Le 10 migliori serie comedy e dramedy del 2014

Le 10 migliori serie comedy e dramedy del 2014

Dopo avervi mostrato quelli che per noi sono i 10 flop del 2014, è arrivato il turno delle migliori serie comedy e dramedy.
A differenza degli altri anni non vi presenteremo una Top 10, ma qualcosa di diverso: seguendo lo stesso criterio usato per i Seriangolo Awards 2014, abbiamo deciso anche per le nostre classifiche di dividere le tradizionali 10 migliori comedy in due top 5, comedy e dramedy.

Abbiamo deciso di utilizzare questa divisione per dare maggior spazio a quelle serie che nelle ultime stagioni si stanno configurando sempre di più come una terza via rispetto ai generi tradizionali, cioè quei “dramedy”a metà strada tra le comedy e i drama.

Ecco quindi le 5 comedy e 5 dramedy che più ci hanno colpito in questo 2014, mentre domani sarà la volta dei drama.

 

Comedy

5. Brooklyn Nine-Nine

Le 10 migliori serie comedy e dramedy del 2014

Fin dal suo esordio nell’autunno del 2013, Brooklyn Nine-Nine si è distinta subito come una della comedy più promettenti in ambito broadcast (guadagnandosi già un posto nella nostra Top 10 dello scorso anno). Nel 2014, la serie di Michael Schur e Daniel J. Goor non solo ha rispettato le aspettative, ma è riuscita anche ampiamente a superarle. Oltre ad una sceneggiatura frizzante e prolifera di gag spassose e originali, i punti di forza principali della serie sono certamente i suoi personaggi, ottimamente caratterizzati dal lato della scrittura, ciascuno con la propria impronta umoristica e il suo percorso di maturazione, ed il cast perfettamente amalgamato che li interpreta (probabilmente, in questo momento, tra i migliori della tv per alchimia). In questo anno appena trascorso abbiamo imparato a conoscere e ad amare la sgangherata squadra del distretto 99, e non vediamo l’ora di scoprire come proseguiranno le loro avventure il prossimo anno (sperando di ritrovarli qui, tra le migliori serie, anche nel 2015).

Joy Black


4. Episodes

Le 10 migliori serie comedy e dramedy del 2014

A metà tra Showtime e BBC, Episodes racconta un varco, una soglia, ovvero quel limite che c’è tra la produzione britannica e quella statunitense, quel processo di vasi comunicanti che tra le due sponde dell’Atlantico dà vita a scambi, influenze e prestiti. Lo fa da tre stagioni con la solita tagliente ironia in cui stereotipi culturali vengono messi alla berlina senza pietà. Arrivati al terzo anno, però, c’era la necessità di cambiare e gli autori hanno operato diverse modifiche: innanzitutto l’introduzione del personaggio di Castor, sostituto di Merc e caricatura del produttore new age isterico e perverso; l’altro, fondamentale, ingresso come nuovo personaggio è Eileen, produttrice hollywoodiana perfetta per restituire una delle immagini originarie della serie, ovvero quella critica al vetriolo dell’industria della serialità americana e in generale lo sberleffo delle scale di valori che governano Hollywood, i divi che vi appartengono e i soldi che la alimentano. Il vero motore però è la relazione tra Sean e Beverly e il salvataggio del loro matrimonio, messo in pericolo da una serie di fattori disturbanti che danno luogo a un vero e proprio teatro dell’assurdo.

Attilio Palmieri


3. Parks and Recreation

Le 10 migliori serie comedy e dramedy del 2014

Che cosa distingue Parks and Recreation da una qualsiasi altra comedy? Innanzitutto la sua istrionica protagonista Leslie, capace di catalizzare l’attenzione degli spettatori nonostante siano passati ben sei anni dal loro primo incontro; poi i personaggi, dal sempre monumentale Ron Swanson (in quest’annata impegnato nelle difficili vesti di padre) fino ai più comuni Ben e Andy, efficaci comprimari capaci di ritagliarsi il loro spazio nella serie (lo studio legale per Ben, la “dolce” metà April per il secondo). Nonostante possano sembrare ripetitive, e costituire così un punto di demerito per un’ottima stagione, le vicende continuano a colpire il cuore dello spettatore, rendendo la serie il prodotto fresco e vivace a cui siamo ben abituati. Dati i pochi difetti ‒ quasi comprensibili, considerando la longevità della serie ‒ il nostro giudizio non può che essere positivo: Parks and Recreation continua ad essere una serie estremamente godibile e capace di stupire, conservando intatta la sua caratteristica principale: la capacità di far sorridere lo spettatore, in ogni modo possibile.

