Sons of Anarchy – 7×12 Red Rose

Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseAmore, famiglia, fedeltà, vendette, piani, ritorsioni, tradimenti, regole, leggi, imperativi morali. Sons of Anarchy è stato moltissime cose, ma soprattutto l’unione costante di tutti questi elementi, che nel loro avvicendarsi ci hanno dato spesso l’illusione che i personaggi avessero davvero delle scelte davanti a loro.

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“Red Rose”, giunta ad un passo dalla fine, rappresenta la summa di tutte queste tematiche: sorprendentemente, però, l’effetto di questa convergenza è opposto a quanto accaduto in passato. Se ci sono stati momenti in cui l’amore per la famiglia, il senso di unione insito nel club, gli alleati e i nemici hanno cambiato le carte (apparentemente immutabili) in tavola, questo episodio fa convergere ogni personaggio e ogni evento verso una fine predestinata e in quanto tale accettata; perché le leggi che governano i rapporti tra tutte le persone sono più forti di quelle scritte, persino di quel “you don’t ride – you don’t vote” che tante volte abbiamo visto in queste stagioni. In questa logica, il tradimento vale più del legame di sangue, la fiducia più della propria vita.
Lo sapeva Tara, la quale, una volta trovata da Jax nel parco, dava per scontato che quanto da lei compiuto l’avrebbe condotta alla morte, chiedendo solo la cortesia di farlo lontano dai figli – una sorta di ultima richiesta: come gli ultimi passi tra i fiori, come un’ultima fetta di torta. Ma sono lontani persino quei giorni, che pure sono a livello diegetico molto vicini: ora non c’è scampo per nessuno, ogni personaggio coinvolto ne è conscio ed è proprio con questa consapevolezza che ciascuno di loro affronta il proprio ineluttabile destino.

È per questo, in fondo, che nonostante si sia arrivati alla penultima puntata, non si fermano le vicende legate alle gang: criticate in questa stagione per la loro maggior presenza e anche perché spesso difficili da comprendere, risultano invece fondamentali per acuire quel senso di chiusura, di destino beffardo che si piega su se stesso in milioni di modi diversi solo per condurre alla stessa distruzione, solo per creare nuovi problemi per risolvere i quali serviranno azioni che causeranno altri ostacoli da superare – e altre morti, e altre parole date, e altri cappi che stringono intorno alla gola.
Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseUneasy lies the head that wears a crown”, diceva Shakespeare nell’Henry IV, e Jax questo lo sa bene: la bugia sui cinesi è nata da sua madre, ma la responsabilità di ciò che è stato messo in moto ricade su chi la corona la indossa ogni giorno; una corona osservata da giovane, desiderata, rifiutata e poi accettata per necessità, per destino – non per scelta. Ecco che quindi appare fondamentale la presenza, e fino alla fine, delle complicate storyline delle gang, dalle quali Jax fatica a tirarsi fuori perfino nel momento peggiore della sua vita, quando deve confrontarsi con il fatto che sua madre abbia ucciso la donna amata, l’unica che avrebbe potuto portarlo a compiere davvero una scelta desiderata e voluta.
Quattro personaggi in questa puntata hanno a che fare con la morte: Juice, Unser e Gemma la trovano qui, tutti insieme, in modi diversi eppure strettamente connessi; ma c’è anche Jax, che in maniera duplice si trova a dover affrontare la sua, che pare ormai inevitabile, e quella di una donna, che è stata la madre ma soprattutto sua madre.

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Juice – Just let me finish my pie.

