How to Get Away with Murder – 1×14/15 The Night Lila Died & It’s All My Fault

How to Get Away with Murder – 1×14/15 The Night Lila Died & It's All My FaultLa prima annata di How to Get Away With Murder si è conclusa con una doppia puntata che, più di ogni altra precedente, ha saputo definire la serie con precisione, dandoci anche una panoramica verosimile di quello che vedremo il prossimo autunno, quando tornerà la seconda stagione dello show.

Se qualcuno avesse avuto il dubbio che How to Get Away With Murder potesse essere molto più che un polpettone d’intrattenimento, possiamo ora dire che si sia sbagliato, ma non di tanto: la serie, pur appartenendo ad una fascia media, mette in scena diversi elementi (tra loro collegati) degni di nota, a partire dai due grandi temi che affiorano chiaramente nel finale di stagione, fino alla costruzione di alcuni rapporti umani tra i protagonisti. Che un legal drama come questo faccia propria una certa ambiguità narrativa è normale, tuttavia lascia piacevolmente stupiti il fatto che sia stata declinata non solo a favore degli elementi tipici del genere giallo (come l’indagine investigativa e i ruoli dei personaggi all’interno di essa), ma anche su livelli più profondi (come la caratterizzazione dei protagonisti, che diventano persone e non tipologie di personaggi).

How to Get Away with Murder – 1×14/15 The Night Lila Died & It's All My FaultÈ proprio l’ambiguità uno dei temi più sviluppati dalla serie, tanto da diventare quasi la colonna vertebrale di questa stagione: non solo è ambiguo il racconto di quello che è successo la notte del 29 agosto, ma lo sono anche la morale dei personaggi e i rapporti tra di loro. L’amicizia, l’amore, il confronto con l’altro (soprattutto se in una posizione di potere) non sono ben definiti: la linea sottile che divide il giusto dallo sbagliato viene spesso oltrepassata, ma non in modo tanto netto da far cambiare le cose. Il rapporto tra Annalise e Wes ne è un esempio perfetto: a tratti sembrano madre e figlio, ma capita che ci sia una grande tensione tra i due, una complicità ‒ dettata dal segreto sulla morte di Sam Keating ‒ e un’intesa che potrebbero far pensare ad altro, come la madre della professoressa dice esplicitamente in “Mama’s Here Now“. Lei gli è grata per aver ucciso suo marito e si sente in debito, almeno moralmente, perché l’ha liberata, anche se quello era l’amore della sua vita. Annalise lo tratta in modo diverso, lo ascolta come non fa con gli altri e, anche grazie al rapporto di Wes con Rebecca, gli fa assumere un ruolo che gli altri ragazzi dello studio legale non potranno mai avere. Per questo Wes è fortemente influenzato nella sua relazione con lei: subisce infatti il fascino della donna più grande e di potere, e si libera da questo legame solo nel finale, quando crede di aver ucciso un professor Keating innocente e di poter essere odiato da Annalise (divisa per sempre da un uomo fedifrago e scorretto, ma non criminale).

How to Get Away with Murder – 1×14/15 The Night Lila Died & It's All My FaultIl tema dell’ambiguità è incarnato anche dal cambio di rotta della serie nel suo rapporto con la legalità, che vede la sua conclusione in “It’s All My Fault”.
All’inizio il titolo dello show (che tradotto sarebbe “come commettere un omicidio e passarla liscia”) sembrava essere riferito ai clienti di Annalise protagonisti della prima parte di questa annata (più procedurale e con trama verticale, caratteristica comune alla prima stagione di un altro show prodotto da Shonda Rhimes, Scandal), che provavano a conquistare la libertà tramite cavilli e metodi poco ortodossi, ma comunque legali. L’utilizzo della legalità è venuto meno da “Hello Raskolnikov” in poi, da quando cioè la stessa Annalise sveste gli abiti di inflessibile avvocato e fa di tutto, ma proprio di tutto, per salvare i suoi ragazzi (cambiamento sottolineato dalla diversa acconciatura che sfoggia la professoressa, simbolo per eccellenza di un mutamento).

