Togetherness – 1×04/05 Houston, We Have a Problem & Kick the Can

Togetherness - 1x04/05 Houston, We Have a Problem & Kick the CanFin dai suoi esordi Togetherness ha saputo mescolare ad un sapiente uso dell’ironia la capacità di raccontare una storia, trattando diverse tematiche che, nonostante potessero sembrare stantie, sono state rese nuove ed efficaci. 

Con questi due episodi la serie conferma le sue qualità, scendendo ancora più a fondo nella costruzione di due microcosmi antitetici ma allo stesso tempo speculari, in cui ogni spettatore può rispecchiarsi. La narrazione continua a procedere sue due binari paralleli: da un lato i due coniugi alle prese con i tipici, ma non per questo banali, problemi matrimoniali dovuti ad una mancanza di brio e divertimento nelle loro vite; dall’altro lato coloro che ne rappresentano il corrispondente “negativo” (ma è la serie stessa ad insegnarci che non esistono “negativi e positivi”), senza un piano per il futuro e senza alcuna idea di cosa porterà loro il giorno successivo.

I due episodi, “Houston, We Have a Problem” in particolare,  sembrano separare ancora di più Brett e Michelle acuendo le differenze caratteriali e facendo sembrare sempre più lontana una serena conciliazione, ma hanno anche la funzione di esplorare a fondo il legame sempre più forte tra Tina e Alex.

I told you I was full of surprises.

Togetherness - 1x04/05 Houston, We Have a Problem & Kick the CanForse Brett non sarà l’uomo ideale, alto e snello, ma quando si tratta della moglie e del loro matrimonio diventa il marito perfetto. La puntata si apre con un altro tentativo da parte di Brett di capire la moglie, comprendere ciò che le sue parole nascondono: ciò che lo spettatore, da ospite privilegiato, sa essere noia, semplice mancanza di stimoli e desiderio di un cambio repentino nella propria routine. Michelle non è altro che una donna qualunque, senza troppe pretese, che desidera sentire ancora la brezza della vita: l’euforia e il divertimento e tutte quelle emozioni perse tra pannolini e preoccupazioni.
L’ingranaggio che scricchiola, prossimo alla rottura, è proprio la comunicazione, o meglio la sua mancanza. Non si tratta di codardia, né di mancanza di verità: il loro silenzio si innesta sull’incapacità di venirsi incontro, mettersi l’uno nei panni e nelle vite dell’altro, ritrovare e riscoprire i motivi per cui ci si è sempre amati. Capacità e voglia di ritornare quelli che si era prima, di superare il problema, di riscoprirsi e crescere ancora insieme.

“The whole situation seems insurmountable.”
“Get back in there, get your ass in the air, and fuck your husband.”

Togetherness - 1x04/05 Houston, We Have a Problem & Kick the CanI due protagonisti, con l’avanzare della storia, sembrano sempre più ingabbiati nel loro tugurio personale (come ben ci suggerisce la metafora di “Kick the Can”). Ma quella gabbia, che loro stessi hanno costruito, non è altro che il simbolo più evidente del loro rifiuto di crescere.
Una crescita che ai loro stessi occhi sembra paradossale: l’atteggiamento che caratterizza Brett è quello della sconfitta, dell’abbandono totale ad una vita che non si riesce più a comprendere e a decifrare. Iconica è la scelta da parte dell’uomo di auto-costituirsi: anche uno scenario semplice come quello della partita diventa il simbolo del fallimento totale e della mancanza di fiducia nelle proprie capacità di rinascita.

Al contrario del marito, Michelle — fin da subito più consapevole di sè, del suo corpo e della sua voglia di cambiamento — sembra accettare in pieno la sfida postale dalla sua vita. Non solo accetta di sfidare un gruppo di ragazzini, ma sottolinea a pieno la sua volontà di non autocommiserarsi inutilmente a causa della terapia di coppia, bensì di cercare di vivere una giornata piena di divertimento. Tante, forse troppe, le differenze caratteriali tra i due coniugi: con l’avanzare degli episodi la distanza tra di loro non potrà che dilatarsi ulteriormente, fino a raggiungere il punto di non ritorno.

He’s a little creepy with his dog, though. He’s kind of like an old James Bond villain.

Togetherness - 1x04/05 Houston, We Have a Problem & Kick the CanSe Michelle e Brett non sembrano navigare in acque tranquille, lo stesso vale per i loro ospiti, impegnati a destreggiarsi fin da subito in una palpabile tensione sessuale — o quantomeno è quello su cui gli autori hanno focalizzato l’attenzione fin dal pilot — e in una sostanziale differenza caratteriale su cui si innestano i loro scontri e le situazioni più ironiche.
Mentre i sentimenti di Alex non potrebbero sembrarci più chiari, le azioni di Tina la rendono ancora più simile ad una bambina viziata: dopo aver rovinato la serata all’amico a suon di balli country, occhiate gelose e frecciatine, il suo ritornare tra le braccia sicure di Alex nel corso della partita sottolinea la sua totale incapacità di ammettere la verità. Il turbamento a seguito del bacio non fa che acuire la sensazione di trovarci di fronte a due personaggi che condividono molto di più di quanto potrebbe sembrare: tra difetti e incomprensioni, Alex e Tina sono l’emblema di una generazione che non ha mai trovato la forza e la spinta per crescere, e che guarda a Michelle e Brett come a modelli perfetti, irraggiungibili nella loro perfezione adulta.

Togetherness - 1x04/05 Houston, We Have a Problem & Kick the CanMa la realtà è ben diversa dalle apparenze e questi due episodi ce lo dimostrano: perché crescere non è mai una destinazione ma un lungo ed interminabile viaggio, la cui meta non costituirà mai il tassello principale. La chiave di volta per azionare di nuovo questo meccanismo risiede proprio nella “togetherness”, nello stare insieme, nel riuscire a spezzare le pareti della propria auto-indotta prigionia, rinunciando all’egoismo e alla tranquillità della solitudine, per avere il coraggio di mostrare i veri noi stessi.

La serie si risolve nell’essere la storia forse più semplice della terra, ma anche più potente ed universale: la storia di un viaggio compiuto insieme.

Voto 1×04:7+
Voto 1×05:7+

 

Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.

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