Homeland – 4×06/07 From A to B and Back Again & Redux

Homeland - 4x06/07 From A to B and Back Again & ReduxHomeland, con queste due puntate intimamente legate tra loro come se fossero una sola, sottolinea ancora più decisamente la centralità di Carrie nella storia raccontata fin dall’inizio: due episodi che scavano in profondità sia nell’aspetto fanta-politico della serie che nei meandri della mente di una sempre più persa Mathison.

4×06 – From A to B and Back Again

Il sesto episodio completa in maniera definitiva la strada di Aayan e di Carrie, quella “storia d’amore” al limite dello scandaloso che la Mathison aveva iniziato per chiari secondi fini: arrivare ad Haqqani.
Questa puntata ha come tema principale appunto il percorso, nelle sue molteplici sfaccettature: sia fisico che mentale, un viaggio è sempre compiuto da un punto A a un punto B, e spesso lo si deve fare anche al contrario per tornare a casa. Non sempre però il ritorno è considerato un bene: può voler dire anche tornare suoi propri passi, cambiare decisioni, o ripercorrere un sentiero fatto di dolore e di tristezza.

Homeland - 4x06/07 From A to B and Back Again & ReduxPartiamo dal viaggio fisico, quello compiuto da Aayan dopo essere stato incastrato da Carrie: il lungo cammino che lo porta dallo zio può essere considerato come il viaggio della speranza, tornare da qualcuno che ci ha sempre protetti in un momento di estrema difficoltà. Ma adesso Aayan trova arduo andare diretto dalla A alla B: a metà si ferma e chiama Carrie, incurante dei pericoli che ne possono derivare. Il suo “ti amo” è ovviamente sincero, e non si capisce fino a che punto sia di circostanza quello di Carrie: la forza del personaggio della bravissima Claire Danes è proprio l’ambiguità con cui vive ogni situazione della vita – tranne il rapporto che aveva con Brody, selvaggio e disperato al tempo stesso.
Il viaggio del giovane pakistano si conclude al punto B, che per lui può significare solo la morte: la storia di Aayan finisce nel peggior modo possibile, con il suo corpo abbandonato in mezzo al deserto, ucciso dall’unica persona al mondo di cui probabilmente si fidava.

Homeland - 4x06/07 From A to B and Back Again & ReduxCarrie invece non compie alcun viaggio fisico, ma la sua anima corre disperata dalla A alla B insieme ad Aayan: le ore che ci vogliono al ragazzo per raggiungere lo zio servono a Carrie per vivere sonni agitati e veglie ancora più traumatiche.
Il dramma di Carrie continua al di là del punto B, e il suo “back again” comincia esattamente quando Haqqani spara ad Aayan: lì la Mathison torna su quel sentiero fatto di morte e di dolore, di tutte le persone perdute in nome di un bene superiore. Questo ritorno in un luogo cupo ed oscuro porta Carrie addirittura a voler sacrificare Saul, piuttosto che veder di nuovo scappare Haqqani – segno di una lucidità mentale ormai perduta.

From A to B and Back Again è un episodio che ci introduce nella discesa agli inferi che dovrà affrontare Carrie nella seconda parte di stagione: un viaggio da A a B che si spera per lei possa anche avere un biglietto di ritorno.

Voto: 7½

4×07 – Redux

Homeland - 4x06/07 From A to B and Back Again & ReduxLa settima puntata si può tranquillamente definire come la seconda parte del percorso iniziato nella puntata precedente.
In questo episodio, come da pronostico, si dà molto più spazio a Saul e Haqqani, due reduci – ed ecco qui il primo riferimento al titolo – di una guerra che dura ormai da 13 anni. I loro dialoghi sono perfettamente misurati, andando a toccare anche argomenti molto delicati per il pubblico americano: i riferimenti all’11 settembre e alle religioni come scusa per farsi la guerra fanno riflettere sul punto di vista molto polemico degli autori della serie, che danno spazio anche alle ragioni del “nemico” molto spesso lasciate nell’ombra.

Homeland - 4x06/07 From A to B and Back Again & ReduxMa i reduci in questo episodio non sono solo loro, bensì quasi tutti i protagonisti che si barcamenano in situazioni al limite cercando di trovare una risposta alle loro esistenze.
Dennis Boyd è un reduce della sua vita sempre all’ombra della moglie, che finalmente ha trovato una ragione per svegliarsi la mattina facendo la spia e il doppiogioco – un ruolo che gli permette di essere protagonista e non più una sola comparsa; sua moglie Martha è una reduce dello Stato, trattata come l’ultima arrivata e scavalcata nelle decisioni, determinata a lasciarsi tutto alle spalle per ricominciare una nuova vita; e poi c’è Carrie, reduce per eccellenza, vittima di mille cicatrici mai veramente scomparse che riemergono infiammate dopo che Boyd ha scambiato le pillole per curare il bipolarismo che l’affligge.

