Boardwalk Empire – 5×06 Devil You Know

Boardwalk Empire – 5x06 Devil You KnowA meno due episodi dall’addio definitivo, Boardwalk Empire alza notevolmente la posta in gioco: la grande Storia scorre silenziosa accanto alla piccola storia dei singoli personaggi, all’interno di un racconto sempre più intriso di lirismo espositivo e potenza espressiva.

L’odore di polvere da sparo è più vivido che mai: l’impero sta per crollare, le pedine sono state disposte ai propri posti di combattimento. Ma dietro al dilagante fervore distruttivo, il costante sapore di morte che aleggia leggero nell’aria pare minare l’equilibrio delle anime dei nostri amati protagonisti, che si trovano – ognuno secondo modalità diverse – a scontrarsi con i fantasmi di quel passato che li ha creati e distrutti. La fine richiama l’esordio, e la vita torna beffarda a chiedere il conto; non importa quanto si è arrivati lontano dal punto di partenza, ciò che si era non è mai veramente distante da ciò che si è, e l’unica cosa che viene da chiedersi è «For what, though, huh? For what? No one ever talks about that. No one ever asks. What’s the point…». L’impeccabile articolazione diegetica con cui i vari personaggi si pongono di fronte a quel passato mai realmente passato innalza notevolmente il tono dell’episodio, amplificando la potenza espressiva dell’impianto tematico messo in atto.

Boardwalk Empire – 5x06 Devil You KnowPer quattro stagioni abbiamo assistito ad una ripida e rapida ascesa: il tempo dei ripensamenti era inghiottito dall’ansia di superare ogni caduta posizionandosi in una posizione sempre più favorevole all’interno di una metaforica rampa di lancio.  Adesso, la condizione di “precarietà” in cui vivono i vari personaggi, in sapiente orchestrazione con i flashback del giovane Nucky, fa sì che le ferite a lungo sepolte riemergano in superficie, come se nessuno avesse più la forza di premere per sotterrarle: così Nucky si rintana in quella ruvida parte della città in cui si riconosce, Van Alden si congeda urlando il suo vero nome e Chalky accetta il suo destino riassaporando la dolcezza di quell’amore filiale di cui è stato brutalmente privato.

My name’s Nucky, boys. I’m in ladies’ garters. What’s your line? Say, have yourself a “see-gar.”

Boardwalk Empire – 5x06 Devil You KnowNel corso di questa stagione finale Nucky si muove sulla scena come il protagonista di un gioco di cui non riesce più ad afferrare le regole, intorno a lui tutto sembra svolgersi con una ineluttabilità che non gli lascia nessun margine d’azione: uno straniero in visita nella sua stessa vita. La notizia della morte di Sally è l’ennesima dimostrazione di come tutto gli stia crollando intorno, lasciandolo solo al centro di un impero in rovina. Nonostante l’aria di guerra che inonda la scena, la primaria reazione di Nucky esula da una programmatica linea difensiva per sprofondare in un cupo viaggio all’interno della sua coscienza, dove spera di trovare quelle risposte che diano un senso a tutte le orribili scelte che è stato portato a fare.

Boardwalk Empire – 5x06 Devil You KnowIl sottotesto che emerge dai flashback amplifica questo tormento interiore mostrando in maniera ellittica e allusiva la graduale disgregazione della sua anima. Le responsabilità di Nucky nello stupro della giovane Gillian erano già note da tempo, ma l’orchestrazione del ricordo, divisa tra il flashback in cui lui e Eli incontrano la ragazza e gli sproloqui di un uomo ubriaco e ferito («You little thieving monkey. What? You expect some kind of favor? You stupid fucking child. Why would you trust me?»), danno adesso all’evento un nuovo e più intenso spessore drammatico: la “consegna” di Gillian al Commodore è quel peccato originale da cui si diramano tutti gli altri, è l’inizio di quella fine che adesso si mostra, perentoria, all’orizzonte. Ma neanche il “futuro” sembra lasciare scampo: il passaggio di consegne che si intravede nel dialogo con il giovane Joe Harper, del quale Nucky non ricorda né nome né volto («You don’t have to pay me, sir. I already work for you») ha lo stesso amaro sapore di quel passato denso di sensi di colpa. La lealtà del ragazzo è simile a quella del giovane Thompson verso un Commodore inizialmente distante: è la storia che si ripete con un’oscillazione ciclica e fatale in cui il passaggio da vittima a carnefice sembra l’unica opportunità che valga davvero la pena cogliere.

