House of Cards 3×03-05 – Chapter 29-31

House of Cards 3x03-05 – Chapter 29-31Più in alto è il posto che si occupa, più rovinosa è la caduta: ma sarà davvero questo il destino di Frank Underwood? House of Cards scopre tutte le sue carte e ci prepara ad assistere alle lotte per il potere che avranno luogo a Washington (e non solo) nei prossimi episodi.

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La politica è un terreno accidentato; lo sanno bene tutti coloro che si devono confrontare quotidianamente con le difficoltà di farsi strada attraverso i rapporti interpersonali, le decisioni collettive e le influenze di minoranze attive che provengono dall’esterno e dall’interno dei luoghi di potere.
House of Cards 3x03-05 – Chapter 29-31Quello che Beau Willimon ha voluto mettere in scena in questi anni di programmazione è proprio questo affresco affascinante e terribile allo stesso tempo, non così lontano concettualmente dal mondo in cui viviamo. I personaggi di House of Cards sono pennellate su una tela: nel loro essere temporanei, possono essere spazzati via e sovrastati con un ritocco di un colore differente, o all’occorrenza possono unirsi a quel diverso colore. Tuttavia, alcuni di questi “colori politici” riescono a volte ad espandersi sopra gli altri e a sovrastarli, riuscendo a creare un quadro che favorisca sempre i propri interessi. Questi sono i personaggi più interessanti e che più facilmente sopravvivono nello show di Netflix.

Well, I’ve got God’s ear now.

House of Cards 3x03-05 – Chapter 29-31Il colore più abile, quello che si identifica nella serie stessa, è ovviamente Frank Underwood, interpretato dal granitico Kevin Spacey. Il percorso di questo personaggio è stato sempre lineare e ben chiaro agli spettatori per entrambe le prime due stagioni: Vicepresidente in Chapter 13, Presidente in Chapter 26. Il primo elemento di novità introdotto da questa terza annata dello show, quindi, è proprio l’imprevedibilità di ciò che accadrà; non è chiaro quale sia la direzione che gli autori vogliono intraprendere per quanto riguarda il destino della famiglia Underwood. Si possono individuare almeno due diverse ipotesi di sviluppo narrativo da qui a fine stagione: il prosieguo dell’ascesa politica di Francis con un secondo mandato alla Casa Bianca o l’inizio della caduta politica di uno dei personaggi più iconici della tv degli ultimi anni. In entrambi i casi, il successo di una o dell’altra strada sarà determinato da come sarà sviluppata nel corso della stagione.

So, this is what he does? He leaves the seduction to you.

House of Cards 3x03-05 – Chapter 29-31L’inizio di questa terza stagione aveva mostrato una partenza difficile per i coniugi Underwood alla guida del più potente stato del mondo occidentale; in questi tre episodi la musica essenzialmente non cambia, se non verso il finale di “Chapter 31”. Il pittore Frank non riesce più a dipingere come faceva in passato; le sue pennellate non hanno più l’effetto di una volta. Le sue mosse politiche sono diventate prevedibili e i personaggi intorno a lui si sono uniformati al suo stile, diventando più astuti a loro volta: chiari esempi sono il presidente Petrov, che non abbocca alla carota lanciatagli con l’invito alla Casa Bianca (anzi, ne approfitta), e la Dunbar che lo sfida apertamente rinunciando alla sua offerta e candidandosi per la presidenza.
In questo quadro assume sempre più importanza il ruolo e la figura di Claire. Il personaggio di Robin Wright è sempre stato un contraltare per il marito; in questa stagione, tuttavia, diventa ancora più fondamentale la sua presenza in quanto attivamente e politicamente coinvolta nel sostegno e nel riportare successi a favore di Frank. È a partire da lei che ha origine la prima grande vittoria politica dell’amministrazione Underwood a livello internazionale, ed è sempre lei a influenzare verso la giusta direzione il marito, anche nei momenti di peggior crisi morale del personaggio. La riuscita della collaborazione tra i due e la potenza narrativa del loro matrimonio vengono fuori con il ritrovato rituale della sigaretta condivisa, un leit motiv che è sempre stato simbolico per la coppia, ma che in questa stagione vediamo realizzarsi solo nel quinto episodio.

We’re not men of excess, though, are we?

House of Cards 3x03-05 – Chapter 29-31Il mondo di House of Cards è un mondo fittizio. Non è altro che una versione parallela rispetto a quello in cui viviamo: i personaggi sono diversi ma verosimili, le tematiche affrontate sono quasi sempre un riflesso della vera attualità, ma a volte capita che alcune personalità influenti realmente esistenti, o addirittura interi gruppi di attivisti, passino attraverso il medium televisivo e facciano capolino all’interno dello show. Il presidente Petrov (interpretato da uno straordinario Lars Mikkelsen) è una riproposizione non troppo velata di Putin, di cui ne mantiene le idee politiche e il carattere, seppur nella serie sia, chiaramente, molto più romanzato. Il suo incontro con Frank dura un intero episodio (il più completo finora), volto a presentare agli spettatori i caratteri dei due personaggi e permettere loro di metterli a confronto attraverso una lunga visita alla Casa Bianca. “Chapter 29” funziona bene proprio grazie all’alchimia che permea tutti gli scambi (verbali e non) tra i due presidenti, una chiara riproposizione di quei rapporti di potere che hanno influenzato drasticamente lo scenario geopolitico nel secondo dopoguerra. L’unica nota negativa che si può accreditare a questo capitolo è il messaggio propagandistico troppo esplicito rappresentato dalle Pussy Riot, gruppo che appare nella serie con il suo vero nome e che ha chiaramente la funzione extra-televisiva di portare all’attenzione dello spettatore tematiche sociali attuali che però stonano con l’universo parallelo dello show.

