The Good Wife – 6×10 The Trial

The Good Wife - 6x10 The TrialIl titolo non ha nemmeno bisogno di spiegare di quale trial si stia parlando, perché è l’unico che ci interessa davvero, il solo per cui basta la parola: è il processo, quello con cui questa stagione è iniziata e che nessuno poteva pensare sarebbe arrivato fino a questo punto. 

La puntata, il mid-season finale con cui The Good Wife ci saluta fino al prossimo gennaio, segue una struttura piuttosto inusuale non solo in termini narrativi, ma anche emotivi: alterna infatti il caso di Cary alle vicende politiche (e sentimentali) di Alicia, che si inseriscono in più occasioni quasi a cercare di smorzare l’effetto pesantissimo del resto del racconto, ma soprattutto la devastante gravità di ciò che appare sempre più come il frutto di casualità, what if e mere coincidenze.
The Good Wife - 6x10 The TrialNon è la prima volta che i King decidono di inserire il caso e l’insensatezza della vita nelle maglie in realtà organizzatissime di una serie come questa, e non è certo cosa facile: far apparire un evento come frutto di fattori che sono perlopiù aleatori è una mossa rischiosissima, che se non viene calcolata al millimetro rischia di produrre l’effetto opposto, cioè la percezione di una macchinazione orchestrata ad uso e consumo della trama e della reazione del pubblico.
Ma The Good Wife, come si diceva, l’ha già fatto un’altra volta, e con successo: “Dramatics, Your Honor“, la puntata in cui Will Gardner perdeva la vita in modo tanto improvviso quanto inaspettato – sia per gli spettatori che per i personaggi – ha spiegato come meglio non si poteva quanto certe coincidenze della vita risultino fondamentali per eventi di portata ben più grave.
Come riprodurre, quindi, lo stesso concetto senza risultare ripetitivi, ma anzi inserendo nel racconto un’articolazione diversa di questo tema?

Yes, but like Will said… “Juries are a jump ball.”
Judge could be in a bad mood, a witness could fall apart, a juror change his mind.
I mean, they’re unpredictable.

Cosa c’è di più soggettivo di un punto di vista? Cosa c’è di più imprevedibile di una vita privata che, per motivi apparentemente innocui, finisce con l’influenzare quella degli altri?
Questo sembra dirci la puntata, che, come una danza ritmata, consegna la soggettiva del racconto a personaggi diversi, mostrando – senza eccedere nell’identificazione – momenti personali che hanno una più o meno diretta conseguenza sul processo.
The Good Wife - 6x10 The TrialNon stupisce in quest’ottica che il primo a subire tale trattamento sia Cuesta: in una serie che ha fatto della caratterizzazione dei giudici un suo fiore all’occhiello, mostrarci da dove può avere origine uno dei tanti atteggiamenti irritati che abbiamo visto fino ad ora era quasi una tappa obbligata. Le conseguenze della sua impellente necessità di avere i biglietti per il concerto di Neil Diamond non tardano a mostrarsi, in uno dei momenti che risultano determinanti per il processo di Cary: se infatti la sua urgenza di concludere tutto per le 17 sembra in un primo tempo avvantaggiare Diane, dato che il giurato è dalla parte della difesa, in un secondo momento si scopre come averlo accettato prima e perso poi per strada sia uno dei punti che più hanno danneggiato Cary – non a caso, come dirà lui stesso al telefono con Alicia, le due alternative al signor Fratti sono una peggio dell’altra.

The question, Mr. Fratti, is whether Cary Agos hurt lemons bussing the important tree-mills of honeycuts.

