Boardwalk Empire – 5×08 Eldorado

Boardwalk Empire – 5x08 EldoradoWell now, ev’rything dies, baby, that’s a fact
But maybe ev’rything that dies someday comes back
Put your makeup on, fix your hair up pretty
And meet me tonight in Atlantic City”
(Atlantic City – Bruce Springsteen)

Le parole del Boss sembrano scritte all’uopo per Boardwalk Empire. Non solo nel ritornello, ma durante l’intero scorrere del brano si riconosce l’essenza di un mondo perduto, così come, specularmente, grazie alle cinque stagioni della serie è molto più facile comprendere realmente la canzone di Bruce Springsteen. Atlantic City come tanti altri capolavori del musicista del New Jersey è una canzone notturna, crepuscolare, esattamente come questo finale di serie, ultima pietra miliare, la parola fine dopo la quale tutto è passibile di ridefinizione e ripensamento. È su questa direzione che Tim Van Patten comincia in medias res, con una ripresa della sigla in live action: vestiti e scarpe sulla riva del boardwalk e Nucky Thompson che nudo si getta in mare e nuota verso l’orizzonte, in un’alba buia come la tenebra. Un finale che comincia con un nuovo inizio dai toni torbidi e pregno di presagi di morte; un percorso funereo, contemplativo fino all’autofagocitazione.

I was a bellboy. Carried people’s bags. First time I was tipped a nickel, I thought the world is a marvelous place. But a dime, a dime would be better. And when I got a dime, I thought a quarter.

Boardwalk Empire – 5x08 EldoradoLa nostalgia è sicuramente un sentimento chiave per interpretare quest’episodio finale e più in generale questa stagione. Lo è sia perché arrivati al termine di un viaggio così lungo non può che essere così, sia perché sin dalla premiere di quest’anno si è deciso di impostare la narrazione sul confronto fra temporalità diverse, tra presente e passato, ai quali in questo finale si aggiunge il futuro. Il passare degli anni è visto attraverso Margaret e Nucky, legame che seppur altalenante può vantare una permanenza per tutta la serie e quindi la possibilità di guardarsi alle spalle. Il loro ultimo ballo nell’appartamento vuoto ha un’enorme potenza simbolica: i due sono praticamente due fantasmi, l’ombra di quel che erano, e nell’incanto accompagnato dalla voce di Bing Crosby vengono interrotti dal nuovo che avanza, da una nuova famiglia, da un presente felice di entrare in quel bellissimo luogo e pronto a diventare ineluttabilmente a sua volta fantasma. Lo scorrere dei decenni riflette il mutamento delle gerarchie nella criminalità organizzata americana, così come quello della figura del gangster: se il passato era il Commodoro e il presente (ormai agli sgoccioli) Nucky Thompson, il futuro è Lucky Luciano con la sua Commissione delle cinque famiglie italiane di New York più le due di Buffalo e Chicago. Il mondo sta cambiando e ne è consapevole anche Valentin Narcisse che, prima di essere freddato dagli uomini di Luciano e Lansky, dispensa l’ultima delle sue aforistiche linee di dialogo (“one generation passed away, another generation cometh. But the earth abideth forever”), ovvero un passo dell’Ecclesiaste per il quale non saremo mai abbastanza riconoscenti a Terrence Winter e Howard Korder.

You keep to your lessons. Be a good boy. Remember, all I did was for you

Boardwalk Empire – 5x08 EldoradoSe per tanti spettatori oggi è un giorno di lutto è perché gli autori sono riusciti, nonostante la naturale barriera che pone un lavoro in costume, a creare dei personaggi potentissimi e incredibilmente umani, da Harrow a Jimmy, da Nucky a Rothstein, da Luciano a Gillian, da Eli a Chalky, da Gyp Rosetti ad Al Capone. Quest’ultimo è il personaggio più famoso tra quelli ispirati alla Storia del gangsterismo americano, nonché una figura che ha influenzato numerosi lavori nel corso del Novecento. Ora che il suo percorso è concluso non ci resta che ringraziare gli autori per aver dato un’umanità a questo personaggio mai vista nelle opere del passato, per averci presentato un piccolo grande uomo in perenne lotta col proprio complesso di inferiorità, che è riuscito a fare dell’eccesso, dell’esplosione improvvisa, colorata e devastante l’antidoto a un male interiore che da sempre lo accompagna. L’ultimo dialogo con Ralph, quando ormai quasi tutto è perduto, ci mostra la faccia più umana e sensibile del suo agire, quella che lo porta a rassicurare il fratello sforzandosi di essere brillante in modo da non perdere la faccia e la stima di chi gli sta intorno, specie con quella battuta su Marlene, che ha l’unico e nobile scopo di strappare a Ralph un ultimo sorriso. È nella sequenza del saluto al figlio che Stephen Graham ci lascia la sua ultima firma, grazie a un’interpretazione perfetta, che rivisita tutta la mitologia del gangster di Chicago alla luce del rapporto con il figlio sordo: quest’ultimo tenta invano di essere vicino al padre visibilmente in difficoltà (“I will help you”), che lo lascia con l’ultimo abbraccio che spezza il cuore (“All I did was for you”).