Posto come anello di congiunzione tra le alleanze del club e la vicenda Gemma-Tara, Juice vede in questa puntata – ma sarebbe meglio dire nell’intera stagione – la conclusione di un percorso che non sempre ha reso giustizia a questo personaggio, spesso debole (a livello caratteriale e narrativo), plasmabile e ricattabile dagli altri, ma soprattutto profondamente vulnerabile ed insicuro. Più di tutti Juice è quello che ha pagato il prezzo di ogni sua azione, anche di quelle indotte (la morte di Darvany) che lo hanno portato, come in un effetto domino, ad impilare una serie di azioni sempre più sbagliate fino al riscatto finale, alla scelta di sacrificarsi per l’unica famiglia che abbia mai avuto. Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseSarebbe morto comunque, Juice, questo lo ha sempre saputo, ed è con questa consapevolezza che ha affrontato l’idea di essere usato dal club, pestato, devastato, stuprato: come una sorta di espiazione vivente, un memento per ricordare che il tradimento ha un prezzo e che la pena sarà pagata per sempre, Juice ha vissuto ognuna di queste pene con un atteggiamento rassegnato, domato, consapevole delle leggi che regolano chi vive come figlio dell’anarchia.
Theo Rossi, spesso sottovalutato impropriamente per un lavoro che invece è stato meticoloso proprio perché di sottrazione, ha conferito al personaggio di Juice una sorta di accettazione serena del suo ruolo, delle sue colpe e delle sue pene. La decisione, nonostante tutto, di essere fedele al club anche con la propria morte completa alla perfezione il percorso di un ragazzo che negli anni, e nella serie, è passato da bambino del gruppo a co-autore di un atto spregevole, compiuto per le scelte sbagliate che lo hanno condotto a non averne più nemmeno una.

Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseÈ una morte accettata, non subita; offerta, non fuggita. E questo Tully lo riconosce, concedendogli di finire la sua torta come fosse il desiderio di un bambino – quel bambino che un tempo, lo sappiamo, Juice è stato, come quando i suoi fratelli lo abbandonarono con un pannolone in mezzo alla strada perché aveva scambiato pastiglie per dormire per speed.
In una delle scene più belle della puntata, Juice si alza lentamente, quasi in un naturale slow motion, mentre tutto intorno va sempre più veloce nella rissa che serve a coprire l’atto che sta per compiersi; e la lentezza nell’alzarsi è anche di Tully, che rispetta profondamente il momento, prima di fare “quello che si deve fare”.

You went out good, sweetheart.

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Unser – This is all I got left.

Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseLa gestione di Wayne non è mai parsa il fiore all’occhiello della stagione: la sua incapacità di vedere la realtà, pur essendo quello con più indizi in mano, ha raggiunto un livello incredibile.
In-credibile, nel senso stretto del termine: Unser è stato pur sempre uomo di legge, che si è rivelato utile in più di un’occasione e non certo per essere un completo cretino. E forse sta qui la chiave di lettura del suo personaggio, che fino all’ultimo dichiara “voglio scoprire come è morta Tara e voglio capire dov’è finita Gemma e perché” con un candore impressionante, troppo assurdo per essere vero. Wayne non ha capito, ma non perché non ne avesse le capacità, bensì perché non ha mai voluto farlo; avrebbe dovuto, sin da quando Gemma si è presentata da lui in lacrime esattamente la sera della morte di Tara. Ma non ha voluto, ha ignorato qualunque indizio come per mettere a tacere un cattivo pensiero, perché anche lui conosce le regole che governano i tradimenti, e le vendette che ne conseguono; sapeva che Gemma sarebbe morta, e lui senza di lei non è niente, non ha nessuno. Inconsciamente sapeva, ma ha avuto bisogno di qualcuno che glielo dicesse a chiare lettere – e forse questo spiega la reazione molto contenuta davanti a Jax, anche questa incredibile visti i presupposti.

Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseAl di là delle facili ironie sull’amore cieco, con quella frase (“non posso farlo [andarmene, ndr], è tutto quello che ho”) Unser firma la sua condanna a morte e lo fa, anche lui, consapevolmente; sa che Jax gli ha dato una possibilità e che non gliene darà un’altra, perché le regole dicono così e gli ostacoli vanno eliminati.
Wayne è un uomo trasformato dal club, e lo sa bene. “Look where we are, Jax. What we’ve all become”, una frase che fa il paio con le domande di una donna, Tara, che da quelle leggi è stata piegata seppure mai fino in fondo: “Look what you did to me. Oh, God. What’s happening to me? What happened to me?”. Domande che lasciavano spazio al dubbio, alla salvezza, forse; non per Wayne, che voleva proteggere quella donna e di cui invece ha causato la morte; non per lui e nemmeno per Jax, ormai uomini condannati dalle stesse leggi a cui si sono piegati – il primo a morire per mano del secondo, l’altro a uccidere la propria madre.

