The Affair – 1×10 10

The Affair - 1x10 10Questo decimo e ultimo capitolo della prima stagione di The Affair conclude in modo strano e per certi versi inaspettato una storia che, rispetto a come era stata inaugurata, si è rivelata essere qualcosa di diverso.

Sembra quindi scontato dover capire se le aspettative iniziate con il pilot, e in parte tradite con il susseguirsi delle puntate, diano al concetto di “diverso” un’accezione negativa o positiva; invece qui, davanti a questa conclusione, è la cosa meno importante in assoluto. A voler fare un bilancio finale e semplicemente sommatorio, è chiaro che The Affair si conferma come una delle migliori novità dell’inverno ma, allo stesso tempo, non nei termini che aveva inizialmente tratteggiato. Non c’è da decidere quindi se la deriva finale sia stata in meglio o in peggio, ma è più produttivo capire dove ha davvero brillato e dove invece avrebbe ancora qualcosa da dire.

The Affair - 1x10 10La prima ed innegabile attrazione che lo spettatore ha provato nei confronti della storia tra Noah ed Alison è stata data dall’enorme ambiguità costruita sulle dinamiche del racconto dimezzato, spezzato. L’elemento fondamentale attorno a cui si è costruito tutto è sempre stato la non totale complementarità delle loro visioni, la sovrapposizione imperfetta di due sguardi simili perché coinvolti nello stesso evento o momento, ma vissuti in forme ed intensità diverse. Il gioco di prospettive è riuscito così a mettere a nudo come due identità così lontane per estrazione sociale, passato e soprattutto presente, si siano incontrate in un giorno qualunque per essere poi travolte da un’attrazione reciproca che partiva da motivi sostanzialmente opposti. Il giorno in cui Noah arriva come ogni estate negli Hamptons, ed entra al Lobster Roll con la sua enorme famiglia, vede Alison e la osserva come un uomo qualunque guarderebbe una donna molto giovane e molto attraente; dall’altro lato, invece, Alison guarda Noah per il padre che è, immerso nelle richieste e nei capricci dei suoi figli. Non per nulla, nei ricordi di Noah è lui ad essere l’eroe della giornata aiutando la sua piccola Stacey a non soffocare, mentre Alison ricorda se stessa correre in soccorso della più piccola dei Solloway. Esattamente da qui è partito il resto del racconto. E questo preciso momento ha segnato anche il nostro rapporto con i due protagonisti, che coerentemente sono cresciuti nel corso delle puntate sulla falsa riga di questo loro vissuto: il “degenero” para-adolescenziale di Noah e la ricerca di una stabilità interiore per Alison.

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In apertura di ciascuna parte, ci vengono mostrati i quattro mesi di allontanamento tra Noah ed Alison, ma anche tra Noah ed Helen, e tra Alison e Cole: i minuti iniziali sono completamente focalizzati sui modi diametralmente antitetici con cui i due protagonisti affrontano le necessarie separazioni. Il volontario isolamento di Alison che va a cercare la lentezza di un ritiro spirituale con Athena è il prosieguo e il compimento perfetto di un personaggio che si è sviluppato per tutto il tempo interiormente, che, mentre viveva l’intensità fisica con Noah, cercava disperatamente (e con successo, a questo punto) di ritrovare se stessa. Anzi, il suo è stato più un percorso di vera e propria riconciliazione non solo con il gravissimo lutto di Gabriel, ma con Gabriel stesso: l’accettazione sì della sua morte, ma anche e soprattutto della straordinarietà e dell’unicità della sua esperienza. Alison oltre ad essere madre, era anche infermiera, perciò il suo errore è stato doppio, sia materno che professionale: è questa doppia convivenza ad averla ancor più distrutta. L’enorme disequilibrio interno e la progressione verso la guarigione, fatta di tanti momenti anche romanticamente illusori, è la parte che è stata meglio descritta, facendo diventare Alison la part più intensa, dignitosamente struggente e senza ombra di patetismo, di ciascun episodio.

