equilibrio tra giusto e sbagliato usando strane combinazioni di personaggi: il nuovo connubio tra Mr. Cleary e suor Harriet, le indagini strampalate di Mr. Speight e Cornelia. I primi, per il momento, funzionano molto bene, soprattutto perché si è riusciti ad usare in pochissimo tempo la condizione di perenne corrotto dell’uomo per farlo evolvere in qualcosa di più di un semplice funzionario opportunista; la suora impegnata a far abortire ragazze per salvar loro la vita rende invece perfettamente il complicato tema della fede in contrapposizione alla medicina. Il discorso è invece diverso per Cornelia e l’ispettore sanitario, che attualmente regalano dei buoni momenti di pungente ironia. Il loro caso infatti sembra quello più fortemente narrativo e che ha quindi bisogno di una gestazione più lunga: l’epidemia di febbre tifoidea s’intreccerà in maniera inevitabile con la corruzione che striscia per l’intera New York e che passa principalmente per chi dovrebbe essere il garante e custode della legge.

The Knick – 1x04/05 Where’s the Dignity & They Capture the Heat

They Capture the Heat si concentra, non a caso, sulla parte più fortemente aziendale dell’ospedale e sui mondi paralleli che gli gravitano intorno. Sia Thackery che Edwards sono mossi da una grande volontà di far progredire la medicina, e i loro sforzi, per quanto sbagliati o almeno discutibili, tendono verso questo scopo. La droga per l’uno, la sala operatoria improvvisata negli scantinati per l’altro rappresentano il contributo che sono riusciti a ritagliarsi per poter avere un proprio luogo dove sperimentare e quindi conoscere. Ma intorno a loro il mondo avanza e nuovi macchinari vengono messi a punto: la presentazione della macchina a raggi-x di Edison ne è l’emblema fondamentale.

The Knick – 1x04/05 Where’s the Dignity & They Capture the Heat

Esattamente dall’altra parte rispetto ai due medici, ci sono invece le figure dei burocrati, degli investitori, come Mr. Robertson, il padre di Cordelia, e Mr. Barrow, direttore amministrativo del Knick. Quest’ultimo è sicuramente il maggior motore della serie: a causa della sua vita divisa su più fronti e dei suoi contatti con la malavita locale, fa avvicinare sempre di più l’ospedale alla criminalità organizzata. Barrow rappresenta infatti la dissipazione e la corruzione dei massimi sistemi della società, che vende al miglior offerente un servizio basilare come la sanità per ricavarne la più alta cifra di introiti.
La posizione di August Robertson e della sua famiglia, invece, rientra nella descrizione vagamente più ordinaria (ma ancora interessante) del period drama che tenta di mettere in scena le ambiguità di un periodo storico come l’inizio del ‘900, quando il confine tra progressisti e conservatori non è né netto né cristallino. Ma le gaffe dei coniugi Robertson e i loro discorsi finto democratici hanno il merito di rendere meno scontata la figura di Cordelia e insinuano il dubbio di un affetto ben più grande di una semplice amicizia tra la donna (prossima alle nozze) ed Algernon Edwards.

The Knick – 1x04/05 Where’s the Dignity & They Capture the Heat

Eppure la parte più interessante dell’episodio è data in realtà non tanto da questa sterzata delle varie storyline, quanto dai personaggi di Thack e Lucy. Se nel precedente episodio il punto di vista andava dalla ragazza all’uomo, questa volta la prospettiva si ribalta ed è lui a guardare lei con un altro sguardo, simile a quello spensierato del passato. La bicicletta che Lucy ha usato per seguirlo di nascosto diventa ora per Thack il simbolo di una libertà che sembra non appartenergli, ma di cui lei lo mette a parte con pochi e semplici gesti. Where’s the Dignity si concludeva con i due che, una volta finita la giornata lavorativa, prendono strade diverse e si separano fino all’indomani; il quinto episodio si chiude invece su un nuovo giorno con un inedito Thack, scanzonato e intraprendente, sempre più propenso a guardarsi intorno, ad uscire dalla sua aggressività e imparare dagli altri. L’apertura verso Lucy fa il paio, infatti, con un timido avvicinamento alle potenzialità che Edwards ha deciso a tutti i costi di mettere in mostra e alla “decadenza” del dott. Gallinger.

The Knick quindi taglia il traguardo di metà stagione dissipando molti dubbi e facendo compiere un altro passo verso la pacifica convivenza di cinema e televisione: pur ontologicamente diversi, è dal sapiente scambio di mezzi e peculiarità di entrambi che vengono fuori i migliori prodotti di questo periodo. La trama c’è ma si compone di ogni singolo, chirurgico dettaglio all’interno della scena.

Voto 1×04: 8,5
Voto 1×05: 8

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

1 Risposta

  1. Ellis scrive:

    Che bella questa serie, mi ha davvero catturato. Sbaglio nel dire che non è la “solita” cosa? A parte il fascino delle immagini e del costume, mi sta lentamente facendo affezionare a questi personaggi cinici ed abietti. Vero che non ci si immedesima, ma a volte non è bello poterlo non fare? Inoltre, per me che sono fan di Downton Abbey, è affascinante confrontare gli ambienti diversi nello stesso periodo storico. Sono davvero incantata

     

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