I am Nelson Kasper van Alden! I am a sworn agent of the United States treasury. And I swear by Jesus our lord justice will rain down upon you if it is my last…

Boardwalk Empire – 5x06 Devil You KnowIl pregio di questo Devil you know sta in gran parte nella accurata gestione delle inevitabili dipartite di Chalky e Van Alden: una sconcertante nella sua brutalità, l’altra devastante nella sua dolce irrimediabilità, riescono a farsi portatrici di un senso ulteriore, portando entrambi i personaggi all’apice del loro arco di caratterizzazione.

Il destino di George Mueller era già segnato nel momento in cui Luciano insinua il sospetto su Capone: trovarsi in quel limbo in cui le sue due identità si sono poste l’una di fronte all’altra, entrambe spiazzate dal freddo calore di quella pistola infilata in bocca, ha fatto scattare una molla nella mente stanca e confusa di un inerme e quanto mai disorientato Mueller. La disgregazione identitaria è infatti una delle chiavi di volta attraverso cui inquadrare la complessità della parabola evolutiva del personaggio, strettamente legata ad una sorta di istinto represso che gli ha impedito di essere pienamente se stesso, sia come George che come Nelson. È solo a pochi istanti dalla fine che la dicotomia si spezza: l’ultimo atto di Van Alden è la scelta del suo nome, è la riappropriazione della sua identità. Il fatto che la sua morte avvenga mentre dichiara fedeltà alla sua vita precedente, a quella “giustizia” in cui un tempo credeva fermamente, è come una catarsi per tutti i soprusi patiti durante la sua vita, è una menzogna che diventa finalmente verità.

Van Alden muore in nome della giustizia portando la sua infranta carriera verso un coronamento ideale: è proprio grazie a quest’azione di fedeltà che D’angelo, agente del Tesoro sotto copertura, riesce ad entrare in possesso di quei libri contabili che inchioderanno Capone. Una vita fatta di fallimenti s’infrange e si eleva nel “grande successo” della morte.

All a dream to begin with. Ain’t nobody ever been free.

Boardwalk Empire – 5x06 Devil You KnowIl picco emotivo dell’episodio è però concentrato sulla figura di Chalky, sin dagli esordi uno dei personaggi più vividi ed intensi dello show. Un uomo accecato dall’odio, dal rancore, dal desiderio di vendetta, trova invece la morte in nome dell’amore. Althea “colei che guarisce” è il mezzo attraverso cui Chalky riesce a liberarsi da ogni proposito distruttivo, decidendo di donare la sua vita per la libertà delle “sue donne”: il lungo calvario di dolore degli ultimi anni si azzera tra il calore della voce di Maitland e l’innocente sorriso di quella creatura che gli dimostra come, a volte, anche dal letame nascono i fiori. La ricerca della libertà diventa quindi il metro con cui misurare i propri sentimenti: ognuno in quella stanza vuole essere libero, e anche se la libertà potrebbe essere solo un sogno, Chalky, in dovere verso quell’amore che sembra risorto sulla sua pelle, trova l’essenza della sua libertà nella morte. Libero dall’odio e confortato da quell’amore che è andato perduto, Mr. White va incontro al suo destino con una pace interiore che la vita non è mai stata in grado di donargli.

Boardwalk Empire – 5x06 Devil You KnowUn fluire di parole spezzate da ellissi e allusioni prepara il terreno all’esecuzione con uno straziante crescendo drammatico esaltato dalla superba regia di Jeremy Podeswa, perfetta nella costruzione di un lirismo espositivo che resterà per sempre fisso nella mente dello spettatore come uno dei momenti migliori dell’intero show. Ogni flebile movimento del volto di uno strabiliante Michael K. Williams diventa la rappresentazione visiva di un lento e consapevole percorso interiore: mentre la voce di Maitland gli scorre sulla pelle portandosi con sé il dolore che sta arrivando, il suo volto si apre lentamente in un dolce e definitivo sorriso. La musica s’interrompe con lo sparo e i titoli di coda scorrono con in sottofondo il rumore della punta del mangiadischi che gira a vuoto: quella voce a lungo ricercata, sognata ogni notte per sette anni, ha smesso di risuonare dentro il suo corpo per diventare il suono che accompagnerà per sempre la sua anima.

Intenso nella forma, fondamentale nella sostanza, Devil you know può a ragione essere definito come l’episodio più riuscito di questa ultima stagione. L’impero sta crollando, ma gli eserciti hanno già issato le loro trincee per l’ultima estrema battaglia: tutto è pronto per un finale che si prospetta devastante.

Voto: 9

 

8 Risposte

  1. Namaste scrive:

    Ennessima morte “a cazzo” di un ennesimo grandissimo personaggio interpretato da Michael K. Williams. Puntata però bella.