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Gemma – It’s who we are, sweetheart.

Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseIn un mondo che detiene delle leggi così incrollabili (terribili, sì, ma monolitiche), la certezza, benché letale, può essere migliore di qualsiasi dubbio. Questo sembra dirci la caratterizzazione di Gemma, che, nel momento in cui la verità emerge, cambia completamente atteggiamento rispetto al resto della stagione. L’abbiamo vista per intere puntate vivere sul filo del rasoio, in preda al terrore e al senso di colpa, con lo sguardo di chi sa che da un momento all’altro potrebbe crollare tutto; da quando invece Jax ha scoperto ogni cosa, è comparsa sin da subito una strana rassegnazione mista a rasserenamento. Non c’è solo il crollo dell’omicida, riscontrabile in diverse storie, anche reali, di crimini familiari: nell’universo di Sons of Anarchy si aggiungono quelle leggi, non scritte e ciononostante così reali, che non guardano in faccia nessuno – nemmeno una madre.
Una volta che la verità emerge, Gemma sa quale sarà la sua fine e non c’è spazio per alcuna alternativa, perché il sistema di valori in cui è cresciuta come donna non prevede altra soluzione; come se un potere superiore (la Legge, appunto), un dio onnipotente e tragicamente inteso, decidesse per loro e di fatto per l’umanità intera, senza dare scampo ad una decisione che sia espressione di un volere individuale. La condanna è inevitabile, in quella filosofia di pensiero: non c’è perfidia di Gemma nello spingere il figlio ad ammazzarla, men che meno vittoria, semplicemente perché “questo è quello che siamo”, e non esiste altro – non per loro, almeno.

Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseÈ inevitabile la morte, Gemma lo sa. E come gli altri va incontro alla sua fine con piena consapevolezza e rispetto delle regole: non c’è spazio per essere salvata, nemmeno dall’estremo tentativo di Wayne di fingere di aver chiamato la polizia – No, he didn’t.
C’è spazio per una confessione, che ha però il sapore amaro di mera constatazione: è la dichiarazione del villain, che solo davanti ad un padre affetto da Alzheimer può dichiarare a se stessa – e a noi, come un vero attore shakespeariano – come il male sia entrato nella sua vita quasi strisciando, per poi diventare parte integrante di sé, inscindibile, immutabile, ineluttabile.
E ineluttabile è la sua fine, in un disegno ritenuto già talmente inevitabile che c’è spazio anche per la normalità: le foto, una riflessione familiare (e la richiesta del manoscritto di JT), un momento madre-figlio, dei leggeri sorrisi, una richiesta accolta senza il minimo dubbio. Gemma chiede, e ottiene, di morire nel giardino: lei, “the one who loved the flowers”, quella dolce bambina ricordata dal padre e che forse pochi anni dopo già non c’era più, come ci dice il riferimento al tema sul secondo emendamento – il diritto a possedere armi.

Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseGemma è una donna che ha fatto di quelle regole la sua casa e che in quella casa ha cresciuto il figlio: non c’è via di scampo, le alternative non esistono, la sua è la sola visione del mondo contemplata. Suo figlio deve ucciderla, e in quel suo sostenerlo c’è il suo ultimo – devastante, sbagliato, terribile – atto coerente con la vita che ha vissuto.
È un’umanità allo sfascio quella che Sutter dipinge in questo episodio, con personaggi che accettano la propria morte e soprattutto la propria condizione esistenziale in nome di regole scritte poi da nessuno, ma incamerate e incarnate come fossero naturalmente umane, nel senso più ancestrale del termine.

