Parks and Recreation – stagione 7 episodi 7-9

Parks and Recreation - stagione 7 episodi 7-9A due settimane dal finale di serie di Parks and Recreation analizzarne un episodio senza essere influenzati dalla storia dello show è praticamente impossibile, così come la delusione che ha suscitato la prima metà della stagione 7 è in gran parte figlia di un’altissima considerazione di ciò che questa comedy ha saputo mettere in scena nel passato.

Tuttavia, anche senza prendere in considerazione quel glorioso passato nell’analisi di questi episodi, il giudizio rimane non troppo positivo. Fare le pulci alla settima stagione di una serie comedy lascia il tempo che trova ed anzi, si dovrebbe plaudire al fatto che una settima stagione c’è stata in un momento di crisi della comicità seriale; questo però non può essere un free pass per tutto, visto che fermarsi quando ancora le cose vanno bene è possibile – e caldamente consigliato. Per questo non si può chiudere un occhio sulla parte strettamente comica di Parks and Recreation, fonte primaria di delusione e origine di gran parte della noia che accompagna la visione dei tre episodi. Parks and Recreation non fa più ridere ed i sintomi che si intravedevano nella sesta stagione non hanno fatto altro che peggiorare a vista d’occhio.

Parks and Recreation - stagione 7 episodi 7-9I personaggi non riescono più a veicolare la rottura tra la normalità ed il bizzarro con residenza a Pawnee, unico vero motore comico che ha dato energia allo show, perchè non sono più quelli di prima: averli fatti evolvere, sia nelle caratteristiche che nel ruolo, non è stata la scelta giusta in questo caso. April, Tom ed Andy sembrano la caricatura di loro stessi e più precisamente, nel caso dei primi due, l’avergli dato un peso maggiore nell’economia della serie non ha pagato in termini di divertimento, costringendoli a sostenere un peso che non potevano portare. Come spalle comiche funzionavano ottimamente, ma nelle vesti di comici principali le responsabilità cambiano.

Il livello dei personaggi secondari e delle guest star comiche amplia il malcontento verso il cast principale: Donna, Jerry (ma anche la presentatrice Joan Callamezzo, Roscoe, VP di Gryzzl, e molte altri) nei pochi minuti a loro disposizione riescono a mettere a segno battute efficaci e divertenti, o comunque riescono a sostenere il peso delle gag a loro affidate. Probabilmente basterebbe ripartire i tempi in video di ogni personaggio per alleggerire alcune storyline molto poco comiche. È chiaro che la colpa non è degli attori che interpretano un ruolo, ma di chi quel ruolo lo scrive: uno dei punti di forza della serie è proprio la qualità del cast, che, nonostante sia penalizzato da una sceneggiatura non brillante, riesce a valorizzare – per quanto sia possibile – ogni battuta e dialogo.

Parks and Recreation - stagione 7 episodi 7-9La presenza di un numero così alto di guest star (praticamente tutte quelle che abbiamo incontrato nel corso della serie appaiono nella settima stagione), anche se vuole passare per una grande citazione del passato ed un modo per omaggiare tutti i personaggi che hanno fatto la storia della serie, non è altro che un chiaro segno di un impianto creativo debole, che per sopravvivere e fare minutaggio deve riesumare chi non ci saremmo mai aspettati di rivedere, per rimpolpare e dare nuova linfa vitale alla trama. Nonostante alcune storyline siano risolte in modo eccessivamente frettoloso (come il litigio tra Leslie e Ron) ed altre partano senza collegamenti logici con l’episodio precedente, va detto che la trama degli episodi 7, 8 e 9 è quasi più coinvolgente della parte comica e questo non è accettabile. Sembra quausi che lo sforzo per dare alla stagione finale una trama molto più solida del previsto (e del passato, in cui l’arco narrativo aveva un punto di partenza ed uno di arrivo, in cui gli equilibri cambiavano poco) non abbia lasciato tempo ad un altrettanto solida parte comica, di gran lunga più difficile da costruire.

Parks and Recreation - stagione 7 episodi 7-9Sette anni di vita non sono pochi e si sentono tutti, soprattutto perchè il cambiamento che avevano in mente i vertici dello show (partito dal salto temporale di inizio stagione) non ha portato Parks and Recreation su un altro livello: lo show è rimasto una versione sbiadita di quello che era e, se mai l’avesse voluto fare, non è riuscito ad avvicinarsi alla qualità delle commedie cable, meno comiche in senso stretto, ma caratterizzate da una commistione di generi che le rende più interessanti.

Per questo “Donna & Joe”, “Ms. Ludgate-Dwyer Goes to Washington” e “Pie-Mary” sono tre episodi che intrattengono (a stento), ma non lasciano allo spettatore né nulla di nuovo, né nulla di vecchio; e ciò, per una serie come Parks and Recreation, sarebbe stato tantissimo.

Voto: 6

 

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

6 Risposte

  1. Non ero d’accordo con te l’anno scorso, non lo sono oggi :) Non penso che Parks&Rec dovesse fermarsi e non trovo che questa stagione sia un fallimento. A me fa ancora ridere e credo sia sorprendente la qualità di certi dialoghi, che non tradiscono né il passato né i personaggi, ormai sul finire della settimana annata. Qualche problema c’è, l’ho scritto anch’io nella recensione di Ron and Leslie (la cui storyline si è conclusa troppo velocemente – e poi c’è il problema di April) ma da qui a dire che Parks&Rec intrattiene a stento e non fa più ridere ce ne passa! Non mi sono mai annoiata durante la visione, anzi, guardando “Donna & Joe” o “Pie Mary” (“Mrs Ludgate-Dwyer goes to Washington” è sicuramente il più debole) ho pensato più volte che questo show mi mancherà da morire quando finirà. “Pie Mary”, poi, è stato un episodio fantastico per tutti quelli che, come me, amano la vena femminista dello show (c’è Amy Poehler dietro, che le vuoi dire?).
    Insomma, non dico di essere totalmente in disaccordo con la recensione, però la trovo davvero troppo pessimista.

