Better Call Saul – 1×01/02 Uno & Mijo

Better Call Saul - 1x01/02 Uno & MijoLa nuova creatura di Vince Gilligan e Peter Gould ha fatto parlare di sé fin dall’annuncio della sua messa in onda, mettendo bene in chiaro che l’universo di Breaking Bad non aveva ancora detto l’ultima parola. La storia di Walter White è finita, ma quella di Saul Goodman si inserisce nel quadro con una coppia di episodi carichi di aspettative.

A conferma di ciò arrivano degli ascolti a dir poco incredibili, andando a costituire il miglior debutto di sempre per uno show via cavo: nessuna sorpresa, visto il boom della serie “madre” nella sua stagione conclusiva, ma perlomeno si ha la garanzia che il nuovo cavallo di battaglia dell’AMC non dovrà preoccuparsi di un’eventuale cancellazione. A fronte di una seconda annata già confermata, quindi, la domanda è una sola: cos’è, di preciso, Better Call Saul?

Law offices of James McGill. How may I direct your call?

Better Call Saul - 1x01/02 Uno & MijoAll’inizio si parlava di una comedy a tinte drammatiche con un formato da 20 minuti, e quel “75% di risate e 25% di dramma” era diventato praticamente un tormentone; poi sono arrivate le smentite, l’annuncio che quello a cui avremmo assistito sarebbe stato un prodotto fortemente legato al formato della serie da cui è nato, con un’atmosfera meno cupa di quella creatasi nelle ultime annate. Le aspettative erano alte, ma il rischio che si creasse qualcosa di troppo legato al passato non poteva essere trascurato ‒ due stagioni di fan service con continui rimandi alla storia di Walter White avrebbero potuto intaccare lo status di quella che è da molti considerata una delle serie con l’arco narrativo più completo di sempre; fortunatamente, questo esordio ha la capacità di scacciare tali paure, affermando con forza che Better Call Saul è perfettamente in grado di reggersi in piedi da sola.
I rimandi alla prima creatura di Vince Gilligan ci sono e sono inevitabili, ma la forza di questi due episodi sta nella capacità costruire qualcosa che non debba essere sempre e comunque paragonato a Breaking Bad, grazie ad un certo numero di soluzioni che replicano la formula vincente della serie cambiandone gli ingredienti, o presentando il tutto sotto una luce diversa. Si pensi, ad esempio, alla scena iniziale, che deve molto al cold open di “Live Free or Die” eppure se ne distacca, riuscendo a comunicare una sensazione simile ma allo stesso tempo completamente diversa.

Money is not beside the point… Money is the point.

Better Call Saul - 1x01/02 Uno & MijoIl personaggio che spicca di più in questi primi due episodi è, ovviamente, James M. McGill: un protagonista che su carta poteva sembrare poco consistente come tale e che si pone, invece, come uno dei punti di forza dello show, grazie ad una caratterizzazione solida e all’ottima performance di Bob Odenkirk, capace di conferire ulteriore spessore al tormentato personaggio. La situazione, in questo caso, è completamente diversa rispetto a quella presentata all’inizio di Breaking Bad: il futuro Saul Goodman è un avvocato che fatica ad emergere in un ambiente difficile, non un uomo di mezza età a cui viene diagnosticato il cancro ai polmoni. La discesa morale viene fin da subito percepita (e calcata nel secondo episodio), certo, ma si parla di proporzioni e nature completamente diverse, vista la posizione in cui sappiamo arriverà il protagonista: ed è per questo che, quando vengono presentate situazioni tipicamente “alla Vince Gilligan”, le soluzioni appaiono tanto riuscite quanto inaspettate. Lo spettatore è ormai abituato ad un altro tipo di mondo, e la narrazione gioca con queste aspettative riuscendo a sorprendere e conferendo al tutto dei tratti più leggeri di quelli a cui si è abituati. In poche parole, si può dire che il tono che si sta cercando sembra essere quello che la serie madre ha sempre sfiorato (soprattutto all’inizio) ma mai abbracciato del tutto, pur calcando meno sulla componente violenta e per certi versi pulp che aveva caratterizzato Breaking Bad.

