The Walking Dead – 5×04 Slabtown

The Walking Dead – 5x04 SlabtownNonostante il positivo inizio di stagione, The Walking Dead non sembra aver imparato dai propri errori e con “Slabtown” ci propone un episodio Beth-centrico dal sapore di spin-off che convince solo a tratti.

Come è stato più volte sottolineato, uno dei principali difetti della serie, e in particolare della seconda metà della scorsa stagione, è rappresentato dall’incapacità degli autori di gestire una scelta narrativa di per sé valida, ovvero quella di non seguire le diverse storyline originatesi dalla dispersione dei personaggi in contemporanea, bensì concentrandosi di volta in volta su un numero ristretto di questi.
The Walking Dead – 5x04 SlabtownL’espediente in linea teorica dovrebbe favorire un focus più efficace sui protagonisti dell’episodio e al tempo stesso aumentare la curiosità dello spettatore circa le altre storyline messe da parte, ma nella pratica si è trasformato in uno strumento di diluizione della narrazione quasi sempre non accompagnato da un adeguato approfondimento dei personaggi.

The Walking Dead – 5x04 SlabtownDopo gli ottimi episodi corali d’apertura, “Slabtown” costituisce in quest’ottica un passo indietro per la serie. La prima parte dell’episodio, più che concentrarsi su Beth, sembra volerci presentare le persone che popolano il Grady Memorial Hospital di Atlanta, sia come individui che in quanto gruppo organizzato. Dopo Woodbury e Terminus The Walking Dead prosegue quindi con la sua carrellata di microsocietà deviate, mostrandoci ancora una volta un’umanità incapace di ammettere quanto poco di umano gli resta: Dawn si fa portavoce di un’illusoria idea di civiltà fondata su simboli ormai svuotati di significato (le divise) e una filosofia (il take-give) che cela violenze e soprusi.

The Walking Dead – 5x04 SlabtownL’analisi di queste realtà costituisce sicuramente uno degli elementi più interessanti della serie, in quanto permette di declinare la tematica di fondo della sopravvivenza andando oltre il singolo individuo e il ristretto gruppo dei protagonisti. A lungo andare questa però rischia di divenire ripetitiva, soprattutto se non è in grado di essere all’altezza dei suoi precendenti. Dawn infatti manca del carisma e della follia del Governatore, così come l’organizzazione basata sul take-give, nonostante i suoi inquietanti risvolti, è priva dell’icasticità di quella di Terminus. L’ospedale finisce quindi col risultare una copia sbiadita di caratteri e situazioni già conosciuti. L’unico personaggio degno di nota è quello del Dottor Edwards, in cui bontà d’animo e spietatezza si combinano in maniera efficace dando vita a un ritratto credibile e insolitamente sfumato per i parametri della serie.

The Walking Dead – 5x04 SlabtownAd ogni modo Beth resta la protagonista indiscussa dell’episodio. Nella passata stagione il suo personaggio ha ricevuto un sempre maggiore spazio di approfondimento (pensiamo ad esempio a “Still”) a cui si è accompagnato un percorso evolutivo – per certi versi simile a quello di Carol, ma non altrettanto riuscito – che sembra raggiungere qui il suo culmine. La ragazza è infatti passata dal tentare il suicidio a lottare non solo per la sua sopravvivenza ma anche per la sua libertà, come dimostrano il suo disperato tentativo di fuga e gli scambi con Dawn. Questa crescita sembra però mancare di organicità e di forza drammatica, fallendo quindi nel donare al personaggio lo spessore necessario a sostenere da solo il peso dell’intero episodio, evidenziando quindi una sproporzione tra la sua caratura e il minutaggio a questo dedicato.

Nel complesso “Slabtown” è un episodio di transizione, che risulta inevitabilmente fiacco se paragonato ai precedenti e che, pur giocando sull’effetto straniante dato da ambientazione e personaggi sconosciuti, fatica a tenere alto l’interesse dello spettatore. La dispersione dei personaggi continua insomma a essere un problema per la serie, che non sembra ancora aver imparato a gestirla in maniera ottimale. In quest’ottica una delle poche note positive è certamente costituita dall’arrivo di Carol in ospedale che, unito al ritorno di Daryl alla chiesa, lascia sperare in un miglioramento della storyline, oltre che in un suo imminente inserimento nella narrazione principale.

Voto: 6

 

11 Risposte

  1. jackson1966 scrive:

    Ma per niente d’accordo Paragonare questo ep a quelli dell’anno scorso è follia
    Un altro microcosmo dell’universo di TWD che non è il bosco è graditissimo
    Senza contare l’ennesima mazzata ad uno dei simboli della,speranza per noi un ospedale, dopo avere massacrato il simbolo della religione e cioè la chiesa
    E vogliamo parlare dell’introduzione nella serie, per la prima volta, della violenza sessuale in un mondo senza legge? Un piccolo particolare lasciato da parte nella recensione
    Concordo con il fatto che l’anno scorso la serie era pallida, ma quest’anno è

     
    • jackson1966 scrive:

      È tutta un’altra musica
      In più Beth mi è piaciuta un sacco e la puntata è ottimale per riportarla nel bosco
      E vogliamo parlare della feroce critica sociale insita in essa, alla Romero?

