The Good Wife – 6×07 Message Discipline

The Good Wife – 6x07 Message DisciplineIl vento del cambiamento scorre leggero sotto le trame di eventi continui e catalizzanti, che si intersecano tra di loro senza lasciare troppo spazio a ponderate riflessioni o a grandi ripensamenti: The Good Wife torna di nuovo sulla linea del rilancio e lo fa puntando tutto sull’ennesima splendida evoluzione della sua protagonista.

Il percorso di Alicia è stato tutto un viaggio in salita, teso al superamento di un’etichetta che, come una lettera scarlatta cucita sul petto, tornava spesso a ribadire quanto la scelta di essere moglie e madre avrebbe potuto influire su una sua ipotetica carriera. Adesso che non ci sono più ipotesi ma solo concreti e reali successi, la good wife è sul punto di toccare il vertice di quell’ascesa cominciata sei stagioni fa: Alicia è davvero pronta a respirare l’aria della vetta?

Come accade spesso nella vita, arriva un momento nel quale il contesto in cui si è portati ad operare appare come saturo: non c’è più niente che possa portare ad una reale crescita, e proseguire nella stessa sterile routine si porta dietro una sensazione di morte stagnante. La parabola del personaggio di Alicia segue alla lettera questa usuale sensazione di sclerotizzazione e la usa per uscire da quello che poteva già essere un perfetto punto di coronamento professionale, riuscendo così a creare un nuovo e stimolante punto di partenza che possa portare ad una complessa e completa ridefinizione del personaggio.

You’re not writing a poem… you’re practicing politics.

The Good Wife – 6x07 Message DisciplineLa scorsa stagione è come un apice ideale da cui è facilissimo precipitare: per scansare la presunzione di poter fare di più e per non rischiare di fare di meno, la scelta più sensata è, appunto, cambiare completamente direzione. La candidatura a State’s Attorney è un espediente metateatrale – o sarebbe meglio dire “metaseriale” – per mettere in atto una totale ri-caratterizzazione del personaggio, facendola passare per una necessità tematica. Il lavoro che Johnny Elfman e Eli Gold stanno compiendo su Alicia è una vera e propria costruzione di un personaggio: sfruttare il mito di Santa Alicia amplificandolo e smorzare tutte le spigolosità che potrebbero offuscare la raggiante luce di quest’aureola che comincia a diventare davvero un fardello pesante. La macchinosità della strategia di Johnny e Eli pare avere il suo fine ultimo nella costruzione di una maschera che possa essere indossata e sfilata con la facilità di un cappello: la santità di Alicia, nella sua concretizzazione, comincia ad apparire come un oggetto accessorio che la donna decide di indossare secondo che le circostanze lo richiedano.

The Good Wife – 6x07 Message DisciplineQual è il vero motivo che ha spinto la nostra protagonista a candidarsi? Il grande e dilagante amore verso quella giustizia che Castro minaccia costantemente? Forse sì, forse no, o meglio, non solo. Non si può non prendere in considerazione quanto la vetta raggiunta da Alicia sia cosparsa da quell’odore di sano egoismo che la donna fino ad ora non era stata in grado di sentire così chiaramente. Buttarsi nella gogna mediatica, mettersi in pasto al giudizio popolare, allontanarsi dalle proprie singolari opinioni è un azzardo rigenerante per una donna che per gran parte della sua vita ha preferito tenersi sempre un passo indietro rispetto a quello che avrebbe potuto fare. Ovviamente non è un percorso facile neanche questo: la strada è più impervia di quanto possa sembrare, e la scaltra Alicia, principessa del foro, incappa – più di una volta in questo episodio – in stilemi tipici della good wife degli esordi: impacciata nel chiedere e nel promettere, non riesce ad andare oltre il silenzio di Prady e si lancia in un’inorganica e poco concreta carrellata di promesse politiche – but I would really want to beef up on penalties for elder crime.

