Doctor Who – 8×12 Death in Heaven

Doctor Who – 8x12 Death in HeavenIl season finale porta sempre con sé un carico d’aspettative molto elevato, spesso difficile da sostenere. A “Death in Heaven” spettava l’arduo compito di concludere adeguatamente una stagione che ci ha regalato episodi del calibro di “Listen” e “Kill the Moon”, cercando al tempo stesso di essere all’altezza delle premesse impostate da “Dark Water”. 

Ci è riuscito? Nel complesso sì, ma con qualche riserva e senza raggiungere quelle vette qualitative che hanno fatto entrare di diritto questa ottava annata del New Who tra le migliori di sempre.
Doctor Who – 8x12 Death in HeavenLa prima caratteristica che emerge durante la visione di “Death in Heaven” è, nonostante l’enorme quantità di avvenimenti che contiene al suo interno, la sua relativa linearità, almeno per gli standard a cui Moffat ci ha abituato nel corso delle passate stagioni. L’autore prosegue infatti nel solco tracciato fin dalla premiere, preferendo concentrarsi sui rapporti tra i personaggi a discapito dell’aspetto timey-wimey che solitamente contraddistingue la sua scrittura. Questa scelta, più che naturale se consideriamo ciò che l’ha preceduta, permette a Moffat di portare a compimento i percorsi del Dottore, di Clara e di Danny, aggiungendo all’equazione un altro personaggio fondamentale per il Dottore, ovvero quello di Missy/The Master.

Doctor Who – 8x12 Death in HeavenConseguentemente, l’esercito dei Cybermen/non morti, nonostante la sua grande forza iconica, resta quasi sullo sfondo, senza mai divenire una reale minaccia e fungendo più da scenografia che altro. Pur richiedendo un’enorme sospensione dell’incredulità (cyber-polline?!), la conversione dei morti in Cybermen resta un’intuizione geniale, così come la riconduzione del concetto di aldilà al piano di Missy. In fin dei conti, però, i Cybermen sono solo un pretesto, uno strumento che permette a Moffat di parlare dell’umanità, del rapporto che il Dottore e il Master intrattengono con questa e del modo in cui ciò li definisce. Il piano di Missy è infatti chiaramente funzionale all’approfondimento del tema identitario che ha percorso la stagione e che raggiunge qui un epilogo che potremmo definire anti-climatico ma comunque efficace. In “Death in Heaven” tutti i personaggi, da Missy a Danny passando per Kate, tentano – in maniera forse fin troppo esplicita ­­­­– di etichettare il Dottore, a sua volta alla ricerca di una risposta circa la sua vera natura.

Doctor Who – 8x12 Death in HeavenI am an idiot! With a box and a screwdriver, passing through, helping out, learning”: questa conclusione a molti potrebbe sembrare semplicistica, una non-risposta, ma è in definitiva l’unica possibile a cui il Dottore, e lo spettatore con lui, poteva giungere. È tramite il confronto con Missy, con cui condivide origini e storia, che il Time Lord può finalmente abbracciare la sua identità, che risulta inevitabilmente sfumata: per il Dottore la volontà di aiutare il prossimo si accompagna sempre a un più egoistico desiderio di scoperta e spesso le sue avventure lo portano a dover compiere scelte impossibili, in cui eroismo e spietatezza si confondono. In definitiva quindi ciò che lo distingue dal Master è il rapporto privilegiato che ha instaurato con l’umanità, un rapporto che gli permette di comprendere e di condividere la sofferenza altrui, scongiurando in questo modo la deriva di follia e crudeltà incarnata da Missy.

Doctor Who – 8x12 Death in HeavenL’umanità del Time Lord è anche ciò che gli permette di salvare la situazione, comprendendo come i sentimenti di Danny abbiano il potenziale di eludere la tecnologia dei Cybermen e rifiutando di conseguenza il “dono” di Missy. Il sacrificio di Danny e il successivo intervento del Brigadier rappresentano probabilmente, nell’ottica dell’autore, l’affermazione della reciprocità di questo rapporto di aiuto e di affetto, che si riallaccia inoltre alla tematica della solitudine del Time Lord, alla costante ricerca di companion. Nella pratica però i risultati di queste scelte sono abbastanza incerti. Se nel caso di Pink la risoluzione appare un po’ frettolosa ma nel complesso coerente con il percorso del personaggio, lo stesso non si puo dire per il ritorno del Brigadier Lethbridge-Stewart. Questo avrà sicuramente costituito una piacevole sorpresa per gli amanti del Classic Who, ma l’uccisione di Missy da parte sua spazza via tutte le interessantissime implicazioni morali e affettive a cui il Dottore era chiamato a rispondere, vanificando del tutto la forza drammatica della sequenza. Nel complesso però la presenza di Missy ha costituito certamente uno degli aspetti più riusciti dell’episodio, soprattutto grazie all’ottima performance di Michelle Gomez (all’altezza se non superiore a quella di John Simm); la speranza è quindi che la sua dipartita non sia definitiva e che il personaggio possa in futuro tornare in queste vesti.

Doctor Who – 8x12 Death in HeavenVeniamo a Clara. Si è già parlato più volte dell’eccezionalità del suo ruolo e del suo percorso, che in questo episodio vengono adeguatamente celebrati nella sigla d’apertura. Nonostante ciò il cold open delude per il suo carattere pretestuoso, ribadendo una similarità con il Dottore già affermata in maniera più efficace, con i fatti più che con le parole, in “Kill the Moon” e in “Flatline”. In generale la companion resta quasi in disparte, mantenendo nel corso dell’episodio un ruolo abbastanza defilato e per lo più passivo, unicamente in quanto motore delle azioni di Danny. È difatti proprio la reazione di Pink alle affermazioni della ragazza a donare spessore a questo segmento narrativo, portando alle estreme conseguenze le decisioni da lei prese nelle precedenti puntate. L’episodio porta ad ogni modo a compimento il processo di assimilazione tra la companion e il Time Lord, che raggiunge il suo culmine nella straziante sequenza finale. Clara e il Dottore si dicono (definitivamente?) addio mentendosi a vicenda e mostrando in questo modo non solo la profondità del loro legame ma anche quella dei difetti che li accomunano: “Never trust a hug, it’s just a way to hide your face”.

