Fortitude – 1×01/02 Episode 1&2

Fortitude – 1x01/02 Episode 1&2Dopo un 2014 ricchissimo di serie, tra cui non poche eccellenze, il 2015 comincia sulla stessa lunghezza d’onda, quantomeno dal punto di vista delle aspettative. Fortitude si inserisce a pieno titolo in questo solco, guadagnandosi, come tante importanti serie degli ultimi anni, la possibilità di esordire con un doppio episodio.

Uno show come questo, con tutta la mole di aspettative che si porta dietro, conduce a due tipi di conclusioni di tipo critico, alcune ex ante, altre ex post. A proposito di queste ultime, la prima presa d’atto che salta all’occhio è il carattere estremamente eterogeneo dell’opera, dove per eterogeneo si intende la selezione di elementi vincenti presi un tanto al chilo, da un lato in maniera tanto programmatica e tanto modellizzante da risultare glacialmente impalpabile, dall’altra in maniera abbastanza randomica. Sin dalla sigla, la cui realizzazione per tanti versi sembra ispirarsi al successo di quella di The Affair, emerge la dimensione derivativa di un prodotto del genere.

Fortitude – 1x01/02 Episode 1&2Rispetto alle riflessioni relative al progetto da cui emerge la serie, sia dal punto di vista produttivo che da quello creativo, ci sono alcune peculiarità dalle quali non si può prescindere. Fortitude si presenta immediatamente come una serie-evento. L’aspetto produttivo da questo punto di vista influenza radicalmente quello della fruizione e della percezione generale del prodotto culturale: la serie è infatti una co-produzione tra Sky Atlantic (britannica) e il recente canale satellitare statunitense Pivot TV. Quest’aspetto ha consentito la messa in onda contemporanea della serie sulle due sponde dell’Atlantico, che non si è fermata ai soli due paesi ma ha coinvolto anche altri come l’Italia, vista la presenza del canale (Sky Atlantic) sulla piattaforma satellitare nostrana. Dal punto di vista creativo il nome da spendere è quello di Simon Donald, autore di Low Winter Sun (serie che, nonostante la scarsissima fortuna del remake americano realizzato da AMC, rappresenta un culto nella sua versione originale) e di Wallander, ottimo crime drama con protagonista Kenneth Branagh.

Fortitude – 1x01/02 Episode 1&2Senza rischiare di incorrere in spoiler, essendo questa la recensione degli episodi d’apertura della serie, diciamo subito che la protagonista di Fortitude è Fortitude. Non ci sarebbero particolari problemi se alla serie fosse sottratto un personaggio o anche un singolo evento, quantunque importante; la nuova serie di Sky Atlantic è prima di tutto un lavoro che mette la propria ambientazione al centro del processo creativo e del motore narrativo. La peculiarità principale è di natura geografica: Fortitude è un piccolo centro di ricerca del Circolo Polare Artico, caratterizzato, per la sua natura estrema, da condizioni meteorologiche (ma non solo) quantomeno anomale. All’interno di questo contesto si muovono circa cinque personaggi principali legati ad altrettanti attori estremamente riconoscibili: Richard Dormer interpreta un ambiguo detective locale; Sofie Gråbøl (protagonista di Forbrydelsen, versione originale di The Killing) governatrice di Fortitude; Stanley Tucci, che veste i panni di un detective chiamato da fuori per indagare su un caso di omicidio; Christopher Eccleston, di nuovo in televisione dopo The Leftovers, scienziato locale; Michael Gambon, che dà vita a un dolente fotografo di paesaggi estremi prossimo alla morte a causa di una grave malattia. Al di là di questi personaggi la serie si presenta come un racconto estremamente corale incentrato sulla messa in scena di un’intera comunità.

Fortitude – 1x01/02 Episode 1&2Se a prima vista il tentativo di replicare formule di successo può essere annoverato tra i pregi di Fortitude, a conti fatti si rivela uno dei suoi più grandi limiti. C’è la tendenza ormai usurata a rappresentare una scena del crimine in un paesino sperduto dove tutto è solo in superficie tranquillo, ma in realtà ogni personaggio nasconde qualcosa: un modello narrativo che da Twin Peaks a Broadchurch ha trovato tante, forse troppe variazioni sul tema e non tutte così riuscite. C’è l’esplicita volontà a collegarsi a quei racconti seriali dalle ambientazioni “glaciali”, prendendo come diretti referenti serie come Fargo e Lillehammer finendo per far risultare ogni immagine come già vista. Allo stesso modo si comportano le scene dove il paesaggio innevato ai limiti della sopravvivenza richiama fin troppo quello oltre la Barriera di Game of Thrones, certificato dalla comune production designer Gemma Jackson.

