The Walking Dead – 5×07 Crossed

The Walking Dead – 5x07 CrossedDopo tre puntate monografiche che – escludendo “Self Help” – hanno avuto come obiettivo principale quello di costruire le premesse dello scontro tra il gruppo di Rick e quello del Grady Memorial Hospital, The Walking Dead torna al racconto corale presentandoci un ulteriore episodio preparatorio, a cui spetta il compito di introdurci al mid-season finale.

The Walking Dead – 5x07 CrossedIl ritorno alla classica narrazione a più fuochi, in grado di seguire in contemporanea tutte le storyline, costituisce certamente una boccata d’aria fresca per la serie, che ne guadagna in termini di dinamismo. Al tempo stesso si ha però l’impressione di essere passati da un estremo all’altro e che la frammentazione di “Crossed” sia in realtà un’arma a doppio taglio: ciò che dona varietà all’episodio contribuisce infatti anche a minarne l’organicità e la compattezza. Emblematiche in questo senso sono le sequenze ambientate alla chiesa: queste infatti, oltre a essere completamente avulse dal fulcro del racconto, si incentrano su padre Gabriel, la cui caratterizzazione, fin dal suo ingresso in scena, non è stata delle più convincenti. Il fatto che abbia vissuto in quasi totale isolamento dallo scoppio dell’epidemia fatica sempre più a giustificare il suo atteggiamento di totale rifiuto nei confronti del gruppo, e soprattutto non spiega la sua assurda decisione di scappare da solo e disarmato nel bosco.

The Walking Dead – 5x07 CrossedAltrettanto distanti dal cuore dell’azione si pongono le vicende del gruppo di Abraham e Glenn, la cui valutazione è però più ambivalente. Se da un lato infatti assistiamo a una situazione di stallo dal tono fortemente riempitivo, con Abraham in stato catatonico e Eugene privo di sensi fino al termine dell’episodio, dall’altro la spedizione di Glenn, Rosita e Tara al ruscello risulta comunque godibile per l’atmosfera relativamente spensierata e ottimista che riesce a mettere in scena, soprattutto se consideriamo ciò che l’ha preceduta, ovvero la rivelazione di Eugene. L’idillio della sessione di pesca stride con la tensione che permea le altre storyline, ma in uno show che a volte tende a prendersi troppo sul serio come The Walking Dead l’introduzione di un comic relief (incarnato da Tara, la cui presenza finalmente acquista un senso) è ben accetta, e in un certo senso va a bilanciare i cupi risvolti delle sequenze ambientate ad Atlanta.

The Walking Dead – 5x07 CrossedCrossed” ci mostra anche quello che sta succedendo in ospedale fino al momento della messa in atto del piano di Tyreese: la riuscita di queste scene, che dovrebbero contribuire ad aumentare il pathos dell’episodio, è minata però dal loro carattere pretestuoso, che rende le azioni dei personaggi difficili da motivare al di là delle esigenze della trama. Poco chiara è innanzitutto la filosofia dell’ospedale: perchè salvare le persone per poi lasciarle al loro destino dopo un solo giorno di cure? Sappiamo che i loro metodi non sono dei più ortodossi ma una decisione così repentina sembra avere come unico scopo quello di mettere in moto le azioni di Beth e di giustificare il salvataggio da parte di Rick e Daryl. La ragazza dimostra sicuramente coraggio e audacia nel tentativo di salvare Carol, ma questo atteggiamento potrebbe rivelare una buona dose di ingenuità e di fiducia mal riposta. Le intenzioni di Dawn e del dottore restano infatti ambigue, e di conseguenza impossibili da giudicare al momento.