Doctor Who – 8x12 Death in HeavenDeath in Heaven” ci conferma infine come sia stata Missy a far riunire i due in “The Bells of Saint John”. La cosa era stata ampiamente anticipata nei precedenti episodi, quindi il vero mistero da svelare riguardava più che altro i motivi che l’avrebbero spinta ad agire in questo modo: la risposta di Missy è però decisamente ambigua e lascia molto spazio alle speculazioni. Da un lato infatti la Time Lord sembra fare rifermento alla natura di control freak di Clara, che per contrasto avrebbe dovuto far emergere quella incontrollabile del Dottore, mentre nella sua apparizione alla fine di “Flatline” sembrava essere interessata alla sua similarità con il Dottore, che abbiamo visto essere stato uno dei nuclei tematici fondamentali della stagione. Insomma, anche qui ci viene fornita una sorta di non-risposta che questa volta però non può non lasciare l’amaro in bocca, soprattutto se consideriamo che avrebbe dovuto risolvere un elemento fondamentale per la continuity della serie.

In conclusione, “Death in Heaven” è un episodio non privo di difetti, individuabili innanzitutto nella presenza di alcuni elementi superflui o comunque non inseriti organicamente nella narrazione (un esempio su tutti, la UNIT) e nell’evasività di alcune sue conclusioni. Al netto di ciò, la puntata riesce comunque a regalarci alcune sequenze dal grande impatto emotivo (pensiamo solo alla reazione del Dottore di fronte all’inganno di Missy), portando a compimento gli archi narrativi che hanno attraversato questa stagione e regalandoci un’ora di ottimo intrattenimento.

Ora non ci resta che aspettare il 25 dicembre.

Voto episodio: 8-
Voto stagione: 8+

Note:

– nella recensione non si è discusso della presenza della UNIT, necessaria data la gravità della situazione e la sua portata globale, ma pressoché superflua ai fini del racconto. Solo la bellissima sequenza che vede protagoniste Missy e Osgood riesce, con il monologo della prima sul genere umano e la tragica fine della seconda, a riscattare in parte la storyline, contribuendo all’approfondimento del nucleo tematico che regge l’intero episodio.
– se volete scoprire tutti i riferimenti e le citazioni contenute nella puntata cliccate qui http://tardis.wikia.com/wiki/Death_in_Heaven_(TV_story)

 

20 Risposte

  1. Recensione equilibrata ed approfondita, ottimo lavoro!
    Sulla questione “debolezze”: trovo che il personaggio di Clara sia stato quello a soffrire maggiormente delle trovate di Moffat, nonostante l’attenzione dedicatale dall’autore quest’anno. Penso, per esempio, al cambio repentino di atteggiamento che non si spiega se non nell’ottica dello sviluppo della trama, ovvero il fatto che in Dark Water fosse pronta a tutto per salvare Danny e che in Death in Heaven invece si sia arresa senza combattere per “l’anima” di Danny. Anche lui un po’ sottoutilizzato, a dire il vero, visto che da come appare la sequenza sembra chiedere a Clara di “spegnergli le emozioni” (brrrrrr) soltanto per gelosia e/o delusione. Forse devo guardare l’episodio una seconda volta per analizzarlo meglio, ma la parte centrale ed in particolare le sequenze con protagonisti Clara e Danny mi sono sembrate troppo stucchevoli, a tratti surreali, in generale poco curate. Per il resto ci sono degli ottimi spunti, forse troppi, e si finisce col perdere il conto di tutto quello di cui Moffat vuole parlarci: il rapporto col Master, bontà vs cattiveria, umanità& sentimenti vs cybermen, forse era un po’ troppo. Inoltre troviamo diversi punti poco chiari anche a livello di trama: il già citato cambiamento di Clara, Missy che si libera con due guardie alle spalle che non fanno assolutamente nulla, il fatto che di tutti i morti solo due fossero in qualche modo “coscienti”, ovvero Danny e il Brigadiere, oppure l’errore più stupido di tutti: Missy che fa cadere il Dottore dall’aereo e non prova a salvarlo anche se tutto il piano era stato ideato per consegnargli un esercito di morti – e dunque doveva essere vivo per portarlo a termine. Un piano per altro folle, che richiede ancora una volta una certa sospensione dell’incredulità, ma che tutto sommato posso capire e giustificare sul piano della questione identitaria, alla quale comunque dedicare due minuti in più a fronte di tante inutili sequenze action per nulla credibili non avrebbe fatto male. Insomma, come al solito Moffat mette in mostra contemporaneamente tutto il suo talento e tutti i suoi difetti. Ci sono momenti di grande intensità, come il finale, e dialoghi catchy e divertenti (anche se la figura di Missy è forse un po’ esagerata sotto questo profilo, tanto da risultare a tratti irritante) ma allo stesso tempo grosse lacune tanto dal punto di vista della trama che da quello del “messaggio”. Triste, infine, che non ci sia alcuna spiegazione convincente della “scelta” di Clara, che oltretutto non mi è mai sembrata una control-freak.
    Insomma, Death in Heaven è l’ennesimo episodio ricco di potenziale e idee interessanti che Moffat rischia di buttare alle ortiche. Devo dire che altri episodi ed altri finali di stagione mi ha lasciato più delusa, quindi non lo boccio in toto, ma forse è solo una questione di aspettative.