It’s what you leave behing. That’s the only thing anyone’s ever gonna know about you

Boardwalk Empire – 5x08 EldoradoAlcune delle frasi maggiormente esplicative di questo finale di serie sono inserite nei flashback e spesso messe in bocca al Commodoro, patriarca da cui tutto il racconto viene fatto cominciare. Per quest’ultimo, come per i più carismatici personaggi della serie, e infine come per la serie stessa, l’importante non è il gesto eroico o il picco d’attenzione, ma cosa rimane dopo la fine, le tracce che raccolgono i posteri. Cosa lascia Nucky? Tanto, nel bene e nel male. Margaret è la sua creatura meglio riuscita e quella che più di altri ha saputo emanciparsi e camminare con le proprie gambe. La donna, inizialmente plasmata da Nucky, si dimostra duttile, flessibile, resiliente, pronta per il mondo nuovo, capace di imparare la lezione del gangsterismo e riprodurla legalmente in un’altro tipo di gioco, la finanza. Per dirla con il giovane Enoch, Margaret è ready to be of use, come dimostra a Joseph Kennedy, il quale la chiama Mrs Thompson quasi a completare la certificazione dell’evoluzione della donna, ormai a suo agio con i dangerous methods. Nucky però si lascia alle spalle anche una copiosa serie di macerie, le responsabilità per il dolore altrui e macchie indelebili di sangue sulle mani con le quali farà i conti fino alla fine dei suoi giorni.

In the end, we do what we have the nerve for, or we disappear

Boardwalk Empire – 5x08 EldoradoL’altro grande grimaldello che apre la porta della formazione giovanile di Nucky è offerto ancora una volta dal Commodoro. In tutto l’episodio si parla dell’audacia, del coraggio (nerve) come dell’unica unica strada per non scomparire. È proprio questo che ha fatto del giovane bambino che nuotava per la monetina uno dei padri di Atlantic City, il coraggio di prendersi ciò che si vuole, ma anche quello di accettare le porte in faccia e ripartire. Nel rapporto che Eli e Nucky hanno col proprio padre alcolista emerge la profonda differenza di nerve tra i due fratelli e la capacità del più grande dei due di affrontare l’avversario a viso aperto per difendere la propria famiglia, anche a costo di avere un fucile puntato sulla fronte. Sono le stimmate del campione, per usare una metafora sportiva, quelle che hanno dato a Nucky tutto ciò che ha desiderato, insieme alla responsabilità di prendersi cura di Eli, decisamente privo di queste qualità. Quello declamato dal Commodoro è lo stesso coraggio (e la stessa pazienza) che dimostra Lucky Luciano nel fronteggiare la crisi dei gangster tradizionali e prendere il comando con forza e organizzazione, sterminando chiunque si trovi sulla sua strada.

You were very clever. You made a bargain. You saved your own neck. And that’s more than other people can say.