The Walking Dead – 5x07 CrossedIl cuore pulsante dell’episodio è ovviamente costituito dalla spedizione di Rick e soci per salvare Beth e Carol: questa è senza ombra di dubbio la sezione che funziona meglio in quanto riesce ad unire sequenze splatter e d’azione a scene introspettive in maniera egualmente efficace. A spiccare è innanzitutto la discussione circa il piano da mettere in atto che vede protagonisti Rick, Tyreese e Daryl, in grado di far emergere con grande immediatezza come la spirale di violenza in cui Grimes è entrato in seguito alla distruzione della prigione abbia ormai definitivamente superato la soglia dell’istinto di sopravvivenza. Il desiderio di totale annientamento del nemico gli impedisce infatti di vedere i pericoli inisiti nel suo piano, che viene (momentaneamente) messo da parte solo grazie all’intervento di Daryl, il quale sembra ormai aver assunto il ruolo di bussola morale del gruppo.

The Walking Dead – 5x07 CrossedLo stesso non si può dire delle dinamiche messe in scena da Sasha e Bob Lamson la cui efficacia, come nel caso della storyline dell’ospedale, è in parte danneggiata dalla sua scarsa verosimiglianza. Infatti, nonostante il carisma del poliziotto e la credibilità del suo racconto (coinvolgente e probabilmente vero), Sasha si comporta in maniera fin troppo ingenua per gli standard a cui i membri del gruppo e lei stessa ci avevano abituati negli ultimi tempi. Non bastano il trauma della perdita e il fatto che il poliziotto porti lo stesso nome dell’amato morto (?) a giustificare la decisione della ragazza di fidarsi ciecamente di uno sconosciuto, soprattutto se consideriamo che avrebbe potuto compiere questo atto di compassione senza doversi necessariamente mettere in pericolo. Insomma, pur presentando alcuni interessanti spunti di riflessione, la sequenza non può non risultare una forzatura creata appositamente per alzare la posta in gioco in vista del mid-season finale.

Crossed” in definitiva tiene ancora il freno a mano tirato, limitandosi a gettare le basi per il finale e a regalarci alcune scene abbastanza riuscite. Ormai è evidente come la decisione di concentrare l’azione e la qualità unicamente agli estremi dei due tronconi che compongono le stagioni sia una prassi consolidata, figlia del progressivo aumento degli episodi a cui purtroppo si è accompagnata una perdita d’intensità del racconto. Il carattere interlocutorio della puntata non va quindi biasimato in sé, ma nell’ottica di ciò che lo ha preceduto: le attese degli spettatori sembrano insomma destinate a rimanere frustrate fino a settimana prossima.

Voto: 6,5

 

13 Risposte

  1. Joy Black scrive:

    Dopo un inizio divertente, questa stagione di The Walking Dead è sprofondata come al solito nella noia e nella stagnazione narrativa, caratterizzato come sempre dalla completa indifferenza per il destino dei personaggi (a parte Daryl, protagonista dell’unico sobbalzo della puntata). L’episodio non è di per sé brutto, raggiunge anche la sufficienza forse, ma si fatica a trovare stimoli per continuare alla visione (che non sia la squadra del The Walking Game).

     
  2. Namaste scrive:

    Protesto fortemente contro l’autrice della recensione perché questa arriva troppo presto! C’è gente come me che non ha ancora visto l’episodio. Ripasso dopo! Comunque, non si fa! :-)

     
  3. jackson1966 scrive:

    D’accordo con al recensione: episodio di preparazione al midseason finale, ma una citazione alla scena del combattimnto di Daryl con la testa zombie ci stava però!
    Io però ho amato anche gli altri episodi, tranne quello su Abraham che ancora adesso grida vendetta.

     
  4. Sakon94 scrive:

    D’accordo con la recensione: è tornato, purtroppo, il The Walking Dead a cui ci hanno abituati. Personaggi che prendono decisioni poco sensate, scene riempitive con dialoghi che scriverebbe meglio mio fratello di 4 anni, un po’ di azione gratuita qua e là e una trama che va avanti a fatica. L’anno scorso ho mollato la serie poco dopo il midseason finale per esasperazione, vediamo quest’anno come va…