     
    • Simona Maniello scrive:

      Grazie Francesca :)
      Sono perfettamente d’accordo sul fatto che ci fosse troppa carne al fuoco e sulla presenza di qualche incongruenza.
      Sulla questione Danny: io penso che lui fosse fondamentalmente spacciato, di conseguenza la decisione di Clara di assecondarlo nel suo desiderio di spegnere le emozioni non mi è sembrato così out of character.
      Sui cybermen coscienti: non è detto che Danny e il Brigadiere fossero gli unici, sono solo gli unici che ci vengono mostrati. Probabilmente Danny conserva le sue emozioni perchè la sua mente/anima viene “scaricata” nel suo corpo prima della firma del modulo di accettazione alla rinuncia alle sue emozioni che gli era stato dato dall’aiutante di Missy in Dark Water.
      Su Missy: la valutazione del personaggio in sé è molto soggettiva, io personalmente l’ho adorata, ma mi rendo conto che il suo essere costantemente sopra le righe possa aver infastidito. La decisione di auto-sabotare il suo stesso piano facendo cadere il Dottore dall’aereo credo che si spieghi con il suo essere totalmente “bananas” oltre che come dici tu con la volontà di Moffat di inserire una scena action.
      Su Clara: come ho detto nella recensione la spiegazione del perchè Missy ha abbia “scelto” lei come companion del Dottore è la cosa che mi ha deluso di più. Se non ricordo male già nella premiere il Dottore accenna alla sua natura di control freak, ma questo non basta a giustificare questa risoluzione.

       
      • Francesca Anelli scrive:

        Prego :)
        La questione di Danny la capisco, però è anche vero 1) che lei sa benissimo cosa significa essere un cyberman e dubito che potrebbe accettarlo 2) si poteva gestire molto meglio, evitando che Danny decidesse di rinunciare alle emozioni solo per il discorso forzatissimo di Clara sul Dottore, dato che così pare tutto un po’ infantile e ridicolo.
        In generale quando Moffat parla di emozioni mi sembra sempre che sia approssimativo e semplicistico. L’impressione l’ho avuta anche a proposito del “modulo” da firmare nella nethersphere: quali sarebbero le motivazioni per rinunciare alle emozioni fornite dall’assistente di Missy? E poi, solo Danny e il Brigadiere hanno deciso di non firmare a fronte di una popolazione infinita?
        Altra cosa: che interesse avrebbe il Master a lasciare la libertà di scegliere alle anime? In passato i cybermen sono sempre diventati tali senza il proprio consenso, anzi. Questo libero arbitrio non ha alcun senso, specie se tutti devono rispondere al comando di Missy.
        Su quest’ultima: il fatto di essere “bananas” non giustifica una svista simile, posto che comunque mi sembra assurdo rendere il Master così folle da auto-sabotarsi.

         
        • Simona Maniello scrive:

          È vero, non è stata gestita al meglio, ma penso che la frase di Danny (“Turn it off, it hurts too much” o qualcosa del genere”) sia volutamente ambigua e si riferisca non solo ai suoi sentimenti nei confronti di Clara ma anche al suo stato di cyberman. Per quanto riguarda il modulo credo che le persone fossero spinte a firmare per la faccenda delle 3W, invece sul perchè Missy abbia deciso di lasciargli la possibilità di scegliere penso che non ci sia una vera motivazione, credo che sia stato semplicemente un espediente per affrontare certe tematiche che altrimenti non sarebbe stato possibile toccare, appiattendo ulteriormente il ruolo dei cybermen. :)

           
  2. winston smith scrive:

    Questo è senza dubbio il peggior season finale di Doctor Who che abbia mai visto. Brevemente, elenco le ragioni principali che mi hanno fatto giungere a questa conclusione e non mi hanno reso piacevole la visione dell’episodio:
    – il reale protagonista di Death in Heaven, a conti fatti, è Danny Pink: non me ne voglia l’attore, dimostratosi sempre bravo nel corso della stagione, e non me ne voglia Moffat, capace comunque di rendere il personaggio sempre interessante nei limiti imposti dalla sua caratterizzazione ampiamente stereotipata – topos del soldato buono con i sensi di colpa -, ma Danny Pink non ha né la caratura, essendo appunto un cliché, né dalla sua il legame sentimentale con il pubblico per reggere le redini di un season finale;
    – davvero è necessario parlare del Deus ex machina/padre di Kate/Cyberman redivivo/personaggio terziario (definirlo secondario sarebbe un complimento, visto che non è mai apparso prima in New Who – o quantomeno nel New Who che ho visto io -), il quale appare in scena giusto il tempo necessario per togliere il Dottore dalle castagne dal fuoco ammazzando con un raggio annientante sia tutto il pathos sia il villain della stagione/unico altro superstite di Gallifrey? In tutta onestà, è una scelta pessima, anche perché vanifica tutto il percorso tematico della stagione, della serie “Who am I? Oh, who cares, I don’t have to do anything anymore anyway”. No, perché quel “I am an idiot! With a box and a screwdriver, passing through, helping out, learning”, per quanto vero, in realtà è una non-risposta, è un procrastinare la domanda, perché sappiamo tutti benissimo che The Doctor non è soltanto questo;
    – il trattamento riservato a Capaldi mi fa piangere il cuore. Non sarà giovane e bello come Matt Smith, ma è un Attore con la “a” maiuscola e per tutta la stagione gli hanno dato da fare ben poco: nessuna catchphrase, nessun monologo memorabile, niente. Forse gli sceneggiatori dovrebbero ringraziarlo in ginocchio per essere riuscito a sembrare così badass, unhinged, troubled and smartly funny avendo a disposizione forse un decimo del materiale che aveva a disposizione il suo predecessore. Questo doveva essere il suo anno, quello in cui fidelizzare il nuovo pubblico alle avventure del vecchio Dottore, ma la trovata di Moffat è stata quella di metterlo in panchina facendolo scavalcare non solo da Clara, che bene o male si può meritare il ruolo di primadonna considerata la sua posizione all’interno della serie, ma addirittura dal ragazzo della primadonna. Tuttavia, sfido chiunque a venire qui e dirmi che continuerebbe a vedere lo show se, anziché Doctor Who, si chiamasse Mr. Pink – a meno che, ovviamente, il Mr. Pink in questione non sia quello interpretato da Steve Buscemi nel celebre film di Tarantino, nel qual caso lo vedrei pure io -;
    – and last but not least, l’effettiva linearità estrema del plot. Badate bene, di per sé non è una scelta sbagliata, ma lo è certamente se usata per l’episodio finale di stagione di una serie basata sui viaggi spazio-temporali sceneggiata da un tizio che in queste cose ci sguazza a meraviglia. Potenziale sprecato “over nine thousand”: check.