       
  2. Eraserhead scrive:

    Per essere stato un episodio anomalo e Beth-centrico è stato stranamente interessante, forse anche per la mancanza di canzoni a cappella, maggiore uso delle musiche e location straniante rispetto al solito. Si è un po’ perso nella seconda metà e c’è sempre qualche scivolone di troppo, soprattutto nei particolari ma non mi è dispiaciuto!

     
  3. Mark May scrive:

    Sono d’accordo con Eraserhead… A me l’episodio è piaciuto parecchio. Certo manca sempre quel qualcosa, quel piccolo particolare che farebbe svoltare verso l’anarchia più totale il telefilm (io, per esempio, avrei fatto DISTRUGGERE con ferocia il quadro di Caravaggio a Beth), visto che ogni tipo di micro-società rappresentata mostra evidenti pecche e contraddizioni di fondo, ma contando i difetti cronici mostrati da TWD in queste stagioni a me una stagione che va avanti liscia, fluida, senza (troppi) momenti morti o inutili è più che ben accetta.

     
  4. Dreamer88 scrive:

    Oggettivamente l’episodio è stato più debole rispetto ai primi tre di questa nuova stagione ma non è dispiaciuto neanche a me, è filato abbastanza liscio (nonostante il personaggio di Beth mi coinvolga assai poco); stiamo comunque su un altro livello rispetto alla scorsa stagione.

     
  5. Frank Underwood scrive:

    Concordo col pensiero unanime. Avessero inserito una puntata del genere nel piattume della seconda metà della quarta stagione, avremmo gridato al miracolo. Finalmente abbiamo spostato l’azione nella città, le puntate ad Atlanta della prima stagione personalmente mi esaltarono. Detto questo con l’ultima puntata della quarta e le prime tre della quinta, ho come l’impressione che finalmente Gimple e compagnia abbiano scelto di abbracciare una linea maggiormente dark e furiosa per la serie. Non dimentichiamoci che sono passati anni dall’epidemia zombie, ormai ogni ordine sociale è completamente saltato e la legge del “se non sei il cacciatore, diventi la preda” è ormai insita nell’attitudine di vita dei superstiti.

     
  6. Simona Maniello scrive:

    Rispondo qui a tutti: l’episodio non è dispiaciuto neanche a me. La sufficienza infatti, al contrario di alcune puntate dell’anno scorso, se la porta a casa tranquillamente. Sicuramente non siamo di fronte al vuoto cosmico che ha pervaso la seconda metà della scorsa stagione, ma nonostante ciò i difetti non mancano e questo credo che confermi il fatto che gli autori devono ancora imparare a gestire al meglio gli episodi “non corali”.

     
  7. Charlotte scrive:

    A me questo episodio è piaciuto. L’attrice che interpreta Beth l’ho sempre trovata poco carismatica, non adatta al ruolo che le hanno assegnato. Non so se proprio non riesce ad entrare nel personaggio o proprio non sa recitare, ma è stata – casting parlando – una scelta infelice.
    Ho sempre pensato che fosse questo il motivo per cui parecchi – me compresa – trova Beth così poco interessante. Le sue storyline sono state varie e gli autori hanno impiegato ogni mezzo per farcela piacere; un episodio del genere fosse stato incentrato su Michonne o la stessa Carol avrebbe avuto sicuramente più risalto.
    Detto questo, la sufficienza piena se la merita e a mio parere anche qualcosa di più. Non parlerei proprio di passo indietro rispetto ai tre episodi.
    La situazione che ci hanno mostrato a me ha fatto riflettere, e anche io ho avuto lo stesso pensiero di jackson1966: Maggie ha parlato di four walls and one roof riferendosi a una Chiesa. Ora, l’ospedale.. il posto “più” sicuro è divenuto una prigione. Sottigliezza da non trascurare!

     
  8. Boba Fett scrive:

    Sono sostanzialmente d’accordo con Simona Maniello, questo episodio sembra un blando tentativo di mostrarci ancora una volta quanto è diventato brutto il mondo oltre il microcosmo di Rick e i suoi, questa volta prendendo spunti dal mondo carcerario e dai suoi soprusi/abusi e tentativi di evasione ahimè però già visti miliardi di volte, ma dal promo del prossimo episodio misà che dovremo pazientare per vedere come si evolverà e come si arriverà al Daryl che sbuca dalla siepe con l’aria preoccupata e lo sguardo rivolto al suo misterioso seguito dello scorso episodio.
    Mi rimane un po’ di rammarico per come è stata liquidata rapidamente la pratica Terminus, assai più interessante di questa “nuova” forma di aggregazione sociale…

     
  9. Roberta scrive:

    TWD mi sembra sempre più sconclusionata. E il bello è che non m’infastidisce, anzi, mi intriga sapere che non sanno dove vanno a parare

     
  10. skuby scrive:

    Per me è stata la miglior puntata di TWD da stagioni a questa parte.

     

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