The Man in The High Castle – 1×01 Pilot

The Man in The High Castle - 1x01 PilotTra i pilot che Amazon ha recentemente proposto, l’adattamento del romanzo “La Svastica sul Sole” di Philip K. Dick era sicuramente il più atteso, vuoi per i grandi nomi dietro il progetto, vuoi per l’ambizioso materiale a cui si ispira.

Bombe all’idrogeno che piovono come grandine. Che cosa sta succedendo? Sono stato io, a dare il via? O c’è qualcun altro che agisce, qualcuno che nemmeno conosco? Oppure… tutti noi. È colpa di quei fisici e di quella teoria della sincronicità per cui tutte le particelle sono collegate fra loro; non si può scoreggiare senza cambiare l’equilibrio dell’universo. E così la vita diventa una barzelletta senza più nessuno che ne possa ridere. (…) C’è qualcuno che può cambiare tutto ciò? Tutti noi messi insieme… o una figura di rilievo… o qualcuno che occupi una posizione strategica, che si trovi casualmente al posto giusto. Un caso. O Un incidente. E le nostre vite, il no­stro mondo, che dipendono da tutto ciò.” (da “La Svastica sul Sole”)

The Man in The High Castle - 1x01 PilotPartiamo dal presupposto che adattare romanzi per la serialità televisiva non è di per sé cosa semplice, soprattutto se più che ispirarti al senso più profondo della storia, ne riprendi superficialmente solo l’intrigante idea di base (qualcuno ha detto Under the Dome?). Il compito è ancora più arduo se ti devi confrontare con un romanzo che non ha un vero e proprio protagonista e che soprattutto non si basa tanto sull’intreccio, quanto sul racconto della vita quotidiana di cinque personaggi, coinvolti per i più svariati motivi all’interno di un gioco più grande di loro. Del resto, era questa l’idea di Dick quando ha immaginato un mondo in cui il nazismo aveva trionfato e i tedeschi si erano spartiti gli Stati Uniti d’America con il Giappone: ovvero mostrarci come è fragile il futuro, come una singola differenza nello scorrere degli eventi possa cambiare tutto e come quel tutto non sia solo in mano alle decisioni di pochi, ma sia influenzato soprattutto dalle piccole scelte di qualsiasi individuo e dal suo continuo barcamenarsi tra bene e male. “Fate is fluid. Destiny is in the hands of men.

The Man in The High Castle - 1x01 PilotÈ un romanzo esistenzialista, che per questo necessita di personaggi messi a fuoco fin dal primo minuto, cosa che invece questo pilot fa solo in parte, preferendo concentrarsi (forse anche giustamente) sulla presentazione del mondo distopico creato da Dick e sull’introduzione all’intreccio principale e a coloro che vi ruotano intorno: il funzionario giapponese Nabosuke Tagomi, l’artista ebreo Frank Frink, l’insegnante di aikido Juliana Frink e l’uomo d’affari svedese Baynes. All’appello manca ancora l’antiquario Childan, ma già è interessante notare come, rispetto al romanzo, la serie sembra aver scelto Juliana come protagonista principale, e come abbia dato nettamente più spazio a Joe, a cui è dedicato il twist finale e che ha invece un ruolo più secondario nel libro di Dick.

The Man in The High Castle - 1x01 PilotCiò che però è importante è che la serie riprende fedelmente e riporta sullo schermo la potenza dell’universo immaginato da Dick, il quale fu maniacale nello studio dei dettagli che popolano questa sua ucronia: in essa convivono tre culture diversissime tra loro – giapponese, tedesca e americana – in un pastiche che pagina dopo pagina spazia tra soluzioni drammatiche e cupissime a siparietti più divertenti (come si vede in questo pilot, nel caso del soldato nazista che partecipa ad un gioco televisivo a premi). Funziona, inoltre, l’idea di concentrare l’episodio sui viaggi e sull’incontro di Juliana e Joe, il che permette di presentare l’intero universo narrativo senza risultare didascalici o forzati, ma dando invece al tutto una fluidità e un ritmo che costituiscono il pregio maggiore dell’episodio.

