Person of Interest – 4×12 Control-Alt-Delete

Person of Interest - 4x12 Control-Alt-DeleteNon finisce più di mutare e sperimentare la serie di Jonathan Nolan, che, invece di raccogliere i frutti del capolavoro di “If-Then-Else”, rilancia, rischia e va ad arricchire ancor di più una trilogia di episodi a suo modo storica.

Dopo aver visto gli eventi dal punto di vista dei nostri protagonisti (“The Cold War“) e della Machine (“If-Then-Else“), Person of Interest cambia nuovamente punto di vista in questo episodio, presentandoci quello del Team-Relevant, e ovviamente rimettendo in gioco uno dei personaggi chiave della scorsa stagione: Control.

– What’s our source material on these backpack bombs?
– That Samaritan is never wrong.

Person of Interest - 4x12 Control-Alt-Delete“Control-Alt-Delete” è la metafora di un mondo che sta per essere resettato, un mondo che non ha più controllo su nulla (la società, la finanza, il governo), che brama informazioni su informazioni per fare luce sul caos che lo caratterizza, senza accorgersi che proprio sulla manipolazione di esse si basa ormai la politica del nostro tempo. L’episodio è esattamente un piccolo excursus in un mondo che vive nell’assolutismo della certezza dei dati che ricava, senza accorgersi invece del relativismo che li caratterizza, della possibilità di essere fraintesi, di essere soggiogati da chi, quelle informazioni e quei dati, sa usarli meglio per i propri scopi.

853 threats to national security are dead because of us.

Person of Interest - 4x12 Control-Alt-DeleteL’episodio è dunque un ulteriore passo verso un universo dominato da intelligenze artificiali e che si sta sempre di più spersonalizzando; l’immagine di un mondo occidentale dominato da paura, paranoia e insicurezza, che annaspa nel mare di informazioni che ricava dal mondo esterno, necessitando di schemi inoppugnabili (buono/cattivo, innocente/terrorista) per dare ordine a ciò che non riesce più a padroneggiare. È il gioco di scacchi citato da Harold ciò in cui il mondo si è trasformato. E lo vediamo nella sequenza finale dalla facilità con cui dai propri schermi Control ordina un bombardamento o l’uccisione di sospettati terroristi: come se fosse quasi un gioco, come se la tecnologia avesse ormai messo un filtro al fattore umano, rendendo il nostro sguardo al mondo esterno frutto solo di calcoli e ragionamenti basici che non possono essere messi in dubbio. “Do you consider the possibility that you’ve been lied to?” “No.

This is not how we do things, Miss Groves.

Person of Interest - 4x12 Control-Alt-DeleteIn un quadro del genere, fa quasi tenerezza il piccolo baluardo di umanità che si appella ai suoi valori (anche quelli più oscuri, come l’odio) per tentare di sopravvivere. Se era Reese quello caduto nel baratro nella precedente trilogia a causa della morte della Carter, è ora Root a dover venire a patti col proprio dolore per la perdita di Shaw, un dolore che la riporta ai fasti dell’epoca in cui era ancora una sadica psicopatica. Di nuovo, però, ci pensa Finch a tenere a bada i propri agenti, un Finch sempre più figura paterna, nonché forse l’unico a riuscire a rimanere lucido di fronte agli eventi, non essendo caratterizzato da una cieca fiducia in un Dio o Machine che dir si voglia. È lui l’uomo giusto in grado di guidare la piccola ribellione di un’umanità che rivendica il proprio diritto di libertà dal controllo artificiale. Il suo confronto, vinto a mani basse, con Control è quello tra chi ha veramente aperto gli occhi e chi invece preferisce tenerli chiusi, perché è più comodo vivere così, perché troppo difficile è accettare il relativismo quando sulle spalle hai i cadaveri di 853 persone.

You foolish woman. You don’t understand. You’re not in control of anything. You’re just a clean-up crew. You’re the janitor.