     
  5. Charlotte scrive:

    Sono d’accordissimo sul voto dato a questa puntata e con la recensione.
    Seguire più storyline in un unico episodio secondo me per TWD potrebbe, se sfruttato ovviamente in modo corretto e non grossolano, aiutare molto questa serie ad uscire dalla fossa che si è scavata piano piano.
    Non potrei esser più d’accordo su Rick, e sono contenta che finalmente si sia data una utilità a Tyreesee. Era ora.
    Su Sasha ho storto parecchio la bocca. Ok, la storia commovente, ma non dai le spalle a un prigioniero appena conosciuto. Poi il nome, Bob, è una questione che lascia il tempo che trova.
    Spero tanto che Dawn, presentataci come una villain di questa stagione possa in realtà diventare una bella alleata del gruppo.
    Non me ne vogliano Maggie o Michonne (che ultimamente fa solo da babysitter) ma un personaggio femminile forte oltre Carol, qualora nella seconda parte si decidesse di ri-frammentare gli episodi, servirebbe.
    Spero non sia comunque una delle “ultime parole famose”, e me la trovo morta domani, visto che ce l’ho pure in squadra! 😀

    PS: grandi i mi piace sotto i commenti. Li adoro!

     
  6. Frank Underwood scrive:

    Complimenti ragazzi per l’introduzione al “mi piace” e il voto degli utenti alla puntata: è utile per dare una doppia percezione, ovvero di chi scrive la recensione e di chi è spettatore non pagante. Siete in assoluto il sito di serie tv più godibile della rete! Tornando a TWD, il problema è che ci troviamo davanti ad un circolo senza fine. Possiamo aggiungere nuovi personaggi, ucciderne altri, togliere una fattoria e mettere una prigione, togliere un governatore guercio e mettere un cannibale, eppure il giochino è sempre questo: i protagonisti arrivano in un posto – credono che chi ci vive è un buono – non lo è – battaglia all’ultimo sangue – morte random – il gruppo si divide – introspezione su come si è diventati, caccia o sarai cacciato, moralità a muzzo di cane – ritrovo del gruppo e ricomincia il giro. Finchè non si aprirà uno spiraglio evolutivo (la ricerca di un vaccino in primis, non l’ennesima finta speranza o attori cane come il tizio che interpreta Eugene) la trama non può progredire: quando Rick sarà vecchio o morto ci sarà Carl, poi il figlio di Carl, poi ci ritroveremo Judith, poi il figlio di Judith, continuando all’infinito. Ormai tutte le stagioni ci propinano puntate riempitive con una ricerca introspettiva da seconda media: la realtà è che gli unici personaggi con le capacità teatrali ed una vera difficoltà morale ed etica che bucava lo schermo erano Dale e Shane. Dopo di loro, il vuoto cosmico. Il problema forse allora sta nella stessa AMC, conscia di avere tra le mani una gallina dalle uova talmente dorate che se anche il tuorlo è marcio, a loro poco importa. Che senso ha sedersi al tavolo della sceneggiatura e spremersi le meningi con dialoghi veramente profondi quando bastano 10 minuti di Daryl che uccide uno scoiattolo per fare audience? Idem il fumetto di Kirkman, camionate di inchiostro per una storia infinita: ha ragione il buon George Romero quando dice che TWD è una soap opera con gli zombie ed è felice di non far parte del progetto. Una possibile soluzione per alzare l’asticella della qualità della serie? Stagioni da 8/10 puntate al massimo e uno scopo o un punto di sviluppo alla storia. Altrimenti lo schemino proposto prima ci porterà tra 15 stagioni ancora qua, a raccontarci la solita storia e ad alternare degli 8 per i mid-season o i finali di stagione e 4 per le puntate intermedie.

     
    • Ambrosia scrive:

      D’accordo in pieno soprattutto riguardo Shane e Dale. Metterei nel calderone degli attori bravi anche The Governor, almeno quello di Woodbury. Il resto è fuffa.

       
  7. SandraTi scrive:

    Concordo in pieno con la recensione. La mia impressione è stata quella di un poutpourri di sequenze sparate a caso con la sola intenzione di far vedere per forza qualcosa di ogni storyline (senza peraltro avere nulla da dire di interessante su alcune). Ritengo poi che l’ospedale sia il ‘luogo’ finora peggio costruito dall’inizio della serie. La fattoria, la prigione, Terminus avevano tutti a loro modo un senso e una logica. L’ospedale è invece fuori da qualsiasi senso, scritto davvero male a mio parere.

