The Knick – 1×08/09 Working Late a Lot & The Golden Lotus

The Knick - 1x08/09 Working Late a Lot & The Golden LotusCi avviciniamo al finale di questa prima intensa stagione e The Knick continua a guardare ai suoi pazienti/personaggi con la profondità delle neo-nate radiografie, pronto a incidere il bisturi nei loro corpi senza usare anestesia.

Caratterizzato all’inizio da una fase di introduzione e presentazione del mondo ospedaliero del Knick, l’atipico medical-drama di Cinemax è poi entrato ufficialmente nel vivo, riuscendo a scolpire i propri personaggi con semplicità (non manca l’uso di ben precisi stereotipi), ma anche con grande efficacia, creando così un corpus di protagonisti che funziona benissimo tanto nelle singole individualità, quanto soprattutto nei momenti più corali.

The Knick - 1x08/09 Working Late a Lot & The Golden LotusL’episodio Get the Rope, incentrato sui violenti episodi di razzismo, ha come aperto una breccia non solo nell’ospedale, ma anche nella serie stessa, fiondandoci dentro l’anima tormentata di ogni singolo protagonista e arrivando a toccare in questi due episodi corde molto più intimiste di quelle cui ci aveva inizialmente abituato lo show. A partire infatti da Working Late a Lot, prende il via un percorso di discesa progressiva verso l’oblio, che, in misure più o meno profonde, coinvolge tutti. L’epidemia di tifo tra i ceti più benestanti, i brutali attacchi razzisti del popolo bianco, la guerra nelle Filippine, sono difatti tutti “sintomi” esterni di un mondo malato non tanto nella carne, quanto nel proprio spirito, irrimediabilmente incurabile nonostante i grandi sforzi della scienza tecnologica dell’epoca.

The Knick - 1x08/09 Working Late a Lot & The Golden LotusOgnuno cerca il rimedio al proprio male di vivere, trovandolo nella cocaina (Tackery), nella lussuria (Lucy), in una “nuova” figlia (Gallinger) o nel denaro (Barrow); tuttavia, in ognuno di questi casi, la momentanea cura, lungi dall’essere risolutiva, si trasforma in dipendenza e in ossessione, incapace di lenire il cancro del proprio personale egoismo. Quanto malsano individualismo c’è in Gallinger nell’imposizione di una figlia surrogata alla moglie dalla già debole salute mentale? Quanto egocentriche sono le scelte di Cornelia di abortire e di Edwards di non lasciarglielo fare? Le stesse dinamiche muovono anche Tackery e Lucy, ognuno impegnato ad appagare sessualmente l’altro solo per soddisfare i propri bisogni: la cocaina per il primo, l’amore per la seconda.

The Knick - 1x08/09 Working Late a Lot & The Golden LotusEd è per questo che una puntata tanto intimista come Working Late a Lot, pregna di sensualissime scene e di un elegante erotismo, finisce invece per risultare di un’inquietante freddezza, elemento che Soderbergh riesce benissimo a far risaltare con la propria marca autoriale che qui raggiunge la sua massima espressione. La sua regia sa infatti destreggiarsi benissimo tra il distacco di alcune sequenze, sottolineato da una macchina da presa statica (la cui espressività è resa ancor più opprimente da una fotografia dai forti contrasti), alla dinamicità di altre: in queste il mezzo si fa voce stessa dei personaggi, regalandoci bellissimi momenti di montaggio o intensi piani sequenza che non si staccano dal volto del protagonista, con gli eventi e i dialoghi relegati fuori campo (come a far risaltare il forte individualismo di ognuno nel disinteressarsi del mondo esterno).

The Knick - 1x08/09 Working Late a Lot & The Golden LotusDevil is in all of us” dice Lucy parafrasando suo padre. Ed ognuno lo dimostra a suo modo, pur non incarnando mai il ruolo del cattivo (ogni azione può essere in un certo senso inquadrata come umanamente comprensibile). L’ambiguità è ciò che infatti regna sovrana nel mondo del Knick, un’ambiguità che porta a interrogarsi ma che non trova risposta nemmeno nella religione di Suor Harriett, che di fronte alle domande di Cornelia non può altro che affidarsi solo alla speranza del perdono e della misericordia dopo la morte. In questo oceano di incertezze, ogni azione e reazione è frutto di turbamenti e riflessioni, e nessuno sembra riuscire a trovare una cura a quella solitudine e a quell’isolamento che lo affligge finanche dentro le mura domestiche, arrivando a circondarsi sempre di più di morte (l’infante involontariamente uccisa dalla moglie di Gallinger, la ricerca dell’aborto da parte di Cornelia, lo sguardo di Thackery che si identifica con quello del defunto dr. Christiansen, suo mentore ma anche suo fantasma, suo incubo, suo oscuro presagio).