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Jax – It’s been a privilege to wear this president’s flash. I’m sorry I couldn’t live up to it.

C’era chi avrebbe potuto salvarsi; chi avrebbe potuto cambiare le sorti del club – e dell’umanità secondo Sutter – dal tetto di una palazzina di Charming. La tragedia che si è consumata davanti a noi non è stata tanto nel mostrare un’umanità perduta, quanto una sua possibilità di riscatto, in cui chiunque di noi ha creduto anche solo per un istante, osservata giusto per il tempo di vederla poi affondare, sempre più in basso, fino alla presa di coscienza finale del fallimento.
Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseJax, il ragazzo di belle speranze con la camminata un po’ scimmiesca, coi jeans larghi e le scarpe bianche: quelle stesse scarpe (sempre portate, nonostante non sia più un ragazzino) che vediamo nella prima inquadratura di “Red Rose” e che rivedremo sporche del sangue di Gemma a fine puntata. La strada di Jax era già segnata prima di oggi, ma è l’omicidio della madre a chiudere per sempre e in modo definitivo il percorso di questo uomo, che sì, ha provato a cambiare, e che con Tara avrebbe avuto una possibilità di redenzione. Ma questo male, queste leggi, sono state più forti: Tara ne è stata quasi completamente schiacciata e per queste è morta, vittima di una furia che ha visto nella cieca (e erronea) vendetta di Gemma la sua origine; Jax le ha subite, quindi incorporate, infine accettate come unica visione delle cose. È per questo che si presenta alla riunione dei Pres e confessa tutto, senza edulcorare la realtà, senza dipingerla per quello che non è, e ben conscio di quale sarà/potrà essere il suo destino; per questo, nonostante ancora ami sua madre, come dichiarato a Nero alla fine di “Suits of Woe”, raggiunge Gemma e fa quello che deve fare.
Esegue.
È condannato a farlo, e quel piede destro che, zoppicando, annuncia prima del tempo la scarpa su cui finirà il sangue non fa altro che sottolineare l’inevitabile; o forse, chissà, è un richiamo alla tragedia greca (che insieme a quella shakespeariana ha dato le basi a questa serie), al complesso edipico (Edipo, in greco piede gonfio) che ha da sempre caratterizzato i due veri protagonisti della serie.

Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseMa Jax è soprattutto un moderno Amleto, che già era personaggio moderno per i suoi tempi: il principe del dubbio, come viene ricordato, che non agisce subito contro lo zio perché la vendetta potrebbe essere suggerita da una fonte non attendibile e forse demoniaca – il fantasma del padre.
Jax è l’uomo che più volte ha messo in dubbio le leggi del club, e che per l’ultima volta di nuovo dubita, quando, nonostante la strada percorsa e la lucidità con cui interagisce con la madre, punta la pistola e poi la abbassa – in lacrime, perché sì, forse, come il fantasma del padre di Amleto, anche queste leggi potrebbero essere false e demoniache.
C’è chi ha creduto nella salvezza, come Tara, e chi non vede via di scampo, come Gemma. Ma Tara non è più accanto a Jax, e a guidare l’uomo nell’omicidio di sua madre – This isn’t about saving Gemma. It’s about saving Jax, dichiara Nero – è solo Gemma, che con il suo vuoto di alternative condanna il figlio alla pena eterna.
Una volta tornato a casa, a Jax non rimane altro che l’affetto dell’unica persona, Wendy, che può regalargli un momento di felicità prima che il suo destino si compia.

Sons of Anarchy - 7x12 Red RoseLe regole che abbiamo imparato a conoscere in questi anni hanno portato tre personaggi alla morte: colui che ha tradito, colei che ha ucciso, colui che ha ostacolato. Altre leggi impongono l’arrivo di Mr. Mayhem, e aver ammazzato Jury è ciò che potrebbe condannare Jax, colui che ha fallito nel cercare di cambiare le cose. Al di là di quale sarà la conclusione della serie, Sutter ci ha regalato uno spaccato su una parte del mondo che non può e non vuole cambiare; una visione tragica, che in questa puntata raggiunge la sua massima espressione. Non c’è perfezione, perché Sutter non lo è e soprattutto non vuole esserlo: c’è solo la desolata constatazione che per alcuni di noi non c’è salvezza. 

