Broadchurch – 2×08 Episode 2.8

Broadchurch - 2x08 Episode 2.8Dopo il deludente – a voler usare un eufemismo – remake americano, Broadchurch arriva alla sua seconda stagione pregna di aspettative, legittimamente designata come uno dei prodotti più attesi dell’anno. Immediatamente dopo la conclusione il giudizio è molto più contraddittorio di quanto ci si aspettasse.

Not guilty. Questo è Joe Miller. Questa la risposta a quel pedestre finale della scorsa puntata, un epilogo recepito senza alcun dubbio come un tentativo poco convinto, rozzo e antiquato di alzare le attese verso un finale per cui c’era decisamente poco entusiasmo, e per il quale l’unica fretta era finalizzata a lasciarsi definitivamente alle spalle questa deludente annata.

For now, you’re on your own.

Broadchurch - 2x08 Episode 2.8A conti fatti questo è uno dei reali problemi di questa stagione, ovvero il tentativo di sembrare più Broadchurch di Broadchurch; la ricerca disperata di aggiungere un quid in più a una serie che di suo era già perfetta e ottenendo l’unico risultato di apparire come un’accozzaglia di pezzi narrativi attaccati con la colla, nonostante sia una bellissima colla, ovvero quello stile inconfondibile che fin da subito ha reso grande la serie. Il tentativo è stato quello di elevare tutto al quadrato, lavorare su due casi paralleli, moltiplicare un parco personaggi già molto folto, cadendo poi nell’inevitabile precipizio fatto di due storie mal raccontate (o nel migliore dei casi in maniera parziale e con soluzioni che si sono più volte avvicinate alla caduta di stile) e di personaggi che sono apparsi solo abbozzati, in contrasto, tra l’altro, con la loro importanza all’interno della trama. Il problema dei cliffhanger emerge poi come la cifra di un progressivo peggioramento: nella prima stagione quest’espediente narrativo è stato programmaticamente utilizzato, ma in maniera totalmente differente, suggerendo a piccoli passi materiali narrativi che ponevano interrogativi sugli sviluppi del racconto; nella seconda stagione invece abbiamo di fronte cliffhanger estremamente più canonici, molto più vicini a uno stile da soap opera che alla raffinatezza media della TV britannica.

You know the difference between us? I don’t see the nobility in this job.

Broadchurch - 2x08 Episode 2.8C’è una questione sulla quale il primo episodio di questa stagione ha posto un enorme punto interrogativo che solo oggi trova una risposta definitiva: cosa pensare dell’espansione verso il genere legal e dell’introduzione dei personaggi legati a questa storyline? Se inizialmente ci è stato possibile lasciare aperta la porta a una serie di prospettive di crescita, legate anche alla statura degli attori coinvolti (su tutti Charlotte Rampling) e all’affidabilità delle produzioni britanniche, oggi si può senza indugi dire che questa fiducia è stata mal riposta. Il personaggi dei due avvocati principali emergono come figure asfissiate dai cliché e dai modelli a cui si ispirano e che le governano. In particolare poi, in entrambi i casi vi è il forte contrasto tra l’introduzione di elementi volti all’introspezione delle due donne (il caso del figlio in carcere da una parte e l’omosessualità dall’altra) e l’effettivo approfondimento dedicato (o non dedicato) a ciascuno dei due personaggi. Lo scioglimento, infine, risulta abbastanza sconcertante, con un dialogo finale decisamente banale e apparentemente dimentico dei trascorsi recenti tra i due personaggi.

– I’m not scared of you, Alec.
– Well, you should be.

