American Horror Story – 4×10 Orphans

American Horror Story - 4x10 OrphansAmerican Horror Story ha avuto, come negli anni scorsi, un andamento un po’ troppo altalenante nel corso delle varie stagioni: come in questo caso, Freak Show era partito bene, andando a toccare corde interessanti e sviluppandole di conseguenza, fino a perdersi in scelte banali e scontate, che più che horror percorrevano la strada del mal costruito splatter. 

Con questo atipico mid-season finale – mancano 3 puntate, lo show riprenderà il 7 gennaio – AHS comincia malino ma si riprende sul finale, accedendo una fiammella di curiosità difficilmente pronosticabile.
L’episodio, come dicevamo, comincia seguendo la strada degli ultimi appuntamenti: una narrazione stantia, priva di brivido e di pathos, che segue binari anche un po’ confusionali. Non si riesce mai a concentrarsi su una storia – alcune volte anche interessante – di un personaggio che subito si vira verso un altro, raccontando spezzoni di vissuto che, onestamente, non appassionano nessuno.
Quest’anno neanche il personaggio interpretato da Jessica Lange riesce ad attirare su di sé l’interesse del pubblico, né tantomeno fa da catalizzatore di tutte le sottotrame della serie: Elsa Mars è stata sicuramente un personaggio particolare nelle prime puntate, ma ormai è quasi la caricatura di se stessa, che vive e racconta storie sempre uguali tra di loro, annoiando inevitabilmente chi guarda.

American Horror Story - 4x10 OrphansOrphans sembra quindi continuare (male) il trend delle scorse settimane, tra sbadigli e già visto, fino a che gli autori non decidono di dedicare l’episodio a un personaggio che peraltro conoscevamo già: quella Pepper che era una degli ospiti del manicomio di Asylum.
L’episodio comincia a prendere vita nel racconto di Elsa riguardo alla sua decisione di diventare una talent scout di freaks, soprattutto quando comincia a raccontare la storia di Pepper. Certo, anche in questo caso i dubbi non mancano: perché decidere di punto in bianco di riportarla da una sorella che non vede da 15 anni e non tenerla con sé all’accampamento, dove ha comunque ancora persone che le vogliono bene?
Se si esclude questa opinabile scelta di scrittura, la storia di Pepper e l’episodio di conseguenza diventano molto interessanti dal momento in cui la sorella decide di riprenderla con sé: certo, come al solito l’”orrore” che viene mostrato è molto spinto e qualche volta fuori luogo (il suggerimento che il marito della sorella sia in qualche modo attratto sessualmente da Pepper lascia un po’ basiti, anche se si parla di “mostri” tout court), ma in sostanza l’esperimento flashback/flashforward finalmente funziona.

American Horror Story - 4x10 OrphansLa scelta di ritornare in quell’Asylum che è anche simbolo della stagione più riuscita di AHS era quasi prevedibile, ma viene inserita in modo perfetto e lineare nell’economia del racconto: l’unica cosa che forse ci lascia dubbiosi è la scelta della tempistica, visto che passano 10 anni da quando Pepper viene accolta a quando la sorella e il marito decidono di incastrarla.
Le sequenze ambientate nel manicomio ci riportano quindi al 1962 e a quell’atmosfera da incubo che aveva contraddistinto la seconda stagione, forse l’unica veramente riuscita e che ci ha lasciato più di un brivido nel corso della sua messa in onda. È stato sicuramente un piacere rivedere anche quest’anno Lily Rabe nel ruolo di Sorella Mary Eunice – guarda caso uno dei personaggi migliori dell’intera serie –, ma soprattutto è stato costruito bene il cliffhanger, non troppo urlato ma di grande effetto: il colpo di scena di vedere sulla copertina di un Life del 1958 il volto di Elsa Mars, nuova star della tv, lascia sicuramente spazio alle più elucubrate speculazioni su cosa sia effettivamente successo in quegli anni.
American Horror Story - 4x10 OrphansFinalmente AHS ci lascia la voglia di scoprire qualcosa più che di subirlo passivamente: una serie tv, così come un racconto o una storia qualsiasi, ha sempre bisogno del “non detto”, di quel qualcosa che stuzzichi la curiosità di chi segue la storia e che lo invogli a continuare a viverla. Prima di questo episodio, la serie mancava di questo particolare fondamentale, puntando troppo sull’orrore visivo che, come sottolineato in precedenza, molte volte è stato anche esagerato e quasi fastidioso.

Con questa “Orphans” la serie di Murphy e Falchuk trova finalmente degli appigli interessanti, come per esempio la svolta che riguarda il Lobster Boy e le sue mani finite al Museo degli Orrori: American Horror Story: Freak Show trova forse una spinta per gli ultimi appuntamenti stagionali, lasciando un po’ di rammarico per il colpevole ritardo con cui si è deciso di smuovere le acque.

VOTO: 6+

 

Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale. Profilo FB: http://www.facebook.com/ste.porta?ref=tn_tnmn

1 Risposta

  1. mitch845 scrive:

    Molto interessante e ben riuscito l’aggancio con Asylum, anche se non ho ben capito perchè ad accogliere pepper c’è Eunice, non c’era Judith in carica inizialmente? Pepper mi sembra fosse già presente all’inizio di Asylum.

     

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