You know, Jimmy, sometimes, in our line of work, you can get so… Caught up in the idea of winning that you forget to listen to your heart.

Better Call Saul - 1x01/02 Uno & MijoUno dei sopracitati dubbi a proposito della serie riguardava la sua capacità di costruire una storia in grado di funzionare da sola, anche dopo aver tagliato i legami con lo show da cui deriva: “Uno” e “Mijo” riescono a convincere grazie ad una trama piuttosto consistente, in grado di mettere le basi (narrative e tematiche) per lo sviluppo di un’annata più che soddisfacente. I personaggi chiave sono quasi tutti inediti e ciò dà agli autori la possibilità di creare un prodotto abbastanza indipendente, affrontando dei temi altrettanto nuovi: si pensi, ad esempio, alla relazione di Jimmy con Chuck, più un mentore che un fratello, che fornisce degli spunti interessanti a proposito della costruzione di una carriera onesta e rispettabile, in netto contrasto con quella che sarà la futura occupazione del protagonista. Risulta vincente, inoltre, la scelta di affidare al personaggio di Nacho il ruolo del criminale, figura tanto utile allo sviluppo della trama quanto ricca di spunti dal punto di vista caratteriale, in quanto nettamente diversa dai villain già visti in Breaking Bad. Si tratta ancora di una caratterizzazione piuttosto abbozzata, ma si può dire che le potenzialità per un’evoluzione soddisfacente ci sono tutte.

It’s showtime, folks.

Better Call Saul - 1x01/02 Uno & MijoMettendo da parte storia e personaggi, comunque, si può certamente dire che la resa tecnica è quella su cui si poteva fare maggiormente affidamento, e infatti in quanto a regia ci si trova ai soliti, incredibili livelli. Il primo episodio, girato da Vince Gilligan, è una gioia per gli occhi, ma la mano di Michelle MacLaren in “Mijo” si sente ancora di più, grazie a delle riprese visivamente eccezionali; è soprattutto in questo che si sente l’eredità della serie madre, in quelle scene lente e lunghissime (a volte perfino un po’ troppo), quei montaggi perfettamente scanditi, quello stile di scrittura sempre ironico e particolare. Per quanto riguarda la colonna sonora, invece, siamo comunque a livelli altissimi, ma si può notare come Dave Porter sia decisamente più presente che in Breaking Bad, in cui i silenzi erano una componente fondamentale di quasi ogni scena; in questo caso si è scelto un approccio diverso che si conforma meglio allo stile della serie, e il risultato è ovviamente azzeccato.

“Uno” e “Mijo”, quindi, sono due episodi che riescono a far fronte alle incredibili aspettative che gravavano sullo show, il quale, nonostante alcuni piccoli difetti (nel secondo episodio si cammina un po’ troppo sul filo del citazionismo, e ogni tanto la struttura narrativa risulta frammentata), convince pienamente, costruendo una storia che si rivela fin da subito molto interessante. Con questo esordio, insomma, Better Call Saul dimostra che uscire dall’ombra di Breaking Bad non è affatto un’impresa impossibile.

Voto 1×01: 8
Voto 1×02: 8-

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Pietro Franchi

Piccolo o grande schermo, se vale la pena litigarci sopra ci sto. Tutto qui!

23 Risposte

  1. La Redazione scrive:

    Commenti dall’Angolo delle Discussioni sull’episodio:
    seriangolo forum

     
  2. Gabriele scrive:

    Concordo con la recensione. Ho trovato straordinaria la scena nel deserto, la trattativa tra Tuco e James è scritta in modo sopraffino, impossibile no ridere per l’assurdità della situazione!

     
    • Gioele scrive:

      La scena nel deserto , ma anche quella in casa Tuco, richiamava secondo me uno stile tarantiniano: ci fa ridere per cose su cui non si dovrebbe.
      Non mi è piaciuta molto la scelta di mettere Tuco sin dalla prima puntata. Mi è sembrata una scelta troppo nostalgica e legata alla serie madre. Avrebbero potuto farne tranquillamente a meno visto che, come specificato sopra, riesce a stare in piedi da sola. Spero che, come Br Ba ci ha abituato, quella scelta non si limiti ai fini di collegamento all’altra serie ma che abbia un suo intelligente sviluppo in questa. Sono certo che sarà così.