 

Voto: 9

Note e domande:

– Riappare la Homeless Lady, che sappiamo essere il fantasma della madre di Brooke, morta nell’incidente in cui perse la vita JT. Quali possono essere le motivazioni e le interpretazioni a riguardo?
– A completare la lista di guest star della stagione, arriva Michael Chiklis nei panni di Milo. Two broken hearts on the road to tomatoes.
– Jax chiede ai Pres di cambiare una regola e non ci viene fatto sentire quale: quale potrebbe essere?
– Durante il dialogo tra Gemma e Jax, subito dopo la frase “Stay close to him”, si sentono due rumori ben distinti che sembrano essere quelli di una porta che si apre e si chiude, o anche quelli del braccio automatico del giradischi, dato che in quell’esatto momento finisce la musica. Quale delle due versioni vi convince di più? Nel caso in cui si tratti della porta, potrebbe essere Chucky?

Discuss.

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

10 Risposte

  1. La Redazione scrive:

    Commenti dall’Angolo delle Discussioni sull’episodio:
    seriangolo forum

     
  2. Teresa scrive:

    che cosa posso dire? qua come commento ci vorrebbe un papiro (che non scriverò, don’t worry). Mi limiterò a buttare giù pensieri sconclusionati:
    so bene tutto quello che ha fatto Gemma, era ovvio che sarebbe morta, ma la sua morte mi ha devastata lo stesso. Tanti anni fa, mi sono innamorata di questa serie a causa sua, di questa crazy bitch che in fondo è rimasta sempre daddy’s little girl, di questa donna dal fascino letale, feroce e fragile al tempo stesso. Il fascino che lei ha esercitato sugli uomini della sua vita ha colpito anche me, che non ho neanche tendenze lesbo. Gemma è stata un personaggio straordinario, e quando un personaggio come lei incontra la sua fine, pur se meritata, io ci resto di m…
    Qualcuno ha criticato la freddezza delle scene tra lei e Jax, invece secondo me sono state perfette. A partire dalla calma raggelante che è scesa su Gemma fin da quando la verità è venuta fuori, passando per l’addio al padre, fino a quell’ultima scena col figlio. Non c’era più nulla da dire, quindi i dialoghi sono stati essenziali. La posizione era perfetta: lei che guarda i fiori, e lui che non può spararle guardandola negli occhi, e noi che così vediamo il volto di entrambi. Sono state proprio quell’apparente freddezza, quell’essenzialità, a darmi un senso di disperazione profondo. Di fronte a una cosa enorme come l’omicidio della propria madre, questa per me è la migliore rappresentazione possibile.
    e Katey Sagal… quanto la amo. Il duetto con Michael Chiklis l’ho trovato straordinario. Quanto li vorrei vedere insieme in una serie, farebbero faville.
    Un altro pensiero lo voglio rivolgere al carcere di Charming, dove sono avvenute le cose più orribili di una serie che comunque non ci ha risparmiato nulla. Il martirio di Otto, la morte di Opie, e adesso il martirio di Juice. A Charming il Male è dappertutto, abbiamo visto che non risparmia neanche i bambini, ma in carcere è come concentrato nella sua essenza, il carcere di Charming è l’Inferno.
    avrei da dire sulla serie in toto per pagine pagine, ma vi risparmio.
    per quanto riguarda le domande alla fine dell’articolo:
    a me sembra che la barbona, o Lady Anarchia, compaia sempre prima di una morte importante. E’ apparsa anche nell’episodio della morte di Tara. Ma in generale, per me è un presagio di sventura, il fantasma dell’ideale dell’anarchia che è stato tradito.
    La regola che Jax chiede di cambiare forse riguarda i suoi figli, il fatto che lui vuole che siano liberi per sempre dal club e dalle sue regole.
    A Chucky ho pensato anch’io. Ha detto troppe volte, riguardo Gemma: “I love her”. Forse ha seguito Unser, e ha assistito al duplice omicidio? sarà lui a uccidere Jax? O Jax morirà esattamente come il padre, schiantandosi con la sua moto, volontariamente?