    La mia speranza è che la prossima stagione torni all’exemplum di un tempo, perché di 12 episodi autoconclusivi bellissimi con un Dottore sottoutilizzato che, però, non portano a niente ne ho piene le tasche.

    Dal trailer per lo speciale di Natale mi pare che ci sia un pizzico di Alien nell’aria. Avete avuto anche voi questa impressione?

     
    • Skeggia scrive:

      Citazione da winston smith:
      Questo è senza dubbio il peggior season finale di Doctor Who che abbia mai visto. Brevemente, elenco le ragioni principali che mi hanno fatto giungere a questa conclusione e non mi hanno reso piacevole la visione dell’episodio:
      – il reale protagonista di Death in Heaven, a conti fatti, è Danny Pink: non me ne voglia l’attore, dimostratosi sempre bravo nel corso della stagione, e non me ne voglia Moffat, capace comunque di rendere il personaggio sempre interessante nei limiti imposti dalla sua caratterizzazione ampiamente stereotipata – topos del soldato buono con i sensi di colpa -, ma Danny Pink non ha né la caratura, essendo appunto un cliché, né dalla sua il legame sentimentale con il pubblico per reggere le redini di un season finale;
      – davvero è necessario parlare del Deus ex machina/padre di Kate/Cyberman redivivo/personaggio terziario (definirlo secondario sarebbe un complimento, visto che non è mai apparso prima in New Who – o quantomeno nel New Who che ho visto io -), il quale appare in scena giusto il tempo necessario per togliere il Dottore dalle castagne dal fuoco ammazzando con un raggio annientante sia tutto il pathos sia il villain della stagione/unico altro superstite di Gallifrey? In tutta onestà, è una scelta pessima, anche perché vanifica tutto il percorso tematico della stagione, della serie “Who am I? Oh, who cares, I don’t have to do anything anymore anyway”. No, perché quel “I am an idiot! With a box and a screwdriver, passing through, helping out, learning”, per quanto vero, in realtà è una non-risposta, è un procrastinare la domanda, perché sappiamo tutti benissimo che The Doctor non è soltanto questo;
      – il trattamento riservato a Capaldi mi fa piangere il cuore. Non sarà giovane e bello come Matt Smith, ma è un Attore con la “a” maiuscola e per tutta la stagione gli hanno dato da fare ben poco: nessuna catchphrase, nessun monologo memorabile, niente. Forse gli sceneggiatori dovrebbero ringraziarlo in ginocchio per essere riuscito a sembrare così badass, unhinged, troubled and smartly funny avendo a disposizione forse un decimo del materiale che aveva a disposizione il suo predecessore. Questo doveva essere il suo anno, quello in cui fidelizzare il nuovo pubblico alle avventure del vecchio Dottore, ma la trovata di Moffat è stata quella di metterlo in panchina facendolo scavalcare non solo da Clara, che bene o male si può meritare il ruolo di primadonna considerata la sua posizione all’interno della serie, ma addirittura dal ragazzo della primadonna. Tuttavia, sfido chiunque a venire qui e dirmi che continuerebbe a vedere lo show se, anziché Doctor Who, si chiamasse Mr. Pink – a meno che, ovviamente, il Mr. Pink in questione non sia quello interpretato da Steve Buscemi nel celebre film di Tarantino, nel qual caso lo vedrei pure io -;
      – and last but not least, l’effettiva linearità estrema del plot. Badate bene, di per sé non è una scelta sbagliata, ma lo è certamente se usata per l’episodio finale di stagione di una serie basata sui viaggi spazio-temporali sceneggiata da un tizio che in queste cose ci sguazza a meraviglia. Potenziale sprecato “over nine thousand”: check.

      La mia speranza è che la prossima stagione torni all’exemplum di un tempo, perché di 12 episodi autoconclusivi bellissimi con un Dottore sottoutilizzato che, però, non portano a niente ne ho piene le tasche.

      Dal trailer per lo speciale di Natale mi pare che ci sia un pizzico di Alien nell’aria. Avete avuto anche voi questa impressione?

      Concordo in pieno con la tua analisi sulla puntata. A stento arriva ad un 6-

       
    • Simona Maniello scrive:

      Sulla questione del Brigadier concordo con te, ma considerando i rumors degli ultimi giorni inizio a pensare che questa scelta, per quanto infelice, sia stata funzionale a un futuro ritorno di Missy. Credo che la “resa dei conti” tra i due sia stata semplicemente rimandata e che probabilmente coinvolgerà anche la questione di Gallifrey. Per quanto riguarda l’assenza di monologhi memorabili, credo che sia una scelta precisa degli autori e che rientri nella diversa caratterizzazione di questo Dottore, ma devo ammettere che mancano anche a me.

       
  3. Attilio Palmieri scrive:

    Io sono rimasto molto soddisfatto dall’episodio che ho trovato molto coerente con la stagione e con quello che l’ha preceduto. Non ho capito bene quale sia il cambio di atteggiamento di Clara di cui parla Francesca, a me personalmente tutta la parte centrale al cimitero è piaciuta molto, l’ho trovata quella con più “ciccia”, quella più profonda dove Moffat ha portato una serie come Doctor Who a ragionare sull’eutanasia, sull’importanza del dolore per comprendere quello del prossimo, sulle ragioni del sacrificio, sul rapporto tra il Dottore e l’essere soldato/guerriero e tanto altro ancora.
    Ci sono poi state alcune intuizione tipicamente moffattiane (vedi geniali, vedi – quasi – uniche) come il raccordo tra The Bells of St. John e Missy, con tutto ciò che ne consegue, oppure, più in generale, l’intera caratterizzazione del Master donna, che diventa con questo doppio finale uno dei miei personaggi preferiti di sempre di New Who (diabolica, ironica, femminile, traditrice). Così come potrebbe essere un messaggio seminale la battuta che nel finale fa Clara al dottore sul suo poter essere “queen”, possibile allusione a una futura rigenerazione femminile.
    Di sicuro non è un episodio perfetto, anzi, ci sono tante cose solo abbozzate, che avrebbero potuto trovare episodi autonomi e più spazio, ma la portata di alcune riflessioni e soprattutto la potenza drammatica di alcune sequenze (Twelve che prende a pugni il Tardis dopo la delusione e in generale tutte le ultime parole tra lui e Clara), lo rendono per me un finale davvero notevole.

