The Good Wife – 6×11 Hail Mary

The Good Wife – 6x11 Hail MaryAnche quando la certezza di aver giocato tutte le carte diventa la roccia su cui si àncora la sconfitta, c’è sempre spazio per mettere in atto una nuova spinta per ricominciare a lottare. Allo stesso modo quando ciò che si ha tra le mani sembra il vertice di un successo agognato e meritato, c’è sempre un apice più lontano a cui tendere.

The Good Wife riesce a raccontare queste sensazioni, squisitamente umane, dissimulandone la portata emotiva in un turbine frenetico di eventi; ogni tassello si posa sull’altro con una tale incisività da lasciarci inermi di fronte all’enorme potere della vita: la ruota gira vorticosamente e, nonostante i pezzi con cui si frantuma nella corsa, la sua “grandezza” non si consuma, ma si rafforza.
La parte legal che diventa vicenda personale ha reso l’impianto narrativo dello show ancora più coeso, soprattutto a fronte di un filone politico che nel corso di questa stagione ha quasi preso il sopravvento. Quest’episodio rappresenta l’ennesimo giro di boa con cui The Good Wife rimescola le carte del suo iter diegetico: Cary tornerà protagonista attivo, Diane potrà finalmente dedicarsi al suo “nuovo” studio ed entrambi dovranno fronteggiarsi con l’agguerrita ascesa di Alicia alla Procura di Stato.

«Why don’t you get the hell off of my campaign?»
«This is not your campaign.»

The Good Wife – 6x11 Hail MaryIl versante politico non è del tutto nuovo per lo show, ma la prospettiva con cui finora era stato analizzato appariva essenzialmente sfocata dalla centralità di Peter, e da un’Alicia solo e sempre pronta ad incarnare a dovere la sua eterea figura di good wife. Adesso, con Alicia alla ribalta, il punto di vista del racconto politico si sposta verso una narrazione soggettiva che, oltre ad amplificarne l’efficacia drammatica, ne muta le direttive: le vincenti macchinazioni di Eli – diviso tra moglie e marito – sembrano vacillare. Quando Alicia ha accettato di correre come State’s Attorney, il primo approccio che ha avuto nei confronti dei suoi spin doctor è stato prevalentemente di piena attenzione: come una brava scolaretta si è mostrata attenta a raccogliere i consigli utili per lasciarsi traghettare dall’altro lato della barricata della corsa politica, ma come capita ai migliori tra gli allievi il superamento del maestro non tarda ad arrivare.

The Good Wife – 6x11 Hail MaryIl rapporto tra Eli e Alicia – fino a questo punto quasi completamente sbilanciato a favore dell’influenza del primo sulla seconda –, è stato completamente rimesso in discussione già a partire dallo scorso episodio, quando Alicia ha messo in chiaro di non voler essere come Peter. L’efficacia strategica di questa linea d’azione non può sfuggire all’arguto Elfman che ne fa il perno su cui far ruotare l’immagine vincente della donna. Il finto dibattito con cui Alicia si scontra con Peter, forte della libertà dell’apparente finzione, è il primo vero momento di emancipazione di Alicia Florrick da quella good wife in cui è stata costretta a rinchiudersi, per far avanzare la carriera politica di un marito che pare aver definitamente smesso di amare. Eli ha costruito entrambe le campagne elettorali di Peter mettendo Alicia come fulcro strategico di successo – They win if they’re married –, e sa benissimo che la maggior parte dei consensi che Peter ha ottenuto, e può ancora ottenere, dipende dalla forza che l’immagine di Alicia al suo fianco gli conferisce. Nel momento in cui Mr. Gold si rende realmente conto che Alicia, al contrario di Peter, funziona anche – se non di più – come elemento singolo, si spezza qualcosa che pare frantumare quel meraviglioso castello di carte con cui Eli si vedeva già di stanza a Washington. Se Alicia diventa un personaggio completamente indipendente dalla good wife che ha incarnato finora, Peter perde metà del suo potenziale politico: Eli potrà mai permetterlo?

You just graduated. That was amazing.

The Good Wife – 6x11 Hail MaryLa forza con cui Alicia si trova a vivere questa nuova fase della sua vita è apparsa come smorzata dalla parallela vicenda in cui è stato coinvolto Cary. Il loro legame, gradualmente solidificatosi nel tempo, è diventato per Alicia come una metafora della sua presa di posizione più importante: fondare la Florrick&Agos. La donna sa benissimo che è stata proprio l’insistenza di Cary nel volerla con sé a porla in quella rampa di lancio in cui si trova adesso, ed è proprio per questo che non si sente libera di poter respirare a pieni polmoni l’area della vetta se guardando in basso vede Cary che sprofonda. Senza nulla togliere al sincero affetto che la donna nutre per il partner e collega, la qualità dell’ansia con cui Alicia ha vissuto il caso di Cary contiene al suo interno un egoistico bisogno di poter essere completamente concentrata su se stessa: quel grido di giubilo con cui saluta la notizia della proclamata innocenza di Cary è dichiaratamente liberatorio, un’esplosione di gioia con cui può finalmente liberarsi di una zavorra che sembrava bloccarle l’ascesa, non solo politica, ma soprattutto personale.