Fortitude – 1x01/02 Episode 1&2Sin dall’inizio la serie punta i riflettori sul rapporto tra le condizioni estreme e le percezioni delle stesse, ovvero su come una simile situazione possa dare luogo a comportamenti in altri contesti abbastanza inspiegabili. Allo stesso modo vi è una forte inclinazione verso sequenze smaccatamente metaforiche, specie se concernenti elementi della natura come l’acqua che rompe anche il ghiaccio più indistruttibile o gli orsi polari, vero simbolo dell’ostilità del mondo che i personaggi si trovano a fronteggiare. Il reale problema non è tanto la sottolineatura di una retorica un po’ troppo marcata, quanto la voglia di voler parlare di tutto, di cavalcare tanti generi diversi senza affrontarli mai degnamente, e soprattutto di voler dire una parola definitiva su ogni cosa. Ci si trova così di fronte a una detective story che non ha il tempo e la pazienza per dipanarsi degnamente perché deve far posto a un’indagine sociale sugli abitanti del posto, approfondimento che senza indugi viene messo in secondo piano per affondare le mani nel più classico dei bozzetti familiari, in cui il marito tradisce la moglie e poi puntualmente subisce la punizione di un destino forse un po’ troppo paternalistico. A questo poi si aggiunge una dimensione che viaggia sui binari del paranormale, sfruttando le stranezze della location (aurora boreale, orsi polari maggiori degli abitanti, giornate con ventiquattro ore di luce) e aprendo al fronte dell’inspiegabile/religioso, già di suo rischiosissimo e rispetto al quale gli esiti deludenti di The Leftovers dovrebbero aver insegnato quanto sia meglio evitarlo.

In conclusione questi primi due episodi di Fortitude rappresentano un esordio deludente rispetto alle alte aspettative riposte. Non tutto però è da buttare, anzi, il triangolo composto dai due detective e la governatrice può fare emergere, in prospettiva, le migliori qualità della serie.

Voto: 6-

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

6 Risposte

  1. Pietro Franchi scrive:

    Io invece devo dire che sono abbastanza fiducioso dopo questo lunghissimo pilot. Ci sono tante cose che funzionano e tante che non funzionano (la già citata famiglia con problemi, per fare un esempio), ma il tema della “città in cui tutti nascondono tutto” è stato sfruttato abbastanza bene, grazie alle peculiarità di un posto che si configura (nonostante l’ambientazione “glaciale” sia già stata sfruttata) come una novità, e parlo, ad esempio, dell’assenza di crimini, della necessità di ognuno di sapersi difendere da solo, ecc.
    Insomma, mi sembra chiaro che si tratta di una serie che potrebbe diventare sia molto interessante che una grossissima delusione. Per ora sono curioso, ma starà ai prossimi episodi confermare o smentire le potenzialità espresse in questo esordio.

     
  2. Simona Maniello scrive:

    Concordo con Pietro, anche per me è ancora troppo presto per parlare di delusione. In effetti alcuni punti ho avuto l’impressione che volessero “strafare” mettendo troppa carne al fuoco, ma credo che ciò sia almeno in parte dovuto al fatto che sono partiti con una doppia premiere, forse un po’ troppo lunga. Insomma, anche io per ora resto fiduciosa.

     
  3. Firpo scrive:

    Concordo con tutta la recensione.
    Dopo aver visto questo pilot non ho nessuna voglia di proseguire e se il mio compagno non avrà intenzione di andare avanti potrei già scendere alla prima fermata.

     
  4. Ste Porta scrive:

    Resto in standby.
    Nel senso che concordo con te Atti su alcune cose (la ripetitività dello schema paesino, famiglie, ecc.), ma in sostanza non mi ha neanche deluso, forse perchè non sono partito con aspettative altissime, come sottolinei tu nell’intro della recensione.
    D’accordo anche con Pietro, può uscire un racconto interessante o il nuovo Terranova. Vedremo, non si sa mai.

     
  5. Michele scrive:

    Sono d’accordo con Ste Porta, l’inizio non e’ eccezionale, ma neanche male. Ti lascia con la voglia di andare avanti. È anche bello il fatto di avere diversi personaggi enon un solo protagonista o un gruppo ben definito. Vediamo cosa succede, comunque per ora direi che se la gioca con Leftover, forse è anche un pochino meglio.

     

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