American Crime – 1×02/03 Episode Two & Three

American Crime - 1x02/03 Episode Two & ThreeDopo la promettente prima puntata – mandata in onda in anteprima al Roma Fiction Fest – American Crime prosegue sulla stessa lunghezza d’onda, confermando un modo particolare e accattivante di raccontare e di mettere in scena l’azione.

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But, honest to God, you could pray anywhere. You want to support our children, do it by being in the courtroom.

American Crime - 1x02/03 Episode Two & ThreeUno dei punti di forza della nuova serie di John Ridley è costituito senza ombra di dubbio dai personaggi: su tutti, Barb e Russ attraggono su di loro lo sguardo del pubblico, alla ricerca di un’identità e di un background al momento insondabili, o quasi.
Il gravissimo lutto che li colpisce – e che rigira il coltello in una ferita già infetta che la vita ha lasciato loro in un passato burrascoso – porta in superficie il loro modo di affrontare quello che della vita rimane: un vuoto incolmabile ma che deve essere riempito con la cosa più difficile di tutte da trovare, la Verità. Com’era facilmente pronosticabile, la vita rosea che il figlio e sua moglie facevano trasparire non era proprio così zuccherosa: la storia di droghe e adulteri vari li colpisce piano piano con la forza di un macigno che mette in risalto il loro diverso modo di vivere la complessa situazione.

American Crime - 1x02/03 Episode Two & ThreeBarb rappresenta alla perfezione uno stereotipo americano, rendendolo però molto più sfaccettato di quanto potrebbe sembrare: quell’America bianca e rurale afflitta dalla piaga di un razzismo viscerale – la faccia di Barb alla vista della detective di colore è perfetta per descriverne l’abisso morale.
La caparbietà e la testardaggine con cui, in queste due puntate, la madre rincorre la Verità sulla morte del figlio è lodevole, non fosse altro che per la scrittura del personaggio, che la rende talmente insopportabile da portarci a tifarle contro. Questa scelta degli autori è perfetta, come si diceva prima, per dare profondità a un tipo di personaggio che altrimenti sarebbe stato una macchietta insopportabile.
Al suo esatto opposto troviamo Russ, marito diseredato dopo storie non chiare di gioco e piccole rapine: in questo caso, il corrotto morale è sicuramente lui, ma il padre ha un modo per ricercare la Verità che rifugge completamente quello della ex moglie. Russ è calmo, ma allo stesso tempo disordinato ed emozionato: in poche parole, umano. E questo ribalta la concezione di giusto e sbagliato: siamo portati ad entrare in empatia con un padre degenere che (forse) ha portato sulla strada sbagliata un figlio all’apparenza perfetto.

Life look better. Or slower, or has more color. Something. It’s just not… regular. I can’t be regular.

American Crime - 1x02/03 Episode Two & ThreeAll’opposto di queste reazioni sui figli (a cui vanno aggiunte anche quelle dei genitori di Gwen) troviamo quelle dei figli nei confronti dei genitori.
Questo aspetto è molto interessante, e fa di queste due puntate di American Crime un coinvolgente proseguimento verso il cuore della stagione. Su tutti, ovviamente, è centrale la figura di Tony, figlio adolescente del padre-padrone (ma non troppo) Alonzo Gutierrez, incastrato dalla sua stessa avventatezza e giovane età. Tony è usato da contraltare nei confronti di quello che dicevamo nel primo paragrafo: se i genitori si comportano così verso i figli, come reagiscono questi dal loro punto di vista? La voglia di ribellione del ragazzino è quanto di più visto nel cinema, ma qui serve per sottolineare ancora di più le “colpe” dei genitori, sia quando troppo presenti (Alonzo), sia quando quasi completamente assenti (Russ).

Altri due personaggi molto interessanti sono Carter e Aubrey, mostrati come figli oltre che assuefatti dalle droghe: il loro rapporto con genitori e parenti viene solo accennato, ma viene fatto in maniera decisa, suggerendo che sia stata proprio la voglia di fuggire dagli schemi ciò che li ha fatti finire a questo punto. Eppure, nonostante tutto, vanno fieri del loro amore e dei loro sogni di Libertà rappresentati dalle fredde pubblicità di riviste alla moda.

One rule for them, one rule for us. We don’t deserve to be treated equal?