Homeland - 4x06/07 From A to B and Back Again & ReduxCarrie vive in un incubo ad occhi aperti, incapace di distinguere cos’è realtà e cos’è subconscio che affiora senza più argini.
Le sequenze che la portano alla totale pazzia sono fastidiose al punto da farci immedesimare perfettamente in Carrie, con quei rumori a volume altissimo – la mosca! – e colori troppo sgargianti per essere naturali. Il tocco di genio lo si ha quando gli autori decidono che è arrivato il momento per il cameo di Damien Lewis, inserito in modo impeccabile in un momento talmente ambiguo che per un attimo siamo portati a credere che ci sia davvero lui in quella stanza.
La recitazione di Claire Danes è come al solito perfetta: traspare dal viso di Carrie tutta la follia che la sta attraversando in quel momento, ma anche la speranza, l’amore e la felicità per poter riabbracciare qualcuno che si era perduto per sempre. L’abbraccio tra Carrie e Brody è altamente iconico: la donna si accoccola tra le braccia dell’ex marine come una figlia col padre, in cerca di quel calore umano che solo con Nicholas era riuscita a trovare. Brody ritorna quindi in scena per qualche minuto per rimarcare ancora una volta il significato del titolo: un altro reduce della memoria di Carrie di una vita che non c’è più.

Redux ci fa sobbalzare sulla sedia per il cameo di Lewis ma non solo: l’episodio chiude la storyline di Aayan e ne apre un’altra in vista del finale, con un Saul disperso nel deserto e con una Carrie sempre più persa nei meandri della sua ingarbugliata mente.

Voto: 7/8

 

Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale. Profilo FB: http://www.facebook.com/ste.porta?ref=tn_tnmn

12 Risposte

  1. ant scrive:

    Nella recensione della 4×07 sostituisci Carrie con il nome dell’attrice :-)
    “errore” che ci può stare. Comunque ottima recensione.
    Una piccola curiosità sui voti: che differenza c’è tra 7,5 e 7/8 ?

     
    • winston smith scrive:

      Citazione da ant:

      Una piccola curiosità sui voti: che differenza c’è tra 7,5 e 7/8 ?

      La risposta diplomatica è: “la stessa che c’è fra B+ e A-“. XD

      Due altri ottimi episodi per Homeland ed è proprio vero che per un attimo ci ho creduto, ci ho sperato nel ritorno di Brody. Grande cameo per IL personaggio principe del fu Homeland, ma in fondo è meglio così, per ora la serie regge anche senza di lui, pur non riuscendo ancora a trovare un personaggio in grado di sostituirlo. Chissà, magari non ce ne sarà nemmeno bisogno. Nel frattempo la serie è stata ovviamente rinnovata per un’altra stagione. Il motto di casa Showtime “verso lo svaccamento e oltre” esige nuove vittime sacrificali.

       
    • Ste Porta scrive:

      CIao ant, grazie della segnalazione, corretto! E grazie anche dei complimenti.

      La differenza dei voti è minima: immagina che uno sia 7,5 e l’altro 7,75 :) Volevo sottolineare il fatto che la seconda mi è piaciuta leggermente di più, anche se non volevo dargli un 8 pieno.

       
      • ant scrive:

        Grazie per la risposta. In effetti anch’io ho preferito “Redux” soprattutto perchè hanno reso “credibili” e imprevedibili le allucinazioni di Carrie. Per un attimo ho davvero creduto fosse tornato Brody.
        Comunque il tipo che in realtà abbraccia Carrie mi sembra persino più matto di lei :-)

         
  2. Mark May scrive:

    Bellissima recensione, complimenti…
    2 piccole considerazioni su come ho visto io determinate cose:
    -From A to B l’ho immaginato come un percorso da Aayan a Brody, entrambi legati da un tragitto (dove la meta finale era Carrie) che li porta entrambi alla morte.
    – Nel cameo di Lewis (di cui io, essendo totalmente spoiler-free, non avevo la minima conoscenza), la posizione che assume Carrie nell’abbraccio finale mi ha ricordato MOLTISSIMO la posizione assunta da Brody dopo l’interrogatorio in quel bellissimo episodio della seconda stagione (Q&A, forse il migliore di tutto il telefilm), ed in effetti ho trovato molte somiglianze tra la deriva di Carrie e quella di quel Brody.