The Good Wife – 6x11 Hail MaryIl fatto che quel grido arrivi anche dopo aver issato una cortina di ferro tra lei e Peter la investe di un’energia così prorompente che potrebbe anche essere paragonata per qualità ed intensità ad un’energia di tipo sessuale; il bacio a Elfman – inaspettato ed improvviso – è anche e soprattutto questo: bisogno e voglia di poter dirottare quella immensa quantità di energia che l’ha travolta velocemente e completamente. Alicia si è trovata per la prima volta da protagonista in quel ring dove il marito è abituato a sferrare i suoi colpi migliori, e nel suo dichiararsi avulsa da lui ne prende le distanze guardandolo negli occhi con la tranquillità di chi usa la finzione per liberarsi della verità, e forte del suo nuovo “ruolo” riesce a sferrargli un attacco davvero vincente: adesso che il gioco ha le stesse regole per entrambi, Alicia si può permettere di colpire lì dove il dente duole davvero.

Now I can’t figure anything out.

The Good Wife – 6x11 Hail MaryPer quanto il personaggio di Cary sia stato spesso vittima di un appiattimento diegetico che ne ha diminuito notevolmente le potenzialità drammatiche, nel corso di questa sesta stagione la difficoltà della situazione in cui si è trovato coinvolto gli ha concesso uno spazio d’azione in cui ritrovare parte del suo spessore. Pertanto, all’interno di un episodio che ha la sua parte migliore nell’adrenalinica corsa contro il tempo, le lievi e ripetute pause su Cary e Kalinda non sono comunque apparse come delle note stonate: la paura mista a rassegnata tristezza con cui Cary affronta la sua preparazione alla galera è servita da amplificatore per rendere la frenetica corsa alla ricerca della violazione Brady ancora più pressante. Allo stesso modo, nell’intrecciarsi di paure e convulse ricerche, anche il salto nel buio di Kalinda con Bishop appare più ricco di senso, così come la difficile decisione di falsificare i metadati dell’account del detective Prima: Kalinda, nonostante sia ormai sprofondata in una caratterizzazione di una inusuale piattezza, in questo episodio riesce a far avanzare il livello drammatico del suo coinvolgimento sentimentale per Cary, abbandonando per un attimo il bidimensionale sfondo a cui spesso si trova ancorato il suo personaggio.

In definitiva, il ritorno invernale di The Good Wife avviene in grande stile: “Hail Mary” è un altro buonissimo episodio che, con una meravigliosa corsa contro il tempo, chiude la storyline finora perno della stagione, creando un ulteriore punto di ripristino su cui innestare l’efficace versante politico e lasciandoci con la promettente sensazione che tutto possa ancora accadere.

Voto: 8½

Nota:

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4 Risposte

  1. eleonora scrive:

    Vero , il finto dibattito vede finalmente Alicia vincitrice su Peter che vuole a tutti i costi controllare la moglie anche e soprattutto nella veste di SA, infatti si disfa di Finn per condurre lui il dibattito ,ma viene stacciato.
    Il benedetto bacio a stampo che Alicia da a Johnny che tanto ha fatto parlare alcuni fans , non significa niente dal punto di vista sentimentale, è uno sfogo di gioia da parte di Alicia che in quel momento avrebbe baciato anche l’onorevole Cueta.

     
  2. Federica Barbera scrive:

    Interessante la visione del caso di Cary come di un qualcosa che non permette ad Alicia di godersi il suo percorso politico; è vero, c’è un affetto enorme nei suoi confronti, ma c’è una parte che egoisticamente vorrebbe godersi il suo imperdibile momento di crescita senza questo dolore nel cuore (che se poi ti godi un’ipotetica vittoria con il tuo collega e amico in carcere, che persona sei?)
    In questo senso, non credo che Alicia avrebbe stampato un bacio in bocca a chiunque XD ma non credo nemmeno che l’abbia dato a Johnny per chissà quali motivi amorosi. Per la prima volta Alicia, staccandosi da Peter e dimostrando la sua superiorità, ha avuto davvero la possibilità di capire quanto vale, e proprio Johnny glielo conferma con quel “you just graduated”, che però lei non riesce a godersi appieno perché ha la testa altrove. Quando scopre di Cary sano e salvo e vede proprio Johnny, è come se festeggiasse davvero quella frase di prima, con un entusiasmo e un’energia appunto quasi sessuale, come dice Francesca, ma potremmo dire semplicemente euforica. Non credo avrebbe dato un bacio a chiunque, credo che lui invece rappresenti la conferma di quanto vale la “nuova Alicia” e che questo lei riesca a percepirlo

    E se solo per questa scena i King riescono a farci pensare tanto, non c’è che da applaudire come al solito.

     
  3. Mihai Rusu scrive:

    Poche storie: TGW si conferma per la millesima volta una delle migliori serie in circolazione. Secondo me la migliore serie tv non trasmessa via cavo.

    Scrittura raffinata e precisa, approfondimento psicologico coerente, non banale, regia stimolante e tanti bravi interpreti. Cosa si può chiedere di più?

     
  4. Massimo scrive:

    Sono ancora in disaccordo su una parte. Capisco la visione cinica su Alicia, ma non è un pò esagerata? Concordo sul fatto che Alicia sia progredita da moglie moralmente ineccepibile e donna sicura e decisa, ma mi sembra esagerato dire che abbia esagerato a pensare di non poter salire vedendo Cary scendere. Nella vicenda di Cary si è sempre preoccupata in modo genuino che lui stesse bene, gli ha detto di combattere e di non fermarsi e non l’ha fatto per egoismo ma perchè stesse veramente bene (il secondo mutuo vicino, etc.. sono prove). Insomma non è che dobbiamo renderla quasi machiavellica solo per dire che è diventata una donna sicura. Non la vedo come ‘mi sono liberata dei sensi di colpa’ ma ‘sta bene, meno male, una preoccupazione in meno!’. Ma mica la preoccupazione riguarda la candidatura (l’ha sempre dimostrato), ma la sua vita! E se ha giovato alla candiadatura è stato meglio, ma non è stata per quella la preoccupazione.

     

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