     
    • Pietro Franchi scrive:

      Io invece ho trovato la scena finale di una poesia unica: il personaggio di Chalky aveva ormai raggiunto il suo punto di arrivo, e sarebbe stato irrealistico farlo sopravvivere (considerando i suoi rapporti con Narcisse). L’ultima sequenza è bellissima, struggente, sulla linea emotiva della splendida morte di Richard: entrambe, infatti, hanno come motivo principale il ricordo di ciò che si ha amato, la tranquillità di chi ha ormai raggiunto lo scopo della sua vita. Il colpo di pistola finale, che interrompe bruscamente quel momento magico, è semplicemente perfetto, così come il giradischi a vuoto nei titoli di coda, piccoli particolari che elevano la serie di Terence Winter a livelli stratosferici.
      Anche la morte di Van Alden mi è sembrata in linea col personaggio: la sua autoaffermazione negli ultimi momenti ha chiuso il ciclo cominciato con la prima stagione della serie, e la violenza brusca della scena ha rispecchiato perfettamente il tono prevalente nelle linee narrative che lo vedevano come protagonista.
      Questa “Devil You Know” è sicuramente la puntata migliore di questa stagione, e per me una delle più emozionanti della serie. Non so che altro dire, se non che le aspettative per gli ultimi due episodi sono esageratamente alte!

       
  2. sara scrive:

    Anche io sono d’accordo con Pietro e Francesca. Le morti di due personaggi così importanti come Chalky e Van Alden non potevano che trovare la loro degna chiusura nel compimento parabola personale di ciascuno. E come poteva avvenire se non immortalando tutto nel simbolo, cioè in un’immagine che solitaria permetta di cristallizzare in un sol colpo l’identità stessa di questi personaggi? Per Chalky la morte diventa l’unico vero gesto che consegna la libertà (e non solo a Mabel, ma anche a se stesso) e che allontana dalle ipocrisie e assurde architetture retoriche di Narcisse: è la semplicità di un vero amore che lo fa sorridere alla fine, mentre immagina di sentire la voce di Mabel. Per Van Alden la morte è il misero riscatto di chi si è lasciato trascinare dalla parte sbagliata della sbarra: da custode della giustizia a criminale. E non a caso a sparargli è proprio Mike D’Angelo che ha fatto della sua “doppia identità” la propria arma.

    Insomma, io credo davvero che otto episodi siano pochi per chiudere una serie con le fattezze di Boardwalk Empire; ma, allo stesso tempo, penso che pochi autori sarebbero riusciti a sviluppare un lavoro del genere con soli otto episodi.

     
  3. SerialFiller scrive:

    Credo che quest’ultima stagione di BE sia a tutti gli effetti un capolavoro. Ogni secondo sembra essere fondamentale, i flashback hanno impreziosito il personaggio di Nucky, la storia fluisce inesorabile verso ogni genere di resa dei conti, non si esitano colpi tragici e beffardi ai personaggi più amati, la ricostruzione storica è degna di un film da Oscar, scenografie e costumi idem, Io sto amando questa stagione finale in ogni minuto.
    Non so come andrà a finire ma è talmente bella questa stagione che chiedermelo è un inutile perdita di tempo, sono gia appagato da spettatore e soprattuto ho gia nostalgia di questo gioeillo seriale.

     
  4. Attilio Palmieri scrive:

    Credo senza esagerare che questo sia una dei 3-4 episodi migliori della serie. La presentazione di Gillian (sarà Jimmy il prossimo?), la chiusura dell’arco narrativo di Van Alden e soprattutto di quello di uno dei personaggi più amati. L’ultimo sacrificio di Chalcky White è stato tragico e commovente. Il rapporto interno/esterno e la realizzazione dell’ultima sequenza sono qualcosa di maestoso. La messa in scena teatrale, la gestione delle figure umane che pian piano porta all’isolamento di Chalcky, e poi quel carrello che avanza verso il suo primo piano, la musica, il suo sorriso in primissimo piano, lo schermo nero, lo sparo e il fruscio del vinile. Questa è roba davvero grossa.

     
    • Namaste scrive:

      Tra i personaggi delle passate stagioni che ritornano, anche un piccolo cameo di Richard Arrow, o almeno, nell’inquadratura su Van Alden con buona parte della faccia spappolata e senza un occhio, io ce l’ho visto!

       
  5. Dreamer88 scrive:

    All’inizio di questa ultima stagione pensavo che, con sole otto puntate a disposizione, la squadra di autori capitanata da Terence Winter potesse avere dei problemi nel gestire in maniera adeguata tutte le storylines ma fino ad ora sono stato piacevolmente smentito, sta tutto procedendo come deve procedere. Nulla da aggiungere sulla puntata (e sulla recensione): semplicemente fantastica, non mi aspettavo l’uscita di scena di due personaggi così importanti per BE. Non vedo l’ora di vedere le ultime due puntate!

     

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