The Knick - 1x08/09 Working Late a Lot & The Golden LotusGli unici che sembrano ancora non tanto immuni da questa malattia, ma portatori asintomatici di un tifo che ha già mietuto vittime, sono Chickering ed Edwards: il primo connotato ancora da un’infantile ingenuità che lo vede innamorato della bella infermiera e conteso dall’ala protettiva dei suoi due padri (uno biologico e uno putativo), l’altro caratterizzato da un desiderio puro di rivalsa contro ogni pregiudizio, frutto di anni passati a subire ingiustificato odio razziale. Sono loro i due con i quali lo spettatore è più facilmente portato a empatizzare, ma i cui equilibri sono minacciati dalla scoperta da una parte della relazione tra Tackery e Lucy, dall’altra del “bigottismo” finora celato della combattiva Cornelia, non disposta a rivelare al mondo l’amore tra lei e un uomo di colore.

The Knick - 1x08/09 Working Late a Lot & The Golden LotusDopo un inizio dalle ottime premesse, ma che sembrava troppo debitore dell’impronta autoriale di Soderbergh e della “spettacolarità” del realismo degli interventi chirurgici, The Knick è riuscito in una manciata di episodi a conquistare l’attenzione con dei personaggi che hanno già detto molto e che molto hanno ancora dire, portandoci a incoronare lo show come una delle migliori novità dell’anno. Non resta ora che prendere ago e filo e applicare con il season finale l’ultimo punto di sutura, per dichiarare l’operazione ufficialmente riuscita.

Voto 1×08: 8,5
Voto 1×09: 8

 

4 Risposte

  1. Attilio Palmieri scrive:

    La prima cosa che farò appena sarà finita la serie sabato sarà quella di rivederla tutta ancora una volta.
    All’epoca di True Detective si parlava di alzare l’asticella della qualità e poco dopo è arrivata la notizia di questo show con tre parole: Cinemax, Soderbergh, Owen. Ebbene, si sono rivelate una garanzia. Oggi come oggi è davvero difficile ricordare una serie girata meglio. The Knick sta portando in televisione qualcosa di nuovo e lo sta facendo con uno stile unico, con una compenetrazione tra musica e immagini straniante e al contempo ipnotica. Sulla musica consiglio la playlist della serie su Spotify.

     
  2. Namaste scrive:

    Mi sono finora tenuto alla larga da questa serie, dopo alcuni commenti letti su Internet, che mi hanno obbligato a desistere, per via del mio proverbiale “stomaco sensibile” a certe scene… Ma poi ho visto e persino apprezzato la premiere di “AHS: Freak Show” per cui magari, non sono poi così pappamolla come credevo. Sì, dai, ce la posso fare! Vai di recupero. In caso… vi vengo a cercare a casa, armato di bisturi :-)

     
  3. Attilio Palmieri scrive:

    Namaste, le prime due puntate hanno delle sequenze molto ostiche da quel punto di vista, però poi quel fattore lì inizia un po’ a scemare. Come ho scritto nella recensione del pilota, quello è più un manifesto programmatico rispetto a ciò che Cinemax con questa serie ha il coraggio e la possibilità di mostrare a differenza del cinema e delle altre TV. Dopo si passa alla vera ciccia.
    Però, Namaste, fidati, rispetto a AHS: Freak Show siamo su un altro pianeta.

     
  4. Dreamer88 scrive:

    Commentando la puntata pilota di The Knick avevo scritto questo (ormai posso definirmi un fan “della prima ora”):

    “Pilot molto introduttivo a dire il vero, ma se il buongiorno si vede dal mattino allora abbiamo di fronte a noi uno show che ha tutte le carte in regola (regia, cast, trama, ambientazione) per diventare un prodotto televisivo di altissimo livello.”

    Bene, The Knick è andato oltre a tutte le mie più rosee aspettative: per farvi capire, è la serie che, ora come ora, seguo con maggiore interesse (e sto guardando in questo periodo anche la stagione finale di Boardwalk Empire). Condivido con Diego quando dice che la “scossa” narrativa sia avvenuta con “Get the Rope”: sembra come se per tutti i personaggi (escluso per ora Bertie) ci sia stata, dopo quell’episodio, una vera e propria discesa nelle tenebre.
    So che al Festival del Cinema di Roma, tra oggi e domani, faranno una vera e propria maratona di The Knick: un’iniziativa davvero notevole!

     

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