Inutile dire che, a proposito del giurato in questione, altre serie si sarebbero limitate ad un’effettiva sordità parziale, o magari a qualche disturbo di facile rappresentazione televisiva: The Good Wife si diverte invece a mostrarci qualcosa di diverso e – di nuovo – di improvviso, facendoci ascoltare senza alcun preavviso frasi senza senso e parole inadeguate, che portano lo spettatore a tornare istintivamente indietro per accertarsi della corretta comprensione dei dialoghi.
Se la parte legata a Geneva Pine è forse quella meno convincente, funzionale solo a mostrarci delle sue piccole defaillance in tribunale e il suo legame con il detective (che, ne siamo certi, non verrà abbandonato qui), il passaggio di soggettiva più importante è quello tra il giurato e Kalinda – sottolineato non a caso dalla stessa scena ripetuta dai due punti di vista.
Rimane ad oggi ancora un enigma il comportamento della donna in relazione a Bishop, soprattutto se si pensa a tutte le informazioni che lei gli ha passato; ma in questa puntata il suo tentativo, sciocco ed estremo, di andare a minacciare Bishop direttamente a casa sua, è frutto della presa di coscienza: sembra che davvero, e per la prima volta, Kalinda si sia resa conto della posizione in cui è Cary, del rischio vero e tangibile che lui finisca in carcere.
The Good Wife - 6x10 The TrialIl confronto tra Bishop e la donna è uno dei momenti più tesi dell’episodio, grazie soprattutto ad un sempre affascinante quanto terrificante Mike Colter nei panni del signore della droga più potente di tutta Chicago; ma è nella costruzione dell’inquadratura in tribunale, in cui vediamo Kalinda schiacciata da una diagonale che ha ai suoi estremi Cary e appunto Bishop, che comprendiamo quanto anche la sua posizione sia senza via d’uscita. Ha individuato in Dylan il punto debole dell’uomo, ma non è stato sufficiente: non contro un individuo che con la sua sola presenza in aula può far cambiare una testimonianza cruciale per la vita di un altro uomo.
Del resto, tutto sembra puntare anche ad una certa manovra anticipata: la rapidità con cui Bishop suggerisce a Cary di diventare suo consulente legale in Europa fa pensare a questo caso come ad un grande test per provare la lealtà del suo avvocato – che, rifiutando di testimoniare contro di lui nonostante la proposta più che vantaggiosa della Procura, fornisce l’ultima e più concreta prova della sua etica professionale.
E sempre di etica, più o meno seguita, si parla anche nel resto della puntata.

I’m not going to be like Peter.

The Good Wife - 6x10 The TrialDiciamo subito che l’espediente con cui è stato ritirato in ballo il famoso “sense of humour incompreso” di Alicia è quantomeno traballante: certo, l’idea che la protagonista scherzi con la figlia prendendo in giro il serial “Darkness at Noon” (che a questo punto mi auguro i King producano sul serio) non è certo poco credibile, ma l’idea che Grace sia così idiota da consegnare il biglietto alla professoressa di Educazione Civica come elemento di una discussione scolastica è troppo anche per lei. Ad ogni modo, benché quindi i presupposti non fossero dei più rosei, le conseguenze sono esilaranti e, nonostante siano diametralmente opposti rispetto al mood della puntata, non stonano affatto: anzi, il continuo riemergere della questione anche nei momenti all’apparenza meno opportuni (si pensi a Diane sul finire dell’episodio: “Oh, did you really threaten to knife your daughter’s P.E. teacher?”) sottolineano proprio quel concetto di assurdità della vita spiegato all’inizio. La figlia di Eli lo spiega come meglio non si poteva: “She’s Alicia Florrick. Does she look like the type who would knife a teacher? That’s the joke”. E, ad ascoltare l’intercettazione manipolata che fa passare Cary come complice di Bishop, potremmo quasi dire la stessa cosa.

L’etica di Alicia è un altro interessantissimo oggetto di discussione, proprio perché spesso l’abbiamo vista accettare di buon grado situazioni che definire ambigue sarebbe un eufemismo – non dimentichiamo che lei è consapevole dell’intervento di Bishop a sostegno della sua candidatura. Eppure su un elemento non transige, e questo potrebbe essere la sua salvezza o la sua condanna: non vuole essere come Peter; e più non vuole esserlo, più lui interviene a rattoppare gli strappi che lei rischia di compiere. Era già successo per i suoi clienti, ora accade anche per la carriera politica: fino a che punto il Governatore potrà inserirsi così tanto nella vita della moglie?
The Good Wife - 6x10 The TrialMa di aiuti Alicia ne riceve da più parti, e qui abbiamo l’intervento di Finn Polmar con le foto di sorveglianza di casa Bishop; il modo con cui la serie sta portando avanti il rapporto tra i due è forse la soluzione migliore a seguito della morte di Will, e l’alternanza di brevi momenti ad alto tasso di emotività e di scene più ironiche – come il buio, le candele e la musica che arrivano all’improvviso nel peggior bar di Chicago – risulta essere la strada giusta per questa relazione, che si sta costruendo pezzo per pezzo, con calma, senza la fretta narrativa tipica di una certa serialità.

