Agent Carter – 1×07/08 Snafu & Valediction

Agent Carter - 1x07/08 Snafu & ValedictionIl termine valediction deriva dal latino e si può tradurre come “commiato” o “parole d’addio”; è un termine che, dopo questi otto episodi, non si vorrebbe sicuramente utilizzare nei confronti di Agent Carter. Se davvero si volesse rivolgere un appello al network dopo questo finale, sarebbe: “dateci una seconda stagione”.

Senza giri di parole, questa conclusione è in parte un successo e in parte una delusione. Tuttavia l’ottimo lavoro svolto dagli autori nel corso delle otto puntate è da elogiare: il personaggio di Peggy, l’atmosfera d’epoca, le tematiche sociali di fondo, i collegamenti con il Marvel Cinematic Universe e tanti altri elementi hanno distinto Agent Carter da tutti gli altri prodotti Marvel che si sono susseguiti in questi anni. Si può affermare con certezza che, nonostante quanto si sarebbe potuto sperare, la serie è stata una scommessa vinta da parte del network (perlomeno per il livello qualitativo espresso, un po’ meno dal punto di vista degli ascolti).

Agent Carter - 1x07/08 Snafu & ValedictionCosa non funziona in questo finale? L’elemento che stride maggiormente nella costruzione dell’intreccio narrativo è il personaggio di Howard Stark: il genio miliardario è stato fin dall’inizio la causa scatenante di tutta l’indagine dell’SSR e, successivamente, della missione segreta di Peggy; gli autori lo riportano in scena solo sporadicamente (l’abbiamo visto nel pilot e nel quarto episodio), e così fanno in “Valediction”. Il vero problema è che in quest’ultimo episodio tutti i riflettori sono puntati su di lui: il finale di stagione di Agent Carter non è altro che la storia della redenzione morale di Howard Stark. C’è troppo poco spazio per la protagonista, che si muove, con gli altri, solo in funzione del personaggio di Dominic Cooper; è chiaramente un paradosso, per una serie con una protagonista donna che vuole emergere in una società misogina, il fatto che alla fine sia un uomo a rubarle la scena.

Agent Carter - 1x07/08 Snafu & ValedictionPer fortuna questo accade solo negli ultimi minuti. La costruzione narrativa che, a partire da “Snafu”, aumenta progressivamente il ritmo verso il finale, è ben organizzata e costruita. Merito soprattutto dei personaggi, fiore all’occhiello di Agent Carter: gli autori hanno creato dei caratteri solo all’apparenza stereotipati, ma che in realtà hanno mostrato tutte le loro ambiguità di fondo nei momenti di maggior intensità della serie. Le abilità ipnotiche del Dottor Ivchenko sono sì funzionali alla trama, ma permettono anche e soprattutto di spogliare i personaggi che ne cadono vittima e di portare alla luce tutte le loro caratteristiche più interessanti. Lo si può ben vedere nel ruvido Dooley, capo testardo e di mentalità ristretta, severo e irremovibile nelle decisioni, ma fragile e con una fallimentare vita matrimoniale che ha sacrificato in nome del suo lavoro. La sua morte è uno dei momenti ad alta tensione emotiva meglio costruiti di questi due episodi, alla pari con la scena finale di Peggy sul ponte di Brooklyn.

Agent Carter - 1x07/08 Snafu & ValedictionDiviene chiaro negli ultimi episodi come il vero arco narrativo, che ha accompagnato il personaggio di Peggy da quel “Now Is Not The End” fino a “Valediction”, sia il tentativo di ritrovare il suo scopo in un mondo senza Captain America. La presenza simbolica di Steve Rogers getta un’ombra vastissima sulla New York degli anni Quaranta, come dimostrano i programmi radiofonici a lui dedicati, ma l’ombra si fa ancora più grande sulla protagonista perché al simbolo si aggiunge la grandezza dell’uomo che è stato. Peggy l’ha conosciuto, l’ha amato e alla fine ha dovuto lasciarlo andare a favore del solito greater good; l’atto eroico di Cap sovrasta la forza morale dell’agente Carter, che si sente in dovere di continuare a proteggere tutto quello in cui il suo uomo credeva. È solo attraverso lo struggente dialogo finale con Howard che i due personaggi riescono finalmente a liberarsi dal fantasma di Steve Rogers e dai loro sensi di colpa.

Agent Carter - 1x07/08 Snafu & ValedictionUna menzione la meritano anche i villain che Agent Carter ci ha presentato: il Dottor Ivchenko (per i fan Marvel è ormai chiaro che si tratti della versione on screen del Dottor Faustus) e Dottie Underwood. Il primo è un personaggio ambiguo fin dall’inizio, infatti non si capiscono le sue vere intenzioni fino a quando non viene portato negli Stati Uniti; è un manipolatore che ammira gli americani ma allo stesso tempo li detesta, poiché uno di loro è stato la causa della morte del fratello e di tanti innocenti attraverso le sue invenzioni. Dottie, invece, è una donna cresciuta ed educata all’unico scopo di infiltrarsi nella società occidentale per distruggerla dall’interno (molto probabilmente appartiene al programma Black Widow, di cui ha fatto parte anche la più famosa Natasha Romanoff). La coppia sembra sia stata costruita appositamente: i due personaggi si completano e risultano funzionali alla trama riuscendo a suscitare l’interesse dello spettatore.

Agent Carter - 1x07/08 Snafu & ValedictionAgent Carter è la vera sorpresa di questi primi mesi del 2015. Nessuno avrebbe immaginato che gli autori si sarebbero distaccati tanto dai canoni Marvel per creare un prodotto autonomo e dotato di una propria identità, che avrebbe sicuramente funzionato benissimo anche senza i collegamenti con il grande universo della Casa delle Idee. In questo quadro, la serie può essere considerata come un ottimo trampolino di lancio per la seconda parte della seconda stagione di Agents of Shield e per tutti i futuri progetti televisivi Marvel.

Voto episodio 1×07: 7,5
Voto episodio 1×08: 6,5
Voto stagione: 8

 

Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.

1 Risposta

  1. Mario Sassi scrive:

    Questa serie è stata proprio una piacevolissima sorpresa: l’agente Carter non era certo uno dei personaggi più interessanti dei film Marvel, ma gli autori sono riusciti a creare una serie leggera e divertente, che in molti punti è persino più compatta di Agents of Shield. Speriamo in una seconda stagione, insomma.

     

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