Annalisa M.


2. Broad City

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La presenza di Amy Poehler nei panni di produttrice dovrebbe far suonare un campanello in tutti coloro che hanno intenzione di approcciarsi a Broad City, racconto spassoso e brillante delle vite fuori dagli schemi di due ragazze un po’ più che ventenni in una moderna e hipster New York dunhamiana. Nata online ed approdata poi in tv, Broad City è stata capace di mantenere tutta la spontaneità che solo il web può concedere, raccontando, senza paura di osare, una versione romanzata delle disavventure al limite del credibile delle due protagoniste dello show. Immersa in citazioni pop e situazioni bizzarre, questa comedy ironizza sull’universo dei giovani, sbattendo tutti i loro punti deboli in scena, che diventano i tratti distintivi di una generazione lontana da un passato in cui non si riconosce e con l’ambizione di appartenere ad un futuro che per definizione non esiste ancora. Vedendo le protagoniste Ilana ed Abbi, evoluzione del girl power anni ’90, andare in giro per Brooklyn e dintorni, capiamo quanto Broad City possa essere la trasposizione in immagini della Rapsodia in Blu e quanto sia efficace il caleidoscopio sociale raccontato dalle due autrici/attrici.

Davide Canti


1. You’re the Worst

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Il titolo di miglior comedy quest’anno va a You’re The Worst, la serie di Stephen Falk che ha debuttato su FX la scorsa estate. La serie narra le vicende di Jimmy e Gretchen, due trentenni di Los Angeles cinici e disillusi circa le relazioni sentimentali, e dei loro tentativi di instaurare un rapporto nonostante le loro convinzioni e le loro tendenze autodistruttive. Lontana anni luce dal tono buonista e sdolcinato delle commedie romantiche che hanno affollato i palinsesti in questo 2014, la serie ne prende infatti i topoi e li rilegge alla luce di un umorismo politicamente scorretto, che costituisce una vera boccata d’aria fresca per il genere. Falk è riuscito a gettare uno sguardo spietato e attuale su una generazione che non vuole (o non riesce) ad affrontare il passaggio all’età adulta, senza però tradire la natura comedy del prodotto, che si esprime in linguaggio sfacciato e sprezzante ma mai fuori luogo o gratuito. Esilarante e malinconica al tempo stesso, You’re The Worst è stata la rivelazione nel panorama comedy dell’anno, e per questo si aggiudica un meritatissimo primo posto.

Simona Maniello

 

Dramedy

5. Looking e Transparent (ex aequo)

Le 10 migliori serie comedy e dramedy del 2014Il 19 Gennaio scorso la HBO ha presentato al suo pubblico il primo episodio di una serie destinata ad imporsi come una delle novità più significative dell’intero anno televisivo. Looking è un viaggio nella quotidianità di tre ragazzi omosessuali di San Francisco, seguito ideale di Weekend, opera prima di Andrew Haigh ‒ che non a caso è il produttore esecutivo della serie, oltre ad essere l’autore della puntata migliore della stagione, Looking for the Future. Il creatore Michael Lannan impone alla narrazione un ritmo vivace e frizzante, non abbandonando mai una medietà che permette alle vicende narrate di aderire il più possibile alla realtà osservata e descritta; la serie è soprattutto una minuziosa indagine delle dinamiche che regolano le relazioni di coppia, dove emerge con forza la tensione che intercorre tra soggetto e ambiente, con le relative differenze culturali che influiscono sui rapporti umani tra i protagonisti.

Transparent, il primo show prodotto e distribuito da Amazon capace di imporsi all’attenzione di critica e pubblico, è uno splendido dramedy creato da Jill Soloway. La serie è tra le più raffinate e brillanti dell’ultimo anno, capace di rappresentare con grande trasporto emotivo la vita di una ricca famiglia di Los Angeles stravolta dalla decisione del padre settantenne di diventare un transgender. La ricerca della propria identità sessuale coinvolgerà tutti i membri della famiglia permettendo ad ogni personaggio di riflettere sulla propria condizione e confrontarsi con il proprio passato, tanto che un’intera puntata – la splendida “Best New Girl” – sarà ambientata interamente nel 1994. Il clima di incomunicabilità che permea l’intera stagione viene mitigato da bellissimi momenti di riconciliazione e accettazione reciproca. Impossibile non sottolineare le eccellenti prove attoriali di Jeffrey Tambor e Gaby Hoffmann, che donano ulteriore spessore a due personaggi già costruiti in maniera eccellente.