Boardwalk Empire – 5x08 EldoradoLa seconda parte dell’episodio è la più dolorosa, quella degli addii, quella in cui Nucky tenta di porgere l’estremo saluto alle due persone che in un modo o nell’altro sono state oggetto delle sue attenzioni: Eli e Gillian. Con il primo Enoch riesce ad assolvere il suo compito alla perfezione, completando quel percorso genitoriale che lo ha legato al fratello tagliando il cordone ombelicale. Le ultime parole che gli riserva sono anche le più incisive: la metafora della nuotata nell’oceano concretizza perfettamente il percorso di tanti dei personaggi principali della serie e serve da estremo avvertimento al fratello. Puoi provare a spingerti oltre i tuoi limiti fino a raggiungere territori sconosciuti, ma ti accorgi dell’irreparabile solo quando è troppo tardi. Salvare il fratello per salvare almeno parte della propria coscienza, è questo l’obiettivo di Nucky, che gli lascia in dono dei soldi e un rasoio, con la promessa che d’ora in poi dovrà cavarsela da solo. Con Gillian quest’operazione funziona molto peggio perché la donna è l’esempio concreto di come tutte le sue scelte passate abbiano avuto conseguenze sanguinose sul prossimo. Darle dei soldi non serve a nulla, il minimo che potrebbe fare è porgerle delle scuse, ovvero l’unica cosa che ancora non riesce a fare – “You want me on my knees? I won’t do that. The past is past”. Quella decisione presa alla parata durante il flashback pesa come un macigno ed è il simbolo di un coraggio espresso solo parzialmente e del dramma della ragazzina che ha poi dato via (con la nascita del figlio Jimmy) all’intera serie. Le poche frasi dette in quell’occasione – “He’s … Offered to help us. Both. Would you like to meet him?” – sono marchiate a fuoco nella memoria di Nucky e rappresentano il primo di una serie di peccati originali dell’arco narrativo del protagonista.

I am not seeking forgiveness

Boardwalk Empire – 5x08 EldoradoDov’è l’altro enorme peccato originale? È la morte di Jimmy, quell’omicidio a freddo, inaspettato per gli altri personaggi e soprattutto per gli spettatori. Un colpa di Nucky e della serie, dopo la quale c’è stato un glorioso reboot, una sorta di ripartenza da zero con nuove certezze e nuovi incubi. All’epoca la rabbia fu tanta, insieme alla convinzione che per realizzare un finale di stagione di grandissimo impatto gli autori rischiavano di condannare a morte la propria creatura. Oggi, a percorso ultimato, possiamo dire con certezza che da quella drastica decisione ne sono usciti alla grande, facendo del fantasma di Jimmy una presenza ancor più importante del personaggio in carne e ossa, e nulla lo dimostra più di questo series finale. Non poteva che chiudersi in questo modo questa bellissima storia di colpa e redenzione, con Nucky che cerca disperatamente quel perdono che affermava a gran voce di non volere proprio nel momento del famoso omicidio; con il figlio di Jimmy che vendica il padre uccidendo Nucky nello stesso identico modo, con un colpo in faccia guardando in macchina la vittima e verso gli spettatori inermi di fronte alla violenza della fine della vita. In quest’ultimo, definitivo omicidio c’è una doppia vendetta, quella di Jimmy e quella di Gillian, ribadita dallo spiazzante montaggio di presente e passato che carica la coscienza di Nucky di tutti le colpe possibili, levandogli anche l’ultimo barlume di tranquillità nel passaggio all’altro mondo.

Eldorado

Boardwalk Empire – 5x08 EldoradoA completare la perfezione cristallina di questo finale vi è anche la titolazione dell’episodio, “Eldorado”, ovvero quel paradiso terrestre da sempre bramato e mai davvero raggiunto. Il luogo leggendario è anche la metafora dell’impossibilità di una reale realizzazione di ciascun personaggio, dell’avidità estrema che a nulla porta se non al dolore altrui. Lo dimostra la parabola di Al Capone e la mesta fine che la chiude, così come l’omonimo complesso di appartamenti pronto a essere riempito di sogni impossibili. L’Eldorado per il giovane Nucky è la futura Atlantic City, una terra franca sulla quale costruire un Eden fatto di lusso spreco e benessere, un paradiso terrestre che è si rivelerà essere l’anticamera dell’inferno, il primo passo verso il precipizio. Inizialmente la risposta a tutto erano il soldi e il loro raggiungimento, come comunica la nuotata verso la moneta del Nucky bambino che apre e chiude la stagione in modo circolare; ma il Nucky al tramonto sa che i soldi non sono LA risposta, ma semplicemente l’unica che ha, o la migliore che gli è rimasta in questo suo tristissimo declino.