     
  3. Charlotte90 scrive:

    Come ho scritto nei commenti sull’episodio, qui si è fatta la Storia.
    Non tanto perché viene uccisa Gemma, il villain della vita di Jax, ma perché le leggi non scritte di questo gruppo di persone prevedono che un figlio uccida la propria madre, con il benestare di lei, perché è così che deve andare.
    La discesa negli Inferi di Jax è conclusa. Sebbene neanche prima si potesse tornare indietro, dopo tutte le morti e le sofferenze, ora si è giunti al punto di non ritorno per eccellenza. L’uccidere la propria madre segna definitivamente il crollo dell’uomo, del padre e del figlio dietro la patch perché alla fine dei giochi è questo che conta davvero: il club – la famiglia che Jax si è scelto.

    LE MORTI
    Unser: l’uomo di legge si è spesso scontrato nel corso delle stagioni con l’uomo corrotto e innamorato; Il tentativo vano di far ragionare Jax, l’inutilità di ricevere il benestare di Gemma per chiamare la polizia (entrato in casa, da bravo poliziotto e conoscendo la donna è la prima cosa che dovresti fare), e il difendere la stessa donna portano a una sola conclusione, inevitabile: la morte.
    è stata una morte abbastanza annunciata, non ci sono ostacoli che tengano ormai eppure mi ha colpita più delle altre due. Perché in fondo, non se lo meritava proprio! :)
    Juice: se ne è andato con stile il ragazzo, non c’è che dire. Sono completamente d’accordo – virgole comprese – con la recensione;
    Su Gemma tutto è stato tranne che la disperazione. Il momento è stato intenso, non c’è che dire – ma ciò per cui veramente ero in pena era l’animo del figlio, la persona distrutta; un dialogo agghiacciante a mio parere tra i due, per il “formalismo” con cui si è svolto. La constatazione che accadrà l’omicidio, perché deve accadere, perché le leggi questo impongono e perché è giusto così.
    Un applauso a Gemma però lo devo fare: è riuscita a infastidirmi persino pochi momenti prima di morire con la questione del secondo emendamento.
    Eri destinata a questa vita, quindi vuol dire che grandi rimpianti non ne hai, pur aspettando che tuo figlio venga ad ucciderti perché hai massacrato con una brutalità disumana tua nuora. Beh signori e signore qui secondo me è il fallimento vero dell’essere umano. Riconoscere lo sbaglio ma in qualche modo giustificarlo con la predestinazione. Almeno così l’ho vissuto io, ed è un punto sul quale vorrei davvero intavolare una discussione.

    Risposta alle domande: NON SONO SPOILER MA SOLO CONGETTURE
    – Homeless Lady: capita spesso prima di una morte o un avvenimento importante che riguarda il passato e JT. Forse anche Jax la vedrà salito sulla moto mentre si schianta sul muro dove si è suicidato il suo vecchio.
    – Regola da cambiare: di primo impatto ho pensato al discorso dei neri che non possono ricevere la patch; Juice ha cominciato a dare i VERI problemi al club quando si è scoperta l’identità del padre biologico; potrebbe esser quello o una cosa riguardante i figli. Altre idee non ne ho a riguardo.
    – Rumori: Anche fosse stato Chucky e non il giradischi (cosa più plausibile) questo vorrebbe dire solo l’ennesima morte di una persona vicina al club. Quindi continuo a sperare che non sia stata la porta a sbattere, sebbene nella mente di Sutter tutto è possibile.