American Crime - 1x02/03 Episode Two & ThreeAmerican Crime ha una cifra stilistica molto importante che si manifesta soprattutto nelle scene di dialogo tra i protagonisti della serie e le figure secondarie. I primissimi piani dei personaggi principali e le non-inquadrature di quelli minori suggeriscono neanche tanto velatamente che le comparse – appunto – non sono nient’altro che comparse. La loro vita adesso è una sola: trovare la Verità in qualunque modo, attraverso commossi ricordi dei figli o scappatoie legali su razzismi al contrario.
La nostra esistenza, insomma, è così: le persone importanti sono poche e dobbiamo cercare di tenercele strette. La vita è prima di tutto confusione, così come i dialoghi e le frasi fuori sincrono rispetto a quello che vediamo, espressioni che dicono tutto mentre le parole sono impossibilitate a esprimere quello che realmente proviamo.

American Crime è una serie che ha dalla sua parte scelte registiche molto interessanti che danno risalto a quanto si sta vedendo, portando avanti di pari passo il lato thriller/legal con finezza mai banale. Tutto questo è supportato da attori con la A maiuscola che rendono molto più profondi i personaggi, tra cui Timothy Hutton e Felicity Huffmann: una spanna sopra a tutti.

Voto 1×02: 7
Voto 1×03: 7½

 

Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale. Profilo FB: http://www.facebook.com/ste.porta?ref=tn_tnmn

6 Risposte

  1. Simone Martone scrive:

    Sono d’accordo con la recensione circa la bravura degli attori, ma ho trovato la serie in sé totalmente priva di senso. Personaggi già visti, tematiche già affrontate, regia anonima e quasi irritante. Non so, non mi spinge minimamente ad essere curioso per come continuerà :/

     
    • Ste Porta scrive:

      Ciao Simone, in che senso “regia anonima e quasi irritante”? Io invece l’ho trovata come uno dei punti di forza, è molto particolare e un po’ fuori dagli schemi, soprattutto per l’ABC.
      Sono curioso di capire il tuo punto di vista. :)

       
      • Simone Martone scrive:

        Mi spiego meglio: dal mio punto di vista sembra girato senza cuore. A parte qualche scavalcamento di campo qua e là, di solito c’è un modello di inquadratura replicato per ogni situazione. In poche parole, c’è poco “coraggio” cinematografico, vengono compiute sempre le stesse scelte. Inoltre i colori mi sono sembrati eccessivamente tendenti al bianco, creando un clima abbastanza finto. Ora non voglio bocciare la serie solo per la regia, ma in sostanza mi sono annoiato, perché sembra un prodotto fine a sé stesso, un timido tentativo della ABC di colmare il gap con le emittenti di qualità più alta. E appunto, secondo me avere bravi attori non è sufficiente: ci vuole più grinta nel progetto in generale. Comunque vedremo :) magari migliora, ma per il momento non mi piace. Anche lo spunto critico sul razzismo è uno stereotipo gigantesco.

         
        • Ste Porta scrive:

          Bhe, in realtà il razzismo viene affrontato in maniera un po’ particolare, facendo anche domande un po’ “scomode” (perchè se un bianco uccide un nero è razzismo e il contrario no?)
          Comunque vedremo, a me ha colpito abbastanza: forse hai ragione quando dici che è un timido tentativo per scimmiottare prodotti più alti, ma al momento lo stanno facendo abbastanza bene.
          Alla prossima! :)

           
        • alessandro scrive:

          Citazione da Ste Porta:
          Bhe, in realtà il razzismo viene affrontato in maniera un po’ particolare, facendo anche domande un po’ “scomode” (perchè se un bianco uccide un nero è razzismo e il contrario no?)
          Comunque vedremo, a me ha colpito abbastanza: forse hai ragione quando dici che è un timido tentativo per scimmiottare prodotti più alti, ma al momento lo stanno facendo abbastanza bene.
          Alla prossima!

          a me infatti sembra al contrario che affrontino i molteplici temi senza falsi moralismi e da una prospettiva nuova

          il ragazzo ucciso e i suoi familiari vengono mostrati sotto una luce negativa, quasi che parte della loro tragedia personale sia colpa loro, non sono mettendo in luce il loro egoismo, i loro pregiudizi, i loro oscuri precedenti diventano quasi delle vittime antipatiche, e uno si chiede se siano realmente loro le vittime e non gli altri, i tossici e i messicani schiacciati da un sistema ingiusto e razzista come la famiglia in lutto, che ne è parte integrante

           
  2. alessandro scrive:

    comunque spero che si risolva tutto nella prima serie

    il tema comincia a diventare stantio e non lo trascinerei per altre puntate

     

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