Yes, Your Honor.
I would like to plead guilty.

The Good Wife - 6x10 The TrialMatt Czuchry ha finalmente lo spazio per emergere con un personaggio che non sempre gliene ha dato la possibilità, e se in linea generale ne va apprezzato il lavoro in questa prima metà di stagione, “The Trial” risulta ad oggi la sua prova migliore. La costruzione stratificata dell’animo di Cary, che lo porta alla tormentata decisione finale, si inquadra in un episodio che, benché offra come già spiegato diversi punti di vista, è in realtà la sua puntata, sua e di nessun altro: questo sembrano dirci le scene di apertura e di chiusura, che lo vedono sempre in tribunale ma in un’ottica completamente diversa – quella combattiva all’inizio, con uno sguardo quasi in camera come a sfidare anche noi insieme a quell’aula vuota, e quella finale, rassegnata, di chi si proclama colpevole di un reato non commesso.
La disperazione negli occhi di un davvero ottimo Czuchry diventa lentamente presa d’atto, e infine si trasforma in supporto per le donne della sua vita – e quanta eleganza in quelle mani appoggiate sulle spalle o sulle mani ora di Kalinda, ora di Diane e infine di Alicia, l’unica con cui si permette un conclusivo abbraccio liberatorio.

The Good Wife - 6x10 The TrialCiò che accadrà da gennaio in poi è davvero di ardua previsione. Con la perdita di Will e l’allontanamento narrativo di David Lee e Canning è difficile pensare che ci si libererà di un’altra presenza maschile importante come quella di Cary, che, benché non avesse avuto fino ad oggi grandi possibilità di emergere, si è sempre distinto per decisioni importanti a livello lavorativo – ricordiamoci che l’idea di una Florrick/Agos nasce da lui, e non da Alicia.
È probabile, o più generalmente si spera, che la situazione per lui cambi, ma, anche qualora fosse così, questo non cambierebbe di una virgola l’impatto emotivo dell’episodio e il suo peso narrativo all’interno dell’economia della stagione. Per il resto, i King dimostrano come al solito una classe infinita nel gestire non solo le fila della storia, ma anche le variazioni emotive interne all’episodio, con una capacità encomiabile di inserire momenti ironici esattamente al momento giusto, senza che ne risenta l’aspetto più serio e drammatico – e non è davvero da tutti.
Qualche sbavatura o imperfezione può esserci – la gestione di Kalinda, l’esistenza di Grace – ma sono imprecisioni che sbiadiscono davanti al disegno complessivo di episodi come questo, che ha l’unico enorme difetto di farci aspettare fino a gennaio per il suo prosieguo.

Voto: 8/9

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Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

18 Risposte

  1. eleonora scrive:

    Questo episodio è molto bello e intenso per la vicenda di Cary e ancora non mi capacito a pensare che si possa incastrare un innocente in questa maniera.
    Non so come, ma spero che trovino un modo per non far fare neppure un giorno di galera a povero Cary, ( plauso all’attore che ha interpretato molto bene il dramma del personaggio )

    Grace : perchè i King hanno inventato Grace ? Per far penare la GW? Forse per consolare me che ho sempre pensato di aver fatto molto pensare mia madre, ma così deficiente non mi sembra di esser stata.

    Interessante il discorso che fai sul fatto che Alicia non vuole essere come Peter , ma lui interviene ad aiutarla. Potrebbe essere un motivo inconscio ( ?) per cui Alicia si è tenuta il caro maritino.

    Alicia / Finn : spero che la loro amicizia , complicità si evolva piano piano in qualcosa di più profondo.
    Molti Fans della serie si stanno preoccupando della partecipazione di Goode a Downton Abbey , spero che questo non comprometta la sua presenza a TGW. Please. :)

     
    • Federica Barbera scrive:

      Fattore Grace: guarda, non lo so più nemmeno io. Il fratello aveva un livello di inutilità che se non altro era altalenante XD e un paio di volte è stato pure protagonista attivo, ma Grace è davvero di un’idiozia agghiacciante. Non me ne capacito, un giorno scriverò una mail ai King e glielo chiederò 😀

