Scandal – 4×06/07 An Innocent Man & Baby Made a Mess

Scandal - 4x06/07 An Innocent Man & Baby Made a MessFino a dove può portare il triangolo Olivia-Jake-Fitz? Molte volte ci siamo chiesti dove fosse il limite – se esiste – per i personaggi in questione: di alcuni ne abbiamo intravisto qualche caratteristica, mentre per altri la matassa comincia a dipanarsi proprio in questi ultimi due episodi. 

“An Innocent Man” e “Baby Made a Mess” hanno il pregio di condurre la narrazione verso una svolta che, conoscendo l’amore per il dramma della nostra Shonda Rhimes, poteva in realtà giungere molto più tardi: ma se gli sconvolgimenti presenti alla fine della settima puntata portano ad un’accelerazione sicuramente apprezzata e necessaria, gli eventi occorsi fino a quel momento non fanno altro che ripetere i soliti vecchi schemi tra Olivia e Fitz. Il Presidente appare fin troppo in balia di un sentimento che, se è comprensibile fino ad un certo punto, diventa inaccettabile quando basta una parola – hope – per fargli cambiare idea sulla gestione dell’uomo che lui ritiene, a tutti gli effetti, l’assassino di suo figlio. Per fortuna, però, nelle puntate non si parla solo di loro.

4×06 An Innocent Man

Scandal - 4x06/07 An Innocent Man & Baby Made a MessIl distacco tra Olivia e Abby è stato forse quanto di più realistico sia stato messo in scena dal’inizio della stagione; e altrettanto sensato è quindi il loro riavvicinamento, che si consuma in questa puntata e nella settima, con le due donne che si prendono rispettivamente cura l’una dell’altra. Abby che si confronta con Fitz per difendere la sua amica, e che al contempo si rifiuta nell’episodio successivo di farlo per se stessa e per motivi anche più gravi, manifesta un’attenzione particolare nei confronti di un personaggio che nelle stagioni precedenti non aveva avuto modo di brillare di luce propria, e che invece risulta dotato qui di una sua profondità – e, perché no, anche di comicità.

Scandal - 4x06/07 An Innocent Man & Baby Made a MessIl gruppo di lavoro di Olivia è stato importante, ma sempre offuscato dalla donna col cappello bianco, la prima dei gladiatori, quella che con uno sguardo sapeva capire se una persona mentiva oppure no; ecco che invece in questo episodio osserviamo il fallimento di Olivia su questo fronte, il totale fraintendimento delle intenzioni di Carnahan e di conseguenza la scoperta – incredibile! – che il suo istinto potrebbe errare. In questo senso risulta un po’ troppo evidente il parallelo con la questione Jake: essersi illusa dell’innocenza del suo cliente dovrebbe per proprietà transitiva metterle il dubbio che il suo compagno sia colpevole (e che quindi abbia ragione l’altro suo compagno. Ah, Olivia…). Il triangolo tocca qui le sue vette più alte, con la dichiarazione altruistica di Jake (Not choosing me is ok) e quella ben più incomprensibile di Fitz, disposto a cedere Ballard a Command e poi capace di ritrattare tutto in nome di una speranza citata decisamente troppe volte tra questo e l’episodio successivo.

Scandal - 4x06/07 An Innocent Man & Baby Made a MessA dare brio ad un episodio che rischia di ricadere nei soliti schemi è un’inaspettata ex First Lady, che offre l’occasione di riflettere su quelle mogli meglio note come “le grandi donne dietro i grandi uomini”: solo che non sempre la grandezza appartiene ad entrambi. Benché appaia evidente come la presenza di Bitsy Cooper sia funzionale ad un risveglio della coscienza politica, o semplicemente arrivista, di Mellie, non si può non sottolineare come il personaggio in questione permetta una riflessione di più ampio respiro sul maschilismo imperante a livello politico. Non solo: la definizione che Fitz dà di Abby (bitch) e la risposta di Olivia – The words used to describe women. If she was a man, you’d say she was formidable or bold… or right – danno spazio ad una breve eppure interessante considerazione a riguardo, che si spera non si esaurisca qui.

L’episodio, pur soffrendo di alcuni cliché storici della serie, ha il pregio di apparire molto più movimentato su altri fronti e di spianare la strada a quello successivo, più interessante negli sviluppi sia della trama che dei personaggi.

Voto: 7 –

4×07 Baby Made a Mess

Un episodio come questo rischiava di presentarsi in maniera molto più confusa se gestito in modo scorretto: eppure le questioni anche solo accennate nel precedente (Huck e il figlio, Cyrus e Michael, Liz North, ma soprattutto le inquietanti foto di Olivia per cui Caitlin è stata uccisa) vengono qui gestite in modo molto chiaro, alternandosi ed intrecciandosi senza dare quell’impressione caotica che sulla carta avrebbero rischiato di avere.