How to Get Away with Murder – 1×14/15 The Night Lila Died & It's All My FaultIl secondo tema che unisce “The Night Lila Died” e “It’s All My Fault” è quello del senso di colpa, che ci mostra come lo stesso avvenimento possa essere vissuto in maniera diametralmente opposta dai diversi soggetti che ne sono protagonisti. Da una parte vediamo il gruppo dei giovani apprendisti avvocati, che, rei di aver ucciso e occultato il cadavere di Sam Keating, vogliono essere sicuri di averlo fatto per un motivo valido e di non aver ammazzato un uomo innocente. Il senso di colpa e la paura di essere scoperti dalla polizia li spingono a mettere tutto in discussione per avere la certezza di quello che è accaduto. Dall’altra parte invece troviamo Annalise, che non ne vuole sapere dei nuovi sviluppi sul caso Stangard. La donna vuole credere che il marito sia colpevole quasi per giustificare l’odio che prova nei suoi confronti: non solo l’ha tradita, ma ha anche ucciso una donna, motivi sufficienti per dimenticarlo una volta per tutte ed andare avanti. Inoltre il fatto che Sam abbia ucciso Lila fornisce ad Annalise un secondo motivo di sollievo: la morte della ragazza per mano di Sam è vista come una punizione per la sua rivale in amore, che ne esce sconfitta.
Arrivati a questo punto, Ms. Keating non vuole scoprire la verità perché, per come stanno le cose, lei è una vittima, è la moglie innocente, così attaccata alla verità e alla giustizia da far condannare il marito per i suoi peccati. I ragazzi, invece, vogliono sapere la verità, perché il senso di colpa li sta erodendo fino a farli crollare: il loro interesse non è più legato al processo, ma è quindi di tipo morale. La distinzione tra verità processuale e verità dei fatti, argomento che lo show solleva, fa fare ad How to Get Away with Murder un piccolo salto in avanti, sottoponendo all’attenzione del pubblico un problema per nulla banale.

How to Get Away with Murder – 1×14/15 The Night Lila Died & It's All My FaultMa allora perché, con queste premesse, non possiamo parlare di tv di qualità? How to get Away With Murder rappresenta la televisione del colpo di scena, dell’imprevisto che sopperisce ad altre mancanze, più o meno gravi, ma presenti: se il colpo di scena è usato in modo così massiccio all’interno della trama è perché manca dell’altro. Sebbene la caratterizzazione dei personaggi, le interazioni umane, l’indagine sociologica e la crescita dell’individuo siano caratteristiche in un certo modo presenti nello show, si è preferito puntare a sorprendere ed intrattenere, più che a creare dei sottotesti complessi ‒ comunque presenti e per niente stupidi. Il più grande pregio della serie è quello di aver espanso il genere del whodunnit facendolo diventare modello morale: ogni personaggio contiene in sé tutti i ruoli del racconto giallo, tanto da non farci capire quanto i buoni siano davvero buoni e quanto i cattivi siano spinti da buone intenzioni. How to Get Away with Murder rappresenta così un tipo di intrattenimento intelligente, che ci inchioda alla TV e ci fa dimenticare tutto il resto, fino alla conclusione dell’episodio, che segna la fine del divertimento e di qualsiasi eventuale approfondimento.

Voto 1×14: 7 ½
Voto 1×15: 7 ½
Voto stagione: 7+

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

3 Risposte

  1. memmo scrive:

    Ho seguito questa serie con interesse e sono d’accordo con la recensione. Mi ha affascinato per la sua trama a incastri perfetti, i suoi colpi di scena, ma meno per le complessità psicologiche intimistiche. È un prodotto un po’ strano, un ibrido tra la patinatura americana e la serie d’autore. Di sicuro intrattiene in modo intelligente, non richiede approfondimenti dopo la visione ma durante gli episodi si rimane concentratissimi.

     
  2. iaia scrive:

    premetto che mi sono “bevuta” questa serie in pochi giorni, quindi potrebbe essermi sfuggito qualcosa, una grande domanda: perchè Annelise ha scelto anche Wes nel suo team?? cioè non mi sembra il tipo di persona che fa niente per niente, visto tutti i doppi giochi e che ha fatto..però quello mi sfugge proprio!
    che sia solo perchè si è sentita di prenderlo sotto la sua ala?? che sia perchè l’ha sorpresa con il pover nate?? mi sembrano entrambe motivazioni deboli..boh!

     
    • Davide Canti scrive:

      Se non ricordo male, Annalise ha fatto entrare Wes nel suo team proprio perché l’aveva sorpresa con l’amate, così ha comprato il suo silenzio. Non ricordo motivazioni a lungo termine, voleva solo mettere una toppa su questo imprevisto.

       

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