      Fattore Peter: no, non credo che lei inconsciamente se lo voglia tenere perché sa che la aiuterà; al contrario, vuole liberarsene e “fare da sola”. Il problema che sollevavo (oltre al “ma quanto ancora potrà andare avanti così?” e me lo chiedevo sia narrativamente, cioè fino a quando Alicia & co. glielo permetteranno, sia proprio a livello di sceneggiatura) è di altra natura, e cioè sulla moralità di Alicia, che non sembra tanto muoversi sul “cosa è giusto o no” ma sul “cosa farebbe Peter?” per poi fare l’esatto contrario. Mentre sulla prima parte di questo assunto sono certa (basti pensare alle zone grigie che la brava moglie ha mostrato di sé più di una volta), sulla seconda mi rendo conto che sia un’illazione, ma le scelte di questo episodio non hanno fatto altro che continuare ad avvalorarla.

       
      • eleonora scrive:

        Capisco la tua analisi.
        La moralità di Alicia , come succede a tutti i mortali, zoppica nel momento in cui deve decidere tra l’esser coerente con i suoi principi e portare soldi a casa e, ora , avere successo nella carriera.
        E sembra che più la “nostra ” si smarca dal ruolo di madre e di moglie , più la sua ambizione cresce e la sua moralità vacilla.
        Finn , almeno per quello che si è visto , può essere d’esempio.
        Una figura d’uomo diversa dal marito , ma anche da Will che sappiamo avere avuto delle “cadute” nella sua condotta di uomo e avvocato.
        Vediamo come i King portano avanti questo aspetto.

        Per quanto riguarda la mail ai King about Grace , quando ti rispondono , fammi sapere :)

         
  2. Namaste scrive:

    Scusate il “legalese”, rivolto soprattutto alle donne in lettura, ma provando a ricavarne una morale, l’unica che mi è venuta in mente già a inizio episodio è che “quando decidono d’inchiappettarti vedrai che t’inchiappettano”! :-) Povero Cary!

    Ottimo episodio ed ottima recensione, ma per me è solo 8, perché come dice quel personaggio di Mario: “non è che qui possiamo dire 9 e 10 ad ogni episodio, che poi se lo facciamo con uno bisogna farlo con tutti”. Ci si rivede a Gennaio, gente, dritto per dritto!

     
    • Federica Barbera scrive:

      ahahah, vero, ma è anche vero che se un episodio se lo merita, se lo merita 😀 e trovo che in questa puntata ci siano state scelte di sceneggiatura e registiche che hanno alzato il già elevato livello della serie. Diciamo che era un po’ più di 8 dopo la prima visione, ma alla seconda non ho resistito e mi sono autoimpedita di mettere 9 solo per la presenza di Grace XD

      (il legalese usato è, credo, l’unico modo per definire le vicende del povero Cary. Un accanimento del genere fa davvero paura, e odio Castro con ogni fibra del mio essere)

       
  3. Teresa scrive:

    episodio molto bello, per me da 8. Vorrei ribadire un concetto importantissimo: ma quanto è affascinante Matthew Goode? Io dalla visione di Stoker di Park Chan-wook con lui e la Kidman ci ho messo parecchio a riprendermi, era troppo figo. Ma poi mi piace molto anche il personaggio di Finn, finalmente in TGW c’è un uomo che è proprio il mio tipo, sotto tutti gli aspetti.

     
    • Federica Barbera scrive:

      Concetto importantissimo, che mi tocca approfondire: quando è arrivato Matthew Goode non mi piaceva, e poi la sola idea che volesse sostituire Josh Charles nel mio cuoricione era insopportabile. Poi ho imparato ad apprezzarlo (nonostante nella stagione scorsa ripetessero sempre e costantemente Finn Polmar, così, nome e cognome, Finn Polmar, Finn Polmar. Forse è per quello che ho imparato ad apprezzarlo? Mi hanno ipnotizzata?)
      Poi è iniziata questa stagione e aveva tagliato i capelli e non ero per niente contenta.
      Ora scopro di amarlo proprio.
      Abbiamo una relazione complicata, lo so, ma non sta partendo dai migliori presupposti?! 😀

      Tornando seria (o quasi), il suo personaggio in relazione ad Alicia mi piace da matti, le tiene testa, ma è al contempo molto dolce. Sìsì, approvo.
      E poi, ça va sans dire, è parecchio figo.