Davide Cinfrignini

4. Inside No. 9

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Che gli inglesi ci sappiano fare in televisione non è un mistero: sono moltissime le novità d’oltremanica che ogni anno popolano gli schermi con genialità inimitabile, e la nuova creatura di Reece Shearsmith e Steve Pemberton (The League of Gentlemen, Psychoville) riassume al meglio tale caratteristica. Inside No. 9 è una serie che trascende lo humor nero che la contraddistingue per esplorare diversi generi tipici del drama, tra cui, per esempio, il thriller psicologico, l’horror o la critica sociale più sfacciata: ciò avviene in 6 episodi accomunati solo dai due creatori (sempre presenti come attori) e dal numero civico dell’interno in cui si svolge la vicenda, ma il successo è costantemente assicurato. L’umorismo è sempre cattivo ed intelligente, la resa tecnica mai sottotono; alternando omaggi al cinema classico a soluzioni innovative, gli autori si reinventano di continuo, senza mai correre il rischio di offrire qualcosa di già visto. La forza di questa serie british, insomma, sta nella sua capacità di far ridere e di promettere, allo stesso tempo, che chiunque abbia il folle pensiero di gustarsela la notte può dimenticarsi cosa voglia dire fare dei sogni tranquilli ed indisturbati.

Pietro Franchi

3. Orange Is The New Black

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Un anno fa Orange Is The New Black era riuscita a portarsi a casa il primo posto nella nostra classifica delle 10 migliori comedy del 2013; in questo 2014, in cui abbiamo deciso di dare un segnale importante creando una classifica dramedy, la serie di casa Netflix raggiunge comunque un meritatissimo podio. Le vicende di Piper Chapman, da centrali che erano nella prima annata, hanno lasciato spazio maggiore alle storie delle altre donne, che si sono a loro volta evolute nel segno di un minore buonismo e di flashback meno tesi a giustificare qualunque azione. Le storie di carcerate come Morello e Rosa hanno avuto il pregio di farci entrare in empatia con donne per nulla innocenti, eppure non per questo meno degne della nostra attenzione. A personaggi interessanti nel loro essere profondamente villain (Vee) si contrappongono però ancora soggetti come Polly e Larry, che purtroppo costituiscono una delle zavorre di cui lo show non sembra in grado di liberarsi. Ad ogni modo, questa seconda annata guadagna un meritatissimo terzo posto e ci lascia con la speranza di una nuova stagione in grado di limare anche questi ultimi difetti.

Federica Barbera

2. Girls

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Girls è un prodotto che non manca di rinnovarsi anno dopo anno facendo della propria natura ibrida – da dramedy appunto – il suo centro focale, ricco di una carica vitale capace di aprire un proficuo dibattito tra ammiratori e detrattori. La creatura di Lena Dunham mette in scena un complicato harem di caratteri dispersi, rinchiusi in una rappresentazione del mondo per molti aspetti estremamente nichilista. L’universo narrativo creato dalla giovane e talentuosa autrice è grondante di illogicità, stranezze e impeti improvvisi tanto inspiegabili quanto inspiegabile è la vita con cui ci scontriamo ogni giorno. Ogni forma di empatia che si viene a generare si porta dietro il terrore di vedere riflessa sullo schermo quella parte di noi stessi che tendiamo a nascondere, e per questo il “fastidio”, misto a repulsione, è spesso inevitabile. Ma è proprio da ciò che Girls trae quella vitale carica propulsiva che nel corso delle annate si è andata definendo in maniera sempre più completa: in questa terza stagione si è passati dal centrale egocentrismo della protagonista ad una rappresentazione più corale che ha reso più completo il quadro espositivo, costruendo le basi per quella conclusiva nota di positiva spontaneità su cui, molto probabilmente, farà perno un nuovo e proficuo mutamento di direzione.