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Noah, invece, ha avuto e vissuto la parabola discendente e contraria: dalla perfezione della sua condizione di padre e marito apparentemente soddisfatto, si è scontrato con i suoi desideri più endemici, liberati ovviamente dall’incontro con Alison. Entrambi sono stati una sorta di chiave di volta reciproca, la spinta ultima e necessaria per rigettare finalmente ed egoisticamente lo sguardo solo su di sé, per potersi ripensare da capo e in modo quasi totalmente inedito. La differenza sostanziale è che la perfezione iniziale di Noah, decantata su più fronti anche per il rapporto solido e infrangibile con Helen, si è ribaltata in una boriosa forma di ambizione: non semplicemente la voglia di dar vita e sostanza alle proprie capacità artistiche, ma la convinzione di essere in debito nei confronti della vita. Tra i movimenti di Alison per riprendere il controllo completo della propria esistenza e la voglia propulsiva di Noah di accaparrarsi il più possibile da ogni situazione (come la sospensione disciplinare che diventa il tempo per finire il suo romanzo), c’è un abisso di intensità e tristezza, che solo Alison sperimenta fino in fondo, guadagnando una nuova maturità. Nonostante le simpatie/empatie più o meno giustificate per uno dei due protagonisti – e magari volontariamente cercate dagli autori stessi –, quello che conta è che ogni singolo momento, riflesso sempre su due superfici, si sia mosso per arrivare ad un livello di complementarietà più sistemico e panoramico, invece che solo interno alle loro storie.

The Affair - 1x10 10Infatti, anche la parte finale, che determina e chiarisce la scelta di Noah ed Alison di stare insieme, torna mostrata in due modi davvero molto differenti. I due momenti servono a mettere in rilievo e a sintetizzare in poco tempo anche le posizioni dei due coniugi abbandonati (i personaggi più trascurati di questa serie), e raccontano ad un altro livello le dinamiche più propriamente interne a ciascuna coppia/famiglia. Da un lato Noah ci parla del dubbio lacerante e sofferto fino all’ultimo secondo tra Alison ed Helen, tra una nuova vita e la sua grande e stabile famiglia, il tutto mentre Cole gli punta una pistola contro per proteggere soprattutto Scotty; dall’altro, Alison vede invece lo scontro tra la rabbia di Cole e la paura di Noah, e la scelta di quest’ultimo fatta subito, di pancia, spontaneamente verso di lei e non verso la sua famiglia. Di nuovo: The Affair non è riducibile ad una semplice questione di “a chi credere?” o “chi racconta la verità?”, ma è il racconto sulla manipolazione della verità che fa una mente intorno al proprio vissuto e intorno al come, nonostante ciò, si possa arrivare alla più pura comunione di due anime.

Se la serie si fosse limitata alla narrazione, all’architettura pura della narrazione nei modi e negli approfondimenti a cui in alcuni momenti è arrivata, forse ne avrebbe guadagnato, poiché la parte meno interessante, pretestuosa e incoerente con il resto è invece quella più vicina ad un intreccio classico, cioè il caso investigativo. Pur apprezzabile nella scelta di concentrare solo in quest’ultima puntata dettagli in più sull’omicidio di Scotty e sui modi ambigui (ovviamente) del detective Jeffries, il tutto risulta comunque troppo povero e forzato per essere davvero in organico con il resto; ad oggi è un finto perno narrativo che appesantisce notevolmente una struttura altrimenti molto più agile e interessante. Meglio interpretare quindi questa parte come la nuova zona oscura da chiarire (e rimandare a giudizio) nella prossima stagione.

Il bilancio finale è quindi positivo per la nuova serie di casa Showtime: la curiosità che rimane, e ci obbliga a vedere la prossima stagione, si alimenta anche nello scoprire come verrà gestita la peculiarità narrativa che ha intrigato al primo sguardo e e come potrà convivere con una svolta che si preannuncia decisamente più procedurale.

Voto episodio: 7+
Voto stagione: 8

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

2 Risposte

  1. Maria Rita scrive:

    L’indagine sulla morte di Scotty E’ il perno narrativo.
    I punti di vista di Alison e di Noah che vengono interrogati separatamente infatti sono diversi, non in modo clamoroso ma ci sono delle differenze e alla fine il Detective Jeffries arresta Noah, avrà fatto la scelta giusta? La scopriremo solo vivendo., ma tuesto è il problema.

     
  2. ale scrive:

    vorrei segnalare che sulla serie 1 di The affair appena terminata su Sky, hanno invertito la puntata n 9 della seconda serie con la n. 9 della prima, anticipando in modo allucinante quello che accadrà (edit SPOILER) ma come è possibile una cosa del genere? come hanno fatto a rovinare a tutti quelli che l’hanno visto tutto il plot della seconda serie? e sopratutto a chi posso scrivere per denunciare questo errore madornale?

    Il commento è stato modificato dalla Redazione per spoiler, essendo questa la recensione del finale della prima stagione.

     

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