     
  8. Fante scrive:

    Ok,ho aspettato fin troppo,ora devo dire la mia:le prime tre puntate mi hanno fatto gridare al miracolo!!!!ecco-ho pensato-hanno capito l’errore della passata stagione e stanno cominciando a confezionare un telefilm ad alto livello.Terminus,ad esempio,poteva essere un altro luogo dove infognare tutta la stagione(come la fattoria o la prigione)e invece in due puntate la radono al suolo e via…verso nuovi orizzonti!!!purtroppo i nuovi orizzonti sono:una chiesa 4×4 ed un ospedale che ad oggi sembra un classico ospedale italiano e non un baluardo di pseudo psicopatici che poteva dare grandi spunti per la serie.Ehi,un OSPEDALE,un classico luogo da film horror o telefilm zombeschi!!!e invece niente.Ci mettono una come Beth che ha il carisma ed il fascino di un peluche.Tutto quello che riguarda il gruppo con Meg e gli altri poteva essere interessante ed invece…vuoto cosmico.Anche Daryl e Carol potevano essere gestiti meglio.Non vorrei sbagliare(memoria zoppicante)ma credo che dopo la prima stagione sia la prima volta che qualche personaggio torni in una grande città e cosa accade?niente di che.Cioè,vediamo questi due bellissimi personaggi pedinare un auto,qualche zombie qua e là,qualche palazzo fatiscente e poi loro che si buttano con un camioncino da un cavalcavia…tutto qua!e l’apocalisse?le orde di zombie?la disperazione?cioè voi vivete in un mondo di zombie,vi rifugiate in piccoli luoghi “ameni” dopo anni tornate nel mondo “reale” e…niente.Neanche una reazione.Non vorrei dilungarmi troppo,ma spero si capisca dove voglio arrivare.Vorrei dire altre cose ma mi limito a dire che le ultime due puntate sono state veramente brutte,da 4,5 di media per me(4 per la 6 e 5 per l’ultima).Il problema come dicono in molti e che i produttori hanno capito che hanno il platino tra le mani e vogliono continuare ad arricchirsi.Per me i problemi fondamentali sono due:il primo i personaggi.Per me Rick e Daryl sono magnifici,un gradino sotto Carol e Michonne.Poi Meg,ma solo perché la amo.Il resto è nulla.Personaggi senza appeal recitati da attori mediocri.Il secondo problema sono gli zombie:ragazzi ma a qualcuno di voi viene più un brivido lungo la schiena quando vede gli zombie?qualcuno di voi è spaventato(da spettatore)da questi zombie?un telefilm di zombie dove gli zombie a stento hanno un ruolo.Un pretesto per parlare della natura umana senza più regole né speranze?andrebbe benissimo se il lato psicologico fosse costruito come si deve.Invece tutto è diventato una scusa per fare soldini.Mi fermo qui.p.s:è è possibile far partire una petizione per far morire al più presto Tyreese?vi prego,lo odio.Ogni volta che lo inquadrano mi viene la depressione e comincio a sbuffare,non si può vedere.Meg forever(ah,fate morire pure Glenn,non se la merita una figa così)

     
    • Davide scrive:

      ottima analisi, che condivido.
      sul fatto degli attori, sono del tuo stesso parere. a parte Meg (figa assurda! 😀 ), ma gestita malissimo. si salvano solo Rick, Michonne, Carl (notevole la sua evoluzione/crescita), Daryl & Carol.

       
  9. Namaste scrive:

    Stima e benevolenza per i due haters che hanno finora dato 1 all’episodio! Della serie “finché è un gioco, giochiamo!” :-)

    Per quegli spettatori, la maggior parte, che invece, come il sottoscritto, pur non essendo mai stati grandi estimatori della serie, hanno quantomeno provato a mantenere un minimo di obiettività “critica”, direi che voto personale e voto in recensione possono tranquillamente coincidere. Anche per me, l’episodio, non supera la sufficienza bassa.