       
      • Joy Black scrive:

        Secondo me, invece, la presenza di Tucco è un’ottima mossa. Con questo spin-off Gilligan ha la possibilità di ampliare il proprio universo narrativo, ed il modo migliore per la farlo è creare una connessione fra due personaggi che nella serie originale non si sono mai incontrati. Un po’ come si faceva in Lost, quando tramite i flashback dei vari protagonisti, c’erano dei personaggi ricorrenti di cui poi si ricostruiva la storia, che diventava parte integrante della mitologia della serie.

         
    • Raffa scrive:

      La cosa bella/interessante/buffa per me e’ che Saul esca galvanizzato dall’incontro con Tuco: i due skater saranno, appunto, traumatizzati a vita (vogliamo scommettere che non ci riproveranno nemmeno piu’ con la storia delle truffe?), dopo una cosa del genere la maggior parte delle persone si barricherebbero in casa tremanti per settimane, ma non Saul! “I’m the best lawyer in the world!” La sua autostima subisce un’impennata 😀 Si rimette a lavorare di buona lena in tribunale e si rituffa nel lavoro con rinnovato entusiasmo… anche queste sono cose che fanno capire davvero l’indole di un personaggio…

       
  3. Alecensi82 scrive:

    Aspettavo molto il vostro parere su questa nuova premiere, che dire… sono d’accordo! una inizio sopra ogni aspettativa che, seppur alta, era sempre l’aspettativa di una serie spin-off, figlia di una serie tra le piu belle dell’ultima decade!

    Staremo a vedere come si evolve, i presupposti di un grande show comunque ci sono tutti!

     
  4. Andrea scrive:

    Inizio di stagione praticamente perfetto! C’è tutto quello che volevo, scrittura, regia, ambientazioni, fotografia che richiama tantissimo a BrBa, e una sceneggiatura che fin da subito dimostra di essere solida ed indipendente! Ci sono ovviamente dei (giusti e piacevoli) rimandi alla serie madre, ma non sono eccessivi e non rovinano la visione ad eventuali spettatori “vergini”… Credo che Mike diventerà ben presto co protagonista, mentre Tuco rimarrà più in disparte e sarà molto interessante vedere la sua evoluzione…

     
  5. Andrea scrive:

    Inoltre il cold open mi ha fatto venire un dubbio, questa in teoria è una serie completamente indipendente da BrBa e io pensavo che nei piani di Gilligan la serie si sarebbe conclusa con Saul che riesce finalmente a diventare un avvocato di successo negli ambienti criminali… Se così fosse però non avrebbe senso inserire una scena in cui ci mostrano Saul dopo gli eventi di BrBa… Non è che in una possibile futura 3a/4a o 5a stagione l’intenzione sia quella di allacciarsi alle vicende della serie madre e narrarle puramente dal punto di vista di Saul? Per poi concludere tutto con Saul in fuga, costretto a camuffarsi e vivere nel terrore di essere beccato??

     
  6. Firpo scrive:

    Non so quali siano le intenzioni degli autori per le prossime stagioni, ma è sempre stato detto che BCS avrebbe non avrebbe avuto una timeline lineare e che quindi sarebbe stata posizionata sia prima che durante che dopo BrBa.

     
  7. Firpo scrive:

    L’unica cosa con cui non sono d’accordo con la recensione è che il secondo episodio mi è sembrato meglio del primo.
    Più ritmo e una contrattazione iniziale nel deserto che è già una scena da imparare a memoria.

     
    • Pietro Franchi scrive:

      Il secondo episodio ha dalla sua una regia pazzesca e un paio di scene da manuale (quella del deserto, in parte, e il montaggio successivo), però come ho scritto ha il piccolo difetto di tirare un po’ troppo per le lunghe (e infatti la scena del deserto avrebbero potuto accorciarla leggermente) e di avere una struttura piú frammentata, a “blocchi” quasi. In ogni caso si tratta di un gran bell’episodio, su questo non ci sono dubbi :)

       
  8. zoidberg scrive:

    Riuscire a realizzare uno spinoff o un prequel all’altezza dell’originale è giá difficile. Realizzare entrambi, restando all’altezza della migliore serie degli ultimi 10 anni, ha un coefficente di difficoltá pari a gettarsi dal tetto di un grattacielo senza paracadute cavalcando uno pterodattilo in fiamme.
    Se Gilligan riuscisse a portare avanti un paio di stagioni eccellenti con questi presupposti meriterebbe il soglio pontificio con poteri temporali.
    Best quote:
    -You are the worst lawler in the world!
    -I reduced a death sentence to six months on probation. I’m the best lawler in the world!

