The Casual Vacancy – 1×01 Episode 1

The Casual Vacancy - 1x01 Episode 1Straordinario, spregiudicato, immorale, inopportuno, politically incorrect: gli aggettivi, all’uscita del romanzo “The Casual Vacancy” di J.K. Rowling, si sprecarono. Tra chi addirittura osò definirlo il Game of Thrones dell’Inghilterra contemporanea e chi, al contrario, lo descrisse come un calo artistico della scrittrice di “Harry Potter”, ebbe se non altro il merito di far parlare di sé a lungo. 

La realizzazione, oggi, della relativa miniserie TV in tre episodi ‒ da parte di una collaborazione tra nientemeno che BBC e HBO ‒  è un’ottima scusa per tornare a discuterne.

A chi la visitasse per la prima volta, Pagford apparirebbe come un’idilliaca cittadina inglese. Un gioiello incastonato tra verdi colline, con un’antica abbazia, una piazza lastricata di ciottoli, case eleganti e prati ordinatamente falciati. Ma sotto lo smalto perfetto di questo villaggio di provincia si nascondono ipocrisia, rancori e tradimenti. Tutti a Pagford, dietro le tende ben tirate delle loro case, sembrano aver intrapreso una guerra personale e universale: figli contro genitori, mogli contro mariti, benestanti contro emarginati.
(da “Il Seggio Vacante” di J.K. Rowling – 2012, Salani Editore)

The Casual Vacancy - 1x01 Episode 1Trasformare un romanzo del genere in un prodotto televisivo non era una missione così agevole: infatti, anche se il suo essere antologico lo rendeva particolarmente adatto ad una versione audiovisiva, fattori quali la complessità psicologica di molti personaggi e l’assenza di una vera e propria “finalità” nell’intreccio narrativo potevano essere pericolosissime trappole per la sceneggiatrice Sarah Phelps. Se ce l’abbia fatta o meno è difficile da giudicare basandosi sul semplice primo episodio, ma da questo punto di vista sono già emersi pregi e difetti di scrittura.
Ad esempio si può apprezzare la decisione di iniziare a raccontare la storia a partire da qualche ora prima rispetto alla morte di Barry Fairbrother, vero e proprio evento scatenante della vicenda (nel libro era narrata nelle prime pagine): una scelta azzeccata se si pensa che, a differenza del medium cartaceo, un incipit in medias res avrebbe tolto la possibilità di presentare la cittadina di Pagford, effettiva protagonista della storia. Non si può che storcere il naso, invece, davanti al fatto che la miniserie avrà in totale tre episodi: un numero abbastanza esiguo, che difficilmente riuscirà a rendere approfondite le introspezioni degli eterogenei protagonisti.

The Casual Vacancy - 1x01 Episode 1The Casual Vacancy è, difatti, un libro che fa dei personaggi il suo punto forte. La scrittrice, già notoriamente capace di costruire intensi edifici psicologici attorno ad essi, si pose principalmente due obiettivi: innanzitutto quello di sfatare il mito che la vedeva come semplice autrice per ragazzi, dimostrandosi abile anche nel raccontare una storia dai sapori decisamente più adulti ‒ aspetto, questo, che ha deluso moltissimi tra coloro che si aspettavano qualcosa di simile a “Harry Potter”; e poi quello di descriverci una società marcia, sfruttando l’emblematico esempio dell’utopico paesino inglese per dimostrarci che, alla fine, tanto utopico non è.

It’s impossible to keep secrets in this place, isn’t it?
Oh, you’d surprised, Pagford. Everyone’s got skeletons rattling in their cupboard.  Everyone’s got something.

Capita spesso di desiderare una fuga dai disordini della metropoli, magari proprio per andare a vivere in un luogo come Pagford: chi non vorrebbe prendere parte alla tranquillità di un pittoresco paesino con qualche centinaio di abitanti? È in questi luoghi paradisiaci, ci dice la Rowling, che in realtà si consuma il degrado dell’umanità, dove invidia, egoismo e presunzione sono sentimenti all’ordine del giorno.
The Casual Vacancy - 1x01 Episode 1È un romanzo che espone il rapporto sofferto tra l’autrice e la sua Inghilterra, la quale ha raggiunto nella sua visione apici di deterioramento morale. Come si è detto prima, però, per comunicare un messaggio attraverso il medium televisivo non sempre si possono sempre adottare le stesse tecniche della versione letteraria, ed è per questo motivo che nel primo episodio della miniserie tale messaggio ci viene recapitato mediante le immagini: una sontuosa villa accostata a cassonetti della spazzatura, o ancora un lussuoso dipinto “decorato” da graffiti blasfemi.
È innegabile il ruolo di primo piano svolto dall’ambientazione, ma sono soprattutto i personaggi che la popolano a renderla importante; ecco perché, se questi nel libro si potevano descrivere minuziosamente grazie all’intervento della narratrice, per quanto concerne la controparte televisiva il tutto è affidato alla bravura degli attori e della sceneggiatrice. Un compito arduo che si è concretizzato soltanto in parte: ad un terzo della narrazione lo spettatore che non ha letto il libro non ricorderà, o quantomeno non imprimerà che pochi personaggi nella propria mente. Cionondimeno è lampante che, essendo costretti per esigenze di produzione a condensare una tale portata di avvenimenti e descrizioni in circa un’ora di episodio, i creatori della serie abbiano fatto un buon lavoro.

