The Good Wife – 6×08/09 Red Zone & Sticky Content

The Good Wife – 6x08/09 Red Zone & Sticky ContentL’appuntamento con The Good Wife è ormai una certezza: se molte serie affrontano alla sesta stagione un’innegabile debolezza narrativa, lo spettatore può sempre essere sereno nell’approcciarsi alla serie dei coniugi King. Chi temeva, infatti, che dopo l’ottima stagione precedente le vicende della Florrick fossero arrivate al capolinea, non può che gioire d’essere smentito.

C’è una cosa che contraddistingue nettamente questa serie da molte altre ben più blasonate: la scrittura. Le varie sceneggiature che si susseguono, episodio dopo episodio, non sono mai lasciate al caso, ma mostrano un approfondimento ed un realismo che cercano di rimanere ben ancorati alla realtà o almeno al verosimile spinto. È questa la ragione per cui ogni puntata di questa serie può virtualmente aprire ad un largo ventaglio di possibilità di analisi, proprio per l’attitudine autoriale di parlare del mondo e con il mondo.

6×08 Red Zone

The Good Wife – 6x08/09 Red Zone & Sticky ContentUn passaggio fondamentale per ogni politico (che curiosamente condivide con un creatore di serie tv) è il dover relazionarsi con le opinioni ed i giudizi, spesso sprezzanti, dei “focus group”, attraverso le cui opinioni è possibile correggere il tiro o scegliere una direzione politica piuttosto che un’altra. Data la natura controversa, però, della politica – che negli U.S.A. è molto più sul campo personale rispetto a quanto avviene nel nostro Paese – è chiaro che un giudizio diretto non può che essere un’opinione stessa sulla persona che ci si ritrova davanti. Conoscendo Alicia, non stupisce che l’opinione di una singola sconosciuta donna possa avere un impatto così forte sulla propria persona.

L’idea di essere definita egoista e presuntuosa è qualcosa che sente ben lontano da sé ed è un pensiero che l’assilla, e che diventa la base del suo coinvolgimento nella vicenda dello stupro o della decisione di servire alla mensa per poveri, trasformando questo suo scatto di umanità in un errore politico. Più che il proprio elettorato potenziale, Alicia deve convincere sé stessa di non essere quella donna presuntuosa ed egoista – deve chiedere conferma anche a Finn, l’unica persona con la quale si permette di scendere nel campo più personale –, e per farlo deve iniziare a sporcarsi, ad entrare nel meccanismo più becero della politica.

The Good Wife – 6x08/09 Red Zone & Sticky ContentÈ la differenza tra l’essere e l’apparire che viene brillantemente evidenziata da Eli, ben avvezzo ormai ai ritmi e alle lordure del Sistema. Con un pizzico di crudo realismo gli autori ci spingono a guardare ancora una volta la falsità della politica – e la cosa si ripeterà con l’amorevole coppia Florrick nell’episodio successivo – che vince proprio quando si sceglie l’apparire in luogo dell’essere (è solo l’assistenzialismo costruito ad arte che funziona e fa cambiare le idee alla donna del focus group, mentre il moto “sincero” d’aiuto viene frainteso).

Alicia prosegue il suo percorso sulla via politica ed è sempre più distante dal proprio studio e dai suoi soci: Cary è in acque sempre più turbolente, le accuse contro di lui non solo si fanno più concrete, ma pesano ancora di più proprio per la fallimentare relazione con Kalinda. I due sono su piani differenti e cercano dal loro rapporto cose ben distinte, ed è proprio Cary a subirne i contraccolpi peggiori; Kalinda è invece impegnata a schivare Lemond Bishop e le sue pretese sempre meno discrete.

Eccoci, quindi, di fronte ad un altro ottimo episodio che mantiene alta la barra della qualità. Non che difetti non ci siano: sia la facilità con cui il focus group cambia opinione su Alicia – ma forse siamo noi italiani ad avere un occhio estremamente cinico nei confronti dei politici – che la debolezza del caso procedurale (sembra piuttosto buttato via, quando poteva offrire qualcosa in più, foss’anche solo per i dubbi che gli autori sembrano voler instillarci sulla veridicità o meno dell’accusa) non permettono a quest’episodio di mantenere un equilibrio perfetto.

Voto: 7 ½

6×09 Sticky Content

Ritornano i coniugi King in cabina di scrittura e si vede: questo nono episodio è tra i migliori di questo inizio di stagione e prepara il grande salto per la fase più concitata e complessa delle varie trame messe in campo.