Person of Interest - 4x12 Control-Alt-DeleteControl è del resto l’incarnazione dell’anima patriottica più fanatica del mondo occidentale, che si fa judge and executioner in nome di ideali vuoti come libertà e democrazia, di cui si fa garante, ma di cui pretende di avere (appunto) il controllo. Control è anche l’incarnazione della cecità e ottusità con cui spesso si guarda a questi ideali, l’incapacità di vedere oltre essi, l’impossibilità di riconoscere il fallace castello di certezze su cui si è costruito il proprio credo, nonostante le evidenze si pongano tutte di fronte ai propri occhi, in un puzzle apparentemente facile da interpretare. Ricordiamo tutti l’integerrima presa di posizione di M’dam sul finale della season 3, quando, nel tribunale costruito da Vigilance, professava la bontà delle sue azioni che avevano tenuto al sicuro stato e patria, nel rispetto di una perfetta retorica americana che non vuole conoscere limiti nella sua necessità di imporre il proprio ordine al mondo.

You’re in the dark…

Person of Interest - 4x12 Control-Alt-DeleteQuest’ultima trilogia di Person of Interest non va apprezzata solo per la qualità dei suoi singoli episodi, ma per lo sguardo di insieme che riesce a dare sul mondo contemporaneo che ci circonda, inquadrandolo come un universo in procinto di essere resettato e che sta progressivamente perdendo il controllo di tutte le sue parti. Il risultato è quello di una società che sta diventando vittima delle strutture che ha creato (“The Cold War”), sempre più in mano alle decisioni e ai calcoli aritmetici di una macchina (“If-Then-Else”), e sempre più incapace di amministrare il caos di informazioni di cui è autrice e vittima. Person of Interest ha aperto così uno squarcio pesantissimo sull’America, sull’Occidente, sulle logiche perverse che lo guidano, ma soprattutto sulle paure e le insicurezze del suo lento e indissolubile franare.

The world has changed” aveva sentenziato Finch nella premiere di questa stagione. E nulla sembra capace di impedirlo. Nonostante tutto, però, sembra esserci comunque chi ha ancora voglia di vederci chiaro, di passare un dito su un muro e vedere cosa si nasconde davvero sotto una passata di vernice fresca.

Voto: 9
Voto trilogia: 10

Note:

– Ecco le dichiarazioni dei due autori sull’episodio. Jonathan Nolan: “Abbiamo capito che ci piace cambiare prospettiva fin dall’episodio in cui abbiamo introdotto Shaw. Abbiamo ormai fatto questo patto, ovvero che, occasionalmente, decidiamo di saltare completamente su un’altra barca in un universo totalmente diverso.” Greg Plageman: “Creare un episodio sulla dipartita di Shaw sarebbe stato troppo simile alla precedente trilogia. Quindi abbiamo deciso di andare dall’altra parte dello specchio ed esaminare come l’altro lato percepisse gli eventi. E sicuramente torneremo a parlare di Control. Il governo ha fatto un patto col diavolo e questo ha i suoi costi. È giunto il momento di esplorare cosa questo significhi.

– Il tredicesimo episodio, “M.I.A.”, che andrà in onda tra tre settimane, sarà scritto da Lucas O’Connor, ovvero l’autore dietro episodi apprezzati come “Aletheia” e “Prophets“. È stato inoltre reso noto che il sedicesimo episodio, “Blunt”, ormai da un po’ di anni particolarmente “rilevante”, sarà scritto dallo showrunner stesso Greg Plageman.

– Se l’altra volta ad accompagnare l’episodio c’erano le note dei The Glitch Mob, questa volta Nolan ha scelto Moby e la sua “The Violent Bear it away” per concludere la sua trilogia.

– Per rimanere sempre aggiornati sulla serie, visitate la pagina Facebook Person of Interest Italia

 

3 Risposte

  1. La Redazione scrive:

    Commenti dall’Angolo delle Discussioni sull’episodio:
    seriangolo forum

     
  2. winston smith scrive:

    Reese con il bazooka in spalla è la tamarrata più bella che abbia mai visto. XD
    In effetti, stanno volutamente lasciando nel dubbio i personaggi principali circa le sorti toccate a Shaw, ma secondo me è andata. Samaritan potrebbe essere interessata a interrogare un Finch e una Root, ma di un sicario ben addestrato cosa se ne fa? Inoltre, un colpo di pistola è stato esploso in chiusura dello scorso episodio: tutto può essere, ma credo che le intenzioni degli autori, allo stato attuale delle cose, siano abbastanza chiare (e molto dipenderà comunque dalla durata complessiva della serie).

     
  3. Sameen scrive:

    In realtà la sceneggiatrice Ashley Gable ha dichiarato che la trilogia è una tetralogia che si concluderà con il prossimo episodio!

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *