American Horror Story – stagione 4 episodi 11-13

American Horror Story – stagione 4 episodi 11-13Siamo giunti finalmente alla conclusione della più piatta e stanca stagione di American Horror Story, che, se solo fosse possibile, ci lascia con un velo di nostalgia per le improbabili streghe di Coven.

Fare di peggio era difficile, ma la maledizione Murphy ‒ così verrà riconosciuta da ora in poi ‒ colpisce ancora, producendo un Freak Show pessimo e nettamente al di sotto delle precedenti stagioni, così come era successo a Glee ed ancora prima a Nip/Tuck (entrambe firmate dallo stesso showrunner) dopo alcuni anni di messa in onda. Quello che è evidente è una creatività che diventa sempre più povera con il passare delle stagioni, invece di essere la base solida su cui sviluppare tutto il racconto. Una costruzione antologica avrebbe potuto salvarci da un pericolo del genere, dando la possibilità di innovare anno dopo anno, ma la trama quasi inesistente di questo ciclo ha dato il colpo di grazia segnando la morte artistica della serie.

American Horror Story – stagione 4 episodi 11-13È proprio la trama ad essere in vetta alla classifica dei problemi che non hanno permesso a Freak Show di raggiungere la sufficienza: troppi cambi di direzioni, antagonisti, personaggi e storyline, così tanti da non poterli sviluppare tutti come avrebbero meritato. L’entrata di Neil Patrick Harris a tre puntate dal finale ne è l’emblema, risultando solo come una strizzatina d’occhio ad un certo pubblico, una mossa sorniona che nulla aveva a che fare con il lato artistico di American Horror Story. La sua partecipazione non ha arricchito la serie, riuscendo, se possibile, a togliere quel minimo di coerenza costruita in undici puntate.

Proprio la mancanza di coerenza ha reso Freak Show una serie di cui ci siamo già dimenticati, nonostante siano passati pochi giorni dalla messa in onda del finale. Non solo rispetto all’anima horror che lo show dovrebbe avere, ma anche al microcosmo della quarta stagione, non si sente alcuna continuità tra le puntate, e certo non basta qualche uccisione per rendere una serie horror o un previously on per fare da collante tra un episodio e il successivo.

American Horror Story – stagione 4 episodi 11-13La messa in scena dell’horror merita un discorso a parte: se nella prima stagione era la casa ad essere violata (e quindi la famiglia e l’intimità per assonanza) e nella seconda la mente umana (non a caso era ambientata in un manicomio), in Freak Show si è preferito parlare di qualcosa di meno metaforico, sottolineando quanto gli uomini siano tutti freak, al di là di qualsiasi distinzione fisica, mentale o sociale. Anche la parte horror è stata meno figurata rispetto al passato, prendendo quasi esclusivamente la forma dell’omicidio. L’esperienza della morte come momento catartico e purificatore viene però inibita dalla poca attenzione riservata alle uccisioni, che si inseguono senza essere valorizzate sia narrativamente che esteticamente. La mattanza del finale, che vorrebbe essere un’imitazione sbiadita e inefficace delle stragi di tipo scolastico alla Gus Van Sant, ricorda molto un altro tentativo simile di Murphy in Glee, anch’esso poco coinvolgente. La mancanza di pathos e della crudeltà estrema che accompagna il gesto finisce per renderlo inutile narrativamente ed emozionalmente, e quindi evitabile.

American Horror Story – stagione 4 episodi 11-13Freak Show prova anche a muovere una critica alla televisione, portando la protagonista Elsa Mars dal tendone allo studio televisivo e facendola diventare una star di Hollywood. Dal palco del circo a quello del piccolo schermo il passo è breve, come è (troppo) breve la chisura della storyline circense e veloce il salto temporale agli anni ’60. Elsa, che sembra aver trovato la serenità on stage ‒ assolutamente fittizia, ma almeno presente ‒ è sempre la stessa dietro le quinte, quella che continua a tiranneggiare il marito e tutti gli assistenti che lavorano per lei come faceva anni prima; una frase detta dalla donna rende fin troppo palese il collegamento: “I never perform on Halloween“, citazione più che esplicita dell’episodio di Halloween. Questa critica, che punterebbe ad accomunare i freak del circo con malformazioni fisiche e mentali alle personalità televisive amate dal pubblico, se sulla carta è vincente, nella pratica risulta indebolita dalla natura stessa di American Horror Story, che da progetto ambizioso ed artistico si è trasformato in una macchina mangiasoldi in rapido esaurimento.

American Horror Story – stagione 4 episodi 11-13Gli spettatori infatti, così come hanno accolto calorosamente la premiere della stagione, ne hanno snobbato il finale, riuscendo a diminuire di 4 milioni. Le prospettive per il futuro non sono delle più rosee: oltre al fatto che Ryan Murphy è già al lavoro su altre due serie originali (e quindi dovrà dividere ulteriormente il tempo da dedicare a AHS), Jessica Lange ha dichiarato che questa è stata l’ultima stagione a cui avrebbe partecipato, facendo perdere allo show la sua punta di diamante, la quale, seppur in ruoli non sempre alla sua altezza, ha saputo darci un buon motivo per portare a compimento la visione di ogni stagione della serie. Il tema del quinto ciclo è ancora sconosciuto, ma è sicuro che non basterà una buona idea originale a riportare in auge American Horror Story, se non sorretta da una trama, dei personaggi e degli interpreti eccellenti.

Voto episodi: 4
Voto stagione: 4 e mezzo

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

2 Risposte

  1. Simona Maniello scrive:

    Sono totalmente d’accordo con te, questa stagione è stata una completa delusione. La puntata dedicata a Pepper mi aveva fatto sperare in un miglioramento per il finale e invece e invece gli ultimi episodi sono riusciti a peggiorare ulteriormente la situazione: comportamenti totalmente illogici e incoerenti, buchi nella trama, uccisioni random e chi più ne ha più ne metta. Titolo di Flop dell’anno meritatissimo.

     
  2. Greta scrive:

    Io Invece sono rimasta soddisfatta. Inizialmente, anche io ho avuto da lamentarmi sulla trama, ritenendola noiosa, ma, dopo la sesta puntata, ho cominciato ad apprezzarla sempre più. Ovviamente non ha nulla a che vedere con le prime due stagioni, molto ben strutturate, interessanti, che ti lasciavano ogni secondo con il fiato sospeso, ma devo ammettere che questa ha superato Coven, almeno per me. Ammetto che questa stagione l’ho trovata più chiara in certi aspetti rispetto a Murder House in cui, nelle due ultime puntate, non ci avevo capito un’accidente! E (l’ho riguardata altre due o tre volte). La preferita però, rimmarrà sempre Asylum, eppure anche Freak Show, aldilà di tutte le mie aspettative, mi ha lasciato un sorriso di gioia e divertimento, cosa che né la prima né la terza stagione hanno fatto.

     

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