Homeland- 4×03 Shalwar Kameez

Homeland- 4x03 Shalwar KameezGli autori di Homeland, dopo aver confezionato due ottime puntate introduttive, confermano l’intenzione di sviluppare una quarta stagione che prenda una strada quasi completamente indipendente da quella percorsa nelle prime tre annate.

Fin dalla rinnovata sigla ci accorgiamo di trovarci di fronte ad un prodotto totalmente rinnovato, che, dovendo dimostrare di essere uno show molto differente da quello che avevamo conosciuto, è costretto a cambiare profondamente parte delle proprie caratteristiche; già dalla scelta della collocazione geografica delle vicende si decide di compiere una decisa rottura con il passato: Islamabad diventa per questo il luogo dove si muovono le principali storyline, lasciando uno spazio sempre più decentrato a tutto ciò che avviene negli Stati Uniti.
Homeland- 4x03 Shalwar KameezSi afferma ancora una volta come protagonista assoluta della vicenda Carrie Mathison, grazie anche all’attitudine unica di Claire Danes di adattarsi al meglio alle nuove condizioni in cui è costretto a muoversi il personaggio, in evoluzione rapida grazie ad un’interpretazione che diventa progressivamente sempre più nervosa e febbrile. Islamabad è una città che offre tutta una serie di possibilità narrative che potranno giovare alla costruzione della tensione scenica e che stanno portando dei risultati immediati fin da questi primi episodi.

You’re the hardest person in the world to say no to.

Homeland- 4x03 Shalwar KameezCarrie si trova a dover affrontare una situazione quasi del tutto ingestibile come nuovo capo della sezione della CIA nella capitale del Pakistan: la morte di Sandy Bachman ha sconvolto gli equilibri e le sicurezze degli uomini dell’ambasciata di Islamabad e solamente la fermezza del nuovo capo può ristabilire l’ordine e permettere alle attività lavorative di ricominciare regolarmente. Carrie impone il proprio volere con una grande capacità di lettura di ogni situazione critica, riuscendo ad affrontare e ad imporsi nei confronti dei nuovi colleghi e contemporaneamente istituendo una sede parallela a quella ufficiale con i suoi uomini di fiducia, ottenendo così dei risultati concreti in pochissimo tempo. L’incredibile talento come agente si contrappone però alla sua solita incapacità di gestire le dinamiche emotive di alcune relazioni interpersonali: a scatenare l’insicurezza di Carrie, infatti, è l’approdo di Saul ad Islamabad. L’ex capo della Cia rappresenta per Carrie quella figura genitoriale di cui ormai sente di poter fare a meno; l’esclusività e l’unicità del loro rapporto è poi ulteriormente messa in discussione dal grande legame che intercorre tra Saul e l’ambasciatrice Martha Boyd.

Homeland- 4x03 Shalwar KameezIn questo episodio emergono con prepotenza le qualità superomistiche di Carrie, capace di anticipare ogni mossa nelle singole problematiche che le si presentano, dopo che nei primi episodi gli autori avevano deciso di fermarsi ad indagare sulla sua vita privata e familiare, riuscendo così a far emergere gli elementi più oscuri del suo carattere, come la completa assenza di interessamento verso i propri doveri di madre. La protagonista di Homeland si è ormai evoluta in un personaggio sempre più sfumato, che ha la capacità di mutare continuamente la propria “forma”, pur riuscendo a mantenere inalterato quel regime identificativo che il pubblico prova nei suoi confronti.
The tyranny of keeping them.

Homeland- 4x03 Shalwar KameezUna delle scelte migliori che gli autori hanno compiuto in questo inizio di stagione è quella di puntare i riflettori su Peter Quinn: il personaggio meritava di emergere già da un paio di stagioni, ma solamente dopo la dipartita di Brody si è deciso di promuoverlo a co-protagonista dello show. Peter è un uomo che nel corso degli anni ha imparato a rinunciare a se stesso per finire ad essere un semplice ingranaggio nelle mani di Dar Adal e della CIA. Le scelte sbagliate e i numerosi traumi emotivi che ha dovuto affrontare, senza però mai poter cedere alle proprie emozioni, lo hanno sempre di più allontanato dal suo ruolo all’interno dell’agenzia. La breve relazione amorosa con la padrona dell’appartamento in cui vive, oltre a produrre due tra i migliori dialoghi della puntata, ha rappresentato una parentesi di serenità in una vita sconvolta e distrutta da un rapporto incessante e insopportabile con la violenza e con la morte, che ne stavano minando la stabilità mentale oltre che fisica. L’ottimo lavoro svolto fino ad ora sul personaggio può risultare come un solido punto di partenza per riuscire a capitalizzare al meglio la sua evoluzione nelle prossime puntate.

Shalwar Kameez è un ulteriore passo in avanti nella costruzione di una serie che si è dovuta completamente rivitalizzare dopo il disastroso finale di terza stagione. Il livello di eccellenza ottenuto durante la seconda annata è ancora molto lontano da raggiungere, ma la strada percorsa dagli autori sembra essere finalmente quella giusta.

