The Newsroom – 3×02 Run

The Newsroom - 3x02 RunNonostante le critiche, The Newsroom rimane una serie avvincente e ben scritta, e questo secondo episodio lo attesta in numerosi passaggi. Con “Run” assistiamo a un avanzamento dell’intreccio, in cui la rilevanza degli eventi si riflette in una migliore gestione dei personaggi, la cui psicologia viene indagata a partire dalle loro reazioni di fronte al dilemma o all’ostilità.

“I like writing romantically and idealistically. I try to balance that with just enough realism so that it feels like whatever romantic ideal is in there is somewhat attainable. It’s not a cartoon. It’s not animated… These are people who are trying to do the news well when market forces work against them.” 

Attraverso le parole dello stesso Sorkin è possibile cogliere il nucleo profondo della posizione dell’autore di The Newsroom in merito alle critiche mosse allo show dai suoi detrattori. (Qui il link per ascoltare l’intervista completa). Run fa esplodere i punti piazzati in conclusione del primo episodio Boston, elaborandoli mediante un poderoso scatto in avanti.
The Newsroom - 3x02 RunEvidente è la critica mossa ai social media e, in un modo nemmeno troppo velato, a Twitter; nello specifico, più propriamente alle modalità di utilizzo di questi mezzi, alla facilità e alla leggerezza con cui è possibile creare allarme o diffondere notizie in modo confuso e inaccurato nell’arco di un tempo molto ristretto. Da questo punto di vista, l’esempio di Hallie è sicuramente paradigmatico: la giornalista posta un tweet aspro e ostile rivolto ai repubblicani nel cuore della notte e si rende immediatamente conto che, nonostante lo abbia cancellato dopo circa 20 minuti, dev’essere licenziata.
The Newsroom si offre come elemento di analisi e intrattenimento molto particolare all’interno del panorama delle serie tv di oggi. Esso coniuga cronaca a storytelling in un modo che può essere certamente imperfetto, e talvolta non condivisibile, ma rimane la voce unica e particolare di un autore che offre spunti per una lettura a tuttotondo della società contemporanea e racconta l’avventura “eroica” e idealista di una redazione “who does the news”.
Il valore reale riassunto dal pay off dello show sta proprio in questo: verificare la correttezza delle informazioni, l’affidabilità delle fonti e mediarne la comunicazione ai telespettatori americani.
Sotto quest’ottica si sviluppano gli eventi che coinvolgono la coraggiosa redazione di ACN, minacciata dalla compravendita ostile della Savannah Capital, in cui sono implicati anche i fratellastri di Reese. Nella scena in questione, ritroviamo il volto noto ai fan di 2 Broke Girls Kat Dennings nei panni di Blair, impegnata a discutere nella sala riunioni del futuro dell’emittente.

– Reese. You’re a douche.
– Yeah? Yes, I am. But I’m a douche on the side of the angels.

The Newsroom - 3x02 RunIl personaggio di Reese, pur rimanendo legato all’obiettivo dei profitti, ha mostrato fin dalla scorsa puntata un volto decisamente più umano e, soprattutto, solidale e perfettamente in linea con la core-philosophy del team di ACN. In occasione di questo confronto, viene anche illustrata allo spettatore la storia che sta dietro alla nascita e allo sviluppo della  rete stessa, dalla sua fondazione a oggi, ripercorrendone le tappe cruciali. La sequenza rappresenta una cartina al tornasole per misurare quanto sia cresciuto l’attaccamento emotivo del giovane presidente alla squadra di persone che compongono la redazione, in opposizione all’atteggiamento passato, più gretto e legato al mero profitto, che si rispecchiava nei report dello share. Egli appare profondamente convinto della bontà del lavoro svolto dai reporter, e rivendica un’autentica fierezza per il successo conquistato, maggiormente improntato al merito dei contenuti più che alla sudditanza verso ciò che è popolare e che fa audience, rivelando così il proprio sincero impegno verso la causa.

Yeah, cliche buster.
I’m good at math.

