Shameless – 5×07/08 Tell Me You Fucking Need Me & Uncle Carl

Shameless – 5×07/08 Tell Me You Fucking Need Me & Uncle CarlA meno di un mese dal finale, Shameless dà prova di essere un prodotto molto più complesso di quanto possa sembrare l’ennesima serie sulla famiglia. I temi in campo sono già stati affrontati in passato, ma ora si tenta di illuminare un angolino che ancora era rimasto nascosto e che, benché non ci abbia fatto rileggere l’opera con occhi diversi, l’ha resa terribilmente reale.  

Shameless è stato sempre molto più autentico quando ha scelto di affrontare determinati temi in maniera meno sensazionalistica possibile: la perenne assenza emotiva di Frank e la sete di dramma di Fiona, per citare due esempi, hanno preso vita grazie alle loro espressioni di rammarico o indifferenza, ai silenzi, ai piccoli gesti, più che per i plot twist e le azioni eclatanti che, di certo, non sono mai mancate.

Shameless – 5×07/08 Tell Me You Fucking Need Me & Uncle CarlQuesto vale anche per il racconto della malattia, che acquista una forza incredibile grazie al senso di spaesamento di Ian all’interno delle mura bianche dell’ospedale, o mentre guarda negli occhi Mickey sotto le coperte al secondo piano di casa Gallagher. Il confronto tra Ian e Carl in “Uncle Carl” mette in scena tutta la semplicità e la quotidianità di un ragazzo che soffre di un disturbo bipolare, molto di più rispetto alla fuga di “Crazy Love“, utilissima per fini d’intrattenimento. Ian, che cerca di spiegare al fratello più piccolo come sarebbero potute cambiare le cose da qual momento in poi, offre un istante di vita vera preziosissimo, che spazza via tutte le pazzie eccessive e le storyline inverosimili che ci sono state servite fino ad ora.

Shameless – 5×07/08 Tell Me You Fucking Need Me & Uncle CarlLa messa in scena della malattia, che ancora non ha preso totalmente la scena, dovrà necessariamente andare oltre alla negazione di Ian ed al racconto delle sue crisi, spostandosi verso un terreno fatto di conseguenze più che di sintomi; non che non sia interessante la malattia in quanto tale, ma il fine di Shameless è e dovrà essere ben altro. Uno sviluppo che ascolti le voci degli altri membri della famiglia è in parte già iniziato da Lip e Fiona, che portano il loro ruolo di fratelli-genitori su un altro livello: devono gestire una cosa, il bipolarismo di Ian, più grande di loro, che ha mischiato di nuovo le carte in tavola, buttandoli per l’ennesima volta nel caos e togliendogli la speranza che una vita migliore possa essere possibile. È comprensibile la loro voglia di scappare (Fiona in tour e Lip al college), ma la famiglia Gallagher è a tutti gli effetti un buco nero, il loro buco nero, a cui non possono e non vogliono rinunciare. Il discorso di Lip al responsabile delle rette in “Uncle Carl” ci butta addosso tutta la sua confusione, la voglia di avere un futuro migliore ed il senso di colpa nel lasciare da solo il fratello che, come mai prima, ha bisogno di lui; questo incontro, che diventa uno sfogo del protagonista, mostra la crescita di Lip, che fino a due stagioni fa era solo interessato al triangolo amoroso con Mandy e Karen.

Un altro dialogo che ci fa conoscere meglio uno dei protagonisti è quello tra Debbie e Mickey, in cui si parla esplicitamente di una delle cause di tutti i problemi che la famiglia Gallagher sta affrontando: le dipendenze di Frank. Il rapporto malato tra l’uomo e Monica, anch’essa affetta da bipolarismo, l’ha portato a rifugiarsi nell’alcool, come sta facendo Mickey, per dimenticare tutto il dolore che scaturiva dalla loro relazione. Questa è la prima volta che si affronta il problema e lo si fa senza banalizzare quello che sarebbe potuto essere solo un ubriacone buono a nulla. La storia di Frank è molto più complessa di così ed il breve racconto di Debbie ha cercato di farcelo capire. Nonostante la grande forza che i dialoghi di questi due episodi hanno saputo incarnare, un’eccessiva vena didascalica, che accomuna in modo trasversale “Tell Me You Fucking Need Me” e “Uncle Carl”, lascia poco spazio allo spettatore, facendo spiegare dai diretti interessati tutti i sentimenti e le azioni.

Shameless – 5×07/08 Tell Me You Fucking Need Me & Uncle CarlSe da un lato Shameless è diventato uno specchio capace di riflettere aspetti della vita sempre più precisi e fedeli, dall’altro è innegabile che sia ancorato alla sua missione di stupirci a tutti i costi, di mostrare sempre l’eccesso e di crearlo quando se ne potrebbe fare a meno: lo sparo, l’arresto dell’ottavo episodio, il ritorno di Steve/Jimmy e le conseguenze nel presente stanno facendo diventare il plot della serie (insieme a cinque anni di trame eccessivamente al limite) molto più vicino a quello di un guilty pleasure che ad un drama potenzialmente premiato. Inoltre, essendo la parte più intima e personale quella più forte, si fa fatica a capire perché non venga messa in risalto.

Lo sparo di Sammi a Frank in “Tell Me You Fucking Need Me”  merita un discorso a parte: questo avvenimento fa parte di quel vasto gruppo di azioni eclatanti che appena accadono sembrano avere un’influenza notevole su tutta la narrazione, ma che il passare delle puntate spegne a poco a poco, azzerando le conseguenze. Frank disprezzava la figlia prima e continua a farlo anche dopo lo sparo; Sammi, invece, vuole redimere il padre, ma non ci riuscirà, come non ci sono riusciti Fiona, Debbie, Sheila e il trapianto di reni.
La conseguenza più importante a livello narrativo è l’arresto di Carl, avvenimento interessante e ben inserito nel racconto, che non potrà permettersi una risoluzione troppo facile: lo schema “situazione di normalità-problema-risoluzione del problema-ripristino della normalità” è stato usato così tante volte da far diventare la serie a tratti prevedibile.
Shameless – 5×07/08 Tell Me You Fucking Need Me & Uncle CarlLa famiglia Gallagher ha affrontato ogni tipo di sfida senza che mai nulla cambiasse, né le dinamiche tra i fratelli, né quelle con i genitori o con personaggi esterni al nucleo familiare. La quinta stagione doveva essere quella del cambiamento profondo, dello stravolgimento degli schemi a cui eravamo abituati e invece si sta rivelando l’ennesima stagione in cui tutto cambia perché non cambi nulla. Per ora né il matrimonio di Fiona, né la ricomparsa di Steve/Jimmy, né il nuovo ruolo di Sammi hanno portato a cambiamenti che durino più di due episodi; vedremo se la malattia di Ian sarà un motore abbastanza potente da muovere qualche equilibrio e non riportarlo più allo stadio iniziale.

“Tell Me You Fucking Need Me” e “Uncle Carl” si presentano come due episodi bipolari, capaci di mettere in scena un’acuta rappresentazione della vita e allo stesso tempo farla diventare una meravigliosa corsa su un ottovolante, di cui, però, non vediamo la fine.

Voto 5×07: 7
Voto 5×08: 7 ½

 

Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. Intanto studio, perché il pezzo di carta è importante, si sa! "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

3 Risposte

  1. Ambrosia scrive:

    Mickey e Ian sono la coppia più bella che abbia mai visto.

     

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