     
    • Francesca Anelli scrive:

      Scusa Attilio ma il fatto che si accenni ad alcune tematiche non significa che vengano affrontate bene o che ai faccia un vero lavoro in questo senso. E probabilmente il problema della puntata è proprio questo: l’approssimazione. Tu citi il raccordo tra Missy e the Nella of St. John come una delle cose migliori ma a me sembra l’esatto contrario! Non viene spiegato proprio nulla, nonostante ci fosse stata promessa chissà che rivelazione. Il cambiamento di Clara è dovuto al fatto che mentre prima sarebbe disposta a tutto per salvare Danny poi si arrende in un batter d’occhio,in uno dei dialoghi più stranianti della puntata. Sarebbe bastato un po’ di screentime in più e maggior cura per rendere il tutto più credibile ed emozionante… Diciamo che riconosco ed apprezzo moltissimo (più di quanto traspaia da questi commenti) l’intendo di trattare certi temi come la vita dopo la morte, l’eutanasia e tutto quanto hai descritto MA non trovo la stessa genialità nella realizzazione e concretizzazione di tali idee. Infatti Dark Water mi era piaciuta tantissimo, dato che queste tematiche erano state soltanto presentate. Alla resa dei conti, purtroppo, Moffat non ha saputo mantenere la rotta e si è perso per strada. Almeno secondo me, of course.

       
      • Attilio Palmieri scrive:

        Fra se non ho detto che le questioni affrontate sono gestite male è perché per me non lo sono state. Ce ne sono state altre invece buttate un po’ lì, ma non sono secondo me tra quelle che ho citato, così come ci sono alcune incongruenze (unici due Cyberman cosciente) che pure non dimentico. Il bello di Doctor Who è proprio che ciascuno lo riceve a proprio modo ed è il motivo per cui riesce ad avere un impatto così trasversale.

         
        • Certo, ognuno ha le sue opinioni, ci mancherebbe. Però una cosa mi lascia perplessa: davvero secondo te dire che il Master ha scelto Clara in quanto control freak risulta una spiegazione soddisfacente? Mi son persa qualcosa?

           
        • Attilio Palmieri scrive:

          Eccomi Francesca, con un po’ di ritardo. Il profilo di Clara si è da sempre caratterizzato come estremamente malleabile e adattabile a tutte le condizioni, nonché privo di particolari pregiudizi. Clara control freak a me è piaciuta molto come soluzione perché si collega a tutta una serie di caratteristiche del personaggio: è stata Dalek, è stata Dottore, è un’insegnante, ha accudito per lungo tempo un freak come Eleven fino alla sua fine ultima, ha visto tutti i dottori, è stata protagonista del 50esimo anniversario e fin da subito ha dimostrato delle qualità di interpretazione dei fenomeni “anomali” uniche (vedi control freak) con quel suo “little on the outside”.
          Sì, a me questa uscita di scena di Clara è piaciuta tantissimo, tanto quanto la sua entrata in Asylum, sempre di Moffat.

           
  4. Michele Minardi scrive:

    Concordo con quanto già detto da Francesca e Winston (sin troppo buoni in realtà): per me è il peggior finale di stagione di Dr Who di sempre (serie nuova ovviamente).

    45 minuti di sospensione d’incredulità, di dover-chiudere-un-occhio per andare avanti senza spegnere, di imbarazzo. Eppure era iniziato bene, con Clara che si difende in maniera intelligente dai cyberman, ma poi arrivano la Unit e Pink a gettare tutto nel ridicolo.

    A cominciare da quest’ultimo, l’unico cyberyman ribelle (che sfiga gli altri oh) che porta Clara in un cimitero (perchè? boh) in tempo per farci assistere alla scena dei cyberman che si alzano dal terreno in stile zombie-B-movie. Ma dopo averla salvata, cyber-pink deve pure beccarsi un discorso IPER-caricato, assolutamente non necessario (se non per i fini narrativi di moffat) dove una Clara completamente out-of-character inizia a elogiare il dottore in maniera esagerata (è il mio migliore amico, lo perdonerò sempre, per lui farei qualsiasi cosa, best friend forever <3 <3 <3) alla semplice domanda, pacata, “where is the doctor?”.
    Ma queste sono cose minime, poco importanti (ci sta che un autore si aggiusti i dialoghi per i propri scopi): il problema sono elementi fondamentali della trama fatti passare così, “perchè-è-così”. Perchè Pink è l’unico a non avere l’inibitore attivato? Ma soprattutto perchè nessuno (nemmeno Clara!) prova (non dico riesce, PROVA) a salvarlo? Per fortuna arriva il Dottore con il suo discorso sull’importanza delle emozioni che cerca di convincere Clara (Clara ha bisogno di essere convinta di non rendere il suo ragazzo un cyberman senza emozioni? WTF?) a non attivare Pink. Ma no, aspetta, se gli togliamo le emozioni ci dice il piano (eh? perchè mai con le emozioni non sa il piano?)! Quindi uccidiamolo definitivamente (ovviamente si propone Clara che è da inizio episodio che non vede l’ora di togliersi dalle palle Danny – come darle torto in effetti) e facciamoci dire il segretissimo piano: “L’umanità perirà e rinascerà come cyberman” YOU DON’T SAY! Ne è valsa proprio la pena ucciderti per questo, grazie pink!
    Ma vabbè in fin dei conti parliamo del rapporto pink-clara che ho odiato per tutta la stagione, quindi continuare a odiarlo per la sua insensatezza anche nel suo epilogo non mi ha turbato più di tanto.