Voto: 7

 

Davide Cinfrignini

Nato a Roma nel 1991, a 5 anni impara a leggere da solo rubando i quotidiani sportivi del padre.  Dopo essersi diplomato nel 2010 con una tesi su Woody Allen, decide di iscriversi a Studi Italiani alla Sapienza e per coerenza intellettuale si appassiona alla letteratura americana: McCarthy, De Lillo e David Foster Wallace. Amante delle arti visive trascorre la maggior parte del tempo a bombardarsi di immagini e parole tra cinema, videoclip e serie tv. Seppur non credente ha avuto Roger Federer come esperienza religiosa. Per due anni scrive recensioni cinematografiche finché si rende conto di quanto sia più affascinato dall’analisi delle serie tv, data la complessità della struttura narrativa.  Et voilà, nel 2013 approda finalmente a Seriangolo. Il resto seguitelo voi.

6 Risposte

  1. Attilio Palmieri scrive:

    Terza puntata secondo me migliore delle due d’apertura che conferma la giusta direzione presa in questa stagione. Per diversificare e allargare l’universo narrativo consiglio uno spin off comico tra Quinn e la cicciona. Comprerei il cofanetto, il poster e la maglietta.

     
    • Federica Barbera scrive:

      se però la chiami così, stai attento che arriva Quinn ad aprirti la faccia eh!

      Comunque concordo, io ho apprezzato più questa terza puntata delle prime due. Non è proprio il massimo dell’originalità il fatto che Carrie-la-nuova voglia indagare su quello che è accaduto prima e abbia contro di lei un ambiente di lavoro ostile, però ci si può lavorare su e tirare fuori qualcosa di interessante, pur partendo da presupposti già visti.
      L’unica cosa che mi auguro è che non insistano troppo con ‘sta storia dell’ammmmmore di Quinn per Carrie perché rischia di diventare pesantina, e già in questa puntata quel “i fucking love you” (o giù di lì) di Carrie mi è parso un modo per mettere i riflettori e gli special e i fuochi d’artificio sulla reazione triste e depressa di Quinn. Speriamo non esagerino.

       
      • Mark May scrive:

        Quoto… Più che altro essendo questa una versione 2.0 di Homeland ricalcare la storyline cardine delle prime 3 stagioni con Quinn e Carrie rischia di farlo diventare non un reboot ma una sbiadita imitazione. Per ora gli indizi sembrerebbero virare su quella possibilità ed io credo che possa essere una storia interessante NON impostata sulla friendzonata di Carrie a Quinn (che fa sempre presa sul pubblico ma sinceramente è una storia vista e rivista), ma SOLO nell’evoluzione che un nuovo compagno di Carrie potrebbe dare al suo rapporto con la figlia. Stiamo a vedere, io cmq ritengo che la scelta vincente sarebbe quella di dar più spazio ad Aayan e sfruttare lui per dare a noi occidentali un punto di vista più ampio sulla mentalità e sulla cultura medio-orientale, anche se so benissimo di rappresentare la minoranza xD.

         
  2. Dreamer88 scrive:

    L’idea degli autori di rinnovare completamente Homeland con questa quarta stagione sembra che stia decisamente pagando, queste prime tre puntate sono state abbastanza buone anche se non mi hanno particolarmente entusiasmato (ma questo è un problema che ho da sempre con Homeland, dato che ho un odio viscerale nei confronti di Carrie).

     
  3. Charlotte scrive:

    Mi son piaciute particolarmente queste tre puntate dopo un’annata – terza stagione – decisamente pessima. Non smetterò mai di ringraziare gli autori, i produttori, la regia, il trucco, i costumi e il tizio che porta le ciambelle sul set per aver fatto uscire di scena Dana Brody. Devo dire – e sì, sono particolarmente acida :) – che questa serie senza di lei e la Baccarin, mi aveva già conquistata in partenza.
    Spero non vadano avanti con questa storia dell’amore non corrisposto.
    Homeland – mio personalissimo parere – è stata soprattutto una grande storia d’amore, con i due protagonisti che insieme bucavano lo schermo. Riprendere tale strada sarebbe sciocco. A maggior ragione perché Quinn non può esser il cagnolino di Carrie. E’ un personaggio con mille sfaccettature con moltissimo potenziale, e poi diciamocelo, è anche belloccio!
    Spero che continuino così.
    Mille applausi Mandy Patinkin.

     
  4. Setteditroppo scrive:

    Che palle Quinn! Scrivo a caldo dopo aver visto la puntata. Possibile che gli autori trovino il modo di inciampare da soli sostituendo la problematica figlia di Brody con l’incredibilmente innamorato cotto non corrisposto ex tutto d’un pezzo Quinn? Mah! Che non duri tutta la stagione vi preego! Per il resto anche a me questa nuova Homeland sta moderatamente piacendo (sto vedendo la versione doppiata). Ero tra gli scettici. Pensavo che dopo la morte di Brody non avrebbe avuto più senso continuare. Una delle ragioni che aggiungo ad altre già sviscerate è la verosimiglianza. Mi spiego. La storia di Brody con tutte le invenzioni narrative ad essa connesse mi richiedeva una notevole dose di sospensione dell’incredulità e la cosa non mi dispiaceva affatto; senza le sue vicende sarebbe stata una storia di spie, magari molto realistica e poco romanzata. Fatto fuori Brody temevo proprio questo ma, per fortuna, anche nell’attuale stagione noto che gli espedienti escogitati dagli autori per mandare avanti la trama non sembrano molto verosimili e ciò mi rincuora (e non lo dico con ironia eh malpensanti…vabbè solo un pochettino su) e mi aiuta ad andare avanti nella visione di una serie che ha comunque nel contesto scenografico – fino ad ora – il fascino maggiore, almeno su di me.

     

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