Scandal - 4x06/07 An Innocent Man & Baby Made a MessIl ritorno dell’ex marito di Abby, Charles Putney (Michael Trucco, l’indimenticabile Anders in Battlestar Galactica), permette un avvicinamento tra la donna e Leo Bergen, che non può che essere visto positivamente alla luce dell’ormai inutile rapporto tra Abby e Rosen. Ma soprattutto, la presenza di Red ha il fondamentale ruolo in queste due puntate di mettere la pulce nell’orecchio di Cyrus che, dando a Michael le informazioni sbagliate sulla situazione in Angola, vede le proprie paure confermate nientedimeno che da Mellie in persona, raggirata magistralmente da Liz (una Portia De Rossi perfetta per il ruolo). Rimane ora solo da capire cosa pensi Beene relativamente alla First Lady, che ha qui l’unica colpa di voler uscire dalla sua condizione di “donna delle porcellane” e trovare un suo spazio a livello politico: se ci saranno scontri tra Mellie e Cyrus, non possiamo che attenderli con trepidazione, dato che i confronti tra i due sono sempre stati i pezzi forti di questa serie.

Scandal - 4x06/07 An Innocent Man & Baby Made a MessÈ invece la svolta di Olivia a colpire in questa puntata, forse proprio grazie al confronto con il padre che le rende chiaro un concetto tanto semplice quanto terrificante come “Against me you will lose”: questo porta la donna ad “agire come avrebbe fatto lui” e a raggiungere il suo scopo, ossia far confessare Tom. È un confine terribile quello che Olivia ha oltrepassato, e che per la prima volta la caratterizza come degna figlia di suo padre – anche se, ovviamente, per motivi diversi.
Chi invece fatica a staccarsi dal ruolo che gli è stato disegnato addosso è il Presidente, che nella descrizione di Tom risulta caratterizzato da un amore sempre più morboso nei confronti della donna: un uomo che ha perso il figlio in modo così brutale, e che ciononostante viene tratteggiato come quello che nello stesso periodo ha tentato il suicidio non per questo ma per la fuga del suo amore, non può uscire indenne da una caratterizzazione così cristallizzata. L’unica speranza (no, non quella speranza) è che la nuova alleanza che pare delinearsi alla fine di questo episodio porti ad un’evoluzione del personaggio di Fitz, ormai da tempo bloccato in una crisi che sembra passare solo per farlo finire in un’altra ancora più profonda.

Scandal - 4x06/07 An Innocent Man & Baby Made a MessSi tratta quindi di un episodio fondamentale per le vicende di quest’anno, che anticipa più di quanto ci si aspettasse l’inizio della lotta contro Command. Sappiamo ancora troppo poco del perché Olivia sia stata seguita e fotografata (e del perché questo abbia rappresentato un evento così importante da portare all’uccisione di Caitlin), ma di sicuro tutti i nodi verranno al pettine e, con ogni probabilità, risulterà tutto parte di un unico disegno – eccessivo, folle, trash: insomma, un grande piano di Shonda Rhimes.

Voto: 7 ½

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

8 Risposte

  1. raffaella scrive:

    Belle le due recensioni, mi trovi d’accordo pienamente per quello che riguarda il ruolo di “fitz”, mi sembra francamente diventato un pò macchiettistico : va bene tutto,Olivia è indubbiamente bella, forte determinata, ma non è l’unica donna sulla faccia della terra ,e che intorno a lei giri il mondo mi sembra decisamente troppo, ma del resto è tutto troppo in scandal e, come tu dici giustamente, il finale non potrà che essere trash, folle eccessivo.

     
    • Federica Barbera scrive:

      grazie =) che poi in realtà fitz ha dei momenti buoni (penso alle sue conversazioni con Mellie riguardo al figlio morto, ad esempio), però quando si tratta di Olivia diventa un completo deficiente! vedremo ora con questa nuova triade contro Command 😉

       
  2. Teresa scrive:

    faccio una premessa: sei molto brava, scrivi bene. Ma permettimi di dire una cosa, cioè che secondo me non si può recensire Scandal in modo serio, come si fa per altre serie. E’ una baracconata, una trashata invereconda. Credo che forse, se proprio si deve recensire roba del genere, il tono dovrebbe essere più leggero. Insomma, sempre secondo me, non si dovrebbe dare a questa roba la dignità delle vere serie.