     
    • Ste Porta scrive:

      Ciao Mark, grazie mille!
      Molto interessante il tuo punto di vista sul titolo, non ci avevo pensato, così come sull’iconografia dell’abbraccio di Carrie a Brody – e sì, forse Q&A è il miglior episodio della serie.

       
  3. Dreamer88 scrive:

    In queste due puntate ci sono cose che mi sono piaciute e cose che non mi sono proprio piaciute. Ecco l’elenco:
    COSE CHE NON MI SONO PIACIUTE
    – Riprendo un discorso che avevo già fatto qualche puntata fa riguardo a quello che, secondo me, è il difetto maggiore di Homeland: quello di essere, per una seria spy story, in alcune occasioni molto poco credibile. Non è possibile che un tizio, pur essendo marito dell’ambasciatrice americana in Pakistan, possa a suo piacimento entrare senza problemi nel rifugio del responsabile della CIA della zona (ripeto, il responsabile della CIA!!), riferire i punti deboli dello stesso ai servizi pakistani (che, di regola, un buon agente operativo della CIA non dovrebbe avere) e, per di più, mettere della droga nelle sue medicine (in confronto James Bond è uno scolaretto).
    – Ho trovato ridicola la reazione di Carrie dopo l’uccisione di Aayan: cazzo, sei il capo CIA in una delle zone geopoliticamente più calde del mondo, non puoi reagire in quella maniera!
    – Il discorso sull’Islam e il Cristianesimo da parte di Saul e il capo talebano è stato di un semplicismo davvero imbarazzante.
    – L’ho notato solo io che, nel momento in qui Saul dice di essere ebreo e il capo talebano cerca di rispondergli, la scena si interrompe bruscamente? Mi sa che gli autori non volevano avere troppi problemi con la comunità ebraica americana…
    COSE CHE MI SONO PIACIUTE
    – Il cameo di Damian Lewis, fa sempre piacere rivedere Brody (soprattutto in una scena come quella).
    – Claire Danes, nonostante gli autori, è bravissima, gliene rendo merito.
    – La regia di Carl Franklin in Redux (escluso quel dialogo ovviamente), davvero brillante.
    – Il ritmo narrativo si conferma molto più sostenuto rispetto allo scorso anno (e le storyline sono decisamente più interessanti).
    – L’ultima scena di Redux, davvero di grande livello.

     
    • ant scrive:

      Secondo me il discorso sull’Islam e il Cristianesimo è volutamente semplicistico per far capire che questi si fanno la guerra per motivi futili.

       
      • Dreamer88 scrive:

        Io penso invece che si sia trattato di pressapochismo da parte degli autori (un argomento delicato come il confronto Islam-Cristianesimo dovrebbe essere trattato in maniera consona).

         
  4. Sabrina scrive:

    Haqqani risponde proprio a soul di non trattarlo come una casalinga di cleveland. A mio avviso lo scontro islam cristianesimo non è trattato in maniera superficiale, ma piuttosto i due protagonisti della discussione ci fanno notare come le posizioni degli uni e degli altri siano davvero contrapposte nella loro… Semplicità.
    Considerata la durata di una puntata di homeland, circa 45 minuti, non credo si potesse fare di più senza iniziare un simposio sull islam e semmai da parte mia va un plauso agli autori che almeno, seppur brevemente, decidono di esprimere attraverso soul e haqqani due posizioni, due ideali, che seppur nella loro semplicitá corrispondono alla realtà della guerra afgana.

     
  5. Boba Fett scrive:

    Secondo me Carrie nella sua (quasi sempre) lucida follia ha perfettamente ragione quando dice che anche Saul avrebbe approvato il suo sacrificio e il diretto interessato ce lo dimostra chiaramente nelle sue “semplicistiche” provocazioni, quasi a volersi strappare di dosso quel ruolo di scudo umano che un uomo così saggio e navigato, sa perfettamente quali reazioni e inibizioni provoca nell’HQ della Cia.

     
  6. Marco scrive:

    From A to B and Back Again è stata una puntata superlativa, il voto minimo sindacabile è 8; dal punto di vista recitativo Homeland si conferma al top ( eccezion fatta per il marito dell’ ambasciatrice ) bravo anche il ragazzo Aayan .

     

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