The Good Wife – 6x07 Message DisciplineIn continua lotta tra ciò che vorrebbe e ciò che “deve” dire, si tiene fedele ai precetti dei suoi spin doctor e riesce ad eludere le domande del suo intervistatore incentrando la risposta intorno ad un singolo e unico messaggio: “Castro is ruining the department!”. Tuttavia, quando la faccenda diventa personale, soprattutto familiare, non c’è precetto che tenga o consiglio che possa essere facilmente seguito – It was like my-my mouth was on automatic pilot. Ogni volta che spunta l’immagine ideale del quieto focolare domestico è come impadronita da una senso di inadeguatezza, il peso della bugia del suo matrimonio si staglia su quella della sua famiglia: può un finto matrimonio creare una finta famiglia? Alicia ha dovuto reinventarsi così tante volte un concetto di focolare che non comprendesse Peter che non riesce più neanche a fingere d’immaginare il governatore seduto a capotavola di un’ipotetica tavola imbandita. Ma il trovarsi lì, su quella soglia che la mette in confronto diretto con l’immagine della sua vita familiare come “è” e come “dovrebbe essere”, rende vulnerabile quella calma con cui si stava tenendo evasiva – I don’t watch reality TV–, e alla temuta e tendenziosa domanda sul suo passato da good wife, non può che esplodere in un palese disappunto: cos’altro dovrà fare Alicia Florrick per non essere ricordata come colei che ha passato la maggior parte della sua vita a crescere figli? Diventare State’s Attorney, molto probabilmente.

Be honest with me, how do I defend against this?

The Good Wife – 6x07 Message DisciplineL’altro versante su cui scorre la trama è interamente dedicato alle complicazioni relative al processo di Cary, che riesce a tirare in ballo anche l’ufficio del Governatore permettendo alla new entry, Ramona Lytton, di fare un esordio di “successo”. Inoltre la rilevanza della questione mantiene il filone legal interno alla storyline orizzontale senza ulteriori casi di routine, cosa che, sapientemente dosata, potrebbe anche giovare alla compattezza dello show. Infatti, ciò che rende The Good Wife un prodotto di prim’ordine è il perfetto equilibrio tra le sue parti: l’incontro-scontro tra l’accusa di Cary e la candidatura di Alicia è finalmente un’esplicita realtà, che si concretizza con la reticenza di Castro a lasciar perdere Cary e le conseguenti dimissioni di Finn – che lasciano supporre un nuovo e più attivo coinvolgimento dell’ex procuratore nelle attività della Florrick-Agos, come affittuario o anche come possibile socio. Intanto le acque del processo si intorbidiscono sempre di più, Bishop assume l’aspetto di torbido burattinaio che muove le fila dell’azione nascosto dietro quinte di ferro: ci sarà lui dietro il “provvidenziale” incidente d’auto che ha ucciso Trey Wagner?
Per quanto Kalinda sia sempre più determinante al fine di sbrogliare la matassa, la piattezza della sua tiratura drammatica rischia di portare con sé anche il personaggio di Cary, che invece di godere dell’occhio del ciclone in cui è sprofondato pare piuttosto appiattirsi di riflesso.

In definitiva, Message Discipline, nella sua sobria ed elegante ordinarietà, ha il fatale compito di delineare le direttive tematiche che faranno da cornice a questa nuova stagione. La via verso la Procura è più complicata del previsto, Cary fa un passo avanti e due indietro, Finn è sempre più vicino e Alicia è più in forma che mai: le castagne sul fuoco sono più roventi di quanto potessimo immaginare:

Voto: 7/8

 

3 Risposte

  1. LadyA. scrive:

    Bella recensione, io onestamente ho storto il naso all’idea della campagna elettorale di Alicia, mi sembra che vada in parte a diminuire la quinta stagione, ha appena messo su il suo studio ed ora si butta sulla politica. Fino ad ora i King se la sono cavata bene, come sempre, ma il mio dubbio è proprio il perchè Alicia abbia voluto candidarsi, sembra lo abbia fatto quasi per dispetto verso Castro e per provare di poter vincere. Sono più gli altri che vedono in lei un buon SA, in primis Finn, e poi Eli.
    Cary poverino lo buttano sempre più giù, a me il suo personaggio piace molto, ma l’ho sempre visto sottovalutato, al contrario di Kalinda, che ormai è solo un peso per lo show.
    Finn lo adoro ormai, hanno fatto un ottimo lavoro col suo personaggio, e Matthew Goode con i suoi “puppet eyes” è perfetto nel ruolo

     
  2. raffaella scrive:

    Kalinda mi ha francamente stancata, [commento editato dalla redazione per spoiler sulla puntata successiva a questa. Ricordiamo che è severamente vietato anticipare nei commenti degli articoli eventi successivi all’episodio stesso. La redazione]

     
  3. marco scrive:

    Da qualche parte ho letto che
    SPOILER SUL CASTING DI THE GOOD WIFE

    l’attrice che impersona Kalinda non ci sarà nella prossima e ultima serie. Non pensate anche voi che Kalinda si stia avvicinando troppo al fuoco Bishop e che rischi di rimanerne bruciata?

    [aggiunto avviso spoiler: se si vuole parlare dell’argomento si prega di preannunciarlo correttamente prima di iniziare il commento. La redazione]

     

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