Don’t insult me with peace.

House of Cards 3x03-05 – Chapter 29-31La guerra è alle porte: i personaggi si schierano e prendono posizione in vista delle future elezioni presidenziali. Doug, personaggio su cui la serie vuole puntare in questa stagione, sarà molto probabilmente fondamentale nello scontro politico imminente: la sua decisione di schierarsi contro il suo ex datore di lavoro era prevedibile; meno prevedibili e molto più interessanti saranno i risvolti che avrà questa svolta sul proseguimento della storia. La sua scelta rappresenta un’ulteriore sfida per lo schieramento Underwood, soprattutto se confrontiamo la sua esperienza al servizio della Dunbar con gli insuccessi dei nuovi collaboratori di Frank: Seth, che non riesce a controllare le pressioni della stampa, e Remy, che è evidentemente ancora preso dai suoi sentimenti per Jackie.

He’s out of control.

House of Cards 3x03-05 – Chapter 29-31Come è già stato accennato, una delle novità introdotte in questi primi episodi dello show è rappresentata dagli ostacoli morali che inficiano la disumanità presunta del personaggio di Kevin Spacey. Frank è influenzato dal peso delle scelte che deve prendere, come dimostra il bellissimo dialogo con Mahmoud che lo pone per la prima volta di fronte a dilemmi di coscienza. Se nelle prime stagioni è stato un personaggio che non si faceva troppi scrupoli a strumentalizzare le persone che gli orbitavano attorno, arrivando addirittura all’utilizzo dell’omicidio per raggiungere i suoi obiettivi, il presidente Underwood è un personaggio molto più esposto e soggetto ai fardelli morali che accompagnano le sue scelte di governo, e per questo molto più fragile e meno sicuro. L’evoluzione della sua caratterizzazione è inversamente proporzionale alla sua ascesa al potere, non avendo mai fatto i conti sulle difficoltà che avrebbe incontrato nel mantenerlo.

It’s not your place to choose the version of God you like best.

House of Cards 3x03-05 – Chapter 29-31House of Cards posiziona i suoi personaggi sulla scacchiera politica che sarà teatro di una guerra che raggiungerà, probabilmente, il suo apice alla fine della stagione; dopo i primi due episodi non troppo esaltanti, decide di alzare il tiro e il livello qualitativo dello show con tre puntate molto diverse tra loro, ma che riflettono un percorso comune finalmente evidente allo spettatore. Il percorso stagionale è chiaro, l’obiettivo dei pittori anche; la variabile impazzita della stagione è, però, il destino quanto mai incerto del protagonista, che scende dal piedistallo di imbattibilità su cui era stato posto e si pone in una condizione paritaria rispetto agli altri personaggi. Per questo motivo la terza stagione potrà facilmente ergersi come la migliore della serie, ma tutto dipenderà dall’abilità degli autori di mantenere alto il livello qualitativo degli episodi senza perdere di vista l’adeguata attenzione verso i personaggi e le loro relazioni.

Voto episodio 3: 8,5
Voto episodio 4: 7
Voto episodio 5: 7,5

 

Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.

4 Risposte

  1. Frank Underwood scrive:

    Che dire? Forse, visto il mio nick, sarò di parte, ma Kevin Spacey è un totale godimento. Ci fosse stato un altro attore nei panni di Frank Underwood non so se la serie avrebbe avuto lo stesso successo, fatto sta che Lui di fronte alla telecamera è come Maradona sul rettangolo verde. Carisma e qualità a tonnellate. Detto questo la serie resta piacevolissima ed avvincente, non ai livelli dell’ascesa al potere delle prime 2, ma sempre tra le migliori 5 serie in circolazione. Non era facile raggiunto il potere in Chapter 26 capire che direzione dare allo show. Ci sono riusciti, me lo godo alla grande e faccio anche i complimenti a Davide per la recensione!

     
    • Davide Tuccella scrive:

      Grazie mille per i complimenti! :)

      Sono d’accordo, la serie è stata modellata sul carisma e la presenza scenica di Kevin Spacey. Senza di lui ovviamente non sarebbe stata la stessa serie; migliore? peggiore? Semplicemente diversa.

       
  2. annamaria scrive:

    Ma non lo recensite più House of Cards?
    A mio giudizio lo show è migliorato molto nelle puntate successive e poi Frank col suo attivismo e il suo AmWork (!) mi ricorda tanto qualcuno…. (si lecit in parva…)

     
  3. annamaria scrive:

    Scusate, ho guardato adesso la data dell’articolo.
    Non si può certo dire che siate in ritardo.
    Comunque aspetto con impazienza il vostro parere.
    Lo avete visto Mickey Doyle che fa lo scrittore?
    Una delizia!

     

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