Scrotal Recall – Risate non protette

Scrotal Recall – Risate non protetteStanchi delle tormentate delusioni d’amore di The Affair? Avviliti dal rapporto asfissiante tra scienza e tossicodipendenza di The Knick? Increduli per l’imminente fine di Sons of Anarchy? È questo il momento di ridere, è questo il momento di vedere Scrotal Recall.

Da un po’ di tempo a questa parte si sta facendo strada un concetto di commedia tutto nuovo, che contrasta fortemente col modello classico che vede in Friends uno dei suoi punti apicali e che va a cercare nelle ibridazioni (di generi, linguaggi e orizzonti culturali) la sua ragion d’essere. Ovviamente Channel 4 non poteva che percorrere anche questa strada, cioè, come sempre, quella della differenziazione dai modelli e dai formati classici, e offrire una (nuova) propria lettura.

Scrotal Recall – Risate non protetteInnanzitutto il formato: solo sei episodi per una comedy sono qualcosa di quasi unico (specie rispetto alla diluizioni statunitensi), un numero che a dire il vero, in questo caso, sarebbe anche potuto essere superiore. Al centro del racconto ci sono tre personaggi ricorrenti, Dylan, Luke e Evie (Antonia Thomas, Alisha in Misfits): il primo è il protagonista, colui da cui parte e si evolve l’intero racconto; gli altri due fanno da spalla, senza che questo voglia in alcun modo essere dispregiativo, anzi. Dylan, ragazzo biondo di Glasgow, riceve la notizia di aver contratto la clamidia e si sente in dovere di mettere al corrente le sue ex fidanzate e le ragazze con cui ha avuto rapporti sessuali in passato. Luke e Evie sono i suoi migliori amici: il primo è una specie di generatore di situazioni comiche e un instancabile ninfomane; la seconda il punto di congiunzione tra gli altri, buddy numero due di Luke e qualcosa di decisamente più ambiguo per Dylan. I tre cominciano una serie di avventure che, molto prima di andare nel presente, vanno a ispezionare il passato percorrendo i nomi delle ragazze in ordine alfabetico, dando però come risultato il racconto, seppur a spizzichi e bocconi, del rapporto d’amicizia che lega i tre.

Scrotal Recall – Risate non protetteCercando un paragone un po’ forzato, è possibile accostare la serie a How I Met Your Mother. Non si parla ovviamente di qualità della scrittura né della regia, che in questo caso sono decisamente migliori, quanto piuttosto di una struttura che vive di un meccanismo, di un format replicabile all’infinito e che in questo caso a differenza di HIMYM (e sappiamo in cosa si può incorrere) è stato interrotto dopo sei episodi. La gestione del materiale non è però così dissimile: si parte nel presente per raccontare una vicenda del passato, allo stesso tempo particolarmente divertente e tanto emblematica da parlare al presente e chiudere il cerchio. Naturalmente il passato è lo spazio della memoria e allo stesso tempo della fantasia, ragion per cui è anche il segmento narrativo in cui le gag comiche sono più eccessive, dove le esasperazioni narrative (mai in alcun modo forzate e sempre divertenti) sono giustificate dal meccanismo del racconto nel racconto. Il presente costituisce una sorta di contraltare, specie nella parte finale dell’episodio, vera e propria sintesi discorsiva dei minuti precedenti, dedicata soprattutto alla caratterizzazione dei tre personaggi principali e alla definizione delle loro reciproche relazioni.

Scrotal Recall – Risate non protetteLa forza di Scrotal Recall è quella di riuscire ad essere, sulla strada di altre serie come ad esempio Girls (seppur in una declinazione decisamente più comedy), il punto di congiunzione tra la serialità televisiva e il cinema indipendente, mettendo in scena un tipo di umanità (una generazione, si direbbe) e un contesto culturale che si sposano perfettamente con la cultura indie contemporanea. All’interno di questo spettro si muove un prodotto capace di differenziarsi sia nella messa in scena – con interni sempre molto dettagliati e tante riprese in esterni, cosa atipica per questo genere televisivo – sia nel linguaggio – grazie a personaggi che non hanno alcun problema a parlare di qualsiasi questione anche con riferimenti diretti. A proposito di quest’ultimo punto, è sin da subito evidente il target di pubblico a cui si rivolge la serie, specie se si considera la quantità di riferimenti sessuali della serie spesso al centro di situazioni esilaranti (da non perdere l’episodio che ruota attorno al “dutch mudflaps”).

Scrotal Recall è una single-camera comedy di grande qualità, che si presenta come uno dei prodotti più divertenti e ben fatti dell’autunno e che di conseguenza ci sentiamo di consigliare caldamente.

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

8 Risposte

  1. Vulneraria scrive:

    Mi hai convinto. Domani dovrò farmi scendere la scimmia per la fine di SoA. Scatterà il recuperone di questa.

     
  2. MarKeno scrive:

    L’ho guardata tutta d’un fiato. Episodio dopo episodio mi ha saputo convincere, ma il problema è che appena cominci ad “entrarci” davvero dentro… finisce. Al che mi chiedo: perché solo sei episodi? La solita serialità ridotta made in UK? Ma soprattutto: ne faranno una seconda stagione? No perché mi sono (con poca sorpresa) innamorato clamorosamente di Evie, che mi piaceva un sacco già dai tempi di Mistfits, ma qui è veramente deliziosa.

     
  3. sasà scrive:

    Grazie per avermi fatto recuperare questa serie. Ne è valsa davvero la pena. Spero in una seconda stagione :-)

     
  4. Ambrosia scrive:

    Carino, sorprendentemente tenero e carino, anche se penalizzato da un titolo che fa presagire una sit-com dello spessore di Scemo e più scemo…
    Nulla di eccezionale, anche perchè mi sembra la pallida copia di HIMYM: Dylan un novello Ted (anche se più carino) costantemente alla ricerca dell’amore, Luke un Barney meno spassoso e Evie una sorta di Robin tra i due. Ripeto, niente di nuovo sotto il sole, però godibile.

     
  5. Alessio scrive:

    Mi è piaciuta, si lascia guardare volentieri e in effetti finisce troppo presto, però…
    ma quale “paragone forzato”, è praticamente un rip off di How I Met Your Mother: non tanto per il meccanismo del flashback, ma perché come qualcuno ha già detto, è proprio un fatto di personaggi, praticamente sono la combriccola di HIMYM trapiantata in Inghilterra: abbiamo il protagonista incasinato, la amica con cui ha la meccanica si ammucchieranno/non si ammucchieranno che porta avanti la storia, e soprattutto Luke è sputato Barney meno giacca e tormentoni: comicità, dongiovannismo, gusto della sfida ma alla fine è un sentimentale. Pure Angus e la moglie che lo bulla hanno dei corrispettivi americani, che non mi ricordo come si chiamano. Insomma, è scopiazzata, scopiazzata molto bene, ma comunque scopiazzata. Consigliata per i nostalgici di Ted Mosby & co.

     
    • terst scrive:

      Beh, diciamo che è un “format” ben precedente a HIMYM, il cui capostipite penso possa essere considerato Friends (da cui sinceramente HIMYM copia molto più di quanto Scrotal Recall copi da HIMYM), di cui esistono tanti altri esempi, più o meno riusciti.

       

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