     
    • Francesca Anelli scrive:

      Sul punto Gemma: lei ha sempre detto di aver fatto tanti sbagli ma che nonostante tutto era sempre stata una buona madre. E questo non per giustificarsi, ma perché lo credeva davvero. Lei credeva davvero che uccidere Tara fosse la cosa giusta, e si è rivelata sbagliata solo per una coincidenza. Non ha mai visto l’atrocità di quel gesto perché subiva ed alimentava allo stesso tempo un sistema di valori visto come immutabile ed ineluttabile. Non ha mai voluto l’allontanamento di Jax e Tara da Charming pur sapendo che il figlio e i nipoti erano in pericolo costante perché così doveva andare. Sa che ucciderla rappresenta la dannazione eterna per Jax ma lo invita comunque a premere il grilletto perché, ancora una volta, non riesce a immaginare una soluzione diversa, una vita diversa. Per questo è il personaggio più tragico e terribile di tutti. Non giustifica le sue azioni con la predestinazione, semplicemente constata come non ci sia alternativa alcuna. Cosa falsa per noi, ma per lei più vera che mai.

       
  4. Federica Barbera scrive:

    @Teresa: giustissima la tua riflessione sul carcere. Avrei voluto dire molto su tutti i personaggi passati di lì, ma come avrete notato la recensione era già abbastanza lunga XD e non c’era spazio per aggiungere altro. Però è vero, è un mondo ancor più desolante di quello che sta fuori

    @Charlotte & Francesca: Questione Gemma. Io non credo affatto che lei giustifichi la sua vita con una specie di predestinazione, io la questione del tema l’ho letta invece come una riflessione amara sul fatto che all’epoca fosse già impostata così, propensa a quel tipo di riflessioni e di vita. Non vedo in Gemma un tentativo di autogiustificarsi, anzi. Prende atto di un male che è entrato in lei e sì, sembra che ci voglia dire che non ha potuto fare niente per opporsi, ma non ho riscontrato vittimismo o tentativo di cercarsi alibi. Solo constatazione.

    Al contempo, però, non condivido il pensiero di Francesca sul fatto che lei non abbia mai visto l’atrocità del suo gesto contro Tara. L’ha visto eccome, per l’unica volta in tutta la sua vita, e questo secondo me ci ha voluto raccontare il suo crollo in più di metà di questa stagione. Anche questa esigenza di parlare col fantasma di Tara ne è rappresentativa, ne parlava se non erro la stessa Sagal in un’intervista. Se dopo tutte le nefandezze che ha fatto, è questa e solo questa ad averla portata a perdere il senno, non è stato solo per paura di essere scoperta. L’atrocità del gesto per me l’ha riconosciuta eccome, dopodiché tutto il discorso che fai dopo sul fatto che comunque veda il tutto chiuso in un sistema di valori immutabile etc etc lo condivido dall’inizio alla fine.

     
    • Francesca Anelli scrive:

      Hai ragione su Gemma e Tara, mi sono spiegata male io. Intendevo dire che per me il gesto di uccidere la nuora ANCHE SE avesse effettivamente tradito Jax rimaneva comunque terribile, specie in un contesto come quello che, apparentemente, non lasciava alcuna scelta alla povera Tara. Per Gemma il suo omicidio, così come lei lo aveva pensato, era giustificato e si è rivelato un errore per colpa di un equivoco. Ma se Tara avesse davvero tradito Jax, così come era effettivamente intenzionata a fare per proteggere giustamente i propri figli e se stessa, ucciderla non sarebbe stato un errore ma un gesto perfettamente integrato nel sistema di valori e regole che ha segnato la sua vita. Non che poi non ci sarebbe stata male, così come Jax soffrirà per aver ucciso lei, ma doveva per l’appunto succedere. Il suo crollo si sarebbe verificato comunque?Non lo sapremo mai, certo è che il suo coinvolgimento nella morte tanto di JT che di Clay, inserito sempre in quel sistema di valori lì, ha portato a reazioni diverse. Certo, con Tara il rapporto era differente, perché lei si è trovata invischiata in qualcosa di distante da lei, ma alla fine si può negare che, almeno per un po’, non sia stata anche lei una perfetta old lady?