    Parliamo di Missy allora, su cui le aspettative erano certamente alte.
    A parte le scene con la UNIT che sono state un MEH continuo, del tipo: tenere Missy semi-libera, vicino alla dottoressa che lavora e con due guardie immobili che non si accorgono di nulla e non intervengono su nulla. Bonus track: dove lasciare una cosa di cosi tanto valore come il tardis? vicino a Missy of course.
    A parte questo, dicevo, è il personaggio di Missy proprio a passare da un nosense all’altro. Fa tutto questo casino (peraltro un piano troppo elaborato per essere buttato là in 4 frasi e 5 minuti, ma questo è solo il solito Moffat) per dimostrare al Dottore che sono uguali, per poi decidere di UCCIDERLO! (apre il portellone, dà ordine di far esplodere l’aereo, si guarda la caduta del dottore commentando “che maniera triste di morire”, si sorprende – QUASI ARRABBIA – quando lo vede salvarsi nella scena iper-trash col tardis). what? Vuoi dimostragli qualcosa o farlo sfracellare a terra? NOSENSE.
    Purtroppo la fortissima sospensione di incredulità (aka “chiudere un occhio e trequarti”) continua spensierata anche nella parte finale dell’episodio.
    A parte Missy che perde la sua arma con un colpetto sulla mano del dottore e non si accorge che la raccoglie Clara (of course), abbiamo un Danny (già attivato!) che prende il comando dell’esercito e disintegra la nuvola. Ora. Il mio naso non sapeva se storcersi più per un cyberman a tutti gli effetti attivato che fa come gli pare (al contrario di tutti gli altri), oppure per il super-villain Missy che è sconfitta in maniera super-semplice; per fortuna arriva il brigadiere a togliermi il dubbio che, dopo aver disobbedito (il poter fare come gli pare deve essere virale) e salvato la figlia, toglie al dottore l’unica scelta di spessore morale che poteva fare (in un episodio in cui è un bambolotto sbattuto a destra e sinistra chiedendo “che succede?”, “qual è il piano?”) e uccide lui Missy.

    In questa accozzaglia di nosense degna di una serie trash, ci sono comunque elementi positivi purtroppo annebbiati dal resto:
    – Le scene con la Oswood sono molto belle (guardie impassibili a parte)
    – Il personaggio di Missy, a parte la facilità con cui si sconfigge, è stato interessante e ha dato origine a dialoghi geniali
    – La scelta di Danny di rimanere nell’aldilà a favore del bambino
    – La scena finale con Clara e il Dottore che si mentono a vicenda: bellissima e toccante, una scena finale capolavoro

    In sostanza: bei dialoghi, bei confronti ma tantissime (troppe) cose buttate là a casaccio o spiegate in mezza battuta. Sono delusissimo da questo finale. Forse l’episodio più deludente dell’anno televisivo, per quanto mi riguarda.

    Voto all’episodio: 4
    Voto alla stagione: 7

     
    • Simona Maniello scrive:

      Sulla questione delle incongruenze ho già risposto a Francesca. Non dico che non ci siano, ma che alcune di queste non sono così assurde come sembrano e che in generale sono veramente pochi gli episodi di DW in grado di uscire indenni da un’analisi dettagliata dell’evoluzione della trama. Detto questo 4 mi sembra davvero un voto esageratamente basso!

       
    • Joy Black scrive:

      Posso dire che rivedendo la scena del Dottore che rientra in volo nel tardis, non è, tutto sommato, poi così trash… o meglio lo è, ma non così tanto per la serie. Ten e Eleven hanno fatto di peggio ce si pensa: tipo Ten si fa sollevare dagli angeli del Titanic e entra nella cabina di pilotaggio sfondando il pavimento – in una sequenza talmente kitch che fa il giro e diventa bellissima -, ed anche in The End of time, si getta dall’astronave sfonda il soffitto e cade tra il Master e Rassalon. Eleven invece in uno speciale natalizio cade sulla terra da un’astronata ed indossa una tuta spaziale anti-impatto mentre cade. Questa azione di paracadutismo tutto sommato non è così “over the top” per la serie. Per giunta Twelve non è un Dottore imbranato, come Eleven, anzi è uno cazzuto che sa anche combattere come dimostrato in Robot of Sherwood.

       
  5. Shadow Meister scrive:

    Concordo con chi dice che ci sono un sacco di plot holes, piccole sviste e quant’altro (in particolare Missy che prima vuole far fuori il Dottore, poi lo vuole come amico e gli consegna tutti i Cyberman, o il fatto che con la questione di Danny che non è sotto il controllo di Missy praticamente Moffat afferma che Danny è l’unico tra tutte le persone morte ad aver amato davvero la compagna, a parte Kate e padre), ma nel complesso (scusate, ma per me vanno considerati due parti di un’unico finale, quindi evito di scindere troppo) mi ha lasciato soddisfatto. L’ho trovato emozionante, e molto ben scritto, anche se purtroppo solo nei momenti non importanti per la trama. Ho amato i personaggi di questa stagione…ok non Danny, l’ho sempre trovato pedante e fastidioso, e sono d’accordo con chi dice che le parti che coinvolgono lui e Clara sono le più deboli di questo finale.
    Non trovo però che l’evoluzione del personaggio di Clara sia stata bistrattata, anzi, penso che il finale sia coerente con quanto visto finora (tra l’altro la scena finale tra Clara e il Dottore è, stilisticamente parlando, fatta davvero bene), e così anche quella del Dottore.
    Certo, potevano risparmiarsi la questione del Brigadiere eccetera, ma l’inserimento della UNIT non mi ha infastidito per niente.
    Potremmo scrivere libri su Missy e sull’interpretazione della Gomez, nonchè sulla scrittura del suo personaggio. Mi limiterò a dire che non ho mai apprezzato un villain così tanto. Per dire, mi piaceva molto il personaggio di Osgood (pure con il Dottore che praticamente le dice “ehi, vuoi viaggiare con me?” ad un certo punto dell’episodio), eppure la scena in cui viene uccisa è, per me, la migliore da molto tempo a questa parte. Ok, molto inverosimile per la questione delle due guardie dietro Missy, ma me ne frego se me la scrivi -e soprattutto me la reciti- così.