     
    • Davide Canti scrive:

      Recensire una serie basata quasi esclusivamente sulla comicità (visto che la trama orizzontale solo in questa stagione è diventata una parte appena rilevante) è difficile, perché volente o nolente si deve proprio fare un’analisi sulle battute e cose simili. Secondo me Parks non è mai stato qualcosa di più profondo e non lo è neanche ora, quindi se la parte comica l’ho trovata debole, tutto il resto è subordinato a questo parere negativo. È difficile ribattere sulla tua obiezione, perché il tuo esserti divertita, proprio come il mio non divertimento, è soggettivo e personale. Come faccio a dirti che queste puntate sono state noiose, se non secondo il mio parere? In questo sta la difficoltà nell’argomentare un’idea come la mia. Che molti abbiano apprezzato questo trittico di episodi non lo metto in dubbio, che ci sia stato un calo mi sembra altrettanto vero e probabilmente sono stato troppo severo/superficiale. Però devo essere sincero: mi sono davvero annoiato e non essendo mai stato un hater la cosa mi ha sorpreso ancora di più.

       
      • Cosa intendi per “qualcosa di più profondo”? Un dramedy? Perché in questo caso ovviamente Parks & Rec è una comedy classica, senza risvolti drammatici. Ma ciò non significa che sia un semplice susseguirsi di battute senza un qualsivoglia sviluppo dei personaggi, ad esempio. Anzi, in questo senso, ha fatto uno dei lavori migliori in tv, fondendo comicità e caratterizzazione senza snaturare né l’uno né l’altro aspetto… ancora oggi. Poi rimane sempre una serie surreale, fin troppo ottimista, ma mai smielata: ed è questo il bello, la caratteristica che la differenzia da molte altre comedy mainstream che parlano di buoni sentimenti, sfociando quasi sempre nella banalità più zuccherosa. Non è pungente come Community, non lo sarà mai, ma ha saputo trovare un suo equilibrio che per me, ancora dopo 7 stagioni, continua a non avere rivali. Se parli di trama, beh, anche in passato mi sembra ci fosse un filo conduttore, quindi non vedo grossi cambiamenti. Chiaro che se a te non fa ridere non ci si può fare nulla, ma io, ripeto, non trovo vere e proprie differenze rispetto al linguaggio usato in passato quindi, provando ad essere il più obiettiva possibile, penso che comunque la serie funzioni e si stia concludendo degnamente.

         
        • Davide Canti scrive:

          Tu hai citato Community. Secondo me Community è una comedy più profonda, nel senso che va oltre l’idea comune di comedy, pur non sfociando nel dramedy. Parks, invece, l’innovazione di Community non ce l’ha mai avuta. È una comedy carina/bella/bellissima ma niente di più, che non vuol dire sminuirla.

           
  2. Pietro Franchi scrive:

    Sono d’accordo con Francesca. Non sarà l’annata migliore di Parks and Rec, ma da qui a dire che non fa ridere e che sta deludendo le aspettative secondo me c’è un abisso; le risate (nel mio caso, ovviamente) continuano ad esserci e la caratterizzazione dei personaggi è sempre ben fatta, sempre naturale ed armonica.
    La concentrazione sulla trama, poi, non la vedo né come qualcosa di negativo (si può portare avanti insieme alla comicità senza problemi, come fanno molte comedy) né come qualcosa di nuovo, perché ricordiamoci che la quarta stagione, che è la migliore insieme alla terza, aveva una trama orizzontale solidissima e inusuale per quanto riguarda le comedy “classiche”, riuscendo ad ottenere una profondità invidiabile. La stessa cosa è successa con quasi tutta la sesta stagione, e così via; l’unica differenza è che in questo caso si parla di 13 episodi e non di 23, quindi è chiaro che – nel bene e nel male – ci sono meno episodi utilizzati puramente come riempitivi.

     
  3. LadyA. scrive:

    Non sono d’accordo con la recensione, sicuramente rispetto alle stagioni iniziali nella sesta e settima ha perso po’ di smalto, ma è un calo fisiologico quasi impossibile da evitare dopo molti anni. Le stagioni finali poi sono un caso a parte, hanno sempre quel gusto dolce-amaro, e per gli autori è difficile dover bilanciare la parte comedy col dover dire addio a tanti personaggi e quindi costruire le storie in modo ancora più specifico.
    Trovo parks invece una delle comedy più profonde, fino a 2 anni fa se avessi dovuto scegliere tra Community e Parks avrei scelto Community, ma adesso metto al primo posto Parks&Rec….Community è stata un’ottima comedy, con episodi davvero belli (paintball, Cooperative calligraphy) poi però si è lasciata trasportare troppo dal desiderio di strafare e da originale è diventata ridicola, ho finito la quinta stagione a stento e non so nemmeno se la sesta la guarderò. Parks invece è riuscita a trovare l’equilibrio perfetto tra comicità paradossale ed evoluzione di storie e personaggi, con protagonisti si caratteristici e molto particolari ma mai macchiettistici, sono sempre riusciti ad essere personaggi e non mere macchiette comiche…

     

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