Broadchurch - 2x08 Episode 2.8Un anno dopo i fatti legati alla prima indagine sulla morte di Danny Latimer, Alec e Ellie tornano sul luogo maggiormente simbolico del finale della scorsa stagione, ovvero quel dipartimento di polizia del paese che mai (o quasi mai) si era visto fino a ora in questa annata. Ormai Alec fiuta il sangue e come lo squalo in prossimità della sua preda non vede altro che il suo obiettivo, mostrandosi, per sua stessa ammissione, disposto a fare qualsiasi cosa pur di concludere questo caso in maniera risolutiva. È forse lo sbalordimento di Alec (amplificato dall’interpretazione di Tennant), la sua ostinazione seguita dalla soddisfazione di aver finalmente trovato il ciondolo che tanto lo ha fatto dannare, la cosa migliore di questo finale di stagione tutt’altro che soddisfacente. Attorno alla sua figura si legano le altre cose positive disseminate in quest’episodio, come ad esempio il parallelo tra Ellie e Lee circa l’impossibilità di fidarsi davvero delle persone, anche quelle a cui si è più legati, o l’incastro di flashback che mettono chiarezza sui tragici eventi del passato legati alle morti di Pippa e Lisa. Da questo punto di vista però la risoluzione ha un po’ il sapore de déjà vu, di una ripresa un po’ troppo meccanica della risoluzione della scorsa stagione. Non solo: questo tipo di scioglimento è anche abbastanza simile a quello della seconda stagione di The Killing, mettendo esplicitamente il caso Rosie Larsen come termine di paragone, ma rappresentandone una sua versione banalizzata e priva delle atmosfere e dell’imprevedibilità della serie di Veena Sud.

– I wanna kill him, El.
– I know, me too.

Broadchurch - 2x08 Episode 2.8Se le vicende legate alla riapertura del caso Danny Latimer sono risultate decisamente insoddisfacenti sul piano della costruzione della trama legale e del confronto tra l’una e l’altra parte, le cose non funzionano tanto diversamente per quanto riguarda il rapporto tra la riapertura di una ferita mai rimarginata davvero (morte di Danny e arresto di Joe) e la cittadinanza di Broadchurch. Questo finale prosegue nel progressivo e un po’ troppo forzato ricongiungimento tra Ellie e Beth (che remano ormai dalla stessa parte), due tra cui i rapporti sembravano compromessi da una tensione elettrica insanabile. È abbastanza scontato quanto l’attacco di Mark e Nigel a un Joe appena liberato sia solo un inganno, il tentativo di far immaginare allo spettatore un nuovo omicidio. I due, in linea con lo spirito di questa stagione, mai davvero coraggiosa, ovviamente non ammazzano Joe ma lo portano davanti ad una sorta di nuova corte formata dai personaggi più rappresentativi della comunità, che in barba al verdetto della giustizia lo espellono dal paese salvandogli però la vita.

Si chiude così la seconda stagione di Broadchurch, lasciando la maggior parte degli spettatori profondamente delusi per via di esiti estetici e narrativi di gran lunga inferiori rispetto all’annata precedente. Il finale poi è tutto segnato all’insegna di un buonismo decisamente troppo zuccheroso, pieno di ralenti e abbracci a sancire uno strano “volemose bene” conclusivo che rischia di essere nauseante invece che commovente.

*La serie è stata rinnovata per una terza stagione, lasciando così aperta la speranza (a chi ci crede) di un ritorno ai fasti di un tempo.

Voto episodio: 5,5
Voto stagione: 6

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

3 Risposte

  1. Rosencrantz scrive:

    Recensione che non fa una piega. Ma il fatto è che Broadchurch doveva durare solo una stagione. Quanto venuto in questa è apparso al piu’ inutile. E la povera Charlotte Rampling, che continua a prestare il proprio talento a personaggi del genere (dopo Dexter). Il legal è stato da 4 (lei doveva essere un avvocatone e perde un caso con reo confesso), il secondo giallo da 7, il meglio chiaramente sono i due detective. Forse sarebbe il caso che lasciassero Broadchurch e se ne andassero a Londra? :)

     
  2. Michele scrive:

    Sei stato generoso: questo finale ha fatto schifo!