    In definitiva ho trovato l’episodio (le due parti) ampiamente sufficienti, eccellente in certe sue trovate, scadente e troppo smielato in altre, ma non saprei dare un voto. Devo dire che non sono mai stato uno di quelli che ha accusato Moffat di aver ucciso DW con le sue trame complesse e la sua poca cura dei personaggi…certo, si nota assai, ma nel complesso ho apprezzato molto sia il ciclo RTD che il suo, quindi non faccio paragoni con le stagioni 1-4 (l’unico, forse, è “alleluia, finalmente episodi sul maestro che non facciano piangere i sassi”). Posso dire invece che ho trovato questo finale migliore di quello della sesta (che ho apprezzato tutta, ma decisamente molto più la premiere che tutto il resto, specialmente half-season finale e half-season premiere, che ho trovato sbrigative) e della settima, anche se c’è da dire che dopo il finale della S07 mi hanno cacciato due puntatone fenomenali (The Time of the Doctor è per me il vero capolavoro dell’era Moffat; ok, ora potete accanirvi su di me :D), mentre quello che vorrei ora è solo: ancora Clara, ancora Twelve, ancora Missy (morta un piffero…sapete come funziona no? se vi mostrano il corpo è un conto, ma se non lo fanno vedere…e poi in DW anche se ti mostrano il corpo, la gente torna in vita comunque, quindi…)

     
  6. Joy Black scrive:

    Allora altro ieri ho rivisto l’episodio dopo la diretta londinese. Ho letto la recensione ben argomentata di Simona, con cui concordo anche in alcuni punti, e i commenti successivi, ma sebbene la seconda visione ha aiutato a diradare alcuni dubbi emersi nella prima, questo finale per me è molto al di sotto delle aspettative. Non è tutto da buttare, sia chiaro, gli spunti positivi non mancano, ma nel complesso è un episodio, a mio parere, deludente, la conclusione forse peggio gestita dell’era Moffat.

    Tante idee sono state lanciate alla fine di “Dark Water” (primo capitolo di livello eccellente), ma molte di queste sono state sviluppate malamente e in maniera superficiale, non a livello di uno sceneggiatore geniale come Moffat. Ad essere deficitaria non è la prima parte dell’episodio, che è di buon livello, e neanche il finale con il Dottore e Clara che è buonissimo, ma tutta la parte centrale dall’esplosione dell’aereo fino alla fine della sequenza del cimitero. Gli spunti lanciati in Dark Water, ed in generale in tutta la stagioni, vengono analizzati in maniera raffazzonata, superficiale e veloce.

    Le tante incongruenze le hanno elencate benissimo Francesca e Michele, e Simona hai provato a dare anche una risposta, quindi non mi metterò di nuovo a fare l’elenco di tutte, ma mi soffermerò solo su alcune di queste, cercando nel caso di dare una spiegazione:

    – Perché Missy ha scelto Clara? Risposta: “ non si sa”. La questione del “control-freak” non è una spiegazione, e lo si capisce dalla scena stessa. La frase del Master sembra più che altro un’introduzione ironica al vero motivo del perchè ella ha scelto Clara ; un motivo che in quel momento sembra legato alla telefonata che il Dottore stava ricevendo dalla ragazza. Il problema principale è che poi il vero motivo NON ARRIVA!
    Io pensavo che fosse legato alla morte di Danny e quindi Clara avrebbe fatto qualcosa contro il Dottore per salvare il ragazzo, e ciò avrebbe favorito il Master… ma poi non è niente di tutto ciò, anzi non è un bel niente.
    Poi può darsi che la spiegazioni arrivi successivamente (visto che sia la questione Master sia quella di Clara sono tutt’altro che chiuse), ma per il momento non possiamo saperlo quindi non ci resta che contemplare non si sa bene cosa.

    – Clara. E’ questa è la cosa che mi ha fatto arrabbiare di più della puntata: basi una stagione su Clara e il Dottore, fai iniziare l’episodio con Clara che dice di essere il Dottore (come in Flatline), nella sigla metti il nome della Coleman prima di quello di Capaldi aggiungendo anche i suoi occhi e poi… CLARA NON FA NULLA?!? Ok, che c’è il discorso finale con il Dottore, il loro presunto addio (che chiaramente non lo è), però il trattamento riservato a Clara in questo finale è pessimo. Si poteva fare molto di più e molto meglio.

    – Cyber-Danny. Qui sono vicino alle spiegazioni date da Simona sopra nei commenti, aggiungendo che non è la prima volta che un Cybermen conserva i ricordi del suo vero io pre-trasformazione, anzi a volte conserva anche alcune delle sue caratteristiche emozionali in quanto probabilmente talmente forti da non essere inibite, vi faccio qualche esempio: Jackie Tyler dell’altra dimensione che riconosce il marito e non lo attacca, la tizia del Torchwood nel finale della seconda stagione che conserva la sua lealtà all’Inghilterra e all’organizzazione attaccando i Cybermen e Craig che nella 6×12 viene convertito in Cybermen, ma l’amore per il figlio neonato rende possibile annullare la trasformazione. Stessa cosa appare con il Brigadiere e con Danny (che sono gli unici che ci vengono mostrati, ma non è detto che non ci siano degli altri, tipo Amy che potrebbe essere la ragazza scozzese che ha dato la soffiata all’UNIT).

    – Il brigadiere. A me il suo ritorno non è dispiaciuto, anzi. Non ho visto la serie classica, ma nel corso dei mesi mi sono informato un po’ e il Brigadiere nella mitologia della serie è un personaggio importantissimo, che collabora con il Dottore dalla seconda alla settima versione del signore del tempo. L’attore purtroppo è morto qualche anno fa e, a parte un omaggio alla fine della sesta stagione (dove è proprio la morte del suo caro amico a convincere il Dottore ad andare a Lago Silencio) e nel 50esimo, non era ancora stato possibile far dare al Dottore un ultimo saluto al personaggio. Con il suo ritorno come Cyberman, tutto questo è stato possibile. E per il personaggio che è, ci sta che eviti che il Dottore il peso di uccidere il Master, così come il TimeLord aveva appena fatto con Clara. Ovviamente resta una scelta narrativa anti-climatica e che poteva essere gestita meglio, ma almeno è coerente con i personaggi presenti e va inquadrata alla luce del fatto che il Master, come detto da Moffat negli extra, tornerà.