Francesca Gennuso

 

1. Louie

Le 10 migliori serie comedy e dramedy del 2014

La scorsa stagione ci aveva lasciati con dei concreti presagi: Louie stava cambiando. Non certamente in male. Non c’è dubbio che continuare sulla strada delle prime due stagioni e mezza (stand up + vita privata) sarebbe stato più semplice e sicuro, ma Louis C.K. ha voluto rischiare, far saltare il banco, e raccontare senza mezze misure il dramma della propria persona/personaggio, ridipingendo l’iconografia del comico triste e calandolo pienamente nella sua realtà. C’è l’incomunicabilità metaforizzata dal mutismo della donna amata, il conflitto tra ragione e sentimento tradotto nel confronto col medico e, soprattutto, l’approfondimento dell’analisi psicologica di un personaggio che abbiamo da sempre ritenuto complesso, pur non conoscendolo mai davvero. La stagione è costituita da archi narrativi interni, storie nella storia (soluzione narrativa decisamente sperimentale e innovativa), in cui spicca il doppio episodio “In the Woods” dove l’autore, proprio come Woody Allen in Io e Annie, ragiona sul suo presente a partire dal passato, riportando alla luce uno spaccato della sua adolescenza sepolto nel bosco della memoria.

Attilio Palmieri

17 Risposte

  1. Dreamer88 scrive:

    Una classifica abbastanza condivisibile, anche se fa strano non vedere nella classifica comedy Silicon Valley della HBO (una novità che io ho trovato piacevolissima). Però vorrei fare una domanda alla redazione (non è una domanda polemica, ci mancherebbe altro ma vorrei una risposta chiarificatrice): come mai, nella classifica dramedy, non c’è Shameless US?

     
    • Michele Minardi scrive:

      Ciao Dreamer, sia Silicon Valley che Shameless sono proprio la comedy e il dramedy che avrebbero occupato l’ipotetico sesto posto nelle rispettive classifiche. Non ce l’hanno fatta per poco 😉

       
      • Dreamer88 scrive:

        Grazie per la risposta, posso immaginare quanto sia stato difficile per voi fare questa classifica (che, ripeto, è davvero valida).

         
  2. SergioPizzorno scrive:

    E’ un delitto non vedere in classifica due serie come Silicon Valley e Shameless US.

     
  3. Teresa scrive:

    Per me è inaccettabile non vedere Shameless in una classifica dramedy, è una cosa che fa proprio male agli occhi. No dai, è l’esempio perfetto di cosa sia un dramedy, e ha avuto una stagione bellissima.
    Girls invece secondo me è fuffa hipster all’ennesima potenza (e quanto vorrei vedere i Gallagher perculare le sciacquine di Girls). Looking invece merita un posto anche solo per Looking for the future. Louie non si discute, si ama, e su questo concordo.
    Per le comedy, concordo su You’re the worst, mentre Broad city non mi dice nulla, anche perché l’hipsterismo ormai sta passando di moda.

     
    • Attilio Palmieri scrive:

      Cara Teresa, è bello vedere in te come in altri questa passione e questo coinvolgimento, ma inaccettabili sono altre cose. Non credo faccia male agli occhi non vederla, forse può fa male al cuore. Fa male anche al mio. Tuttavia qui ci siamo messi un limite di cinque serie e vista l’abbondanza di quest’anno Shameless è purtroppo capitata fuori. Seppur di poco. Anche le altre serie sono stati dei grandi dramedy e alla fine hanno portato all’esclusione di Shameless tra le prime sei. Capita nelle classifiche come nello sport (è inaccettabile che il Napoli non vinca il campionato se nella partita secca ha dimostrato di poter dominare chiunque, ma purtroppo anche quest’anno, probabilmente, non lo vincerà).
      Su Girls non sono d’accordo e se qualche volta hai letto le mie recensioni alla serie sai anche in che termini non sono d’accordo (come non sono d’accordo all’uso di hipster in modo dispregiativo, quantunque si possa non amare questo fenomeno culturale).
      Su Broad City si potrebbe fare un discorso a parte: per certi versi è tra le cose più innovative dell’anno, forse la comedy più sperimentale, il punto di contatto tra la web series e quella tradizionale, oltre che uno degli show più audaci di tutti.
      Ovviamente non c’è polemica in nessuna di queste mie risposte, anzi, c’è la voglia di confrontarsi perché il bello delle classifiche è proprio pensarla in maniera diversa.

       
  4. Marco scrive:

    Non capisco perché non ci sia TBBT, cioé, non che dico che dovrebbe assolutamente esserci in una top 5, ma solo il motivo per cui dite che le ultime stagioni non siano all’altezza.

     
    • Lorenzo scrive:

      Non hanno neanche (credo giustamente) messo himym fra le “dramedy”, che nonostante il pessimo finale, rimane nella storia delle comedy senza alcun dubbio. Quindi non poteva esserci neanche tbbt che ha fatto il suo tempo.

