Scandal – 4×01 Randy, Red, Superfreak and Julia

Scandal – 4x01 Randy, Red, Superfreak and JuliaDopo il brusco e movimentato finale della scorsa stagione, Scandal fa il suo ritorno avvolto da un’inusuale lentezza: il puzzle scardinato tenta di ricomporsi, anche se sono molte le avvisaglie che lasciano intravedere una mutata orchestrazione degli elementi. Tutto è all’apparenza uguale e allo stesso tempo completamente diverso.

La première si apre con Olivia aka Julia Baker, con una massa informe di capelli ricci, stesa al sole accanto ad un amorevole Jake Ballard; il vaso di Pandora però non tarda a scoperchiarsi: il sole tramonta in fretta e la rotta verso Washington diventa quasi obbligata.

Don’t open it. It’s Pandora’s box.

Scandal – 4x01 Randy, Red, Superfreak and JuliaIl ritorno a casa di Olivia è però più straniante di quanto previsto, e la sua vecchia vita le scorre intorno completamente mutata: solo Quinn non ha smesso i panni da gladiatore, mentre sia Abby che Huck, sebbene in maniera antitetica, hanno completamente stravolto le loro vite. Su di loro incombe l’assenza di Harrison, la cui dipartita, fredda e veloce, ha perso la sua reale portata drammatica tra le maglie del confuso e precipitoso season finale della scorsa stagione. Di conseguenza, il tentativo di dare il giusto peso narrativo alla vicenda, usandola come un anello di congiunzione tra una stagione e l’altra – tra Julia e Olivia – appare poco efficace: tematicamente rilevante, ma scenicamente debole, il rimando alla morte di Harrison sa di forzatura diegetica per trovare un valido motivo che spinga Olivia a lasciare il caldo sole del Madagascar. Tutto il pathos che si cerca di creare intorno al drammatico evento risulta sbrigativo e poco pregnante: anche durante il funerale, nonostante Bridge Over Troubled water, la commozione arriva come smorzata, offuscata dall’eco che la morte di Jerry, decisamente più drammatica, continua a lasciarsi intorno. La potenza di tale dolore si manifesta infatti senza esplicitazioni, annidandosi tra le pieghe di una Casa Bianca dal sapore asetticamente funzionale, in un Fitz dimesso e accondiscendente e in una Mellie ancora più ubriaca e straniata del solito: è proprio nella triste e beffarda rappresentazione della First Lady che l’ironia diventa scenicamente dolore. Persa nella trascuratezza, Mellie affonda la sua disperazione nella sciatteria e nell’alcol, sprofondando in una fredda e brutale sincerità: la lista degli “argomenti da evitare” pronunciata con una tale strafottenza e noncuranza inquadra perfettamente tutta l’angoscia contro cui la donna ha volutamente smesso di lottare.

She’s the one who suffers the consequences. That’s injustice. It’s just… It’s wrong.

Scandal – 4x01 Randy, Red, Superfreak and JuliaOlivia si muove in quelli che erano “i suoi territori” con un fare pacato, quasi da ospite, finché non si scontra direttamente con quel gladiatore che, seppur dormiente, è ancora fiero e forte dentro di lei. Ed è proprio la dirompenza di una verve che fuoriesce incontrollata che fa sparire veloce Julia, il sole, il mare, ridonando a Liv la sua autenticità. La piatta consistenza del caso in cui si trova coinvolta è come direttamente proporzionale a tale funzione generatrice: l’Olivia che rivediamo all’opera nasconde e tradisce una nuova e perentoria forza. Ciò che ha spinto Mrs. Pope a lasciare tutto ha radici profonde in quelle derive del potere assaporate a forza, in quell’imperativo di compiere il miracolo richiestole chiudendo gli occhi davanti a troppe cose: è stato lo sviluppo di un sentimento di inadeguatezza verso quel white hat, monito primigenio della sua “missione” originaria, a spingerla il più lontano possibile da Washington, ma soprattutto da se stessa. Il taglio che ha dato alla difesa della povera Kate, contro un senatore che dietro la benevolenza di una nazione intera nasconde un istinto da predatore sessuale, tende ad amplificare un chiaro e dirompente desiderio di tornare dall’altra parte, dalla parte del giusto, per indossare e sventolare con forza quel cappello bianco in cui pare essere tornata a credere o quantomeno a sperare. Che le sue azioni finiscano per aiutare Grant nella realizzazione della legge più progressista della sua carriera presidenziale potrebbe creare un nuovo tipo d’intersezione tra Olivia e la Casa Bianca, tra Liv e Fitz.