       
    • eleonora scrive:

      Se ti è piaciuto in Stoker , ti consiglio di guardare anche Burning Man , molto originale , e la commedia romantica Lap Year, dove è molto scarmigliato e sexy.
      Poi anche la miniserie : Dancing on the edge .
      Ciao, e allora ci vediamo a Natale a Downton ? :)

       
  4. raffaella scrive:

    ahahhaa Federica(ma sei per caso siciliana? conosco una ragazza che si chiama come te ) solo per dirti che a me Will non piaceva all’inizio lo trovavo proprio brutto (quel terribile e quella bocca un pò da squalo quando ride brrrrrr) però devo dire era abbastanza sexy, ma Finn mi piace e un sacco, non sarà molto sexy (per ora almeno 😉 ) ma bello è bello e se tra lui e Alicia nascerà qualcosa bene così, anche perchè lei come dice una “amica di recensioni”Mi sa che Paola non ha ancora scoperto questo sito )mi sa che mi si sta rinsecchendo e questo non è bene :) :)
    buon week end a tutti

     
    • Federica Barbera scrive:

      Ciao Raffaella, no, sono di Milano, anche se con lontane radici siciliane :-)
      Sì, diciamo che Josh Gardner non è canonicamente bello, però adoravo il personaggio di Will, soprattutto in relazione al suo rapporto con Diane che io trovavo tra i piú belli della serie :-) comunque Finn, anche se non viene utilizzato molto, è un personaggio che spero verrà utilizzato a dovere. Per ora i King non deludono.
      A presto!

       
  5. Pat scrive:

    Questa prima metà di stagione è stata disorientante e stressante. E per la prima volta da tempo non so davvero dove i King vogliano andare a parare.
    Non credo che facciano “fuori” Cary. E neanche credo che Cary rimarrà in prigione per il resto della stagione. E’ decisamente il personaggio maschile con più spessore e rilievo all’interno della serie e mi sembra assurdo metterlo da parte dopo averci costruito un’intera storyline attorno. Matt Czuchry poteva fallire miseramente con il materiale che gli hanno riservato. Ma è sempre stato un attore misurato, discreto, in grado di colpire al punto giusto, quasi sempre senza sbavature e senza sensazionalismi o scene madri, anche quando aveva poco con cui lavorare (spesso). E qui ha dato il meglio di se.
    Di Finn ed Alicia non mi interessa un gran chè, a dirla tutta. Lui mi pare sia stato introdotto solo per flirtare con Alicia, per dare qualcosa di cui parlare a chi è interessato alle vicende “rosa” della serie. Spero non diventi però una parte ingombrante della seconda metà di stagione. Brevi momenti ok. Willicia 2.0 no, grazie. Soprattutto con tutta la carne al fuoco che hanno quest’anno.
    Mi dispiace che la campagna elettorale abbia finito per tenere distante Alicia da Diane e Cary: le vicende dello studio sono state integralmente abbandonate, Alicia è stata poco presente anche nelle vicende di Cary e Diane si è vista in tribunale “solo” per le vicende di Cary. Sono curiosa di vedere come tutto si evolverà.

     
    • eleonora scrive:

      Ma come !! Non ti piace Finn ??
      Scherzi a parte , non mi sembra per nulla strano che i King abbiano voluto introdurre una figura maschile che posa avere nella vita di Alicia il ruolo di amico e forse di amante , nel senso più completo della parola.
      Già Alicia si “autocastra ” , la sfera sentimentale affettiva è importante per delineare un personaggio e, come ho già detto, io credo che questa volta Finn sia la persona giusta che possa portare un pò di equilibrio nella vita della Buona Moglie .
      Quindia speriamo ci sia una Finnlicia story .

       
      • Pat scrive:

        E no! Non mi piace Finn! Che ci devo fare? A parte fare gli occhi lessi con Alicia, ancora non ha un ruolo preciso in questo show nè tanto meno ha molto a che fare con gli altri personaggi. Senza onta e senza macchia? Show sbagliato, bello.
        E trovo che la vita sentimentale di Alicia sia stata ampiamente delineata e messa in primo piano nelle precedenti stagioni. Peter, Wiil e ora Finn? Deve sempre esserci qualche uomo nelle sua vita? Ripeto, non è che non che non deve esserci anche questo, ma spero che rimanga una parte non ingombrante della seconda parte di stagione, perchè, e sono gusti miei, eh, c’è altro che mi interessa di più e direi che dopo questo episodio c’è molto altro di più importante su cui concentrarsi che non gli amoreggiamenti fra Finn ed Alicia.