The Man in The High Castle - 1x01 PilotAltro aspetto molto interessante è come gli autori abbiano deciso di rispettare il gioco meta-narrativo di Dick: se nel romanzo al centro del complotto c’era un libro, “The Grasshopper Lies Heavy” (“La cavalletta non si alzerà più”), in cui l’autore (L’uomo nell’Alto Castello) immagina una realtà alternativa in cui gli americani hanno vinto la guerra, nella serie questo diventa invece giustamente un film, con le sue bobine a sostituire le pagine che descrivevano la possibilità di un futuro diverso. Poco spazio (ma forse non si poteva fare altro) è stato invece per ora riservato all’I Ching, il Libro dei Mutamenti giapponese, che non predice il futuro ma ne svela solo la tendenza, lasciando all’uomo il potere di decidere cosa sarà del suo destino. Trattasi di un libro da cui Dick era estremamente affascinato e che ha usato in questo caso per analizzare la ricerca dell’essere umano della libertà, la sua propensione a cercare, capire, cambiare per liberarsi dall’oppressione e da quella oscurità che lo affligge e che allo stesso tempo lo tenta (non a caso, la storia è ambientata nel momento forse più cupo che l’umanità abbia mai conosciuto).

The Man in The High Castle - 1x01 PilotÈ ancora presto, comunque, per giudicare come sarà la “probabile” futura serie tv (anche se il progetto iniziale prevedeva solo una miniserie in 4 puntate per il network SyFy), ma quel che è importante è che la puntata sembra aver catturato benissimo l’atmosfera e lo spirito del romanzo (la scena di Julia che guarda il film è tra le più belle dell’episodio). Del resto a produrre c’è Ridley Scott, che non starà attraversando il periodo più felice della sua carriera, ma è un regista che ha dimostrato di conoscere Philip K. Dick piuttosto bene. Inoltre, uscendo dal territorio dei paragoni e giudicando questo pilot in quanto tale, tutto scorre con un ottimo ritmo, riuscendo a introdurre in maniera organica e interessante tutti gli elementi dell’intreccio (non poteva essere da meno, visto che al timone c’è Frank Spotniz, cioè uno degli storici autori di X-Files, tra i principali elaboratori della storica fanta-mitologia dello show di Chris Carter).

The Man in The High Castle - 1x01 PilotCerto, i dialoghi mancano di un po’ di incisività, e soprattutto nel futuro la storia necessiterà di qualche approfondimento in più (in questo, perde di netto il confronto con The Americans, altro show con “piccoli” individui immersi nella “grande” storia), ma di certo la serie si conferma come un possibile gioiello con tutte le carte in regola per imporsi come un futuro cult, rendendo giustizia ad un autore che, come Stephen King, su grande e piccolo schermo è stato spesso bistrattato (in questo senso, vi consigliamo il recupero di A Scanner Darkly, film di Richard Linklater, possibile futuro premio Oscar per Boyhood).
Per ora la scommessa è vinta e i plausi che ha ricevuto da critica e pubblico lasciano pensare che Amazon non si lascerà sfuggire l’occasione di dare un seguito a questo progetto. Restiamo in attesa di un responso, o non ci resterà che immaginare un universo alternativo in cui, invece, la serie esiste.

Voto: 8+

UPDATE (18/02/2014): Amazon ha confermato la serie per una stagione completa.

 

5 Risposte

  1. jackson1966 scrive:

    Bellissimo. Certo c’è una certa “velocità” là dove Dick si prende molto tempo, ma qui bisogna convincere il pubblico in 40 minuti della validità della proposta. E a me ha convinto in pieno.
    La scena della cenere che cade dal cielo
    e la spiegazione tranquilla del poliziotto a Joe è ancora ben impressa nella mia mente!
    Speriao nel prosieguo

     
  2. Ste Porta scrive:

    Molto ben fatto.
    Ironia della sorte: non ricordavo nemmeno di aver comprato il libro anni fa e poi per svariati motivi non l’avevo mai letto… mi sa che è giunta l’ora di rimediare.

     
  3. Firpo scrive:

    Non ho visto il pilot, ma il libro da cui è tratto è il mio preferito di Dick e uno dei miei preferiti in assoluto di fantascienza e quindi spero che venga ordinata la serie soprattutto se a quanto leggo in giro si tratta di un buon adattammento.
    Nel frattempo me lo rileggerò. Sono passati quasi vent’anni da quando l’ho letto!

     
  4. Davide Tuccella scrive:

    Ottimo pilot, spero davvero che diventi una serie vera e propria. I racconti utopici/distopici sono il mio pane (1984 è il mio libro preferito), recupererò anche questo romanzo il prima possibile!

     
  5. Rorschach scrive:

    Il nome della serie è salvato sulla mia lista “da vedere”, una bella trama, spero che ne esca fuori qualcosa di buono

     

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