     
    • Federica Barbera scrive:

      Cara Teresa, ti ringrazio per quello che scrivi, ma credo ti sia sfuggito il fatto che questa serie (a differenza di un Falling Skies o di un Under The Dome) è da sempre stata recensita così su questo sito, non solo da me, ed evidentemente per motivi ben precisi (che non sono in verità così complessi da capire).
      Non sfugge certo a nessuno il fatto che questa serie sia quello che è – del resto basta leggere fino in fondo: se definisco un qualunque piano dell’autrice “eccessivo, folle, trash” mi sembra che il mio giudizio in merito sia ben chiaro, come del resto quello del team che si occupa di Scandal e che in qualunque recensione non manca di menzionare la parola trash praticamente sempre.

      E’ un drama discutibile? Sì, discutibilissimo! ma innanzitutto anche basta fare sempre quelli che “o drama perfetto o niente”. Non so, forse perché a 30 anni e con centinaia di serie tv sulle spalle non ho alcun bisogno di recensire solo serie alte per darmi un tono, ad esempio. Così, per curiosità, di quale tono dovremmo fare uso per recensire Scandal? E’ una serie che gioca con gli stilemi del thriller politico, lo fa in modo assolutamente arbitrario e spesso pure grossolanamente, ma questo dovrebbe implicare che tipo di linguaggio? Ci sono critici di alto livello che si occupano di Scandal peraltro in toni decisamente più entusiastici dei nostri, e questo perché – stabilito di “quale” serie stiamo parlando” – non c’è bisogno di prenderne le distanze ad ogni riga solo per mostrare una certa nostra superiorità. Eppure non ho alcun dubbio che quegli stessi critici sappiano benissimo dove sia la differenza tra Scandal e un qualunque altro drama, e mai mi sognerei di scrivere loro “però, come siete seri quando parlate di Scandal”! Giuro, è un problema che non mi sono mai posta, quindi fatico davvero a comprendere il tuo punto di vista.

       
  3. Teresa scrive:

    ti chiarisco meglio il mio punto: per dirla in modo semplice, per me Scandal andrebbe recensita prendendola per i fondelli. O se proprio non si vuole far questo, magari con un tono divertito e iperbolico. Tutto, ma non seriamente., perché qui non c’è nulla di serio. Un tempo c’era un sito che si occupava di serie TV, che sapeva fare bene le recensioni serie e quelle molto ironiche, quando la materia in questione si prestava. Ora ha cambiato impostazione, peccato. Qui non si tratta di dover manifestare superiorità, si tratta di riconoscere quello che si ha davanti, e di chiamarlo col suo nome. Io credo che i critici di “alto livello” di cui parli recensiscano questa roba con tono serio per eccesso di snobismo, un atteggiamento che per me è solo deleterio. Ora sarò pesante: io credo anche che chi si occupa di recensire prodotti a larga diffusione come le serie TV, abbia una piccola responsabilità culturale. Nel suo piccolo, legittima alcune cose, indirizza un pò i gusti altrui. Dare la dignità di una recensione seria a roba perniciosa come questa, è una cosa che mi fa inarcare il sopracciglio (stile Mary di Downton Abbey). Ma io sono una che quando sente cose come “però la Rhimes sa fare TV”, ha voglia di mettersi a piangere. Non dico che le serie come questa non debbano esistere, e non dico che non se ne debba parlare, per carità. Ma io le chiamerei col loro nome, cioé il trionfo della volgarità, del trash e dell’assurdità. Che poi uno le guardi proprio per questo mi sta benissimo, ti scrive una che si è sorbita 3 stagioni di Revenge divertendosi. Ma prendere questa roba come una cosa seria, per me significa legittimare il cattivo gusto. Ovviamente è solo la mia opinione.

     
    • Federica Barbera scrive:

      Il punto è evidentemente quello che dici alla fine: è una questione di opinione. Senza fare riferimenti ad altri siti e soffermandoci semplicemente sul nostro, se hai dato un’occhiata in giro c’è stata più di un’occasione per parlare di altre serie in tono decisamente più scanzonato e meno impegnato (oltre alle due che ti ho citato nel commento precedente, una su tutte è stata True Blood), e addirittura anche per Scandal stessa il tono è stato variabile (compreso il mio, ad esempio nella scorsa stagione), ma in buona sostanza non è mai sconfinato nella presa in giro. Come mai? Siamo tutti cretini che legittimano il cattivo gusto, critici compresi? Mah. Cioè, può essere eh, ma provo a ragionarci sopra.