       
      • Federica Barbera scrive:

        Quell'”anche se” mi fa molto riflettere perché mentre lo leggevo mi è venuto in mente quando Clay voleva uccidere Tara e Gemma si è messa in mezzo per impedirglielo, nonostante le famose lettere fossero anche relative al suo ruolo nell’omicidio di JT. Cosa giustifica quindi due reazioni così diverse dalla stessa persona? Se il sistema di valori è il medesimo, cosa è accaduto di diverso?

        Io credo che ci siano state diverse concause, di cui non ultimo (ma ovviamente non giustifica il suo atto) che fosse fattissima. Ma, cosa ancora più importante, quello che c’è stato di diverso è stato proprio il comportamento di Tara, che dopo il finto aborto ha messo in chiaro come fosse diventata persino più scaltra di lei, che era la bugiarda e manipolatrice per eccellenza. E questo ha fatto scattare in Gemma quel qualcosa che prima di allora, con la vicenda Clay, non c’era stato.

        Per questo credo che, oltre al sistema di valori, sia intervenuto qualcosa in più che le ha fatto perdere la testa davanti alla notizia (errata) di Unser. Insomma, più che una giustificazione secondo i suoi valori, come appunto la sua morte per mano di jax, io l’omicidio di Tara l’ho visto molto più figlio dell’impulsività e della pancia, non della testa.

         
        • Ci ho pensato anch’io alla vicenda di Clay, ma lì c’era una differenza: lei aveva parlato con Tara e sapeva che non avrebbe detto nulla. In più c’era ancora un’ulteriore differenza: Gemma non ha ucciso Tara per “prevenire” qualcosa ma per pura vendetta. “Hai tradito mio figlio”? Devi morire. Punto. Ucciderla non serviva formalmente a nulla, visto che il danno era stato fatto, ma solo a vendicarsi. Sicuramente ci sono tante aggravanti (era fatta, era incazzata per la sfida), ma sono certa che non le avrebbe fatto nulla se non una volta verificatosi il “tradimento”.

           
  5. SerialFiller scrive:

    Bellissima recensione.
    Come gia detto nei commenti a caldo questa è una puntata da10, cosi come vale 10 il trittico 10-11-12 di questa ultima stagione, in attesa di un season finale dal quale non so davvero cosa attendermi.
    Jax Villain della serie e di se stesso e quel diavolo di Sutter è riuscito a farci credere per una novantina di puntate che Jax fosse il salvatore del club ed eroe del pubblico.
    Su Juice si potrebbe scrivere un articolo a parte. Tanto sottovalutato Theo Rossi quanto terribile e devastante la parabola di quel ragazzo abbandonato sul ciglio della strada con ciuccio e pannolone nella prima stagione.
    Unica nota di demerito a questa stagione secondo me l’impalpabilità di personaggi come Chibs, Rat e Hap con il solo Tig a farsi leggermente spazio grazie al suo Walton Goggins…
    Per il resto queste puntate finali fanno riconsiderare al rialzo anche le tanto criticate prime puntate.
    Questa puntata è stata pura magia secondo me.

     
  6. Lady A. scrive:

    Gemma è, insieme a Clay, il mio personaggio preferito in SoA, so che è una manipolatrice egoista, ha ucciso Tara in modo brutale, ma è il carattere più difficile, bello e terribile dell’intero show. Lei è l’anarchia, è La madre, sono tutti suoi figli, la regina di un regno che si è creata, moglie del re e madre dell’erede, nonchè madre per tutti i cavalieri del suo regno.
    Bellissima la scena nel giardino, con loro due inquadrati in mezzo alle rose. Gemma, e SoA, sono la tragedia shakespeariana più pura, sono il fallimento dell’essere umano, la madre spinge il figlio alla condanna eterna, perchè Jax non può tornare indietro adesso, non dopo aver ucciso sua madre,aver spezzato il legame materno, quello più profondo che ci sia tra due esseri umani.

     

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