    La trama di Broadchurch ci regala il colpo di scena di Joe Miller innocente. Joe – che evidentemente in mesi e mesi di galera non ha avuto occasione di pensare a cosa avrebbe fatto se lo avessero assolto e pur sapendo di essere odiato più o meno da tutti – decide di tornare in città avendo come piano niente di meglio che andare a chiedere rifugio a Paul, il prete, in chiesa, il quale pensa bene di architettare un’idea in stile Orient Express, ma buonista, come dice giustamente Alessio. Non contenti di questo sviluppo imbarazzante, assistiamo alla surreale scena della famiglia Latimer e di Ellie Miller che danno uno schiaffo morale a Joe e lo cacciano dal paese.
    Nel frattempo, ecco la resurrezione di Hardy da insegnante boring di poliziottologia a super-cop nel pieno dei suoi poteri, con tanto di badge e passpartout per tutte le risorse della polizia inglese. Infatti eccolo arrestare e far arrestare nel giro di un’ora persone in qualsiasi paese dell’Inghilterra, riprendere possesso della centrale di polizia di Broadchurch e di tutte le sue sale interrogatorio e di sopraffare psicologicamente tutti e tre gli imputati portandoli a una piena confessione (stavolta speriamo ammissibile in un eventuale processo). Evidentemente deve aver preso il primo giorno di rimorsi e lacerazioni morali di ciascuno dei tre componenti del trio criminale dopo anni dal crimine. La soluzione del caso Sandbrook è complicata e imbarazzante. I tre sospetti hanno legato tra loro la notte che Ricky uccide per sbaglio la nipote in un impeto di gelosia dopo averla scoperta fare sesso con Lee. Mentre il primo va a nascondere il cadavere, il secondo uccide la figlia del primo con la complicità della moglie e va a nascondere il cadavere in un bosco. Da lì nasce una specie di sodalizio criminale.
    Hardy/Tennant, andiamo, come hai fatto a non pensarci prima?? Worst cop in the UK!

    Voglio dire, immaginate di prendervi una pausa da una cena di nozze boring e di tornarvene a casa. Immaginate di scoprire vostra nipote a letto, o meglio sul pavimento del salotto, col vostro vicino. Ma insomma, come si permette? E quella sfacciata insinua pure che siete arrabbiato perchè lei ha deciso di fare sesso col vicino anzichè con suo zio! Ci vuole una punizione! Per questo, andate immediatamente col pensiero al vostro punto di riferimento in fatto di educazione dei giovani: Homer J. Simpson. “Brutta bagarospa! Io ti stroz – TRAC!!!” Come in ogni poliziesco che si rispetti, non fate in tempo a finire la frase che vostra nipote è già lì morta in un lago di sangue. Ma come? Homer ha strozzato il figlio un sacco di volte, e Bart se l’è sempre cavata! Era solo una strangolatina amorevole… Vatti a fidare dei cartoni! A questo punto, avete esaurito le opzioni e fate l’unica cosa logica che qualunque persone ragionevole al posto vostro farebbe: andate a occultare il cadavere da soli in un cimitero. Giusto un’oretta, così fate ancora in tempo a tornare alla cena di nozze che avete lasciato un attimo per andare a fumarvi una sigaretta. Siccome siete comunque un padre responsabile, lasciate vostra figlia al vostro vicino, quello con cui vostra nipote stava facendo sesso e che nel frattempo è stato raggiunto da sua moglie che ha appena scoperto di avere le corna. Insomma, tutto sotto controllo! Non fate in tempo a tornare a casa dal cimitero che “Mi spiace Ricky, ma tua figlia è morta. Le ho dato il fiaschetto di whisky ed effetti speciali che mi avevi lasciato e lei deve aver alzato un pò troppo il gomito – sai come sono i giovani. Comunque dovevi saperlo che avevi una figlia alcolista, per cui è colpa tua! Vabbè dai, 1 a 1 e palla al centro. Adesso prenditi pure dieci minuti di lutto accanto a lei in quel campo di violette, così intanto Lee ha tempo di smontare il parquet insanguinato, rimontare il nuovo parquet (che sarà indistinguibile da quello vecchio per tua moglie i tuoi parenti e anche la scientifica), andare a bruciare il parquet insanguinato nella fornace di una fabbrica di cui ha preso a botte il figlio del proprietario e tornare la mattina per mettersi a pulire tutta la casa. By the way, se pensi che tu hai avuto una brutta giornata, lascia perdere: io sono incinta.”
    Come può succedere una cosa del genere? Questo non è un incidente o un guasto, qui siamo davanti a un disastro, tipo un aereo che si schianta. Evidentemente, gli autori devono essere finiti in un circolo vizioso, un vortice negativo che li ha trascinati sempre più a fondo, per cui quando a un autore veniva fuori un’idea balorda tipo fare assolvere Joe, allora un altro rilanciava “Not guilty? Va bene, però non gli facciamo raccontare la sua verità e lo teniamo lì in sospeso come un imbecille” E così via fino ad arrivare con una soluzione totalmente strampalata alla fine, ma sorretta dall’orgoglio di ciascuno degli autori che non voleva ammettere di mettere in dubbio la qualità del proprio contributo. Questo ragionamento funziona anche nel caso l’autore dell’episodio sia uno solo: in questo caso, è chiaro che durante la sessione di composizione è rimasto vittima di una fase bipolare, tipo Carrie di Homeland o Gollum del Signore degli Anelli, per cui la parte destra del cervello ha fatto una gara di bassezze con quella sinistra.
    Il punto di forza di BC è stato aver presentato esseri umani con caratteristiche esteriori e un carico di segreti, inseriti in un contesto verosimile, colpiti da un evento eccezionale, che sconvolge il loro micro-cosmo e mette tutti alla prova. Nella prima stagione, scoprivamo a poco a poco le personalità dei personaggi in maniera credibile e le forzature legate all’economia della trama erano marginali. In questa stagione, invece, abbiamo visto i personaggi fare tutto e il contrario di tutto, perdere il loro spessore e la loro credibilità precedente, per seguire una trama, che alla prova dei fatti non ha retto. Questo è un peccato. Visto che ci sarà una terza stagione, spero in un ritorno alle origini, va bene anche se ci riconcentriamo sulla Broadchurch originaria e provinciale che conoscevamo

