Once Upon a Time – 4×01 A Tale of Two Sisters

Once Upon a Time - 4x01 A Tale of Two SistersOnce upon a time aveva concluso una terza stagione altalenante ma solida con un doppio episodio dal sapore di series finale, ribadendo quei concetti su cui la serie si basa fin dal pilot e intersecandoli alla perfezione nella parabola dell’eroe. 

L’evoluzione di Emma aveva raggiunto la sua giusta conclusione: il ritorno a casa – metaforico e fisico – segnava la fine di un’era per la serie e insieme di uno dei filoni principali della narrazione. Alla luce del finale, cosa potevamo aspettarci da questa première? Un cambio di rotta o un ritorno ai moduli già usati, seppur con nuove coordinate? 

Something new to go with something borrowed.

Once Upon a Time - 4x01 A Tale of Two SistersQuesta premiére si segnala proprio per la volontà di narrare una storia diversa, e con essa un cattivo differente: i flashback sulla vita delle sorelle, intercalati alle vicende di Storybrooke – fin troppo da episodio stand-alone per risultare interessanti – testimoniano la volontà degli autori di cambiare registro e di sfruttare l’elemento Frozen come coadiuvante dell’attenzione dello spettatore. La decisione di narrare la storia di Anna e Elsa come seguito della versione cinematografica risulta vincente proprio a causa della natura stessa della serie: è la prima volta in cui gli autori si dedicano al racconto di una storia non ampiamente conosciuta dal pubblico. Non trattandosi di una favola stampata a fuoco nell’immaginario collettivo, il risultato finale risulta gradevole (e premiato da ben 9 milioni di spettatori) nonostante sia ben evidente, ad uno spettatore attento, la natura commerciale della decisione presa.

Nonostante il grande successo di pubblico, questa première non è esente da difetti e perplessità, la maggior parte dei quali riguardano proprio il ruolo delle due sorelle nella narrazione: appare infatti scontato che Elsa non sarà il big villain stagionale, bensì costituirà una minaccia solo involontaria – e pertanto relativamente innocua. Ma è proprio il personaggio di Elsa ad essere la chiave della riuscita di questa quarta stagione: se sfruttato bene, con un percorso coerente e delle motivazioni fondate (la ricerca della sorella?), potrebbe comunicare molto di più di quanto potremo aspettarci – negli standard della abc family, of course.
Worst case scenario, la volontà di avvicinare sempre più fan del film alla serie farà sì che la caratterizzazione del personaggio rimanga fin troppo fedele a quella del corrispettivo disneyano, regalandoci pertanto poche sorprese.

She’s a monster!

Once Upon a Time - 4x01 A Tale of Two SistersIl parallelo tra Regina ed Elsa, anche in base alla loro biunivocità nel toto-cattivo stagionale, risulta ancora più evidente alla luce delle reiterate affermazioni che vengono rivolte alle stesse nel corso dell’episodio. Nonostante lo spettatore possa essere spinto a compatire la sorte di Elsa, è sullo sguardo triste e sconfitto di Regina (ottima come sempre Lana Parilla), su quelle lacrime a stento trattenute, su quella vendetta feroce che lo sguardo si sofferma e si interroga.
Non si tratta unicamente della – purtroppo ennesima – mancanza di fiducia degli abitanti di Storybrooke e del figlio Henry, ma anche e soprattutto della consapevolezza che il debito da pagare per il male compiuto non cesserà mai di esistere.

La Regina della première è una Regina distrutta ma combattiva allo stesso tempo: dopo un attimo di debolezza riemerge “The Evil Queen”, la strega che ha distrutto la Foresta Incantata; colei che per ottenere la propria felicità ha distrutto quella del suo intero regno. Riemerge e porta con sé un ritorno gradito, quello dello Specchio delle Brame, l’unico a poterla aiutare a riconquistare la sua meritata felicità. Il personaggio di Regina, insieme a quello di Gold, è stato uno dei più bistrattati: ci si augura che la piega degli eventi, proprio in relazione alla scena finale dell’episodio, ci porti a nuove rivelazioni e non faccia cadere la stessa nel solito loop di cattiveria incontrollata. La speranza è che gli autori realizzino che Regina è un personaggio troppo importante, carismatico e tridimensionale, da poter essere relegato allo stesso ruolo per ben quattro stagioni.

There’s love in my life again. And once more, I’ve started it with a lie.

Once Upon a Time - 4x01 A Tale of Two SistersIl Gold della première dovrebbe essere un personaggio diverso rispetto alle scorse stagioni, o almeno così gli autori vorrebbero farci credere. Toccante il discorso innanzi alla tomba del figlio, dove il padre ammette nuovamente le sue colpe e esprime la sua profonda, e sincera, volontà di cambiare vita. Parole che perdono la loro valenza una volta che si scontrano con la dura realtà: un matrimonio iniziato con una bugia e che continua a sostenersi su di essa, quasi ne traesse  linfa vitale. Una Belle fin troppo ingenua rispetto alla tradizione, troppo innamorata per vedere al di là della propria felicità; per realizzare che l’uomo che ha accanto non ha mai smesso e mai smetterà di essere la bestia della storia, l’incarnazione del male e delle sue conseguenze.

Confrontando i percorso di Regina e Gold nasce spontanea una riflessione, su cui l’episodio stesso insiste: è possibile una vera redenzione? È possibile dimenticare un passato di menzogne e cattiverie, trovando pace in un presente d’amore e verità? È possibile, per un cattivo, trovare un happy ending?
L’episodio non riesce, e non vuole, rispondere a questo quesito: sarà la stagione a decretare il destino dei personaggi, ora più che mai in bilico tra ciò che vorrebbero essere e quanto sono disposti a rinunciare per raggiungere l’obiettivo.