      Se con questa serie si continua comunque a parlarne in modo un po’ più impostato è evidentemente perché (pur ritenendola quello che è, cioè un prodotto che non va affatto preso sul serio), ha conservato nella sua narrazione qualcosa che la distingue ad esempio da Revenge (che ho anch’io guardato divertendomi fino ad un certo punto, per poi constatare che persino per il trash quello che stavo guardando era troppo). Che questa serie sbrachi spesso e volentieri è evidente pure ai sassi, credo, ma credo allo stesso modo che ci siano molte sfumature di trash e che questa non sia in alcun modo la peggiore. Parlarne, senza per forza prenderne in giro ogni fotogramma ma semplicemente prendendola per quello che è, non credo davvero che sia una legittimazione del cattivo gusto.

      Ora, ben venga la libertà di opinione! Ma mi chiedo, se chi parla di Scandal mediamente ne parla in tono non scanzonato, possibile che siano tutti snob o non consapevoli del proprio ruolo in “responsabilità culturale”? Non è possibile, mi chiedo, che sia tu nel particolare a vedere in questo prodotto qualcosa di molto più deprecabile di quello che è? E bada bene, io non lo salvo mica (spero si sia capito. Se no lo spiego con un monologo lunghissimo alla Rowan facendo lo spelling di tutte le parole 😉 ) e non lo prendo certo come una cosa seria, altre mie recensioni (e non solo mie) di Scandal lo evidenziano. Ma non ci vedo qualcosa di simile a Revenge, per stare in tema della serie da te citata, per la quale mai mi sognerei di scrivere in questo modo. Mi pare insomma che ci sia una divergenza sulla scala del trash, ma a parte questo non sento la necessità di dover prendere in giro ogni singola scena di Scandal per far capire cosa ne penso, tutto qui.

       
  4. Teresa scrive:

    grazie per la tua articolata risposta, Francesca. Anch’io ho mollato Revenge a un certo punto, perché il trash era davvero troppo e, cosa ancor più grave, mi stavo annoiando. Però secondo me Revenge (e simili) è meno pernicioso di Scandal, perché è più onesto nelle sue modalità.
    Lo ha spiegato molto meglio di quanto potrei fare io lo storico della TV Stephen Bowie in un articolo:
    ” For Scandal is utterly ignorant not just about how government operates but about the basics of how people feel and think, too. Scandal is the most pernicious kind of bad television because it’s propulsive and superficially competent. It’s watchable, in other words, unlike most bad television, which is dull or laughable and therefore easily dismissed. Rhimes’s writing has all the wit and insight of a romance novel – indeed, it is consistently and perhaps deliberately pitched at that level – and yet because its story pieces fit together neatly and its tension mounts from episode to episode at a satisfying pace, too many critics have given its utter absence of substance a pass.”

    Se potessi, abbraccerei quest’uomo. Ha messo giù in poche parole quello che provo riguardo agli show della Rhimes. Tra la cattiva TV, quella che fa quella donna per me appartiene al genere più dannoso, per i motivi scritti nell’articolo.
    Per questo me la prendo con Scandal molto più di quanto non farei con roba tipo Falling skies o Under the dome o (… mettere robaccia a caso)
    mi rendo anche conto però, che nel contesto di una singola recensione questo discorso non sia poi molto sensato infilarlo. Magari in un articolo che spiega perché Scandal in toto fa schifo. Prima o poi lo scriverò, per me è una battaglia di civiltà XD

     
    • Federica Barbera scrive:

      Ok, credo di aver capito il tuo punto. Cioè, in sostanza preferisci un trash dichiarato rispetto a un qualcosa che si ammanta di una profondità che in fondo non ha. Posso capirlo in linea generale, solo che personalmente non trovo che si possa applicare a Scandal perché per me, pur non essendo trash alla Revenge, è talmente evidente che non si possa prendere sul serio da non farmi nemmeno creare quel tipo di problema.

      Cioè, se guardiamo a Scandal “seriamente” dovremmo pensare che sia plausibile avere una politica internazionale che dipende da una donna che è a) figlia di una terrorista e del capo dell’agenzia spionistica più grande di sempre, al punto che neanche il presidente può qualcosa contro di loro b) amante del Presidente c) amante del secondo capo del B613. Dovremmo peraltro ritenere serio un prodotto che secondo me ha anche dell’autoironia (o almeno, spero che lo sia) nel far ripetere ai suoi personaggi catchphrase inutili come “stare alla luce del sole” (giuro che non riesco ormai più a sentire questa frase senza ridere), oppure parole come “speranza”, come sottolineavo proprio in questa recensione, che vengono ripetute così tante volte da perdere il loro senso.

      Ecco, forse è per questo che non riesco a prendermela troppo con Scandal: perché non è quel trash che dopo un po’ annoia (io continuo a guardarlo con birra e pop corn come alleati maximi) e allo stesso tempo non percepisco quel tipo di problema che riscontri tu, ma mi rendo conto che la cosa sia molto soggettiva!

       

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