    Le avvocatesse meritano un discorso a parte.
    Broadchurch ci ha presentato personaggi verosimili: persone buone, ma con segreti e anche con qualche peccato – genitori, poliziotti, giornalisti… insomma, gente comune. Da questo punto di vista, invece, le due avvocatesse sono due super-eroi: una vecchia bacucca ricca e con una villa a picco sul mare, che è andata in pensione, con una madre malata (che infatti muore dopo un’udienza), che ha una malattia agli occhi che la sta rendendo cieca e le fa fare incidenti in auto e che è pure lesbica in un piccolo paese di provincia contro una donna di colore di mezza età, uno squalo del foro in carriera, che ha lavorato per la vecchia bacucca e che adesso la odio, ma che ha anche un lato umano perché ha anche un figlio in prigione (che infatti viene pestato a metà stagione). Che cosa ci aggiungono le loro pause sigaretta al tribunale? Per Joe, Ellie e Hardy non aggiungono niente. Non servono nemmeno come espediente per far spiegare a Joe perché ha deciso di andare a processo. Cosa ce ne facciamo del bacio tra la direttrice del giornale e l’avvocatessa?
    Facciamo un passo indietro e facciamo un bel respiro. Da queste premesse, come poteva concludersi questa storyline? Una volta viste come sono andate le cose, è chiaro, mutatis mutandis, a cosa si sia ispirato l’autore e quale percorso concettuale abbia seguito per arrivare a questa soluzione:https://www.youtube.com/watch?v=7ST2_tkdyfQ

     
  3. Nicola scrive:

    Premesso che vi porgo i migliori complimenti per la qualita’ delle recensioni che fate, mi sono visto questa serie su Netflix. Non sono un grande fan delle serie di poliziotti perche’ tendono a essere tutte uguali e limitate, nel senso che non fanno sognare. Questa serie pero’ me la sono vista tutta per la generale alta qualita’ del tutto. Quello che concordo col recensore e’ il totale crollo che avviene con la serie 2 che va a riaprire un caso chiuso e lo porta in aula per un legal davvero piatto e noiosissimo. No komment sul secondo caso. Per gli amanti del genere consiglio la 1 e raccomando a tutti di sganciarsi dalla 2 e quasi certamente dalla futura 3. Saluti, Nicola

     

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