Fortitude – 1×03/04 Episode 3&4

Fortitude - 1x03/04 Episode 3&4Con un doppio pilot per certi versi interessante Fortitude si era assicurata perlomeno la curiosità del pubblico, introducendo elementi che avrebbero rimandato al futuro un giudizio definitivo sulla qualità di quello a cui si stava assistendo.

Passati altri due episodi, si può dire che è ancora presto per poter stabilire se la serie targata Sky Atlantic sia realmente in grado di spiccare sul panorama televisivo attuale: diversi punti di forza vengono confermati, è vero, ma è impossibile non notare come certe debolezze notate nell’esordio continuino a farsi sentire, rendendo spesso la narrazione frammentata e poco convincente. Siamo di fronte, insomma, ad un prodotto ancora fortemente diviso tra qualità degne di nota e difetti da eliminare, e non è facile stabilire quale delle due parti prevarrà entro la fine di questa prima stagione.

Everybody here is running away from something.

Fortitude - 1x03/04 Episode 3&4La terza puntata è forse la più prevedibile delle due, e si svolge portando semplicemente avanti tutte le trame che erano state presentate nel pilot: è questo che rende l’episodio diviso in due blocchi narrativi qualitativamente molto diversi tra loro, per livello di scrittura e per interesse da parte dello spettatore. Se da una parte abbiamo il proseguimento dell’indagine e la crescita delle ostilità verso il nuovo arrivato detective Morton, dall’altra le storie secondarie riguardanti Frank, Elena e Hildur non riescono a non sembrare dei semplici riempitivi per una narrazione che avrebbe avuto, in realtà, bisogno di meno episodi per essere raccontata. Si tratta di uno dei difetti inevitabili che occorrono quando si sceglie di mettere in scena un così alto numero di personaggi, che non possono (salvo in rari casi) risultare tutti interessanti, tutti ben costruiti, tutti ben gestiti: è questa la principale (e prevedibile) carenza della puntata, che alterna fasi come queste ad altre sicuramente più convincenti.

Fortitude - 1x03/04 Episode 3&4Tra queste ultime spicca la già citata rivalità in corso tra la polizia locale e il personaggio interpretato da Stanley Tucci, aiutato da una caratterizzazione non originale ma perlomeno più che soddisfacente. Dopotutto, la novità in Fortitude è costituita esclusivamente dalle premesse: il luogo unico e quantomai isolato, le usanze del posto (“You cannot die here, or be buried here“), la naturale propensione allo scambismo degli abitanti. Oltre a ciò, si può dire che ci si trova di fronte ad una storia costruita in maniera assolutamente tradizionale: una volta accettato questo fatto, si possono notare i lati positivi di quella storyline che regala, nel finale dell’episodio, una scena particolarmente intima e credibile, ovvero quella dell’incontro al bar tra lo sceriffo Anderssen e il detective Morton. Anche la gestione dell’indagine, comunque, non delude, riuscendo a costruire dei colpi di scena non molto efficaci in quanto tali, ma ad ogni modo in grado di portare avanti la narrazione in maniera piuttosto convincente.

I am the inevitable consequence.

Fortitude - 1x03/04 Episode 3&4La quarta puntata è quella che riesce a suggerire uno sviluppo più organico della narrazione grazie alla capacità di far convergere alcune delle trame secondarie verso un’unica direzione, ovvero quella intrapresa con l’inizio dell’indagine: in questo modo, le parti reputate inizialmente meno importanti vanno ad assumere un ruolo più consistente, dando alla coralità della serie maggior senso. La relazione tra Frank e Elena, così, entra in un’ottica meno marginale grazie al violento intervento di Dan, tanto prevedibile quanto ben costruito, in grado di regalare all’episodio un climax soddisfacente; lo sceriffo è forse il personaggio che gli autori stanno costruendo ed analizzando con maggior attenzione, e la sua iniziale caratterizzazione un po’ stereotipata è stata ridefinita con cura, rendendolo ancora enigmatico eppure a tratti perfettamente comprensibile da parte dello spettatore. Il suo rapporto con Henry, inoltre, costituisce fin dall’inizio il continuo rimando all’umanità del personaggio, all’apparenza ostile e crudele ma in realtà l’unico in grado di trattare con affetto un uomo dimenticato dal resto della comunità.

Fortitude - 1x03/04 Episode 3&4Nonostante gli evidenti passi avanti compiuti verso una maggiore coesione, comunque, ci sono ancora degli aspetti che risultano fuori posto o troppo marginali, tra cui, in particolare, la fuga di Ronnie con la figlia e le vicende di Vincent. Per quanto riguarda il primo, infatti, è chiaro come la sua colpevolezza sia da escludere, eppure una parte non trascurabile della narrazione viene dedicata all’allontanamento dell’uomo da Fortitude e alla successiva ricerca, due eventi probabilmente necessari ma comunque di scarso interesse o impatto narrativo; anche la storia di Vincent continua a risultare fin troppo accessoria, e in questo caso si tratta di un difetto ancora maggiore, viste le potenzialità che il personaggio (giovane, straniero, inesperto) offre in termini di sviluppi futuri. Per ora il suo utilizzo ai fini della storia è stato limitato ad una breve incarcerazione e ad un ruolo di contorno negli studi sui ritrovamenti del professor Stoddart, ma si spera che quanto lasciato intendere dal pilot (ovvero la sua importanza nel quadro generale) possa mostrare i suoi frutti nelle puntate successive.