I am from the future

Boardwalk Empire – 5x08 EldoradoSubito prima di andare a casa di Eli arriva quella che è forse la vera chicca di un episodio pieno di momenti di altissima qualità. Mentre cammina sul boardwalk in pieno giorno con in mano il pacco per il fratello, lo interrompe una donna misteriosa che dice di venire dal futuro e in effetti in quel contesto suona come un astronauta proveniente da un pianeta lontano. Si tratta di una sequenza onirica, con non pochi tratti lynchiani (“I’ll be there, but I won’t be there”), che porta il protagonista in una camera oscura, una macchina del tempo artigianale nel quale può sognare a occhi aperti e vedere l’oggetto venuto dal futuro: la televisione. Il messaggio per Nucky è l’auto-celebrazione del medium, l’applauso per una vittoria schiacciante, il compimento di un percorso oltremodo ambizioso, dispendioso e finito nel migliore dei modi possibile. Nucky guarda stupito quell’oggetto del futuro, quel dispositivo in cui c’è il tempo che verrà, il nuovo che avanza, un’era in cui lui e Boardwalk Empire saranno protagonisti assoluti.

Twinkle twinkle little star, how I wonder what you are

Boardwalk Empire – 5x08 EldoradoLa serie conclude nel migliore dei modi possibili la sua cavalcata quinquennale, confezionando un episodio praticamente perfetto, che si prende anche il rischio di essere leggermente distante dal resto della serie, proponendosi come un lungo commiato, un attraversamento della soglia che separa la vita dalla morte, l’oggi dal domani. Un’ora di televisione quasi totalmente contemplativa, anche nei momenti più dinamici come la morte di Narcisse o quella di Nucky, una riflessione sulla colpa e sulla redenzione che riprende la tradizione del grande romanzo americano dove la vita dei padri pesa come una condanna su quella dei figli e il perdono è l’unico obiettivo possibile quantunque anche quello più difficile da raggiungere. Enoch Thompson, prima di lasciare la vita e la serie, sembra cercare – anche involontariamente – la tanto agognata Salvezza: liberando Joe Harper (in realtà Tommy Darmody) carica il fucile che gli farà compiere l’ultimo estremo sacrificio verso una redenzione per la quale ormai è troppo tardi.

No one goes quietly

Boardwalk Empire – 5x08 EldoradoPrima di chiudere col magone quest’ultima analisi/omaggio a Boardwalk Empire lasciamo qualche riga conclusiva sulla stagione e la serie. In molti hanno storto il naso di fronte alla notizia di un’ultima stagione più breve e ambientata sette anni dopo la continuity delle prime quattro stagioni. Questa scelta, alla luce di questo finale, si è rivelata una mossa molto molto rischiosa che ha obiettivamente creato dei problemi nella definizione delle traiettorie di alcuni personaggi (Chalky, Rothstein), ma è al contempo una soluzione estremamente coraggiosa e che alla fine ha pagato. Il prezzo è stato relativo al cospetto di un risultato notevolissimo, ovvero la realizzazione di una stagione tutta sul protagonista, volta a fare di Enoch Thompson e della sua formazione, la parte per il tutto della serie.

Una stagione che conclude una serie destinata a rimanere uno dei tasselli fondamentali della serialità televisiva del Ventunesimo secolo, cominciata proprio come è finita, in maniera eccellente, con un pilot costosissimo che ha dettato la linea estetico-narrativa grazie alla regia di Martin Scorsese. Boardwalk Empire riesce a fondere due delle più importanti serie televisive della contemporaneità, rielaborando la struttura narrativa multistrand dei Soprano e l’estetica iperdettagliata di Mad Men. Non a caso, Terrence Winter e Matthew Wiener si sono formati nell’indimenticabile serie di David Chase.

There’s still graciousness in the world.