“Restore, rejuvenate, revive. Immerse yourself in wellness.”
Lovely photos. Look at their lovely teeth. Lovely hair. Lovely Pagford people.

Le performance degli attori dovevano essere assolutamente ineccepibili, o il progetto avrebbe perso almeno metà del proprio fascino; questo perché The Casual Vacancy, come sa bene chiunque abbia letto il romanzo, è fatto di personaggi antipatici, dai comportamenti disumani e caratteristici di uno stile di vita malato, portato a “guardare dall’altra parte” nel momento in cui si presenta un problema altrui.
The Casual Vacancy - 1x01 Episode 1Nonostante si cerchi in questa sede di parlare del pilot senza spoiler, prima si è citata la morte di Barry Fairbrother, e il motivo è molto semplice: rappresenta la rottura della quiete nel paesino in cui si ambienta la vicenda, ed è anche causa diretta del nome della miniserie (una “vacanza imprevista” si ha in caso di morte di uno dei consiglieri dell’amministrazione locale ‒  Barry, appunto, il cui decesso viene già semi-annunciato fin dalle prime sequenze). La sua scomparsa è, dunque, la goccia che fa traboccare il vaso a Pagford: da qui nascono gli schieramenti e fuoriescono nuovi, macabri aspetti del carattere di molti dei personaggi. Ecco che ci si ricongiunge alla bravura degli attori, necessaria per mostrare una loro così imponente evoluzione caratteriale: basterebbe la straordinaria abilità di Michael Gambon (Silente/Dumbledore in “Harry Potter”) e di Julia McKenzie nei panni dei coniugi Mollison, la famiglia più conservatrice ed egoista della cittadina, a promuovere il comparto recitativo con ottimi voti. In generale, comunque, il casting è stato abbastanza fedele al romanzo, e ne è testimone la (voluta) impossibilità di empatizzare con qualunque personaggio se non, appunto, lo stesso Barry.

L’episodio, almeno in Inghilterra, non è piaciuto al pubblico; nonostante abbia conseguito ottimi risultati a livello di ascolti, una parte degli inglesi ha preso questo prodotto come un’offesa al loro stile di vita, come una degenerazione iperbolica di una situazione che, in realtà, non è drammatica come viene descritta.
The Casual Vacancy - 1x01 Episode 1Tuttavia, considerando la natura iper-critica dell’opera nei confronti non solo della realtà rurale inglese bensì di tutta l’umanità, e tenendo presente che l’obiettivo dei creatori era proprio quello di rendere odiosi i personaggi, portando lo spettatore a riflettere sulla pateticità delle apparenze, si può ritenere la missione compiuta. Dopotutto anche il libro fu criticato da molti per lo stesso motivo, e per i suoi contenuti non si possono biasimare gli autori della relativa serie.

Volendo, insomma, dare un giudizio definitivo a questo primo episodio, è obbligatorio sottolineare che non tutti lo apprezzeranno e che, anzi, dividerà certamente il pubblico in modo netto tra chi lo elogerà e chi si fermerà alla prima mezz’ora di visione; ad ogni modo è un prodotto assolutamente consigliato, se non altro perché consentirà allo spettatore di confrontarsi con un mondo all’apparenza diverso dal proprio, ma con il quale probabilmente riscontrerà almeno qualche analogia.

Voto: 7+

 

Simone Martone

Profondamente ossessionato da ogni tipo di arte, è legato soprattutto al cinema, assumendo come autorità assoluta Stanley Kubrick. Nella disperata - e tutt'ora in atto - ricerca di un artista capace di replicarlo, si imbatte "accidentalmente" nelle serie televisive, colpevole anche la carenza del moderno settore cinematografico. Così vede Lost, poi Fringe, poi Breaking Bad, fino a raggiungere uno stato di totale dipendenza seriale. Già accanito lettore di Seriangolo, entra nella redazione per coltivare la sua grande passione per la scrittura.

1 Risposta

  1. Annalisa M. scrive:

    Concordo in toto con la recensione: l’episodio l’ho visto un po’ tardino ma l’ho trovato piacevole, e soprattutto non troppo pieno, come invece mi aspettavo dalla lettura del libro. Il mio unico dubbio riguarda la durata e la proliferazione dei personaggi: solo altri due episodi per arrivare alla conclusione della storia mi sembrano fin troppo pochi per analizzare completamente i personaggi. Vedremo 😀

     

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