The Good Wife – 6x08/09 Red Zone & Sticky ContentChiaramente ad avere la parte del leone tocca alla nostra protagonista alle prese, stavolta, con il proprio avversario politico Frank Prady (che Castro si sia ritirato importava poco sin dall’inizio data l’evidente debolezza del Procuratore). Frank e Alicia decidono di non giocare sporco, di sfruttare solo le armi lecite e di mettere da parte il lato più graffiante ed aggressivo dello scontro politico. Che prima o poi si sarebbe posto il problema ne eravamo certi, tuttavia colpisce che a muovere tale proposta sia proprio Prady. È lecito pensare a quanto l’uomo possa o meno essere sincero nelle sue intenzioni (ha qualcosa da nascondere o è tranquillo per i 3 punti di vantaggio?), ma certo non stupisce che Alicia sia totalmente d’accordo con questa presa di posizione. Tuttavia, una cosa sono le intenzioni ed un’altra è invece la realtà: entrambi gli schieramenti muovono comunque pedine atte a danneggiare l’altro e l’equilibrio appena raggiunto potrebbe non durante così a lungo.

L’idea che Prady voglia solo scombussolare la testa di Alicia, approfittando della sua inesperienza, viene ulteriormente alimentata da quella scatola contenente i “segreti” scoperti sulla donna, in particolare l’ennesimo tradimento di Peter. Ancora una volta questo episodio avrebbe avuto la metà del suo fascino se non ci fosse stata la Margulies a dominare la scena con dei passaggi repentini e precisi da un’espressione all’altra: la rabbia nel vedere quelle fotografie, la falsità della sua immagine nell’intervista con il marito e poi la furia nel mettere Peter al proprio posto in macchina sono possibili grazie ad un’interpretazione superba e precisa a cui la Margulies ci sta sempre più abituando (e ricordiamo anche come riesca a convincerci dell’incapacità di Alicia a recitare… un cortocircuito efficacissimo).

The Good Wife – 6x08/09 Red Zone & Sticky ContentLargo spazio viene lasciato anche a Cary e Matt Czuchry non si lascia scappare l’occasione per mettersi in mostra e centrare l’obiettivo. Il suo terrore per la minaccia di morte, la sua angoscia crescente e la debolezza nei confronti di Bishop sono elementi indiscussi portati avanti da un’interpretazione azzeccata e da una scrittura ben centrata. È il caso di soffermarsi sulla figura di Bishop e su come stia diventando sempre più il baricentro di tutte le trame di questa stagione: sia per la questione Cary che per il suo appoggio alla corsa a procuratore di Alicia, Bishop è una presenza costante ed ingombrante, dopo anni in cui è stato “sfruttato” economicamente e mollato alla prima occasione utile. Bishop non è più un personaggio secondario e la sua presenza, anche solo fisica, diviene sempre più inquietante ed angosciante (straordinario l’incontro-scontro con Cary).

Non è chiaro il motivo per cui i King ci abbiano voluto mostrare sin da subito come le accuse di relazione tra Peter e Ramona fossero reali, ma probabilmente non hanno intenzione di spegnere il problema sul nascere. Torna, invece, il tema di internet e della manipolazione dell’immagine pubblica con una divertente costruzione dei video da utilizzare per impietosire l’elettorato potenziale: ecco Prady e la vicenda del padre, ecco la musica irlandese come sottofondo per la morte di Will, che ormai passa da dramma a elemento da sfruttare politicamente, privato – ma non per Alicia – della forza emotiva che si trascinava dietro lo scorso anno. E stavolta la Florrick non si tira indietro, ma si immerge con consapevolezza, sempre più convinta all’interno dell’agone politico.

Voto: 8 ½

Siamo solo al nono episodio di una lunga annata, ma confermiamo sempre più l’opinione che anche quest’anno non ci sia niente da temere per la qualità di questa serie che si mantiene molto alta. Scivoloni o errori sono giustificabili e probabilmente inevitabili, ma servono solo a mostrare con maggiore convinzione come altri aspetti della scrittura della serie siano efficaci e riusciti. E, per nostra fortuna, la domenica sera ha almeno una certezza.

Nota: per rimanere sempre aggiornati sulle novità della serie, visitate la pagina facebook The Good Wife Italia.

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

2 Risposte

  1. annamaria scrive:

    Per me rivedere il mio adorato Niles (alias Prady) di Frasier è stato un tuffo al cuore.
    Spero giochi davvero pulito perché mi farebbe molto male che fosse un mascalzone.

     
  2. ant scrive:

    Secondo me il focus group che cambia opinione così facilmente non è poi così lontano dalla realtà. Ce ne accorgiamo anche in Italia: basta che un politico fa un discorso come si deve e già tutti pronti a rivotarlo come se niente fosse!

     

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