         
        • eleonora scrive:

          Certo ognuno ha i suoi gusti, ci mancherebbe.
          E una donna può benissimo stare senza compagno.
          Diciamo che è più divertente con compagno , MA meglio soli che mal accompagnati.
          Io spero che oltre al successo professionale per Alicia ci sia anche un lieto fine sentimentale e per ora c’è Finn all’orizzonte che potrebbe essere la scelta giusta. A mio parere.

           
  6. Paola scrive:

    Ecco di nuovo le mie ex willicie che diventano finnicie…quoto in pieno. Stesse reazioni emotive: prima rifiuto per Finn poi innamoramento totale, tanto ben concepito da pensare che anche questo non sia stato casuale: I King ce l’hanno mostrato prima modesto e mal vestito, e poi poco per volta, in tutta la sua figaggine. E via a guardare tutto di lui; l’ultimo film sta per uscire e sta per diventare uno degli attori più interessanti sulla piazza…Internazionale. Speriamo Downton Abbey non ce lo freghi. Io lo voglio con Alicia non con la ieratica lady Mary.
    In ogni caso episodio molto bello, e spero che Alicia capisca che la politica non è la sua cup of tea, e che questo le impedisce, ancora una volta, di essere libera. Buono per la prima volta Cary, finalmente esce dal ruolo del bel bamboccione per una certa intensità drammatica:

    SPOILER SVILUPPO PERSONAGGIO PER FINE STAGIONE

    Direi che Kalinda ora è in pericolo davvero e probabilmente l’attrice uscirà di scena tragicamente, come Will, anche se i King negano.

    FINE SPOILER

    La politica così è esilarante, anche se è quasi tutto drammaticamente vero. Sì bello teso, kafkiano tutto quello che volete, ma ancora una volta Alicia è trattenuta, impossibilitata a vivere qualsiasi vicenda amorosa, condannata a un eccesso di freddezza. E questo mi spiace, non mi convince, non mi ha mai convinto: Ma so che quasi nessuno è d’accordo con me. A risentirci

    [Il messaggio è stato editato perché l’ipotesi si basa su uno spoiler relativo a futuri sviluppi per il personaggio in questione. La Redazione]

     
  7. Namaste scrive:

    Ma chi è quel figlio di un David Lee che gli ha dato 1?…

    Palesati, miscredente!

     
  8. Charlotte scrive:

    Mi trovo d’accordo con la recensione, praticamente anche sulle virgole utilizzate.
    I coniugi King hanno dato ancora una volta prova della loro immensa bravura e gli attori non sono stati da meno.
    Passo ai lati negativi, che sono pochi e comunque non offuscano la grandezza dell’episodio a cui do un bel 9 pieno.

    Kalinda: avevo già espresso le mie perplessità riguardo tale personaggio. è stata sicuramente gestita peggio di tutti, senza una propria storyline. Ora che il suo ragazzo (se così lo possiamo definire) sta seriamente rischiando di andare in prigione si mette addirittura a minacciare lo spacciatore più potente della città. E non contenta della semplice minaccia, tocca una delle questioni intoccabili: il figlio.
    Ora, capisco che azzardare e non avere paura siano alcune delle caratteristiche fondamentali di Kalinda, ma se c’è una cosa che abbiamo imparato in queste stagioni è che lei non è una stupida. Minacciare Bishop è ovviamente un atto ultimo di tentare l’intentabile, chiamiamolo di disperazione, (erroneamente credendo di riuscirci) però è fatto con poca maestria, avendo visto già di come lei riesce a ottenere quel che vuole, sempre o quasi.
    Sarà che proprio l’attrice non mi va giù.

    Diane: è una Diane un po’ moscia ultimamente. Non combattiva. Non quella a cui sono abituata. A maggior ragione perché si tratta di Cary, il suo “pupillo”.
    L’attrice è fenomenale, intendiamoci. E il personaggio l’adoro, però c’è questa nota che poco mi convince.

    Grace: quanti anni ha? quando andrà a ‘sto benedetto college?

     
  9. Paola scrive:

    Ok scusate, era solo una mia opinione non credevo di spoilerare. Concordo su Diane, molto sotto utilizzata quest’anno, e Kalinda direi che questa volta si riscatta, in ogni caso. Peter anche basta. Finn di più di più..

     

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