     
  9. Dreamer88 scrive:

    Non era semplice creare una serie che potesse riuscire a trasmettere la stessa atmosfera e le stesse sensazioni che riusciva a regalare Breaking Bad pur cercando di non esserne una copia : con Better Call Saul ci sono riusciti.
    Prime due puntate che mi hanno davvero soddisfatto (e sono d’accordo con Firpo, anche io ho preferito il secondo episodio).

     
  10. Travolta scrive:

    La sorpresa di ascoltare ad una radio americana dentro un centro di manicure cinese “Se bruciasse la citta’ ” di Massimo Ranieri :-)

     
  11. Raffa scrive:

    Come inizio mi e’ parso ottimo. Il pilot finora e’ l’episodio che ho preferito, ma anche gli altri due episodi mi hanno sorpresa.
    Non mi aspettavo una serie cosi’ bella e ben fatta, lo confesso, e spesso lo e’ al punto da non sembrare nemmeno uno spin-off (anche se sai che lo e’).
    E Tuco secondo me e’ stato un bonus aggiunto 😀 , proprio perche’ lo (ri)vediamo cosi’ presto: chi se lo aspettava? E che tenero che e’ con la nonna!
    Le similitudini con Breaking Bad ci sono, si’, i rimandi anche, lo stile e’ inconfondibile, ma ripeto, piu’ va avanti e piu’ sembra che la serie si regga tranquillamente sulle sue gambe, con un Saul che – non me l’aspettavo no 😀 – comunque ci prova a restare ancorato alla legalita’ e a fare “la cosa giusta” [edit].

     
    • Raffa scrive:

      Scusate, non volendo ho inserito due particolari riguardanti la puntata dopo. Ormai l’avranno vista tutti :-) ma cancellate pure i riferimenti se serve…

       
  12. Firpo scrive:

    Infatti secondo me il terzo è l’episodio più indipendente e meglio riuscito e quello che segna la nuova strada che prenderà lo show.
    Mi sembra che nel tuo post sei stata molto vaga e non vedo particolari spoiler all’episodio successivo.

    Anche per me Tuco è stato un bel bonus. Non necessario, ma piacevole almeno per noi vecchi fan.

     
    • Raffa scrive:

      Una delle tante cose belle di questa serie (come era anche per Breaking Bad) e’ che anche chi non ha seguito la serie madre capisce al volo l’aria che tira 😀 Mi riferisco alla caratterizzazione e “presentazione” dei personaggi, in breve, bastano pochi secondi e gia’, a grandi linee, sappiamo chi abbiamo davanti, o quantomeno possiamo intuire le caratteristiche principali di ogni personaggio senza prima vedere 30 scene prima di farci un’idea: Saul/Jimmy che “si carica” in bagno, dice davanti allo specchio “It’s showtime folks!” e poi ce la mette tutta per difendere tre indifendibili xD (afferriamo al volo la sua sfrontatezza/ambizione ma anche la sua intelligenza e determinazione, il suo essere cosi’ “pieno di risorse” anche se i tre erano indifendibili xD, e li’ non e’ colpa sua), l’esasperato stoicismo di Mike, la natura violenta e psicopatica di Tuco…
      Perfino il cold open, con tanto di “Address Unknown” in sottofondo, avra’ incuriosito anziche’ confondere (si vede chiaramente “il fu Saul Goodman” depresso e con il timore di essere braccato) … proprio come chi ha gia’ visto BB, ci si chiede come abbia fatto ad arrivare fin li’, oltre che al “better call Saul!”