       
    • Michele Minardi scrive:

      @Marco: The Big Bang Theory purtroppo ha smesso di appassionarci quando ha iniziato a essere la brutta copia di se stesso e a non regalarci più i bei momenti comici delle prime tre stagioni. Era in lizza per i flop ma non ci è rientrato perchè ormai le aspettative verso la serie sono basse.

      @Lorenzo: beh HIMYM non è proprio una dramedy, in caso sarebbe stata tra le comedy :) Comunque complice quel finale che ha deluso buona parte della redazione e complice una stagione discreta ma non ottima, Himym non ce l’ha fatta a rientrare tra le prime 😉

       
  5. Lorenzo scrive:

    Sì himym in teoria è una comedy, però nelle ultime stagioni, in particolar modo dall’episodio “Bad News” in poi, è stata una via di mezzo, con varie parti più drama che comedy.
    Comunque sono d’accordo sul fatto di non metterla tra le top , è giusto dare spazio ad altre serie, ci mancherebbe altro. :)

     
    • Federica Barbera scrive:

      è vero che Himym da “Bad News” in poi ha preso una strada un po’ diversa dalla precedente, ma, come potremmo dire, dramedy si nasce e non si diventa =) Himym rimane a livello tecnico una comedy (e di quelle vecchio stampo, con le risate in sottofondo per intenderci) che ha coraggiosamente preso una strada un po’ diversa in cui ha alternato momenti più drammatici a una struttura che è comunque rimasta sempre profondamente comedy. Questo non la rende un dramedy alla Orange is the new black, ecco 😉

       
  6. Shadow Meister scrive:

    Che dire, io You’re the worst l’avevo visto quest’estate, l’avevo adorato e messo al primo posto delle mie nuove serie preferite…e nessuno ne parlava. Poi però Seriangolo ha dedicato alla serie un gran bell’articolo e la prima posizione in questa classifica, e io sono tornato felice xD. Scherzi a parte, sono contento che la serie abbia trovato spazio tra le grandi, anche perchè temevo che il pregiudizio su uno show del genere potesse essere alto (il politicamente scorretto, ma anche il modo sfacciatissimo in cui certe tematiche vengono affrontate): fortunatamente non è stato così, e devo dire che è bello vedere tante serie di qualità ottenere il riconoscimento che meritano. Ora (=appena possibile) iniziano i recuperoni: Inside no.9, Broad City e soprattutto Louie.

     
  7. alidiseta scrive:

    Delle comedy pure in classifica ho visto solo Episodes, un piccolo gioiellino che guardiamo in pochi credo, anche se la terza stagione finora è stata la più debole.
    Sto recuperando You’re The Worst grazie ai vostri consigli, ma non è ancora amore, vediamo più avanti.
    Seguo pochissime comedy, ma per quello che ho visto aggiungerei Manhattan Love Story e la prima stagione di About a Boy.

    Fronte Dramedy. Concordo con Looking e Transparent (che non mi ha convinta del tutto, ma il citato episodio Best New Girl è una delle cose più belle che abbia visto quest’anno). Orange is the New Black è stata forse LA rivelazione dell’anno scorso, ma ancora devo vedere la seconda stagione per cui non mi pronuncio; Girls non mi è piaciuto.
    Al primo posto in classifica metto sicuramente Shameless, con la stagione forse più convincente tra le quattro.
    PS: Ho moltissime aspettative su Mozart in the Jungle, il primo episodio mi è piaciuto tantissimo e non me lo aspettavo.

     
  8. Mattia scrive:

    Beh regà…

    dico solo due nomi: Scrotal Recall e Ground Floor. queste DEVONO ESSERCI ASSOLUTAMENTE

     
    • Pietro Franchi scrive:

      Ground Floor è una serie che fa il suo dovere e intrattiene bene nonostante il format assurdamente superato, ma è stata superata dalle altre comedy in classifica! A mio parere non offre nulla di particolarmente esaltante o innovativo, ed è per questo che non ce l’ha fatta ad entrare nella top 5. Poi sono il primo a seguirla con piacere ogni settimana, quello senza dubbio :)

       
  9. LukeFlower scrive:

    Mi dispiace enormemente non vedere Shameless u.s. risultare tra le prime 5 nella cat. dramedy.
    Non conosco le altre serie in questione eccetto Orange is the new black e di conseguenza non posso esprimermi in pieni termini, ma posso assicurarvi che la quarta stagione di Shameless è davvero un capolavoro sotto ogni punto di vista.

     

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