We both know you’re standing in the shade of 1600 Pennsylvania Avenue, and it’s his turn.

Scandal – 4x01 Randy, Red, Superfreak and JuliaTra rimandi, imperativi e dolore, una metaforica coltre di sabbia nasconde con tacita forza un ulteriore fulcro su cui l’episodio torna a girare vorticosamente: Fitz è segretamente e volutamente nascosto in un angolo recondito del cuore di Olivia e non nominarlo neanche non fa che ingigantire la sua presente assenza; di contro a tale silenzio vi è tutt’intorno un continuo vociare sull’inevitabilità di una loro ritrovata unione – It’s not going to be a surprise, sir. It’s rather predictable, really. She’s Olivia. You’re Fitz. Nascosto da un accorato tentativo di marcare il proprio territorio, Jake è il primo a sollevare la questione. L’esplicitezza del linguaggio esibito da Ballard tende a mettere in evidenza quanto sia poco chiaro il suo rapporto con Olivia: non si parla mai di sentimenti o, più precisamente, dei sentimenti di Liv (quelli di Jake sono abbastanza chiari); sembra che il loro rapporto, fondato solo sul suo aspetto carnale, sia ingabbiato in un patto del tipo “non potrò mai amarti, perché amerò per sempre qualcun altro”.

Scandal – 4x01 Randy, Red, Superfreak and JuliaDall’altro lato della barricata, il coro sull’irreparabilità del legame tra Olivia e Fitz è alimentato da un Cyrus che teme per la sua poco salubre, ma finalmente funzionale, White House, e una Mellie che vuole essere messa al corrente della vera natura di un eventuale stato eccitativo del marito: entrambi danno una descrizione delle conseguenze del ritorno di Olivia come prevedibile ed ineluttabile. Sulla perentorietà di tali affermazioni aleggia però qualcosa di insolito: Fitz non riesce a proferire parola in merito, se non con delle secche e poco convinte affermazioni sul non aver nessuna “intenzione” di rivederla; Olivia non si pronuncia neanche, tra di loro solo silenzi: s’incontrano e cercano di non guardarsi, i loro corpi tendono ad avvicinarsi, ma non si sfiorano neanche e quel sorriso che ognuno scambia con se stesso alla fine dell’episodio ha un’ambigua eloquenza.

L’unica cosa certa è che in Scandal non ci sono certezze. Cosa vuole suggerirci Shonda con il marcato accento dato all’irreparabilità di questo amore messo sotto chiave? La passione tra Olivia e Fitz è forte ed ineluttabile come tutti notano, oppure potrebbe davvero cambiare qualcosa tra loro? Ad ogni modo, il cratere su cui tutti giacciono esangui si è comunque lasciato intorno un vuoto che pare incolmabile.

Persa nel bisogno di rimettere in ordine la matassa della storia, questa première si snoda pacata, senza eccessi o colpi di scena. Il risultato non è dei migliori: lo svolgimento narrativo è prevedibile e lento, e il tentativo di arricchire la sensazione filler con il pathos per la morte di Harrison non è pienamente riuscito. Ciò nonostante, gli scandali nascosti sottocoperta hanno tutta la portata drammatica per un ottimo prosieguo di stagione, alimentando una non vana speranza che il ritmo possa cominciare a salire sin dal prossimo appuntamento.

Voto: 6½

 

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