American Horror Story – 4×02 Massacres and Matinees

American Horror Story – 4×02 Massacres and MatineesQual è la differenza tra un’ispirata unione di un’estetica ricercata a tematiche coraggiose, e un’accozzaglia di immagini, musiche e parole, che lascia stupefatti perché dubbiosi? Sarebbe meglio non chiederlo a Ryan Murphy, che da anni cavalca questa antinomia senza darci la possibilità di rispondere in modo lucido. 

La quarta stagione di American Horror Story continua sulla stessa linea e, per ora, non accenna a darci quella spinta che ci farebbe pendere per una posizione definitiva.
Il leitmotiv della carriera dell’autore è il coraggio, che, unito ad un deterioramento veloce del suo lavoro, produce opere interessanti e degne di attenzione, in cui però non è chiaro quanto il risultato iniziale sia frutto del caso o del suo genio – e Freak Show ne è un esempio lampante. Intendiamoci, questa stagione è ricca di pregi (la trama in divenire, la particolarità dei personaggi, la scenografia iconica e molto realistica), ma anche i difetti non mancano, facendo comunque registrare un risultato per ora positivo.

American Horror Story – 4×02 Massacres and MatineesMassacres and Matinees porta avanti in modo più saturo e a fuoco il messaggio di Freak Show, che sviluppa ancora una volta il tema del mostro insito nel genere umano. In questo caso il pessimismo si può tagliare col coltello: il velo che separa i freak dai normali – il tendone del circo, i guanti che nascondono le mani deformi, la tenda bianca dell’ospedale nel pilot – cade del tutto o almeno diventa impalpabile quando Jimmy si lamenta dell’appellativo freaks dicendo “Non ci conoscono neanche. Se solo ci conoscessero meglio capirebbero che siamo come loro. Né migliori, né peggiori, siamo solo persone normali” mentre ha una pala in mano e sta riesumando quello che resta del poliziotto che ha appena ammazzato. Questo vittimismo velato di ipocrisia, oltre a costruire il ritratto umano che Ryan Murphy vuole tratteggiare in questo ciclo, porta un grande vantaggio alla narrazione, riscrivendo la figura del freak, non più vittima debole della società ma anche carnefice, e lo rende più umano ed interessante, mostro non solo fuori ma anche dentro. I freaks non sono i buoni e non sono neanche i moralmente giusti – e quindi giusti per davvero –, ma solo vittime di una catena alimentare che li vede un gradino sotto ad altri. I normali sfogano le loro paure e frustrazioni su di loro, che a loro volta trovano altre vittime (si veda il motivo della fuga da Chicago di Mr. e Mrs. Toledo aka Stupendous Strongman e Three-breasted Lady) su cui rivalersi. Anche Twisty the Clown sembrerebbe incarnare questa nuova visione del freak, che da vittima diventa parte attiva degli incubi della gente, anche se di lui sappiamo ancora poco e la sua storia dovrà essere raccontata.

American Horror Story – 4×02 Massacres and MatineesFreak Show col passato della serie non ha solo in comune il tema dell’uomo mostro: sembra ormai palese un richiamo diretto a Coven, forse anche troppo marcato. Jessica Lange torna ad interpretare una suprema, che vigila e comanda su un gruppo di persone che sono come lei (ma non troppo), proteggendole più per un vantaggio personale che per spirito altruistico. Anche Sarah Paulson ritorna sui suoi passi, incarnando l’invidia di Elsa che come Fiona aveva paura del suo talento e della sua giovinezza. L’espressione di Elsa quando vede le sorelle Tattler sul palco e il tentativo successivo di disfarsi di loro ci fa venire subito in mente la Suprema, che ha fatto di tutto per poter rimanere tale il più a lungo possibile. Anche Angela Bassett interpreta di nuovo l’amica-nemica, che porterà guai, ma che aiuterà anche a risolverli. Questa riproposizione quasi pedissequa dei ruoli e dei rapporti di Coven, sebbene a primo impatto deluda per la poca originalità, potrebbe riservare belle sorprese, a patto di fare tesoro e di non ripetere gli errori della terza stagione.

American Horror Story – 4×02 Massacres and MatineesI personaggi, ancora prima della trama – che sta per esplodere ma che rimane ancora acerba –, sono al centro dell’attenzione. Elsa Mars è il personaggio più interessante ed iconico di questa stagione – e a chi altri avrebbero dovuto farlo interpretare?! Vive in un mondo duale in cui la deformazione fisica dei freaks e la devianza mentale della gente normale coesistono, non riuscendo a riconoscersi in nessuna delle due categorie: lei è una creatura extraterrestre –come ci dice il cognome – e anfibia, emblema dei freak, nemica degli altri e allo stesso tempo estranea a entrambe le categorie. Il dualismo è anche il fil rouge che attraversa tutte le situazioni ed i personaggi, comprese le new entry, e che li rende unici ed interessanti: partendo dal bipolarismo di Beth e Doth, due anime in un solo corpo, passando alla conformazione sessuale di Desiree, donna e uomo, per finire al ruolo di Elsa, strana e star insieme, direttrice ed alunna della sua scuola di mostri.

