Girls – 4×01 Iowa

Girls – 4x01 IowaDopo un’entusiasmante campagna promozionale a cui è seguita però una deludente edizione dei Golden Globe, in cui Lena Dunham e la sua creatura non hanno vinto nulla, torna sugli schermi la serie che ha rivoluzionato l’immaginario femminile degli ultimi anni.

Eccole lì, finalmente tutte insieme, le ragazze del titolo, e non da sole. Un episodio d’apertura che avrebbe potuto concentrarsi, come già fatto in passato, sulla messa in quadro di ciascuna delle protagoniste e che invece sceglie di presentarcele per buona parte del minutaggio totale tutte insieme, come una grande unica inquadratura sulle millennials plasmate dall’autrice. L’episodio, scritto da Lena Dunham e dal suo mentore Judd Apatow, si occupa di ricollocare le protagoniste lì dove le ha lasciate, ovvero in quella dimensione collettiva, neanche tanto velatamente simbolica, generazionale.

The plan is that there is no plan, and that works for me, as a plan.

Girls – 4x01 IowaL’episodio non può che cominciare con Hannah, così come è finito l’ultimo della scorsa stagione. Il brindisi con i genitori denota, almeno superficialmente, un rapporto con questi ultimi leggermente più pacificato rispetto al passato, constatando così una parte di quel passaggio all’età adulta che la protagonista sta compiendo. Sembra strano a oltre venticinque anni, ma è proprio questo uno dei fattori distintivi della generazione dipinta dall’autrice: la maturità arriva con cospicuo ritardo rispetto alle ventenni del passato. Oggi più che mai però, fortunatamente, Hannah è felice, è serena, e anche le sue follie sono limitate da un equilibrio che raramente le abbiamo riconosciuto. Certo, non mancano tutta una serie di manie che ormai fanno parte del personaggio e che non si distaccano troppo dalla biografia della sua autrice, come dimostra la sequenza dello specchio del bagno; ciononostante appaiono lontanissimi gli eccessi di isterismo e di egocentrismo del passato. Purtroppo è solo la quiete prima della tempesta o, detto in altri termini, un idillio destinato a essere spezzato: la passeggiata per Manhattan mano nella mano con Adam (sottolineata da un preciso commento musicale dalla Dunham, regista dell’episodio) è l’ultimo passo di quest’incanto, al termine del quale, come ricorda il titolo della puntata, Hannah partirà per l’Iowa e tutto sarà diverso.

What do Judy Garland and Lady Gaga have in common?

Girls – 4x01 IowaCome le altre anche Marnie è presentata da sola, o meglio senza le sue amiche, in un momento di intimità con Desi, musicista con il quale si esibisce. È solo un frammento, un istante, prima di essere catapultata come nel crogiolo generazionale, nel gruppo in cui far emergere il proprio profilo, la propria evoluzione. Il suo tratteggio ha la qualità di essere splendidamente ingannevole, di presentarcela per una volta capace di godere realmente, in modo passivo, e al contempo alludendo a una serenità sentimentale con Desi. Poco dopo quest’idea viene completamente ribaltata, lasciando a Marnie solo il ruolo di amante. Potrebbe sembrare una fregatura, un ripiego, ma l’altra faccia della medaglia è che questo triangolo le piace non poco, in quanto la rende buona e cattiva al contempo, carnefice e vittima, una condizione salvifica per una donna come lei, da sempre alle prese con il suo lato oscuro e i suoi sensi di colpa. L’abbraccio con Hannah nel finale, come la canzone che le dedica prima di essere interrotta da una banda di maleducati, non ha nulla di davvero reale, ma non rappresenta neanche più quell’ipocrisia di una volta. C’è qualcosa di vero nei loro sguardi, qualcosa di meno adolescenziale, qualcosa che le richiama a essere forti e ad affrontare di petto il mondo che hanno davanti, come ricorda a Marnie Elijah, anche lui prontamente reintrodotto.

Welcome to the world. Congratulations.

Girls – 4x01 IowaA proposito di adolescenza e di eterne bambine, proprio Shosh, uno dei personaggi più maltrattati durante la scorsa annata, vede in quest’inizio di stagione un passaggio fondamentale della propria vita e bisogna rendere merito a Lena Dunham e alla sua squadra per aver fatto rinascere (almeno per ora) un personaggio che si stava ingolfando. In questi casi la cosa migliore è fare tabula rasa, almeno sotto certi punti di vista, ed è proprio quello che accada a Shosh, la quale intravede nel momento della sua laurea anche il punto in cui smettere di lasciarsi andare e provare a mettere le cose a posto. Nuovo taglio di capelli e nuova vita per la giovane donna, che nel finale mette in atto il suo cambiamento partendo proprio dalla cosa più difficile – soprattutto per lei – ovvero quelle scuse all’ex Ray, che rimandano agli inaccettabili comportamenti della scorsa stagione. Molto sono i punti interrogativi da questo punto di vista, ma questo non può che essere considerato un ottimo primo passo che pone le basi per l’evoluzione successiva del personaggio.

If you want to be alone, be alone. No one’s gonna be angry about that.

Girls – 4x01 IowaCome da manuale anche Jessa viene presentata sola per poi essere inserita in gruppo. La sua è un’entrata che la accompagna materialmente e metaforicamente attraverso una porta dalla quale non potrà più tornare indietro: passare la soglia di casa significa infatti anche venire a conoscenza della fine del rapporto con Beadie, l’artista sotto la cui ala era riuscita per un attimo a trovar pace. Una separazione dolorosa, non priva però di momenti comici, come nel dialogo con l’esuberante figlia, interpretata alla perfezione da Natasha Lyonne, nota per il ruolo di Nicky Nichols in Orange Is the New Black. È quest’eterna mancanza di affetto che affligge da sempre Jessa e che non riesce a farla crescere veramente, quella stessa paura dell’abbandono che la porta a fare un’esagerata scenata alla sua miglior amica Hannah, colpevole di lasciarla a seguito di un’occasione lavorativa irripetibile.

Dopo tre stagioni di grande intensità non è facile riuscire a proporre qualcosa di nuovo, specie se l’oggetto del racconto sono sempre le stesse ragazze, così vicine all’autrice e a molte spettatrici contemporanee. Girls sembra poter riuscirci ancora, cominciando nel migliore dei modi la quarta annata e ricordandoci nuovamente di essere una serie che come poche altre è capace di sistematizzare il concetto di dramedy e utilizzarne il pattern per offrire un ricco ritratto generazionale.

Voto: 8

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

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