Fortitude, quindi, si configura ancora come un prodotto in attesa di un verdetto, una serie che ha molto da dire ma che sembra debba ancora rivelare dove sta andando e cosa sta cercando di diventare. Ad ogni modo, una cosa è emersa da questi due episodi, ed è che, viste le premesse, la creatura di Simon Donald si è rivelata essere qualcosa di molto più convenzionale di quanto ci si potesse aspettare.

Voto 1×03: 7+
Voto 1×04: 7 ½

 

Pietro Franchi

Piccolo o grande schermo, se vale la pena litigarci sopra ci sto. Tutto qui!

1 Risposta

  1. Michele scrive:

    La svolta!

    Sono d’accordo con Pietro che nella quarta puntata le cose sono cambiate x il meglio. Finora stavo applicando la willing suspension of misbelief e gia’ che c’ero anche of judgement. Voglio dire, la serie prometteva strutturalmente bene: beccata per caso la pubblicita’ su Sky il giorno prima della messa in onda del pilot, dopo un’attenta valutazione aveva superato la “soglia di registrabilita'”: era una serie nuova che stava x cominciare e potevo registrarmela gratis su on demand e seguirla tutta!
    Poi ero andato in apnea sui primi tre episodi. Bella la fotografia, un po’ strampalata una cittadina di 700 abitanti cosi’ grande e ben attrezzata e con un melting pot da fare invidia all’Appartamento Spagnolo, ma con un mistero da risolvere e un numero di personaggi da presentare che ricorda Game of Thrones (che pero’ li presentava meglio, ma d’altronde non possono essere tutti GoT, e comunque questa non è HBO). I primi episodi passavano lasciandomi veramente a metà del guado: si va bene fammi vedere come sta andando un flame tra amici sul gruppo di whatsapp – no aspetta che cavolo ha fatto quel bambino mezzo congelato?
    Insomma, come per Leftover, andavo avanti a vederlo perché tutto sommato è un prodotto godibile, ma anche con un amarognolo che hai di fronte a qualcosa che sai che potrebbe dare di piu’.

    E sono felice di annunciare che il quarto episodio ha dato l’accelerata giusta – basta whatsapp! Ce lo vediamo tutto per bene, con picchi da lasciarti incollato allo schermo a pendere letteralmente dalle labbra degli attori, come non mi capitava da True detective, tipo

    “Why the fuck is he asking about Billy Pettygrew now?”
    “Bercause (lunga pausa) (sussurrato) I think that’ the reason he’s here”

    Kudos a Stanley Tucci, che sta facendo il fenomeno, magnete di interesse, anche se sono d’accordo che il personaggio di Dan, il poliziotto locale finora è quello che sta emergendo come meglio caratterizzato, nonostante l’antipatia che genera nello spettatore, è quello che può dare vari spunti interessanti (“allora non e’ in combutta con la governatrice? E poi che c’e’ dietro la storia con Sonia?”).
    La svolta di tipo mystery/thriller può essere un ottima notizia e puo’ mandare la serie a finire su binari migliori di Leftover, con meno pretese intellettualistiche, un nucleo solido e che puo’ svilupparsi lungo diversi personaggi promettenti, perche’ secondo me abbiamo appena cominciato a scavare nel lato sporco dei signori e delle signore che vediamo sullo schermo (chi ha messo la maglietta sporca di sangue sotto al letto del bambino? E poi dobbiamo avere paura del padre nella tenda in mezzo al deserto artico oppure della figlia? E il trio marito/moglie/suocera ha almeno una persona normale?).

    Concludo con alcune considerazioni sparse sulle quali mi piacerebbe sentire cosa ne pensate:
    – Stanley Tucci dicevamo, lui è chi ha preso lo show per mano, come una sorta di eroe, per andare a scavare in un pozzo che promette molto bene, anche se dovendo credere al poliziotto, potrebbe non essere un eroe senza macchia, ma avere motivi inconfessati per essere a Fortitude. Bene, la sua recitazione “British” con tanto di the in mano funziona. L’unico dubbio che ho e’ che spesso quando viene inquadrato e fa un’osservazione ficcante o una domanda fastidiosa, proprio l’ultimo secondo e mezzo dell’inquadratura sembra mettere su una specie di sorrisetto che rovina tutto, perché ti dice “ecco guarda te l’ho messo in quel posto, visto quanto sono bravo.”
    – La notte e il giorno: insomma, io non ho ancora capito in che stagione siamo, o meglio la stagione sembra cambiare da un giorno all’altro, visto che finora si è tutto svolto nel giro di pochissimi giorni. Ci sono un po’ di ore di sole, per cui non siamo in inverno, e anche le notti sono belle lunghe, però non sembra neanche fare un freddo che ti aspetteresti a un ottobre o aprile sopra il circolo polare artico
    – Avete visto l’acqua della baia dove Frank e Dan hanno ormeggiato la barca? Era uno specchio e riproduceva fedelmenta la montagna li’ accanto – stupendo!
    – 700 abitanti, una ventina di personaggi, piu’ un’altra trentina di comprimari/famigliari, apparte questi il resto di Fortitude sembra essere un presidio convintamente metallaro, visto che devono essere le altre 650 persone a passare le serate l’unico pub visto ora in paese (un pub metallaro, appunto)

    Per concludere, darei un voto piu’ alto alla puntata, considerando anche che mette le baso per un ottimo proseguimento perché ben scritta e interpretata e non vedo l’ora che arrivi venerdì prossimo!

     

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