Voto episodio: 10

Voto stagione: 9

Voto serie: 9,5

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

10 Risposte

  1. Pietro Franchi scrive:

    Hai praticamente detto tutto quello che pensavo su questo splendido, perfetto finale. Un episodio maestoso, riflessivo, profondo, che punta dritto al cuore e colpisce più volte; neanche 20 minuti e arriva una delle scene più potenti della serie, ovvero quella di Al Capone col figlio, in un richiamo alle splendide sequenze di Blue Bell Boy (3×04). Questo è l’esempio perfetto, a mio parere, di quanto sia stata costruita bene la serie: la scena lavora completamente sull’umanità che Winter e soci sono riusciti a dare a Capone in queste stagioni, sul legame padre-figlio che hanno costruito senza mai sbagliare un colpo. Stephen Graham si conferma un mostro di bravura, ma questo ormai era fuori da qualsiasi dubbio.
    Le scene finali, poi, sono a mio parere tra le cose più belle della serie e di quest’anno in televisione: il montaggio tra la perdita dell’umanità di Nucky (“You wanted to sail around the world” “Don’t you?”) e la chiusura del cerchio, la graduale rivelazione di Tommy, fraintesa da gran parte del pubblico e della critica. Ho sentito, infatti, parlare di prevedibilità, o dell’omicidio di Nucky da parte di un personaggio “anonimo”, ma onestamente non ho idea di come si faccia a parlare in questo modo: Tommy Darmody, come dice Attilio, è il fantasma di Jimmy, la conseguenza dei due atti più disumani che hanno corrotto l’animo di Nucky e vengono ora a chiedere il loro prezzo. Il tradimento di Gillian e l’omicidio di Jimmy (il primo omicidio, non dimentichiamocelo) sono legati a Nucky come lo sono tra di loro, due atti che hanno portato alla distruzione dell’anima di un povero ragazzino innocente. Più riguardo quell’ultima scena e più ho i brividi, incapace di pensare ad una conclusione migliore per questa serie.
    Boardwalk Empire è finita nel migliore dei modi: quest’ultima stagione non è stata la migliore, è vero, complice la durata più breve e il salto temporale forse un po’ brusco (io l’ho sentito solo nel primo episodio, ma comprendo le critiche), ma gli ultimi tre episodi hanno raggiunto dei livelli spaventosi, perfetti, storici. Non dimenticherò mai il gioiello di Winter, non dimenticherò mai la sua scrittura meravigliosa e i suoi personaggi così umani, così solidi.
    Grazie Attilio per la solita splendida recensione, rende giustizia ad uno dei capolavori della televisione contemporanea. Mi aspetta presto un rewatch obbligatorio.

     
  2. Adebisi scrive:

    episodio finale che mi ha soddisfatto, bellissimo, commovente.
    non mi è piaciuta la gestione dle personaggio di tommy darmody, si era più o meno capito da un po’ che quel ragazzino fosse il figlio di jimmy ma andava fatto capire più nettamente secondo me. farlo uscire allo scoperto negli ultimi secondi della serie secondo me ha tolto un po’ di forza al momento. anche se poi il montaggio e i primi piani di buscemi bucano lo schermo.
    serie bellissima, stagione straordinaria ma meldetta HBO per aver troncato sul più bello questa serie.
    possibile che non si potesse almeno citare gente come genovese, gambino, e altri importantissimi soci di lucky? dalla serie sembra che il n°3 fosse bugsy siegel, insomma anche come è stata presentata la commissione non mi ha convinto appieno, lasciandomi un forte senso di vuoto, di incompiuto.
    ed è questo secondo me Boardwalk empire: una delle mie serie preferite, una delle migliori mai fatte, bistrattata dal grande pubblico che adesso vuole solo il trono di spade, una sere eche poteva essere ma non è stata a causa delle regole del mercato.
    complimenti a winter e co per averci regalato una grande stagione nonostante la chiusura anticipata.
    addio boardwalk

     
  3. Namaste scrive:

    Non so da cosa si fosse più o meno capito che il ragazzo fosse Tommy Darmody (anche perché l’ultima volta che lo abbiamo visto, quanti anni poteva avere? Cinque? E oggi quanti ne avrebbe?13-15-17? Boh!), ma io ci rimasto di merda! Poi, per carità, può anche darsi che nelle review straniere che non ho letto, se ne fosse anche discusso, ma tra i commentatori di Seriangolo che, fino alla scorsa puntata, discutevano di toto series-finale, non mi pare che ci fosse quello più sveglio che “ma a me non la si racconta, io avevo già capito tutto, signori miei”… Non ero, evidentemente tra questi, quindi ancora una volta e ancora di più, soltanto chapeau! A puntata finale, a serie e naturalmente recensione.

