Doctor Who – 8×10 In the Forest of the Night

Doctor Who - 8x10 In the Forest of the NightQuesta annata di Doctor Who ci sta regalando grandi soddisfazioni, attraverso una scrittura sempre più raffinata e un focus sui personaggi che potremmo definire inedito per il ciclo Moffat

Ogni singolo episodio è stato costruito come un intreccio di rimandi al rapporto tra Clara e il Dottore, alle loro differenze e, soprattutto, alle tante cose in comune, sviluppando finalmente una caratterizzazione convincente tanto di Twelve (nuovo arrivo) quanto della sua companion (vecchia conoscenza, certo, ma la cui figura non era – e non è – ancora stata “scoperta”del tutto).
In questa cornice, In the Forest of the Night si presenta come un episodio godibile ma più marginale nell’economia della stagione, non tanto per la sua natura di filler (Time Heist è il più classico dei riempitivi, eppure rimane una delle migliori puntate di quest’anno), ma per la mancata sinergia tra plot e messaggio, e la debolezza di entrambi.

Doctor Who - 8x10 In the Forest of the NightSul piano della trama, l’episodio, mettendo insieme elementi diversi senza però prendersi la briga di approfondirli seriamente, risulta un po’ confuso e pasticciato. Un esempio è dato dalla facilità con cui viene liquidata la condizione di Maebh, piccola protagonista della puntata di fatto sottoutilizzata. Pensiamo, poi, allo sviluppo e la risoluzione del “caso della settimana”: le informazioni fornite allo spettatore – come ad esempio la capacità degli alberi di assorbire il fuoco – hanno reso palese fin da subito quanto un’eventuale correlazione tra foresta e tempesta solare si sarebbe sicuramente rivelata favorevole per gli uomini, e non il contrario. In assenza di un qualsivoglia indizio che potesse dimostrare la capacità degli alberi di provocare un brillamento solare per vendicarsi o liberarsi dell’umanità, l’ipotesi formulata dal Dottore e suggerita agli spettatori appare del tutto inconsistente e perfino un po’ stupida. Fa, quindi, specie che il Signore del Tempo si renda conto di come stiano davvero le cose soltanto a fine puntata: ne capiamo le ragioni a livello di costruzione del plot, ovviamente, ma non possiamo fare a meno di pensare che, impostando il racconto in maniera diversa, il risultato sarebbe stato di gran lunga più soddisfacente. La scusa che si tratti di una puntata per bambini, e che dunque certe soluzioni semplicistiche si possano giustificare in quanto rivolte ad un pubblico meno esigente, in realtà non regge, sia perché scrivere di bambini non significa necessariamente scrivere per bambini, sia perché essere etichettato come show per i più piccoli non ha mai impedito a Doctor Who di confezionare storie solide e credibili in passato.

Doctor Who - 8x10 In the Forest of the NightSul piano del messaggio, la natura facilona e sbrigativa di In the Forest of The Night è forse ancora più evidente, ma anche più facile da perdonare, specie nell’ottica di un episodio per bambini (che comunque, come spiegato sopra, non ritengo del tutto condivisibile). La tematica ecologista è affrontata in maniera sì banale ma tutto sommato aderente allo stile della serie, la cui grandezza va ricercata non tanto in superficie ma piuttosto tra le righe di una scrittura che sa essere contemporaneamente intima e fracassona, semplice e ricercata. I problemi più consistenti si possono riscontrare, piuttosto, nel confronto tra Clara e il Dottore, questa settimana sviluppato in maniera un po’ forzata. La scelta della ragazza di lasciare morire i suoi alunni piuttosto che salvarli appare come strumentale, o più precisamente funzionale ad uno scopo particolare: arrivare allo scambio di battute seguente, in cui Clara afferma di non voler diventare “l’ultima della sua specie” come il suo compagno di viaggio. La sensazione scaturisce proprio dalla motivazione con cui giustifica tale difficilissima scelta, agli occhi di chi scrive un po’ troppo debole: basta conoscere la sofferenza di una vita da orfani (Clara) nonché da sopravvissuti (il Dottore) per rinunciare a dare una chance all’umanità, specie se quest’ultima è rappresentata da un gruppo di bambini?

A parte queste difficoltà, comunque, l’episodio si mantiene su un livello qualitativo relativamente alto. Rispetto agli anni passati, ogni capitolo di questa stagione riesce sempre ad impostare un ritmo coinvolgente, grazie ad una scrittura che non annoia mai e tiene alta l’attenzione. Da questo punto di vista anche il lavoro fatto sui bambini è sorprendentemente riuscito: il gruppo nel suo complesso è caratterizzato in maniera magari non molto originale, ma impeccabile e divertente. Danny Pink, dal canto suo, sta gradualmente perdendo lo spessore iniziale e rischia a volte di restare confinato nel ruolo di grillo parlante, ma in generale si può ancora considerare un personaggio interessante e ricco di potenziale, che speriamo venga espresso nelle ultime due puntate.

Doctor Who - 8x10 In the Forest of the NightPer farla breve, In the Forest of the Night non è la migliore puntata di questa stagione ma (e questo va tenuto in conto) non vuole nemmeno esserlo. D’altra parte, però, vista la complessità di certe tematiche, non si tratta neanche o non soltanto del classico episodio leggero ispirato alle fiabe (il giubbottino rosso di Maebh o i lupi sono riferimenti abbastanza chiari). Classificarlo come fallimento sarebbe eccessivo, ma di certo non si può definire un esperimento pienamente riuscito. Se come Clara dovessimo “correggere il compito”, potremmo dire che l’autore, Frank Cottrel Boyce, ha raggiunto la sufficienza, ma che con un po’ di impegno avrebbe potuto dare molto di più.

Voto: 6

 

Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

3 Risposte

  1. Eraserhead scrive:

    Concordo in toto con la recensione. Devo dire che visti i commenti e il voto di imdb (seconda puntata peggiore della serie, ma dove?) mi aspetto un macello invece me la sono goduta, nonostante qualche ovvio difetto…

     
  2. Federica Barbera scrive:

    Assolutamente d’accordo con Francesca. Non è certo una puntata brutta, ci mancherebbe, ma la sensazione generale è che si potesse fare molto di più. I dialoghi tra Doctor e Clara di per sé erano ottimi, ma hanno dato in effetti l’impressione di essere messi lì un po’ perché “si doveva”, quindi insomma…
    Attendiamo fiduciosi il finale. Questa puntata ci poteva stare prima della doppia conclusiva, ma ripeto che con qualche ovvietà in meno (come quella evidenziata da Francesca sul Dottore che ci arriva un po’ troppo tardi per i suoi standard, ma anche quella mazzata di buonismo finale col ritorno della sorella di Maebh) si poteva fare un lavoro decisamente migliore.

     
  3. Joy Black scrive:

    Anche io sono d’accordo con la recensione (come sempre ottima) di Francesca, e con il commento qui sopra di Federica. Episodio destinato ad un target più infantile, con l’atmosfera di fiaba moderna, e come tale richiede una sospensione dell’incredulità molto elevata. A questo punto della stagione ci sta per tirare il fiato prima del doppio finale; del resto anche nella quinta e nella sesta stagione abbiamo avuto gli episodi con Craig che, pur non essendo proprio in questo stile, avevano la stessa funzione.

    Voto non molto lontano da quello della recensione: 6,5.

    Ed ora è mega-hype per il finale.

     

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