    – Missy. Sebbene promuova la prova di Michelle Gomez come Master (anche se resta sotto a mio modo di vedere a quella iconica e potente di Sims), la scrittura del personaggio non è stata eccelsa, come evidenziato nei vari commenti precedenti.

    – Salvataggio del Dottore. Ma perché invece di farci vedere il Master che vuole vedere morire il Dottore, contraddicendo il suo stesso piano (no, “Bananas” non è una spiegazione sufficiente), Moffat non poteva mostrarci il Master che faceva salvare il Dottore da un Cybermen? Sarebbe stato un colpo di scena assai d’effetto e sarebbe stato coerentissimo con quanto poi sarebbe avvenuto dopo.

    – Seb. Non puoi lasciarci così. Fatelo tornare, lo adoro! E poi la sua morte è stata proprio brutta. Non crudele come quella della povera Osgood, ma brutta proprio nelle modalità. L’intenzione era quella di farci ridere, ma il risultato non è stato quello. Moff sai fare di meglio, dai.

    Nel mio commento mi sono concentrato particolarmente sugli aspetti negativi, che non mi son piaciuti nell’episodio, ma come detto la parte iniziale e quella finale invece mi sono piaciute moltissimo: l’idea del Cyber-polline richiede si una buona dose di sospensione dell’incredulità, ma resta un’ottima trovata (alla fine si tratta in sostanza di nanotecnologia, niente di così fuori dal mondo); la morte di Osgood tolta la realizzazione con le guardie che non fanno nulla mi ha scioccato davvero, ma in generale tutte le scene sull’aereo creano tensione; Il Dottore presidente della Terra altra grande idea, che però poteva essere sviluppata meglio; infine, la scena con Clara e il Dottore alla fine per me è tra le sequenze migliori della stagione (“Never trust a hug, it’s just a way to hide your face”).

    Voto al finale: 6-

    Per la stagione, nonostante l’ultimo episodio deludente, l’ottava resta una stagione molto buona, anche se lontana dalla bellezza della quarta stagione (la mia preferita) e della coinvolgente sesta stagione – ma direi anche dietro alla quinta stagione. Capaldi ampiamente promosso come Dottore, e sono convinto che nella prossima stagione, così come Smith, troverà una legittimazione ancora più forte, anche verso coloro che per il momento sono meno entusiasti di Twelve. Un applauso anche alla Coleman che ha dimostrato in questa stagione di essere un’attrice bravissima.

    Voto Stagione: 8

    P.s. Avrei altro da dire, ma sono già stato fin troppo chilometrico.

     
    • Simona Maniello scrive:

      Le tue considerazioni sono molto interessanti :)
      Spero che tu abbia ragione sulla faccenda Missy/Clara e che la “vera” motivazione ci verrà fornita più avanti. Forse già nel Christmas special? Per quanto riguarda il Brigadier sono d’accordo con te, il problema infatti secondo me sta nel fatto che la comprensione di quella scena si basa in maniera eccessiva sulla conoscenza del Classic Who che a molti degli spettatori manca.

       
      • Joy Black scrive:

        Però è un personaggio davvero importante per la vita del Dottore, che può starci. Cioè un discorso del genere poteva valere con GI nella settima stagione, ma il Brigadiere è troppo grosso, è come Sarah Jane Smith. Poi poteva essere fatto meglio, non c’è dubbio, ma gli elementi che evidenziano quest’importanza nel corso degli ultimi anni sono stati messi nella serie: appunto nel finale della sesta, ogni volta che nel ciclo Moffat appare la Unit, nel cinquantesimo.

         
  7. Coturd scrive:

    l’episodio in sé non è affatto male – anche come finale di stagione – il problema è che si piazza ad un livello inferiore (e non di poco) al resto della stagione – per me la migliore di New Who – e soprattutto a Dark Water, che sembrava essere il preludio del miglior finale di stagione di DW (per me Journey’s End resta ancora sopra).

    L’episodio ha alcuni plot holes che però sono funzionali allo svolgimento dell’episodio e alla tensione del momento: Missy che prova ad uccidere il Dottore per me non è insensata, a lei/lui è sempre piaciuto giocare a gatto e topo col Dottore, e sapeva che si sarebbe salvato. Poi, la “spiegazione” di quel gesto ci viene data dall’episodio stesso quando Missy stermina la povera Osgood, “did I mention, bananas?!” che è pochissimo per dare un senso a questo gesto, ma per me è allo stesso livello del wibbly wobbly timey wimey che è alla base di TANTISSIMA produzione di Moffat (forse del meglio di Moffat)…o lo si accetta o si va a cercare il pelo nell’uovo rovinandosi lo show. Io lo accetto, magari non di buon grado, ma mi sta bene così.

    Piuttosto sono delusissimo – ma me l’aspettavo – dall’utilizzo veramente scarso dei Cybermen. Ho trovato geniale l’introduzione e “l’alba dei morti d’acciaio”, ma per il resto non hanno fatto nulla se non ballare la macarena agli ordini di Missy. Non mi sorprende, però, perché una critica che ho sempre mosso a Moffat è stata quella di non usare le orde di supercattivi in maniera drammatica e potente come faceva Davies: l’esempio è sempre lo stesso, basta vedere Doomsday per capire come i robottoni, anche se “messi lì” senza particolari spiegazioni profonde come l’arrivo in Dark Water, possano creare un finale d’impatto emotivo elevatissimo. Moffat finora ha toppato in quasi ogni occasione nella quale il Dottore ha dovuto affrontare un vero e proprio esercito di nemici, non tanto nell’elaborazione della sceneggiatura quanto proprio nell’utilizzo dei cattivi.

    Per il resto, mi trovo perfettamente in linea con questo articolo che suggerisco a tutti: http://www.messinaora.it/notizia/2014/11/15/doctor-who-moffat-am-i-a-good-writer/49204

     

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