     
    • Adebisi scrive:

      è un po’ che non commento e leggo le recensioni, una volta ero Tuco poi mi si è impallato il browser e non ho commentato le recensioni precedenti.
      Veniamo al punto, capire con certezza che joe harper fosse in realtà tommy D non era possibile non ci sono stati indizi concreti. tuttavia una serie di situazioni che coinvolgono sempre lui e nucky avevano creato un alone di sospetto dietro al personaggio.
      -inizia a comparire quando nel flashback entra in scena gillian
      -il volto del ragazzo un po’ ombroso e simile a quello del padre (non credo sia stata una scelta fatta a caso ma voluta)
      -il rifiutare i soldi per farsi notare da nucky
      e comunque la vera e propria pulce è il fatto che tutto il finale id stagione sia stato incentrato sugli e/orrori passati di nucky, lo stupro di gillian e l’omicidio di Jimmy, e l’unico modo per chiudere davvero il cerchio era coinvolgere tommy darmody.
      poi oh non voglio fare il primo della classe dicendo “marameo l’avevo capito” se vuoi ti sparo uno screenshot dove ne parlo con un mio amico (GordonCole su Seriangolo ma non commenta molto), che poi è lui che me l’ha fatto notare neanche io all’inizio l’avevo notato.

       
  4. Dreamer88 scrive:

    L’ultima stagione di Boardwalk Empire è quella che in assoluto mi è piaciuta di più e questo finale è stato all’altezza delle mie (enormi) aspettative. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo in questo series finale (ma qui sono proprio fiscale) non mi è andato molto giù il fatto che abbiano dedicato così poco spazio a personaggi come Al Capone (protagonista però di una scena straordinaria), Lucky Luciano e il dottor Narcisse ma mi rendo conto che gestire una stagione finale con soli otto episodi a disposizione e farlo in maniera eccelsa è missione quasi impossibile (e qui i complimenti vanno soprattutto a Winter e Korder, davvero un lavoro superlativo il loro).

    Fino alla scorsa stagione per me Boardwalk Empire era “solamente” una storia di gangster (bellissima ed avvincente ma una pura e semplice gangster story) ma quest’anno Winter e co. mi hanno fatto capire cosa sia veramente BE: Boardwalk Empire racconta, utilizzando una storia ambientata negli anni ’20/’30 con protagonisti dei criminali incalliti, i nostri tempi e la nostra società capitalista, dicendoci che in quasi 100 anni le cose non siano poi così cambiate; un esempio di quello che sto dicendo sono le scene-flashback tra il giovane Nucky e il Commodoro nella prèmiere di quest’anno: i discorsi che il Commodoro faceva a Nucky per “addestrarlo” non sarebbero suonati strani se le stesse cose le avesse dette un banchiere di una banca d’affari o un CEO di una grande società di oggi ai suoi dipendenti.

    Ciao Nucky, ci mancherai.

     
  5. SerialFiller scrive:

    Dopo questo finale ed in generale questa stagione finale dire qualsiasi cosa su BE sarebbe riduttivo. Sono riusciti a trasformare in poesia pura una parabola criminale. Nelle ultime 3 puntate ci sono almeno 15 frasi e dialoghi che potrebbero essere riportate nei libri di storia, letteratura, filosofia, psicologia e sociologia.
    Capire che quel ragazzo fosse Tommy Darmody era impossibile, o almeno io non lo avrei mai capito. Questo ha permesso di dare una chiusura simbolica perfetta all’arco di Nucky e destare shock e sorpresa allo spettatore fino all’ultimo fotogramma. I flashback che sembravano inutili ad inizio stagione si sono rivelati davvero geniali e soprattutto funzionali. Tutti gli archi narrativi portati a termine con una soddisfacente sensazione di chiusura ed un tocco di classe. La fine di Capone è stato contornata da quel bellissimo dialogo col figlio, quella di Chalky è stata condotta con una maestria e tristezza uniche, Luciano è stato condotto a quella tavola rotonda in maniera impeccabile, Narcisse fatto morire ed affogare nel sangue durante la sua ultima perla di saggezza, Doyle e tutti i personaggi minori sono scomparsi dallo schermo al meglio e Nucky morto per mano del prodotto dei suoi 2 sbagli piu profondi. 10 a questo finale ed a questa stagione che oltre ad essere stata perfetta in se ha secondo me dato un senso di grandezza anche alle precedenti 4 che fino ad una settimana fa erano da considerarsi belle ma non belle come si possono considerarsi.
    Addio Nucky e grazie Scorsese, Wahlberg e Winter per averci regalato questo gioiello.

    p.s.
    ed ora voglio uno spinoff su Luciano, Lansky e Siegel

     

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