Be patient.

Once Upon a Time - 4x01 A Tale of Two SistersDurante il corso della terza stagione abbiamo assistito ad un graduale processo di avvicinamento tra Emma ed Hook; dal semplice desiderio fino alla lealtà più totale, il coronamento della loro storia si era avuto nel season finale, dove la donna, per la prima volta da molto tempo, si era lasciata andare nei confronti del pirata.
La scelta di rallentare ulteriormente la relazione tra i due appare vincente per due ordini di motivi: innanzitutto si rispetta la natura intrinseca del personaggio di Emma, troppo schiva e restia per potersi lasciare andare completamente con qualcuno o qualcosa; in secondo luogo, così facendo, si aumenta esponenzialmente l’interesse del pubblico, fin dall’inizio invaghito della coppia .

Once Upon a Time ritorna con un episodio introduttivo e di preparazione alla stagione, confermando i pregi e i difetti delle scorse annate e al contempo aggiungendo nuovi elementi che potrebbero dare una scossa alla trama complessiva.

Voto: 7+

 

 

Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.

2 Risposte

  1. Son of the Bishop scrive:

    Ho visto la première con l’ intento di mollare la serie. Ad essere sincero dalla 12 puntata, che arrivava dopo la 11 che in quel caso sembrava un vero vero series finale, la storia l’ ho trovata quasi totalmente non sense con un personaggio che poteva essere terribilmente potenziale come Zelena interpretato da un’ attrice che si era calata ottimamente nella parte, ma trattato malissimo. La ciliegina sulla torta era stata la scena finale ultra commerciale che non accennava a un minimo colpo di scena nella storia, ma semplicemente come scena finale l’ arrivo di Frozen e sinceramente non essendomi piaciuto il film ai titoli di coda ho mandato Kitsis e Horowitz a quel paese. Tornando quindi al mio approccio alla serie, io non penso che essa possa mai più riprendere un filo logico sensato e una storia solida e appassionante dopo tutti i casini che hanno combinato, ma dopo la terza stagione questa puntata comunque non risulta malvagia; anzi. I flashback di Frozen mi sono piaciuti ben fatti e le due attrici in particolare la Georgina mi sono piaciute molto, con il casting in generale di quest’ estate OUAT penso che abbia fatto centro. Come detto i flashback sono ben fatti, però verso la fine hanno cominciato ad annoiarmi perché troppo, troppo invadenti e lunghi. Forse è questo il problema maggiore della puntata, alcune scene sono davvero troppo lunghe: anche scene interessanti come Tremotino sulla tomba di Bealfire secondo me è stata troppo allungata e sebbene fosse ben scritta e toccante la tiratura per raggiungere i 43 minuti si sente. Invece mi sono piaciuti moltissimo tutti i primi piani della puntata, la fotografia mi ha sorpreso e in questo OUAT ha fatto un grande passo avanti, forse c’ è stato un cambio. Per il resto come dicevate nella recensione vogliono amalgamare il nuovo al vecchio e il problema è che il vecchio non viene minimamente spolverato, stagnante in quelle ormai straconosciute situazioni tra i personaggi appunto Regina e Tremotino, coloro che da sempre sono stati a mio giudizio i capostipiti della serie.
    Nonostante due grandi attori, le situazioni già troppo sentite pur essendo per carità sempre ben fatte nel complesso un pochino annoiano sebbene in realtà qui ormai il gioco penso che sia sull’ empatia che questi due personaggi riescono ad avere con lo spettatore. Comunque nonostante abbia mosso più o meno solo critiche l’ episodio mi è piaciuto, perché è piacevole, leggero, in pieno stile Once upon a time di season two diciamo, con nuovi personaggi azzeccati e ritorni che fanno molto piacere come Giancarlo Esposito nel ruolo dello Specchio e non vedo l’ ora di scoprire come verrà impiegata Elizabeth Mitchell. Nella recensione non hai nominato però solo una cosa che penso fosse degna di nota oltre agli sviluppi dei personaggi, l’ unica piega della storia che per me risulta un colpo di scena pazzesco e ha fatto salire di molto il gradimento dell’ episodio e il desiderio alla fine di continuare a dare una possibilità a questa serie ossia la ricerca dello scrittore del libro delle favole. Per il resto nonostante ormai veda OUAT sempre in modo sospettoso e in parte sconfitto per quello che era nella prima stagione e fino alla metà della seconda, concordo con la recensione e sebbene mi terrei più su un 6,5 per questo motivo, al ricordo di quanto ha saputo portare in basso la serie la terza stagione, potrei vertere per un pizzico di ottimismo grazie alla (in parte) magia ritrovata dalla serie un 7+. Se continuerà così sarò contento, però il mio desiderio più grande sarebbe una bella storia, come ai bei vecchi tempi

     
    • Annalisa M. scrive:

      Concordo soprattutto per la fotografia, un vero passo avanti rispetto alle scorse stagioni. Per quanto riguarda la quest di Regina, non ho menzionato la vicenda perché mi premeva sottolineare quanto gli autori dimostrino un po’ di mancanza di idee, facendo a fare Regina quello che fa da ben 4 stagioni! Avrei sperato che reagisse in maniera più matura e coerente con l’evoluzione del personaggio nella terza, ma mi sbagliavo.

       

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