       
  13. Raffa scrive:

    I riferimenti al terzo episodio li hanno tolti (giustamente) in fase di moderazione :-)
    L’ho trovato un filo piu’ debole degli altri due, forse perche’ Saul sembrava lottare contro i mulini a vento in tutti i sensi e finche’ una certa persona non gli ha creduto pareva non se ne uscisse, ma e’ vero, finora e’ stato l’episodio piu’ autonomo, quello che mostra che la serie viaggia su binari propri.

    Ecco se dovessi fare un appunto (ma proprio se dovessi :-)) ho trovato la contrattazione nel deserto un po’ “al limite”, per quanto lo stesso Breaking Bad sia sempre stato “al limite” (e cosi’ ci piace) e per quanto fosse ben scritta, ben diretta, ben interpretata, tragicomica e soprattutto funzionale alla risalita dell’autostima di Saul. Non riesco a fare a meno di pensare che, nella realta’, Tuco li avrebbe ammazzati tutti e tre senza tanti complimenti… ma poi la serie sarebbe finita li’ e del resto ota che ci penso Tuco era “andato per le lunghe” anche con Walt e Jesse. E’ che non me lo facevo cosi’ riflessivo :-) E’ pur sempre uno psicopatico, anche se forse lo sto sottovalutando un po’. Non so, vedere come si fa intortare da Saul mi ha lasciata sentimenti contrastanti: Tuco si e’ reso conto o no di essere manipolato? E’ stato stupido o ha davvero ragionato su quello che Saul gli diceva? In ogni caso, e’ credibile tutto cio’? Oh, va be’ 😉

     
  14. Firpo scrive:

    A me Tuco sembrava già bello svalvolato in questo episodio, poi un luminare della scienza non l’ho mai fatto. Se non fosse stato per Tio si sarebbe fatto far su anche da Walt (e Jesse) in Grilled e avrebbe mangiato il panino alla ricina.
    In questo episodio poi non è strafatto di metanfetamina come in BrBa quindi i suoi eccessi di violenza non sono ampliati dalla droga.
    Direi che la sua apparizione in BCS è in perfetta linea con il personaggio che abbiamo visto e che poi diventerà.

     
  15. Raffa scrive:

    Appunto, non e’ mai stato un luminare ma non lo vedo neanche come un completo rinco 😀 , ora non ricordo bene e molti dettagli si sono persi nella nebbia, ma nemmeno in BB lo mostravano come una persona completamente irragionevole (se non quando strafatto di anfetamina… dipendenza sviluppata dopo?? altro mistero), aveva pur sempre il suo bel giro di spaccio, da bravo imprenditore (si fa per dire eh :-D) capisce subito le potenzialita’ della meth di Walt e non e’ cosi’ scemo da mettersi a discutere con quest’ultimo quando Walt gli fa saltare in aria l’ufficio (o forse e’ solo istinto di conservazione xD) Sa riconoscere una mente geniale come quella di Walt, al punto che spera rianimi la guardia del corpo che lui stesso uccide (“Tu sei intelligente, fai qualcosa!”)
    Infine, non si sa come ma invece di fare subito secchi Walt e Jesse se li porta “in gita” nel deserto (forse per non perdere due formidabili “cuochi” come loro?)
    Idem con Saul e i ragazzi, invece di farli fuori subito come ci si aspetterebbe dal tipo gangster stupidotto di periferia, invita Saul in casa e gli dice “Talk”, come se davvero fosse pronto a intavolare una seria discussione con lui (cosa che poi fa nel deserto).
    D’altro canto, appunto, e’ un tipo bello svalvolato, che non sembra capace di grandi voli pindarici, proprio quelli che Saul gli fa fare nel deserto, piano piano, come si farebbe con un bambino monello e cocciuto… per questo rimangono tutti basiti quando Tuco accetta il suggerimento finale di Saul (“Massi’, dai, una gamba ciascuno e’ una punizione giusta! C’hai raggione!”)
    Insomma, alla fine anche Tuco e’ un personaggio ambiguo, multidimensionale, che e’ difficile inquadrare nonostante i suoi trascorsi che ben conosciamo e questo nuovo inedito spaccato in cui si fa sedurre dalla parlantina di Saul (che ai tempi non era nemmeno Saul, ma Jimmy)

     

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