The Affair – 1×03 3

La rigidità della comThe Affair - 1x03 3posizione strutturale della prima puntata di The Affair poteva risultare una scelta che avrebbe reso prevedibili e statiche le puntate successive; in realtà si sta rilevando come un’intuizione decisiva per preservare la tenuta qualitativa del prodotto. 

La scelta estrema di dividere la narrazione in due tronconi, ognuno dedicato al punto di vista di uno dei protagonisti, sta dando la possibilità di indagare e approfondire l’evoluzione dei due personaggi in maniera molto efficace, proprio grazie alla modalità inedita con cui emergono le peculiarità di ognuno dei racconti, che sappiamo essere allo stesso tempo una riproposizione parziale e soggettiva degli eventi narrati.
The Affair - 1x03 3Il racconto dei protagonisti si configura più come una proiezione mentale di ricordi che emergono in maniera disordinata che come una riproposizione veritiera dei fatti accaduti; la fiducia che intercorre solitamente tra il narratore e lo spettatore, non abituato a venir spiazzato come avviene sistematicamente in The Affair, si spezza e si ricostruisce in continuazione, creando un legame diverso e inedito: il telespettatore sarà così maggiormente incline a porre l’attenzione nei confronti dell’approfondimento psicologico di ognuno dei due personaggi, piuttosto che nei riguardi dello sviluppo della trama.

If it makes you feel any better, I think about you all the time too.

The Affair - 1x03 3Nella prima parte della puntata emerge ancora una volta il tema portante della storyline dedicata a Noah: il senso di colpa, proposto in contrapposizione al suo desiderio opprimente di allontanarsi e rompere con un contesto familiare che inibisce le sue qualità artistiche. Noah si sente osservato, controllato e giudicato dai genitori di sua moglie che non fanno che rimproverarne la mancanza di pragmatismo, facendogli pesare la sua incapacità sia nel saper mantenere autonomamente i figli e la moglie, che nel preservare un livello di vita agiato senza il supporto economico dei suoceri. La sua frustrazione è anche conseguente alle pressanti critiche esercitate dal suocero nei confronti dello scarso impegno nella stesura del suo secondo romanzo; in questo particolare episodio emerge anche un forte attrito con Margaret, la madre di sua moglie, che non lo ha mai considerato come il marito adatto per la figlia. Il suo desiderio di prendere le distanze da un mondo a cui non sente di appartenere, la sua insoddisfazione come uomo e l’indifferenza verso tutte le pieghe che stanno prendendo le questioni familiari lo portano sempre di più a concentrarsi sulla relazione con Alison.

Okay, from now on, this is just a strictly professional relationship, okay?

The Affair - 1x03 3Questa distrazione dovrebbe essere una cura per il suo blocco creativo ma finisce per amplificare il suo senso di frustrazione e inadeguatezza; Noah crede di aver perso quella autenticità che gli aveva permesso di scrivere il suo primo romanzo e che cerca di ritrovare nella genuinità del paesino di Montauk, in contrapposizione alla mancanza di spensieratezza e tranquillità trasmessagli dalla frequentazione dell’abitazione dei suoceri. La sua ricerca di un rapporto umano fuori dal contesto familiare, che gli permetta di riprendere il controllo della sua vita, passa proprio attraverso l’approfondimento della relazione con Alison; in questo episodio la sua attenzione sembra concentrarsi sulle qualità fisiche della donna, facendo emergere la portata di un desiderio che non può più essere represso. L’amore e la riconoscenza nei confronti della moglie bloccano il suo slancio vitale nei confronti di Alison, che dalla prospettiva di Noah ci viene mostrata come una donna bisognosa di attenzioni e completamente priva di ogni senso di colpa verso il marito nell’iniziare una relazione extraconiugale.

You understand that people need to change in order to survive.

The Affair - 1x03 3Il punto di vista della ragazza continua a differire abbondantemente da quello dell’uomo e si concentra sulla natura romantica del rapporto con Noah, che ci viene presentato sempre frutto di incontri fortuiti e quindi governato dalla casualità più che dalla volontà dei singoli protagonisti. In maniera speculare ma sostanzialmente diversa emerge per la prima volta il conflitto tra singolo e società, che sembra allontanare Alison da suo marito e spingerla tra le braccia di Noah. La sua volontà di fuggire è causata da un disagio intimo e dalla difficoltà di gestire le conseguenze emotive di un lutto devastante che ha bisogno di dimenticare e con cui invece si ritrova a fare i conti ogni giorno, anche a causa del marito. Il tentativo di intraprendere nuovamente il lavoro da infermiera è una scelta che le darebbe la possibilità di tornare alla normalità, ma che non le permetterebbe di fuggire da suoi fantasmi; la sopravvivenza di Alison in un microcosmo come quello di Montauk è possibile solamente grazie ad una fuga dalla realtà rappresentata dalla relazione con Noah.

In questo episodio vengono rivelati alcuni cambiamenti nel futuro dei due protagonisti che potrebbero essere decisivi per comprendere le motivazioni per le quali i due rappresentino in maniera così difforme gli eventi narrati che appartengono al passato. The Affair continua ad essere una serie atipica che sorprende per la capacità di creare un universo narrativo autosufficiente, che potrebbe essere in grado di alimentarsi ancora per diversi episodi solamente attraverso la messa in scena dei due punti di vista dei protagonisti. Una scelta che poteva finire per risultare un limite si sta invece rivelando come una risorsa a cui gli autori non possono rinunciare; questo terzo episodio fornisce nuovi dettagli e sfumature della vita di Noah e Alison senza imprimere un’accelerata violenta alle vicende e confermando che la serie ha ancora tanto potenziale da sfruttare per i prossimi episodi.

Voto: 7,5

 

 

Davide Cinfrignini

Nato a Roma nel 1991, a 5 anni impara a leggere da solo rubando i quotidiani sportivi del padre.  Dopo essersi diplomato nel 2010 con una tesi su Woody Allen, decide di iscriversi a Studi Italiani alla Sapienza e per coerenza intellettuale si appassiona alla letteratura americana: McCarthy, De Lillo e David Foster Wallace. Amante delle arti visive trascorre la maggior parte del tempo a bombardarsi di immagini e parole tra cinema, videoclip e serie tv. Seppur non credente ha avuto Roger Federer come esperienza religiosa. Per due anni scrive recensioni cinematografiche finché si rende conto di quanto sia più affascinato dall’analisi delle serie tv, data la complessità della struttura narrativa.  Et voilà, nel 2013 approda finalmente a Seriangolo. Il resto seguitelo voi.

2 Risposte

  1. Will Gaiman scrive:

    Ricollegandomi all’episodio precedente mi sa che avevo ragione io. Per questo episodio concordo con l’analisi e aggiungo che il modo in cui si allarga lo sguardo alle rivalità cittadine e ai suoi molto probabili traffici loschi porta The Affair sempre più verso diventare un thriller noir o un affresco di pastorale americana, citata dallo stesso Noah al colloquio.

    Il limite della struttura si rivela sempre più il vero punto di forza della serie.

     
  2. Dreamer88 scrive:

    La struttura del “doppio racconto” l’ho trovata geniale sin dal pilot e non l’ho mai considerata come un limite e non credo che, alla lunga, possa perdere la sua efficacia narrativa. Per il resto la trama, che continua a procedere con un incedere moderato ma costante, continua a svolgere benissimo il suo compito di costruzione certosina dei personaggi.

     

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