    L’unica cosa positiva che, come Simona, mi sento anch’io di registrare, è il ritorno alla struttura “nel frattempo… in un altro posto…”. A meno di non avere a disposizione i personaggi di “Lost”, e nemmeno in quel caso, una serie corale, non può permettersi di abbandonare i l focus sui protagonisti (in questo caso, il gruppo di Rick) per 3 episodi, senza che, al loro ritorno, poi lo spettatore non si domandi “Minchia, ma ancora qui sono!?”…

    La puntate mono-tematiche di TWD, anche quando incentrate su personaggi che riscuotono il favore del pubblico (e dubito che Beth sia tra questi…), sono quelle che, da spettatore, odio di più, e che personalmente, in una serie corale come questa, io eviterei sempre. Spezzano solo il racconto e, quel che è peggio, servono solo agli autori per prendere tempo, soprattutto quando i “nel mentre” e i “da un’altra parte”, non sono poi così interessanti da dover essere mostrati. O qualcuno di noi è mai stato davvero in apprensione, durante l’episodio, per le sorti del gruppo di Abraham?… Una scena ridicola come poche ne ho viste in Tv. Un povero pirla che non vuole bere dalla bottiglietta e Maggie spietata procuratrice d’ombre che, un attimo dopo, gli punta una pistola! Ma che è? Gomorra? “Biv, ch’aggi capi’ se mi pozzo fidare di te?”… Solo una delle tante scene (avrei potuto citare quella usata per lo screenshot, con le iniziali dei sopravvissuti sui tappi, o ancora, quella del “povero” Cristo rimasto per ore in ginocchio) che vorrebbero, non lo so, trasudare tensione, costringere persino lo spettatore a provare empatia per le sorti di personaggi spesso anonimi, ma che invece, riescono solo a risultare, quasi sempre, comicamente involontarie. Da qui il successo delle comic-recensioni come quelle del Dr. Manatthan, senza nulla togliere naturalmente all’ottimo lavoro svolto dai recensori di Seriangolo che sì, rimane il miglior sito italiano sulle serie-tv della rete!

    È poi senz’altro vero che la stagione era iniziata in maniera insolitamente discreta, ma al “fusse che fusse #lavoltabuona”, personalmente, non ci ho mai creduto. Sapevamo tutti che quello sarebbe stato solo un fuoco di paglia, e per i motivi che ha già ottimamente spiegato Frank Underwood. AMC ha trovato la sua gallina dalle uova d’oro ed è quindi inutile aspettarsi che gli sceneggiatori si spremano le meningi per proporre qualcosa di meglio ad una sola puntata dal mid-season finale. TWD è, è sempre stato e sempre sarà un dannato flat circle… ma almeno si ride…

     
  10. SerialFiller scrive:

    Di gran lunga la peggiore puntata di stagione. Certe cose davvero assurde son successe…
    La scena finale…ma che roba è? ma stiamo scherzando? un piano iperelaborato per recuperare carol e beth e poi che fai ti metti a sparare agli uccellini insieme al nemico voltandogli le spalle e non legandolo neppure per abaglio ad un palo? roba brutta…davvero brutta..

     
  11. Dreamer88 scrive:

    C’ero quasi cascato, pensavo che, con le prime puntate di questa stagione, The Walking Dead avesse intrapreso una strada dal punto di vista qualitativo interessante ma sono bastati due episodi (questo e quello precedente) a riportarmi con i piedi per terra. Diciamocelo francamente (e qui concordo sia con Frank Underwood che con Namaste): fino a quando TWD farà i suoi bei 14 milioni di spettatori e 7 punti di rating di media (se volessimo fare un paragone, è come se uno show serale in prima visione trasmesso da Mediaset Premium facesse 4/5 milioni di ascoltatori, un’enormità) alla AMC interesserà ben poco la qualità dello show (a proposito, dato che il prossimo episodio sarà il mid-season finale, ci sarà un nuovo record di ascolti?).

     

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