The Newsroom - 3x02 RunNeal è un altro personaggio che emerge in questa puntata, oltre a fornire il focus dell’intera vicenda e a condensare il pensiero di Sorkin. L’intento del creatore dello show, infatti — come emerge anche dall’intervista — non è certo pedagogico o moralista, come in alcuni passaggi può sembrare (ad esempio questo preso in esame riguardo Neal o, a mio avviso, il segmento che riguarda Maggie) ma, piuttosto, quello di catturare l’attenzione, tracciando una linea che non separa i “buoni” dai “cattivi”, ma i buoni dagli eccezionali. Neal, in questo caso, è il vero eroe, poiché corre dei rischi concreti per proteggere la propria fonte, ritenendo che divulgare la notizia relativa alla guerriglia nello stato finzionale del Kundu sia una responsabilità del proprio ruolo.
Il discorso sull’integrità e sulla morale giornalistica risulta dominante e s’intreccia a doppio filo con il dilemma etico con cui si confronta Maggie, lungo il suo viaggio di ritorno da Boston.
A tal proposito, è evidente come anche la caratterizzazione dei personaggi femminili si arricchisca di ulteriori tasselli di verosimiglianza, migliorando la percezione della complessità alla base dell’agire della giovane produttrice associata. Dopo aver sfruttato uno stratagemma per acquisire informazioni confidenziali sul ruolo dell’EPA (Environment Protection Agency) da parte del suo vice amministratore, si ritrova a fare i conti con la propria coscienza, poiché si rende conto di non essere stata corretta nei confronti della propria morale. Il fatto che Maggie ritorni sui suoi passi in un secondo momento la espone a una forma di riconoscenza da parte dell’uomo, che le consegna in esclusiva il rapporto destinato al presidente Obama. Nonostante il conflitto interiore definisca meglio il personaggio, questa sequenza offre un po’ il fianco alle critiche sul buonismo moralista di cui Sorkin è stato oggetto: non solo la ragazza è disposta a rinunciare a un pezzo succoso, ma viene anche premiata per la sua onestà.
Sullo sfondo di queste vicende, le relazioni romantiche hanno uno spazio marginale, fatta eccezione per il confronto/scontro Sloan-Don, in cui un realistico scambio dei ruoli offre un vivace e piacevole spaccato delle dinamiche di coppia.

Episodio corale, ma con un’attenzione particolare sull’agire individuale, dallo scorrimento dinamico e fluido: “Run” pone i protagonisti di fronte a un dilemma etico — come nel caso di Neal e Maggie — e a confronto con le proprie responsabilità nel caso di Hallie e Reese. L’episodio guida un’evoluzione certamente in positivo dello show sorkiniano, il quale, nonostante qualche difetto, rimane una piccola perla nel panorama televisivo attuale.

Voto: 7 1/2

 

Fabiana Sarnella

Spiantata, spiazzata e snervante, nera dentro e fucsia fuori, ho studiato scienze della comunicazione e cerco il mio posto nel mondo. Appassionata della prima ora di Gilmore Girls, sono diventata un'appassionata delle serie tv di qualità.

3 Risposte

  1. Dreamer88 scrive:

    Sarà imperfetta, troppo idealista, troppo verbosa, troppo retorica, troppo buonista ma queste cose, stranamente, non mi danno fastidio: The Newsroom, pur con tutti i suoi difetti, riesce a non farmi staccare gli occhi dallo schermo ed a intrattenermi, senza annoiarmi mai. Anche questa puntata è stata molto valida (la recensione di Fabiana ha colto tutti i punti chiave dell’episodio), ora i guai per il team di McAvoy cominciano a farsi davvero seri!

     
  2. Francesca Anelli scrive:

    Credo sia la migliore puntata di sempre: finalmente il meglio di Sorkin! I dialoghi brillanti ci sono sempre, ormai lo sappiamo, la sfida è farti credere per 50 minuti che quel mondo lì sia effettivamente possibile… e non sempre ci riesce (specie quando disumanizza/”caricatureggia” troppo gli antagonisti – ma questa è un’altra storia…o forse no, visto che uno dei motivi del successo di questo episodio per me è il trattamento riservato alla ragazza di Jimmy). Stavolta ce l’ha fatta, riuscendo a rendere divertenti anche tutti quei discorsi in teoria pallosissimi sull’etica giornalistica e sull’opportunità o meno delle operazioni sotto copertura. Fantastico. Grandissimo episodio.

     
  3. Joy Black scrive:

    A parte il segmento di Maggie che pecca di eccessivo buonismo a mio parere, questo episodio è stato di livello altissimo: storia sempre più coinvolgente, dialoghi brillanti, romance (Don e Sloan), usata in ambito comedy, ben equilibrato nella trama. Anche io come Francesca ho apprezzato moltissimo la parte di Hellie e Jimmy su Tweet.

    Per il resto quoto in pieno la recensione di Fabiana, anche se come giudizio io vado per l’8.

     

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