American Horror Story – 4×02 Massacres and MatineesSembrerà una critica troppo facile, ma la trama e la regia sono gli elementi che per ora ci trattengono dal gridare al successo e che riportano tutto il progetto su una dimensione che forse gli sta un po’ stretta. Il plot deve ancora dare il meglio di sé, ma sapendo che neanche sono stati mostrati tutti i componenti del cast ufficiale (manca per esempio Denis O’Hare, il maggiordomo senza lingua di Coven, e Emma Roberts, che interpretava la vip strega nella scorsa stagione), possiamo immaginare che qualcos’altro succederà. La regia, invece, è un po’ troppo invadente, e a volte prevalica la scena girata, diventando la vera protagonista. È apprezzabile il voler giocare con alcuni obiettivi o movimenti di macchina, a patto che siano funzionali e subordinati al racconto. L’unico modo di volerla giustificare sarebbe quello di considerare la regia come un freak, che vede la realtà con i suoi occhi e reinterpreta il mondo secondo la propria esperienza, anche sbagliando e risultando a volte fuori luogo, senza vergognarsi mai del suo essere anormale.

La curiosità sul fenomeno Freak Show è ancora tanta, soprattutto perché il progetto si è ancora svelato poco. Per ora è come se stessimo percorrendo il viale che porta al tendone del circo, osservando ai lati le locandine dei mostri che vedremo al suo interno. Questo ciclo ci deve ancora mostrare lo spettacolo che ha preparato per noi, e noi speriamo di vederlo al più presto.

Voto: 7  1/2

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

8 Risposte

  1. Francesca Anelli scrive:

    Mi piace molto la tua interpretazione sulla visione murphyana dei freak, vittimisti e pericolosi. Purtroppo però non riesco a sentirla davvero così, nel senso che non capisco se li mette davvero alla gogna o se ne sposa l’atteggiamento. Spero che sia come dici tu, alla faccia di Evan Peters.

     
    • Davide Canti scrive:

      Mi sembra che Murphy stia dalla parte dei freaks, non tanto per tutelarli, quanto per criticare gli altri. Il discorso che fa Jimmy riassume il suo pensiero: freaks e normali sono uguali, non perché entrambi normali, ma perché entrambi mostri.

       
  2. Vega87 scrive:

    Freakshow mi sta piacendo un sacco!! Si, lo so la trama per il momento non porta da nessuna parte, nel senso.. possibile che questo clown esce per strada tranquillo e nessuno noti che è terrificante?? Però a me piace così sconclusionato.

     
    • Davide Canti scrive:

      Quando Gloria porta a casa il clown per il figlio sono rimasto esterrefatto. Capisco che ci doveva essere l’incontro tra Twisty e Dandy, ma questo è lercio e terrificante e te lo porti in casa?! Ecco, un po’ forzato…

       
      • è forzato, ma volutamente. Quando c’è di mezzo la Conroy (oggi e sempre sia lodata) Murphy si sbizzarrisce.

         
        • Davide Canti scrive:

          Dandy e la madre dovrebbero rappresentare una categoria di persone benestanti, borghesi, che non conoscono la vita normale (tanto da non accorgersi che il clown fosse improponibile come passatempo, ma non conoscendo la gente normale, non riconoscono il pericolo – ricordiamoci che nel pilot volevano comprare le gemelle), però Twisty è davvero agghiacciante con quella maschera, tutto sporco… Murphy avrebbe potuto studiare una situazione un tantino più verosimile. Di buono c’è comunque il fatto che Gloria fa qualcosa che ci potremmo aspettare da lei, però è proprio il limite.

           
  3. Fabiana scrive:

    Io l’ho trovato un momento spassosissimo, davvero ai limiti del grottesco e surreale. Il duo madre/figlio per me risulta assai più terrificante del clown, non saprei dire bene perché, ma la scena di loro due a tavola l’ho trovata quasi disturbante. Sicuramente un po’ forzata, ma visto il personaggio della Conroy, la scena è abbastanza credibile… In ultimo mi sento di aggiungere che sicuramente Murphy sposa il punto di vista dei Freaks; cerca di articolarlo e declinarlo tenendo comunque conto delle evidenti contraddizioni che li animano.

     
    • Davide Canti scrive:

      Gloria e Dandy sono messi apposta per farci vedere quanto freak possono essere le persone normali. Ed infatti alla fine lui si allea con il clown abbattendo ogni barriera che poteva dividere i due gruppi. Anch’io credo che entrambi siano terrificanti!

       

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