Under The Dome – 2×12/13 Turn & Go Now 3


Under The Dome – 2×12/13 Turn & Go NowChe Under The Dome fosse una causa persa l’abbiamo predetto tempo fa e ripetuto instancabilmente ogni volta che ne abbiamo recensito un episodio. 

Infierire su un esemplare televisivo del genere, uno show morente che già emana un odore poco gradevole, sarebbe troppo facile, ma visto che non è possibile assistere a cotanto sfacelo senza ripulirsi dentro a fine visione, proprio come si fa nella stanza da bagno, mi perdonino gli autori della serie e tutti i fan per i commenti sprezzanti ed il giudizio duro, unico modo di mondare la mia coscienza.

Il dodicesimo episodio cerca, senza alcun tipo di risultato, di farsi qualche domanda e ragionare su quello che sta succedendo dentro e fuori dalla cupola. Si affronta finalmente uno dei temi più interessanti ed allo stesso tempo più maltrattati sin dall’inizio: quello della morte. Ormai tutti i protagonisti sanno che Melanie è resuscitata ed iniziano a chiedersi come sia possibile un evento del genere. Ovviamente non mi aspetto che facciano interpretare al ragazzino la parte del saggio con tutte le risposte in tasca e tanto meno che la prof. scienziata possa spiegare un evento del genere con qualche gadget creato all’occorrenza, neanche fosse MacGyver. Però qualcuno inizia a domandarsi come la ragazza sia resuscitata, superando l’irritante passività di Junior, Barbie, Julia e Pauline, che rivede la sua amica morta dopo decenni e non fa una piega. Possiamo credere che l’uovo abbia particolari capacità, ma che i personaggi non siano curiosi delle sue conseguenze no.

Under The Dome – 2×12/13 Turn & Go NowA questo proposito è esilarante vedere il lungo scervellamento sulle condizioni di salute di Melanie, che per “cause ignote” perde capelli e sputa sangue, mentre nessuno si era fatto troppe domande quando la ragazza è tornata dal mondo dei morti qualche puntata prima.
Turn aggiunge carne al fuoco in un turbinio di colpi di scena e cliffhanger che costituiscono la colonna vertebrale della serie, senza però svilupparne cause e conseguenze, mostrando un fatto eclatante, e poi un altro, e poi un altro, e poi un altro ancora, dimenticandosi di quelli precedenti, che cadono in un burrone e finiscono chissà dove… magari a Zenith.

Il finale di stagione non migliora la situazione già catastrofica ed anzi sottolinea quelli che sono gli orrori di Chester’s Mill. L’indifferenza dei protagonisti rispetto agli altri prigionieri della cupola è imbarazzante e, quando si cerca di mettere una pezza a questa caratterizzazione completamente campata in aria, si aggiunge solo benzina sul fuoco. Dopo aver trovato una possibile nuova via d’uscita, Norrie piange perché non vuole lasciare sotto la cupola la madre morta (finalmente qualcuno prova compassione e dolore per un caro che non c’è più!) e Joe ha il coraggio di consolarla dicendole che se non fosse rimasto intrappolato, non l’avrebbe mai conosciuta (dimenticandosi la sorella, che invece è morta proprio per questo). Anteporre una ragazza conosciuta da due settimane alla vita di una persona tanto cara, come poteva essere Angie per Joe, fa capire quanto piatti e superficiali siano i personaggi di Under The Dome.

Under The Dome – 2×12/13 Turn & Go NowAnche Junior viene in aiuto di questa teoria, facendo un sorrisetto di circostanza alla madre morente e lasciandola da sola, andando a prenderle di persona pennelli e tela, sapendo che la donna potrebbe morire da un istante all’altro. Se uova aliene, cupole dotate di libero arbitrio, morti che resuscitano, viaggi spaziali e portali magici hanno minato la credibilità della serie, la totale stupidità, l’egoismo, l’insensibilità e la superficialità dei protagonisti ne hanno decretato la morte almeno sul versante etico e narrativo.

Unica reazione vera e passionale è quella di Big Jim, che, in un raptus di violenza, uccide a martellate la professoressa multiuso, facendoci vedere che un cuore ce l’ha (e che alla moglie ci teneva) e liberandoci di uno dei personaggi più assurdi di tutta la storia della televisione (anche secondo gli attori stessi, che non fanno una piega vedendo il pavimento pieno del suo sangue e recitano con l’empatia che le persone normali hanno davanti ad un pacchetto di patatine scaduto). Almeno per questo vorrei stringere la mano agli autori di Go Now e chiedere loro perché la sua morte è stata così tardiva, visto che una martellata se la sarebbe meritata tredici puntate fa.

Under The Dome – 2×12/13 Turn & Go NowIl cliffhanger finale fa parte di quell’enorme insieme di colpi di scena senza conseguenze che sono ormai cifra caratteristica dello show. La reazione della cittadinanza al tentativo di fuga moltiplica esponenzialmente l’indifferenza degli autori al capitale umano a loro disposizione, trasformando le persone in pecoroni pronti a seguire il pastore di turno senza fiatare, pedine di un gioco che ha bisogno di loro solo in quanto esseri sacrificabili.
Come se questo non bastasse, anche la recitazione dà un duro colpo alla credibilità di Under The Dome: si parte dalle detestabili battute sussurrate, che quasi non si capisce cosa si stiano dicendo; si passa per la poca convinzione con cui certe scene chiave sono interpretate, effetto collaterale di una sceneggiatura così surreale che gli attori stessi non credono a quello che devono dire; e si arriva fino alla vasta gamma di faccette basite, preoccupate, spensierate ed intense che completano il puzzle.

Under The Dome – 2×12/13 Turn & Go NowLa seconda stagione di Under The Dome tocca vette trash raramente viste prima, che però gli autori non riescono neanche a scalare per intero, producendo puntate brutte, che però non possono vantare neanche di essere le più brutte. Tutto il nonsense del secondo ciclo potrebbe essere riassunto nella fasciatura medica che Julia porta sopra i jeans, utile solo a ricordarci che si era fatta male (e a farle venire un’infezione). L’unica speranza è quella di rivedere lo show sugli schermi CBS e continuare a scoprire quanto possa andare in basso la televisione moderna.

Voto 2×12: 4 ½
Voto 2×13: 4 ½
Voto stagione: 4-

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Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)


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3 commenti su “Under The Dome – 2×12/13 Turn & Go Now

  • Coimbra

    Concordo, questa serie e’ trash allo stato puro ma e’ anche scritta con i piedi. I personaggi sono dei burattini mossi per i vari scenari brutalmente e devo dire che mia figlia di tre anni, quando gioca con i pupazzetti gli fa dire e fare cose piu’ sensate.
    Tra le tante cose assurde, hai dimenticato di citare uno dei personaggi nella categoria dei ‘buoni’ che ad inizio stagione ha trucidato con l’ascia la sorella di Joe ma nessuno pare farci caso… ROTLF!
    Ogni personaggio e’ schizofrenico e puo’ passare nel giro di due puntate dal progettare un genocidio alle spese dei suoi concittadini e poi essere venerato per il suo alto senso civico nella puntata dopo 😀
    E King che ha fatto pure il suo bravo ‘cameo’ nel primo episodio della seconda stagione, non ha niente da dire su questa roba?!

     
  • Ogre

    Mea culpa, solo ora ho scovato le recensioni di Under the Dome.. E dire che la terza e fortunatamente ultima stagione è stata persino peggio! Peccato solo non ci sian le vostre recensioni, ma vi capisco: sarebbe stato un supplizio troppo grande